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martedì 21 aprile 2026

Franceschetti: Delitti rituali, se i Killer agiscono come automi


 Articolo di Giorgio Cattaneo, tratto dal sito Libreidee

«Ora è finita», dice il cannibale Jeffrey Dahmer ai suoi giudici. Si è arreso, il Mostro di Milwaukee, dopo aver ucciso, squartato e divorato 17 vittime. «Qui non si è mai trattato di cercare di essere liberato: non ho voluto mai la libertà, e oggi non chiedo attenuanti». Il serial killer dichiara ufficialmente di aspettarsi la pena capitale: sarebbe un sollievo, per lui. Confessa tutti i suoi delitti, ma precisa: «Non ho mai odiato nessuno. Sapevo di essere malato, o malvagio, o entrambe le cose. So quanto male ho causato, ma ora mi sento in pace: grazie a Dio, non potrò più fare del male». Si è convertito, Dahmer: «Credo che solo il Signore Gesù Cristo possa salvarmi dai miei peccati». E’ il 1992 quando viene condannato all’ergastolo. Due anni dopo, però, viene ucciso da un detenuto affetto da schizofrenia, il cui nome (Christopher Scarver) contiene, curiosamente, il riferimento a Cristo. Solo un caso? Chi lo sa. Certo è che, nei delitti anomali – cioè non scatenati da moventi ordinari (denaro, passione, vendetta) – ci si imbatte spesso in una mole impressionante di «coincidenze eccezionali». Lo sostiene Paolo Franceschetti, già avvocato delle Bestie di Satana e poi indagatore di casi intricatissimi come quello del Mostro di Firenze: una inquietante sequenza di omicidi rituali. Domanda: com’è possibile che si verifichino tutte quelle maledette coincidenze? Ed è credibile che una forza sconosciuta guidi la mano dei killer?

Franceschetti, buddista praticante e autore del saggio “Alla ricerca di Dio”, suggestiva indagine trasversale sulla spiritualità, esplorata “dalle religioni ai maestri contemporanei”, propende per una spiegazione occultistica: quella cioè di chi crede davvero che la ritualità della cosiddetta magia possa produrre effetti concreti, pericolosamente tangibili e persino letali. A colpirlo è l’ineffabile ricorrere di troppe concatenazioni altamente simboliche e altrimenti inspiegabili, a suo parere: come se “l’invisibile” fosse una specie di lavagna, sulla quale poter imprimere precisi desideri. Dal canto suo, Franceschetti vanta anni di coraggiose ricerche condotte con rigore, partendo dalle carte giudiziarie. «Nei delitti delle Bestie di Satana – scrive, sul blog “Petali di Loto” – alcuni dei nomi dei ragazzi coinvolti sono, appunto, nomi di bestie: Volpe, Leoni, Zampollo (zampa di pollo)». La figura simbolica di Satana, nella tradizione cristiana, è sconfitta dell’arcangelo Michele: «E guarda caso, i due personaggi che in tutta la vicenda risultano la chiave per scoprire i delitti si chiamano Michele». Il primo è Michele Tollis, il padre di uno dei ragazzi assassinati, il cui cognome richiama la preghiera “qui tollis peccata mundi”. L’altro invece è un carabiniere, Michelangelo Segreto, all’epoca comandante della stazione di Somma Lombardo. «Michelangelo: qui non abbiamo solo Michele, ma anche l’angelo».

La Bestia dell’Apocalisse, sottolinea Franceschetti, in alcune raffigurazioni ha le zampe di pollo e la testa di leone: i “registi” dell’operazione Bestie di Satana, che ha coinvolto giovani sbandati (e spesso innocenti, sostiene il loro ex legale) era dunque una terribile, sanguinosa allegoria vivente, messa in scena per “rappresentare” l’Apocalisse di Giovanni? Franceschetti si concentra sulle coincidenze: Volpe sparò a Mariangela Pezzotta, colpendola alla gola. Come si chiama il luogo in cui avvenne il delitto? Golasecca. La vicenda delle Bestie di Satana, almeno per la versione ufficiale diffusa dalla stampa, finì il giorno che Volpe e Ballarin, dopo aver ucciso Mariangela, si schiantarono con l’auto presso la diga di Panperduto, dove poco dopo furono fermati. Traduzione simbologica: proprio a Panperduto, le Bestie di Satana “si perdono”. E il dio pagano Pan, aggiunge Franceschetti, nella tradizione cattolica era «una delle rappresentazioni di Satana», secondo la Chiesa medievale ancora Magia neraimpegnata a debellare il tenace paganesimo che resisteva nelle campagne. Qualcuno si è preso gioco di quei ragazzi, allestendo (a loro insaputa) una trama spaventosa?

Da Varese a Firenze, cambiano gli attori ma resta invariato l’affollamento di coincidenze anomale. Nei delitti del Mostro, le zone del delitto – se segnate su una mappa – disegnano un cerchio (magico) attorno a Firenze, rileva Franceschetti. Il capoluogo toscano «è per eccellenza la città di Dante, il poeta che mise per iscritto nella “Divina Commedia” il sapere templare e rosacrociano». In vari scritti, inclusi due saggi, Franceschetti attribuisce l’operazione “Mostro di Firenze” alla cosiddetta Rosa Rossa, potente setta formata da individui coltissimi e socialmente altolocati, passati dall’iniziale esoterismo alla degenerazione dell’occultismo più sanguinario, sulle orme del “mago nero” Aleister Crowley, teorico dei sacrifici umani a scopo propiziatorio. Il primo a mettere gli inquirenti sulla pista esoterica dei delitti rituali fu il criminologo Francesco Bruno, all’epoca consulente del Sisde. Più tardi, l’indicazione dei servizi segreti fu recepita dal super-poliziotto Michele Giuttari, commissario messo alla guida dell’unità investigativa speciale istituita a Firenze per venire finalmente a capo del giallo.

Giuttari però fu fermato a un passo dalla probabile risoluzione del caso: la pista “magica” l’ha narrata anni dopo, in romanzi divenuti bestseller, in cui l’eminenza grigia dell’organizzazione – nella fiction – risulta essere nientemeno che un prestigioso magistrato, il procuratore di Firenze. Titoli evocativi: “La loggia degli innocenti”, “Scarabeo”, “Le rose nere di Firenze”. Pedofilia, massoneria deviata, occultismo (e quel fiore, la rosa) all’ombra del potere. Lo stesso Franceschetti non ha esitato a puntare il dito contro l’allora capo della Procura fiorentina Piero Luigi Vigna, poi promosso procuratore nazionale antimafia. La moglie di Vigna, ha scritto Franceschetti, morì travolta da un’auto-pirata dopo aver denunciato il marito allo stesso Giuttari: era scossa dalla strana morte della moglie del farmacista di San Casciano, Francesco Calamandrei, deceduta in una struttura psichiatrica dopo aver dichiarato «Vigna spara, mio marito taglia». Giuttari si arrese quando scoprì che era stato Michele Giuttariviolato l’archivio d’indagine sul Mostro. Erano sparite le lettere anonime inviate anni prima agli inquirenti: buste contenenti anche resti umani, appartenenti alle vittime.

Grazie a quel misterioso furto nel quartier generale della polizia non fu possibile incrociare le impronte digitali sulle buste con quelle del medico perugino Francesco Narducci, dichiarato “annegato” nel Lago Trasimeno e citato in varie deposizioni dai “compagni di merende”, Pacciani e soci. A Perugia il pm Giuliano Mignini fece riesumare il cadavere e scoprì che non era Narducci, il morto ripescato nel lago: prima del funerale c’era stata una clamorosa sostituzione della salma, perché la tomba riportò alla luce il vero Narducci – non annegato, ma vistosamente strangolato, sull’isoletta del Trasimeno che aveva raggiunto il 3 ottobre 1985, imbarcandosi in stato di forte agitazione, come se temesse l’appuntamento che lo attendeva. Giuttari ha ormai lasciato la polizia, dopo una sfolgorante carriera di detective antimafia, e ora affida ai romanzi la possibile verità sul Mostro di Firenze. Dal canto suo, Franceschetti insiste sui dettagli cifrati, simbologici: un codice fuori della portata di personaggi modestissimi come Pacciani, Vanni e Lotti. «Il primo delitto del Mostro è quello di Pasquale Gentilcore, e la “Vita Nova” di Dante si apre con il verso “a ciascun’alma presa e gentil core”. Più in generale la trama dei delitti richiama dal punto di vista simbolico la “Divina Commedia” e il quadro del Botticelli “La Primavera”, la cui allegoria sembra “contenere” tutti gli omicidi del Mostro.

Franceschetti cita persino il delitto Moro: la vicenda si apre in via Fani (Mario Fani, fondatore del circolo di Santa Rosa) e si chiude in via Caetani al numero 9 (cioè esattamente davanti al conservatorio di Santa Caterina della Rosa), dove viene parcheggiata la Renault rossa in cui c’era il cadavere del presidente della Dc. Per inciso: Michelangelo Caetani era uno stimato dantista, e – volendo stare al “gioco” dei simboli – le iniziali del binomio “Renault rossa” sono le stesse dell’invisibile Rosa Rossa. «Di recente – racconta sempre Franceschetti su “Petali di Loto” – mi ha abbastanza colpito il delitto avvenuto nella mia città», Viterbo (patrona: Santa Rosa), «il giorno in cui io aveva un’udienza per la vicenda del Mostro di Firenze», a causa della Il corpo di Moro in via Caetaniquerela presentata contro Franceschetti dal giornalista Mario Spezi. I fatti: duplice omicidio il 13 dicembre 2017, giorno di Santa Lucia, proprio in strada Santa Lucia. Al numero 26 (due volte 13, «ovverosia due volte il numero della morte», per certo esoterismo numerologico) vengono ritrovati uccisi due coniugi, e la donna si chiama Rosa Rita Franceschini.

In altre parole, ragiona Franceschetti, «il giorno in cui, a Viterbo, si celebra un processo che riguarda quello che io ho additato come uno dei principali esponenti della Rosa Rossa (organizzazione che ha la Rosa, e Santa Rita, tra i suoi simboli principali, e con cui firma i suoi delitti), viene uccisa una donna che ha nel nome di battesimo i simboli dell’organizzazione, e il cui cognome ha una certa assonanza con il mio». Difficile, per un simbologo, non notare la coincidenza. Quella volta furono addirittura i giornali a parlare di omicidio rituale, perché la coppia uccisa era disposta in un modo particolare sul letto, e il loro figlio (accusato del delitto) aveva appena finito di leggere il romanzo “Il grande Dio Pan” di Arthur Machen, che descrive una scena simile a quella dell’omicidio commesso a Viterbo. «Potrei andare avanti per ore», aggiunge Franceschetti, che al tema delle mattanze rituali ha dedicato centinaia di pagine. La domanda che si pone oggi è un’altra. Ovvero: come si creano, queste coincidenze così straordinarie?

Se si esclude il caso, Franceschetti non crede che un copione così complicato possa essere progettato a tavolino: scegliere i nomi delle vittime e stabilire in che data e a che ora ucciderle «richiederebbe anni di lavoro e sarebbe ad alto rischio di fallimento, a causa delle troppe variabili». Senza contare che «se dietro tutto questo ci fosse un’intelligenza umana, prima o poi – in qualche processo, in qualche atto parlamentare o in qualche libro – qualcuno ne darebbe testimonianza». Invece, solo per fare un esempio, nel delitto Moro «non risulta da nessuna parte che qualcuno abbia ordinato di acquistare proprio una Renault rossa, per poi andarla a depositare proprio al numero 9». Ed è qui che Franceschetti, per darsi una spiegazione, parla della magia. Non si limita a dire che gli assassini compiono rituali magici – cosa peraltro plausibile e confermabile. Franceschetti va oltre: per tentare di risolvere il rompicapo, ritiene che la stessa magia sia, esattamente, la spiegazione mancante. Il presupposto (purtroppo indimostrabile) sta nel credere che la pratica magica “funzioni” davvero, sul piano materiale. Paolo FranceschettiTradotto: compio un rito, e il rito scatena “forze occulte” così potenti da influire nella realtà, compresa quella di un omicidio, provvedendo anche al corredo “perfetto” delle coincidenze simboliche.

Lo stesso Franceschetti ha più volte rivelato che la magia – sempre ridicolizzata dai media – sia in realtà praticata dalle alte sfere del potere, insospettabilmente dedite all’occultismo e alla divinazione. Sempre secondo Franceschetti, alcuni delitti rituali vengono commessi con il concorso di una certa “magia”, che deve per forza “funzionare”. O meglio: «Mentre l’assassino o gli assassini agiscono sul piano materiale, un altro gruppo, o dei singoli, agiscono sul piano magico ed esoterico». Sempre sul terreno dell’indimostrabile, Franceschetti aggiunge che la cosiddetta “azione magica” potrebbe scatenare «l’azione di entità che si affiancano agli esseri umani per raggiungere il fine dell’operazione». Come se i killer agissero in una sorta di trance? «Alcune di queste entità prendono il possesso delle persone coinvolte, agendo al posto loro». Stati mentali alterati? «Un prete cattolico definirebbe queste persone “indemoniate”, mentre in gergo esoterico si dicono “parassitate”: si tratta infatti di veri e propri “parassiti psichici” che prendono il controllo, a lungo o per pochi attimi, di singole persone o addirittura di gruppi».

Inevitabile il riferimento a pratiche messe a punto da servizi segreti militari – i programmi Monarch e Mk-Ultra – per manipolare individui, trasformandoli in strumenti inconsapevoli. Franceschetti preferisce parlare del ruolo (intermedio) che sarebbe svolto da quelle che chiama “entità”. Secondo lui prendono vari nomi, a seconda delle tradizioni di riferimento: eggregore, “elementali”. «Corrado Malanga li chiamava “alieni”, e chiamava “addotti” coloro che erano sotto il controllo di queste entità. I preti li chiamano demoni e chiamano indemoniate le persone soggette a questi fenomeni. La psichiatria li chiama spesso schizofrenici» (quando il paziente “sente le voci”, la diagnosi parla infatti di psicosi). «Tutte le tradizioni magiche, di tutte le culture, e da sempre, si occupano di queste “entità” e del loro rapporto con gli esseri umani», osserva Jeffrey DahmerFranceschetti. Non è delirio paranoico, assicura: il fenomeno esiste. Ma di cosa si tratta, esattamente? Franceschetti propende per la sua tesi “spiritualistica”, ovvero: si tratterebbe di «entità non umane», anche se poi è il killer – una volta “riavutosi”, ad ammettere: «Non so perché l’ho fatto, so solo che dovevo farlo».

Lo stesso Dahmer, pentito, implorò i giudici: «Datemi il massimo della pena». Il cosiddetto Mostro di Foligno, Luigi Chiatti, ha chiesto perdono ai familiari delle sue vittime. Lo statunitense Jonh Wayne Gacy, soprannominato Killer Clown, che stuprò e assassinò decine di adolescenti, dichiarò al processo che a uccidere non era stato lui, ma il suo “doppio”.

Altro dettaglio molto interessante, segnala Franceschetti, è che alcuni serial killer hanno raccontato agli inquirenti di esser stati avvicinati da persone eleganti e facoltose che si erano dichiarate “interessate alla loro attività”. «Sono molti i casi di persone che hanno ucciso e fatto vere e proprie stragi: erano persone normali, fino a un attimo prima; e poi, in pochi secondi, si sono trasformate in mostri». La causa? Franceschetti parla di “energia dell’eggregora” che scatenerebbe la furia omicida, dopo il presunto rito magico. Tornando invece al livello investigativo dell’analisi, troppe volte gli inquirenti hanno sottovalutato la matrice occultistica e rituale di un delitto, pur in presenza di segni simbolici estremamente evidenti. Jung le chiama “coincidenze significative”. Per Einstein, sono «Dio che passeggia in incognito». E il credente, si sa, ritiene che tutto venga dalla “divinità”, i cui piani sono ovviamente imperscrutabili – come il buio in cui naufragano troppe indagini.

Fonte tratta dal sito .

domenica 19 aprile 2026

Astrologia e delitti rituali


 1. Premessa. 2. L’omicidio rituale nelle carte natali. 3. I transiti nei delitti rituali. 4. Alcuni esempi, per comprendere il fenomeno. 5. Conclusioni.

Premessa

Quando un omicidio viene considerato dai media, molti astrologi si dedicano alla cosiddetta “astrologia giudiziaria”, cercando nel tema natale del soggetto coinvolto tracce di colpevolezza o innocenza.

Guarda caso, però, il verdetto è sempre lo stesso: colpevole.

Bossetti? Colpevole naturalmente. Da cosa lo si deduce? Ha ben due stellium di 4 pianeti ciascuno, in casa 4 e 3, ove spicca una magnifica opposizione Giove-Saturno.

Rosa Bazzi e Olindo Romano? Colpevoli, inequivocabilmente (tranne da quando qualcuno ha iniziato a dubitare della loro colpevolezza e le iene hanno mandato un servizio al riguardo). Rosa Bazzi ha uno stellium di ben 4 pianeti in casa 12, per giunta tutti nel segno dello scorpione (come dire che aveva delle energie psichiche praticamente incontrollabili, e c’è da domandarsi come abbia fatto ad arrivare tranquilla a quell’età); Olindo Romano ha uno stellium in casa 7, meno pericoloso in teoria della moglie, sennonchè tale stellium è collegato alla casa 1 (quella della personalità) con Urano in opposizione.

Pacciani? Colpevole. Non ha evidenti stellium in case sensibili per la psiche, ma una magnifica luna sull’ascendente, con venere e mercurio sul discendente; Urano in casa 8 (forti pulsioni psichiche, che favorisce attività paranormali) e Plutone in casa 1 (che darebbe forti pulsioni anche sessuali, e possibili perversioni, confermate dal sole in casa 8)

Charles Manson? Colpevole, senza dubbio. Francamente, qui, il discorso di alcuni astrologi a me pare una supercazzola, perché io non ci vedo proprio nulla di tremendo nel suo tema natale. A parte un pericoloso Urano in casa 12 opposto a Giove (che favorisce le attività psichiche dei medium), la cui pericolosità dipende da come è gestita, io vedo invece molteplici tracce di una personalità positiva e dedita al bene (Giove sul discendente, sole e venere congiunti in casa 7).

Cercherò ora di spiegare perché questo modo di procedere nell’astrologia è semplicemente demenziale.

L’omicidio rituale nelle carte natali.

Una carta natale dal punto di vista oggettivo è una cosa morta. E’ una sorta di mandala, che ci dice le potenzialità energetiche dell’individuo, ma non ci dice nulla della sua anima, poco del suo karma, e nulla delle condizioni in cui è vissuto ed educato il soggetto, e quindi di come abbia sviluppato le sue potenzialità.

Il giorno in cui è nato Bossetti, alla stessa ora, sono nati in tutto il mondo centinaia di bambini con il suo stesso tema natale. Ma non tutti sono stati accusati di omicidio. E tra quei bambini, oltre ad operai, troveremo imprenditori, veggenti, professionisti, disoccupati, mendicanti, ecc.

Bambini con carte natali identiche, verranno inseriti in contesti differenti: uno vivrà la sua vita in una reggia coi genitori re o principi, l’altro in una modesta casa di periferia coi genitori operai, e l’altro sarà adottato da una comunità di zingari; se nel loro tema natale sono previsti viaggi, lo zingaro viaggerà sempre, il figlio di operai farà il rappresentante di commercio, il principe ereditario farà l’ambasciatore per il mondo; si sposeranno probabilmente alla stessa età, si ammaleranno contemporaneamente, e al culmine della loro carriera il principe sarà fatto re, il rappresentante di commercio aprirà un’azienda in proprio, lo zingaro diventerà il capo riconosciuto della comunità.

Tre bambini scorpione ascendente scorpione, con uno stellium di pianeti in dodicesima casa, cresceranno in tre case diverse: uno in una famiglia di maghi, l’altro in una famiglia di fricchettoni, e l’altro in una famiglia di operai; il primo diventerà un mago nero, il secondo un maestro spirituale, il terzo potrebbe impazzire ed essere rinchiuso in manicomio, non riuscendo ad adattare le proprie energie interne a quelle esterne. Nel momento in cui Urano transiterà nel segno dello scorpione e una congiunzione di Nettuno sarà in opposizione allo stellium, proprio il giorno in cui saturno transiterà sullo stellium avverrà che il mago nero farà un potente rituale per uccidere alcuni suoi nemici, il maestro avrà delle visioni che comunicherà ai suoi adepti, la metà dei quali lascerà l’ashram ritenendolo impazzito, l’altra metà lo venererà ancora di più come maestro, mentre il terzo farà una strage in famiglia.

Ma molti di coloro che sono nati nello stesso momento, non faranno nulla di eclatante; non saranno re, imprenditori, maghi, non faranno stragi, riti, o avranno migliaia di adepti; semplicemente, avendo una vita interiore molto intensa, per placare le loro ansie, i loro sbalzi di umore, e il loro male di vivere, affogheranno nell’alcool, nella droga, o semplicemente prenderanno psicofarmaci per far tacere i loro fantasmi interni, o se la prenderanno con i propri familiari sfogando le loro energie psichiche con scatti d’ira frequenti e incazzature a go go coi vicini.

In altre parole, gli astrologi dimenticano che lo stesso identico tema natale di Bossetti, Pacciani, Olindo e Rosa, nonché Manson, sono condivisi da migliaia di persone, e nessuna di loro ha commesso omicidi rituali.

I transiti nei delitti rituali.

Una cosa molto interessante, nei delitti rituali è calcolare i transiti di queste persone nel momento in cui avviene il delitto.

Ora, se analizziamo i transiti di Olindo e Rosa, nel momento del delitto sopra allo stellium di Olindo transitava un’ allegra compagnia di pianeti cosiddetti “malefici” nella tradizione, da rendere evidente a chiunque abbia anche solo poche nozioni di astrologia, che in quei giorni succedeva qualcosa di eclatante (al contrario non ho individuato nessun transito particolare sopra al cielo di Rosa, ma probabilmente per mia inesperienza).

Il punto è che non è detto che questo qualcosa di eclatante significasse “strage”. I transiti indicano solo una potenziale energia che si smuove, e che va a toccare il punto sensibile di un tema natale, smuovendo le energie; in questo caso le energie erano potentissime, ma da qui a dire che gli assassini sono loro c’è una forbice decisamente troppo larga.

Mi colpisce, invece, il fatto che nel caso Manson, il giorno del delitto, non c’erano transiti particolarmente negativi; a intuito direi che Manson fosse sereno, tranquillo, e non sospettasse nulla. Tra l’altro, dal punto di vista astrologico, questo confermerebbe la sua innocenza, non la sua colpevolezza.

E’ il giorno dell’arresto che si scatena invece una specie di inferno in cielo, sulla sua testa; e poi altri due momenti critici li individuiamo il primo giorno del processo e il giorno della condanna. In particolare, a livello astrologico il caos si scatena con l’arresto, quando saturno transita pericolosamente attorno a Urano radicale. E successivamente un caos ancora peggiore si scatena con l’inizio del processo, quando saturno entra in opposizione al suo Giove radicale e, a marzo, marte in transito si congiunge a saturno in transito, entrambi in opposizione al suo Giove.

Manson morirà quando Giove in transito si congiungerà a Giove radicale, Saturno in transito al suo saturno radicale, e venere in transito alla sua venere radicale (una particolare configurazione che ricorre in molte morti).

Non ho consultato i transiti degli altri delitti, ma non ho dubbi che, nel cielo, troveremo un affollamento di pianeti simili.

 

Alcuni esempi, per comprendere il fenomeno

Il succo del discorso è che l’astrologia è una scienza esatta, e di questo sono convinto da sempre. Ma è una scienza esatta nell’indicare le energie in movimento, non nell’indicare precisi avvenimenti.

Talvolta, con un certo intuito, con la logica, e con l’esperienza, si riescono a individuare eventi con molta certezza.

Ma quando l’astrologo, a digiuno di esoterismo, e a digiuno di qualsiasi cognizione giudiziaria e investigativa, fa diagnosi di colpevolezza su un soggetto, sconfina nel ridicolo.

Infatti, non occorre un esperto astrologo, ma è sufficiente anche essere dei semplici interessati alla materia, per capire che una persona che viene coinvolta in un delitto rituale, non avrà certo un quadro natale appagante, semplice, pieno di trigoni e sestili, e con tutti i pianeti posti in posizioni favorevoli. Se avesse avuto questo tema, non sarebbe mai stato accusato di un delitto del genere.

Se una persona è stata coinvolta in una vicenda di questo tipo, a livello energetico deve essere compatibile con queste vicende, ma non è detto che ciò faccia di lui un assassino, o meglio L’ASSASSINO.

Ora faccio un esempio tratto dalle mie vicende personali per far capire come funziona l’astrologia in rapporto al tema natale.

Negli anni, avevo analizzato il tema natale di molti miei amici maghi, veggenti e sensitivi. Quindi avevo capito cosa rende una persona una sensitivo almeno potenziale o no.

Dopo i primi articoli mi hanno scritto molte persone con poteri del genere. Il tempo medio per individuare le loro caratteristiche, per me, varia da un minuto ai quindici nei casi più complessi.

Perché questo?

Perché ogni tema natale di sensitivi è accomunato da alcune caratteristiche.

Ma questi stessi temi natali sono anche di potenziali serial Killer, qualora le loro energie fossero mal indirizzate, o potenziali santi. O anche di potenziali malati di mente.

Cosa, allora, mi fa capire immediatamente che si tratta di persone speciali, provviste di un dono?

Il fatto che mi abbiano scritto. Infatti, se la persona mi ha scritto, escludo sia un serial killer, ed escludo che sia ricoverata in ospedale psichiatrico.

Escludo anche sia un santo, altrimenti non mi avrebbe scritto e avrebbe da tempo saputo qual è la sua missione in questa vita.

Opto quindi per una via di mezzo.

E tuttavia, se non ho questo semplice dato (il fatto che mi abbia scritto) non posso fare alcuna diagnosi.

Senza rendersene conto, l’astrologo di turno che fa una diagnosi di colpevolezza, non solo dimentica che, qualora gli sottoponessero un tema natale identico di un’altra persona, scambiandolo con quello di Bossetti, darebbe identico verdetto di colpevolezza (e non potrebbe essere diversamente stante l’identità di temi natali); ma dimentica che non ha operato oggettivamente, come dovrebbe essere per una “scienza” che si definisce esatta, ma ha operato partendo da un dato di base che ha condizionato tutto il giudizio: il fatto che questi personaggi siano stati coinvolti in un omicidio.

A conferma di quanto dico racconterò di un’altra vicenda, che conferma quanto dico.

Tempo fa (molto tempo prima che scrivessi gli articoli di astrologia) mi scrisse una persona mandandomi il tema natale. Non mi scrisse nulla mi mandò il tema dicendomi solo “puoi vedere perché sono in questo periodo di merda? Sento che sei la persona che può aiutarmi”.

Capii che era un sensitivo, non solo per il fatto che mi aveva scritto “sento che puoi aiutarmi” (sento, non credo, spero, o altro) ma anche perché nel suo tema la cosa era evidente, dato uno stellium in casa 12 di sole luna e Urano; facendogli i transiti, questo periodo di merda non risultava. Nel tema risultava buona predisposizione al successo, al denaro, una personalità amorevole…

Provai a dirgli che l’ora di nascita forse era sbagliata. Ma lui insisteva che aveva davanti a sé l’estratto di nascita.

Ho impiegato settimane a capire. Guardavo il tema, lo riguardavo. Riflettevo. Lo rimettevo via. Poi lo ritiravo fuori. E pensavo fossi io che, non essendo un esperto, non riuscivo a capire. Feci vedere il tema a un mio amico esperto di astrologia, ma mi disse la stessa cosa che dicevo io. Quadro positivo, transiti positivi.

Un giorno ebbi l’illuminazione e gli scrissi “scusa puoi dirmi esattamente che lavoro fai, e in questo momento dove abiti”. Mi rispose “sono in un ospedale psichiatrico, sotto psicofarmaci”.

E così si spiegò tutto. Considerato pazzo, era stato imbottito di psicofarmaci. La sua volontà aveva ceduto. E si era rotto quel confine, rappresentato dalla carta natale, tra destino e libero arbitrio. Venuta meno la forza di volontà (piegata dagli psicofarmaci) tutte le potenzialità di successo della carta erano venute meno. ma in passato era statom un imprenditore ricco e di successo.

Se avessi avuto quel semplice dato (il ricovero) avrei impiegato qualche secondo a vederci la malattia mentale.

Conclusioni.

L’astrologia è una scienza esatta.

Ma per essere davvero esatta deve tenere conto di un dato, che sfugge a molti degli astrologi atei; è un dato fondamentale per inquadrare un tema natale: l’anima e il percorso evolutivo dell’anima in quel determinato momento.

Se manca quello il tema natale è un mandala, ma morto. E’ un pezzo di carta senza anima e senza significato.

In altre parole, e per finire: quando un astrologo ateo, che non sa cosa sia la spiritualità e probabilmente neanche crede che esiste l’anima, vede il quadro natale di Manson, vi vede sicuramente un colpevole. Senza sapere che, in realtà ha utilizzato un dato fondamentale, ed è il livello evolutivo dell’anima di Manson. Cioè l’astrologo, senza saperlo, si è basato sul percorso dell’anima, così come descritto dai giornali.

Io che lo ritengo innocente, e che individuo il suo percorso animico da altri dati processuali, lo ritengo innocente, e ritengo il suo tema natale perfettamente coerente con il suo discorso al processo che linko qui sotto. Leggetelo, e ditemi se vi quadra di più con il suo Urano da potenziale serial Killer, o se lo inquadrereste nel suo sole congiunto a venere in casa 7.

http://petalidiloto.com/2013/10/i-vostri-bambini-la-dichiarazione.html

Fonte tratta dal sito .

mercoledì 8 aprile 2026

L’omicidio rituale della Chiesa cattolica. Parte prima.


 Ovvero: Breve storia della massoneria da Cristo ai nostri giorni.

Paolo Franceschetti

1. Premessa. Le domande irrisolte sugli omicidi rituali e il mezzo metro mancante.
2. Il delitto di Carmela Melania Rea, a Monte San Giacomo.
3. Le origini del cristianesimo e della massoneria. Cristianesimo, Fratellanza bianca, Fratellanza nera.
4. Il Cristo cattolico, il Cristo massonico, il Cristo vero.
5. Fratellanza bianca e Fratellanza nera da Costantino al 1900.
6. Il messaggio del Cristo cattolico e il messaggio del Cristo giovannita.
7. Il mezzo metro mancante. Gli omicidi rituali cattolici.
8. Bibliografia ragionata.

1. Premessa. Le domande irrisolte sugli omicidi rituali e il mezzo metro mancante.

Due anni fa scrissi “Breve storia della massoneria dal 1300 al Trattato di Lisbona”. La mia ricerca partiva dal 1300 perché era difficile capire come stessero le cose prima di quella data, mancando qualsiasi fonte scritta di origine certa; e finiva con alcune domande lasciate senza risposta.

Poco tempo dopo scrissi “Il mistero dei Rosacroce e la Rosa Rossa”, dove molte altre domande rimanevano senza risposta. In particolare la domanda che più mi assillava, la più urgente a cui ho cercato di dare una risposta in questi anni, è come si conciliasse il messaggio di Cristo con le teorie e i metodi della Rosacroce nera, o deviata, della Golden Dawn – Rosa Rossa.

Molte delle domande che mi ponevo in quell’articolo oggi hanno avuto una risposta.

In questi anni, oltre a studiare, ricercare, parlare con studiosi di vari settori, ho tenuto a mente alcune frasi, alcuni particolari, e alcune circostanze, che mi avevano incuriosito e di cui lì per lì non capivo il senso; capivo però che il senso c’era, e che dovevo cercarlo, e che quando l’avessi trovato altri dubbi mi sarebbero stati svelati.

Vediamo quali cose non quadravano, e quali conti non tornavano.

1) In primo luogo se esiste una organizzazione così potente – come la Rosa Rossa – da organizzare stragi come quella del Mostro di Firenze, o quella di via Fani, con la complicità dello stato e la partecipazione di uomini delle istituzioni, allora deve per forza esistere qualche altra organizzazione che si contrappone ad essa. Se infatti la Rosa Rossa fosse l’unica organizzazione operante sullo scenario nazionale e internazionale, essa non avrebbe altri rivali e non avrebbe necessità di operare nell’ombra. Sicuramente quindi esistono altre società segrete che ad essa si oppongono e con essa in rivalità, ma era necessario identificare quali.

2) L’altra cosa che in questi anni ho digerito con difficoltà è la simbologia cristiana nella massoneria. Se infatti la massoneria è in lotta titanica con la Chiesa cattolica da secoli, mal si spiegano i continui riferimenti a santi e personaggi biblici in tutta la ritualistica massonica. Ancor meno me li spiego nei vari delitti rituali.
Basti pensare che San Giovanni è il santo di riferimento della massoneria tradizionale, ma anche di varie società segrete, ordini cavallereschi, ecc., come la Golden Dawn, i Templari, i Rosacroce, i Cavalieri di Malta e ovviamente gli Ospitalieri di San Giovanni.
Assurdo – almeno a prima vista – appare il fatto che in molte logge si apra il Vangelo di San Giovanni, e in altre quello di Luca. Peraltro appare contraddittorio iniziare i lavori di loggia con il vangelo aperto, e proclamare che la massoneria non si occupa di religione.

3) Molte cose non mi quadravano anche nella simbologia riscontrabile in alcuni omicidi. Se in alcuni di essi si riscontra una chiara simbologia massonica, in altri ve ne era una che pareva del tutto opposta.
Ad esempio:

– Nel delitto di Erba abbiamo Rosa Bazzi e Olindo Romano, che uccidono il piccolo Youssuf, Valeria Cherubini e Raffaella Castagna, quindi simbolicamente abbiamo la Rosa che uccide Gesù e un cherubino.

– Maria Geusa (Maria madre di Gesù) a Città di Castello, viene uccisa da Giorgio Giorni il 6 aprile 2004.

– Nel delitto di Cogne abbiamo Anna Maria che – nel gran Paradiso, vicino al Monte Rosa – uccide Samuele, e dopo aver ucciso Samuele partorisce Gioele. Il riferimento biblico e massonico è chiaro: nella Bibbia infatti abbiamo infatti il libro di Samuele, ove si dice che Samuele era un giudice, la cui madre si chiamava Anna Maria; proprio dopo il libro di Samuele viene quello di Gioele, che è il personaggio biblico che annuncia l’alba di un nuovo mondo per Israele e per la stirpe di Davide.

– Nell’omicidio di Gravina di Puglia abbiamo la morte dei due figli, Ciccio e Tore (Francesco e Salvatore, e Salvatore è Gesù).

In altre parole, in questi delitti c’è una simbologia per la quale sono riconoscibili simboli della religione cattolica sopraffatti da simboli massonici.

In altri delitti però i conti non mi tornavano e la simbologia appariva invertita; pur essendo chiaramente delitti rituali (cosa che si riconosce non tanto dalla simbologia, quanto dalla sistematica opera di depistaggio da parte degli inquirenti, dai velocissimi insabbiamenti ad opera di periti e inquirenti), non riuscivo ad identificare quale tipo di rito fosse stato consumato e quale fosse il suo significato.

– Così, nella serie di delitti di cui abbiamo parlato nell’articolo “Dodici donne, un solo assassino”, non mi convinceva il fatto che non fosse identificabile una Rosa unica che accomunava tutti gli omicidi, ma al contrario venivano uccise alcune donne di nome Rosa e altre il cui nome echeggiava simbologie massoniche (nell’elenco occorre comprendere oltre a Lucia Rosa, anche Tea Stroppa, perché Tea è nient’altro che una varietà di rose; abbiamo poi la morte di Fernanda Durante, e dobbiamo ricordare che Durante è il vero nome di Dante Alighieri). Particolare che mi colpì è che l’uomo che venne identificato come l’assassino era il braccio destro del Cardinale Marcinkus.

– A Mazzo di Rho, Cristina Messina viene uccisa da Pietro Amariti, il quale poi si suicida. Quindi qui, dal punto di vista simbolico, abbiamo Pietro (il primo papa della storia ufficiale del cristianesimo) che uccide Cristo il Messia.
Se non fosse per lo scenario in cui si svolge il delitto (Rho è l’iniziale di Rosa) non riuscivo a capire perché metaforicamente Pietro dovrebbe uccidere Cristo, specie considerando che Cristo, simbolicamente, rappresenta anche talvolta la Rosa Rossa.

– Tra i delitti esteri, mi ha sempre particolarmente colpito la simbologia nei delitti del cannibale di Milwaukee. Il cannibale serial killer si chiama Jeffrey Dahmer (il nome Jeffrey significa Goffredo, e Goffredo di Buglione è colui che, secondo la leggenda massonica, creò il 18esimo grado della massoneria, quello di Cavaliere Rosacroce, mentre Dahmer, o Dahmanur o Damahntur è la città in cui Cristian Rosenkreutz studiò più a lungo); costui dopo aver ucciso (e mangiato) 17 persone, viene ucciso a 33 anni da un certo Christopher Scarver (Cristoforo, ovverosia portatore di Cristo).

– Più in generale però molte vicende relative a serial killer, da Donato Bilancia e Michele Profeta, per passare all’estero con David Berkowitz (che si proclamava “figlio di Sam”) hanno simbologia rosacrociana-davidica-ebraica.

Un’altra cosa che mi aveva molto colpito in questi anni era l’assoluto disinteresse di alcuni studiosi cattolici per i delitti rituali. Anche cattolici fondamentalisti, sempre ansiosi di accusare gli ebrei di tutti i mali del mondo, quando ebbi modo di parlare con loro dei delitti rituali massonici, bollarono la cosa come sciocchezze; eppure la maggior parte dei delitti rituali hanno una chiara simbologia biblica ed ebraica in particolare, e le società segrete si rifanno tutte alla Cabala e alla cultura ebraica; soprattutto, per decodificarli, è molto importante conoscere l’alfabeto ebraico e la lingua ebraica. Mi aspettavo che alcuni di loro prendessero la palla al balzo per avere un argomento in più per accusare gli ebrei, e invece ho riscontrato uno strano disinteresse in merito, quando non mi hanno accusato dichiaratamente di essere paranoico. Il che, provenendo da persone esperte in società segrete e storia della massoneria, mi è apparso quantomeno anomalo.

Infine, un episodio curioso mi accadde circa due anni fa. Un esponente della P2, che a suo tempo era inserito nelle famose liste trovate a Castiglion Fibocchi a casa di Gelli, conoscente di mio padre e della mia famiglia, venne a tenermi un curioso discorso dicendomi: “Dove vuoi arrivare? Lo sai che non arriverai da nessuna parte, vero? Quando qualcuno è ad un metro dalla verità, noi gli consigliamo di fuggire a gambe levate; tu sei a mezzo metro, devi fuggire ancora più velocemente”. Io, lì per lì, non percependo la minaccia e scambiandola per un consiglio, risposi: “Perché me lo dici ora? Se venivi due o tre anni fa a dirmi che eravate dappertutto, che controllate tutto, magistratura politica polizia economia, non mi sarei imbarcato in questo casino. Ma ora che alternative ho? Sono già tre volte che scampo alla morte per un soffio, e tu sai che ce ne sarà una quarta, perché conosci le regole della tua organizzazione”. Lui mi guardò calmo e rispose: “No, non ti uccideremo, perché quello non è il nostro metodo; è il metodo della massoneria deviata”. Risposi: “Ma scusa, io mi occupo solo di massoneria deviata. Allora perché dovrei smetterla se tanto non mi ucciderete? Cosa dovrei temere?”.

La sua risposta lì per lì non la capii. Mi disse che sbagliavo, che il problema era la Chiesa cattolica, e che loro facevano solo ciò che la Chiesa faceva da millenni. “Sbagli a vedere tutto il male nella massoneria. E’ l’uomo che è deviato. Esistono – mi disse – i carabinieri deviati, la magistratura deviata, la polizia deviata, la guardia di finanza deviata, e i preti deviati. Non esiste la massoneria deviata ma solo l’uomo deviato. E la prima deviazione è la Chiesa”.
Ne è seguito un discorso che, dato il mio stato confusionale di quel momento, non ricordo, ma che comunque era incentrato sulla Chiesa cattolica.
Mi sono domandato fino ad oggi che attinenza avesse un discorso storico-teologico intorno alla Chiesa cattolica nel contesto di una minaccia come quella che mi stava facendo.
Al contempo ho avuto sempre la chiara percezione che mi stesse dicendo qualcosa che io lì per lì non riuscivo a capire del tutto, mancandomi quel “mezzo metro” di cui mi aveva parlato e che mi ripeté quando ci lasciammo: “Ricordati… sei a mezzo metro!”.

In questi anni ho cercato di capire a cosa alludesse con quel “mezzo metro mancante”.

2. Il delitto di Carmela Melania Rea, a Monte San Giacomo.

La necessità di approfondire storicamente le vicende massoniche anteriori al 1200 è nata soprattutto con il delitto di Carmela Rea, su cui devo soffermarmi un po’ più a lungo.
Un mio amico esperto in delitti rituali mi disse che, simbolicamente, insieme al delitto di Yara Gambirasio e Sarah Scazzi, i tre delitti ricomponevano e ricostruivano metaforicamente il dipinto della Nascita di Venere del Botticelli.

Carpeoro, relativamente al delitto di Yara, aveva identificato con la sigla MR la scritta sul corpo di Yara. Secondo lui tale sigla poteva identificare l’assassino; successivamente però, alla luce del delitto Rea, si ipotizzò che invece potesse essere la sigla della prossima vittima.
Telefonai a Carpeoro esponendogli la tesi del mio amico e lui disse: “Sì, in effetti potrebbe essere, perché il corpo di Carmela Rea è stato deposto a Monte San Giacomo, e la conchiglia che è dietro a Venere è proprio il simbolo di San Giacomo”.

A questo punto ero più confuso di prima.
Il collegamento tra i delitti e il quadro della Nascita di Venere era abbastanza plausibile. Del resto è accertato che i quadri di Botticelli hanno una simbologia particolare, di tipo rosacrociano, e sono interpretabili correttamente solo in quella chiave. Così come è certo che la Rosa Rossa prenda spesso come punto di riferimento i quadri del Botticelli (come abbiamo detto nell’articolo “La primavera del Botticelli e i delitti del Mostro di Firenze”).
Mi domandavo però cosa c’entrasse San Giacomo in tutto questo pamphlet cristiano massonico.
In una conversazione con un mio conoscente massone, il discorso cade sul delitto di Carmela Rea e lui mi disse: “Ah, allora se sei interessato alla simbologia di questo delitto, sei arrivato finalmente a capire San Giacomo”.
“Veramente no, sto ancora cercando di capire”, rispondo.
A quel punto lui si chiude in una sorta di mutismo limitandosi a dire: “Allora devi ancora studiare molto e capire l’importanza di San Giacomo”.

3. Le origini del cristianesimo e della massoneria. Cristianesimo, Fratellanza bianca, Fratellanza nera.

Tutto inizia l’anno 0 dell’era cristiana. La tradizione cristiana in questi secoli ha tramandato la vicenda di Cristo, un ebreo messo a morte dagli stessi ebrei, il quale era venuto al mondo per portare la parola di Dio. Egli morì in croce ma il terzo giorno risuscitò, per poi ascendere al cielo e sedere alla destra del padre. La Chiesa cattolica si ritiene l’unica depositaria del messaggio di Cristo e dell’interpretazione dei vangeli; messaggio che deriva in larga parte dal pensiero di San Paolo e San Pietro, considerato il primo papa della storia e vero successore di Cristo.

I Rosacroce originari ritengono che la verità sia un’altra.
Cristo era un ebreo della comunità degli Esseni; egli era venuto per portare un messaggio ben preciso, di unità di tutte le religioni; si trattava di un messaggio che non riguardava ebrei o romani, ma qualunque religione e qualunque razza. Il suo messaggio fu da taluni non accettato; da altri fu completamente trasfigurato e trasformato in un messaggio di odio e di intolleranza verso le altre religioni.
I Rosacroce originari portano un messaggio di pace, studiano la Bibbia ma anche le Bhagavad Gita, il Corano, i Sutra buddhisti, ritenendo che la verità sia una e l’amore debba essere universale, e non richieda eccezioni nei confronti del nemico, del delinquente o, peggio ancora, di chi appartiene a religioni diverse.
Il vero rosacroce infatti trascende le varie religioni, e non a caso alcuni dei rosacroce più famosi erano anche sufi, massoni, e induisti o buddhisti al tempo stesso.
Dante Alighieri era un rosacroce, un templare, ma anche un sufi, a quanto scrive Gabriele Mandel (altro sufi e rosacroce al tempo stesso).
Molti rosacroce attuali, infatti, si riconoscono dal fatto che hanno dimestichezza contemporaneamente con la Bibbia e con le scritture induiste, buddhiste ed islamiche.

Tra coloro che hanno seguito il messaggio di Cristo come messaggio universale e trascendente le varie religioni, nei secoli (e fin dai primi anni dalla venuta di Cristo) si è distinto un filone che riteneva legittimo impugnare la spada pur di arrivare all’unità di tutte le religioni e di tutte le razze.
Questo terzo ceppo (che chiamerò per semplificazione Rosacroce nera, in contrapposizione alla Fratellanza bianca del secondo gruppo) era caratterizzata dall’essere in aspro conflitto con la Chiesa cattolica romana che era vista come un’usurpatrice e una falsificatrice del messaggio cristiano.
Questa Fratellanza nera – vista da un’ottica moderna e al di fuori degli schieramenti – era caratterizzata dall’essere tendenzialmente accomodante verso la Fratellanza bianca; entrambe si ritenevano accomunate infatti da un’ideale comune, abbattere col tempo il dominio romano e restaurare la verità sulla figura di Cristo.
Entrambe poi si ritengono portatrici di luce e verità, in contrapposizione all’oscurantismo e alla falsità della Chiesa cattolica.

4. Il Cristo cattolico, il Cristo massonico, il Cristo vero.

Le cose non sono però così semplici come le abbiamo descritte.
La mia è una semplificazione, e come tutte le semplificazioni pecca per difetto e contiene qualche errore.
A voler approfondire la questione, infatti, c’è da sviscerare in profondità la figura di Gesù Cristo, per cercare di capire come stiano effettivamente le cose.
Tutto il problema, ovverosia tutte le varie correnti che ancora oggi combattono tra loro, nascono e vivono in questi secoli avendo come perno di tutto la verità sulla figura di Cristo.

Alcuni sostengono che Gesù era in realtà il vero re dei Giudei, che portava un messaggio di guerra e non di pace, per ribellarsi all’usurpatore romano. Questa è la tesi grosso modo presente nel famoso libro di Baigent, Leigh e Lincoln, “Il Santo Graal”, che poi ispirò il “Codice Da Vinci”, o nel testo di James D. Tabor, “La dinastia di Gesù”.

Altri sostengono che il vero Cristo portava un messaggio d’amore assoluto, trascendente le varie religioni, e tale messaggio è stato in parte manipolato o frainteso, soprattutto perché egli non aveva alcuna intenzione di fondare una nuova religione.

Altri ancora sostengono che all’epoca dei Vangeli ci fossero due Gesù, o meglio due Messia; uno era il Messia Davidico, discendente dalla stirpe di Davide, che voleva rivoltarsi ai Romani e che fu crocifisso – dai Romani e non dagli ebrei – con la scritta “questi è il re dei Giudei”; egli era il Messia che diceva “sono venuto a portare la spada” e “vendete il mantello e comprate una spada”.
L’altro era il Messia sacerdotale che insegnava l’amore, il Messia del “porgi l’altra guancia” e di “scagli la prima pietra chi è senza peccato”.

Quando il messaggio di Cristo divenne troppo diffuso e troppo potente per essere fermato, essendosi esteso anche nell’attuale Europa, Roma decise di fare la cosa più intelligente: appropriarsi del messaggio di Gesù, stravolgerlo e prendere solo la parte che a lei faceva comodo (quella che va dai 29 ai 33 anni di Cristo, tacendo tutto ciò che successe prima di quell’età e inventandosi l’ascensione al cielo) e proclamare quella cristiana l’unica vera religione esistente tra tutte, facendo di Cristo stesso una divinità.
I 4 vangeli così come li conosciamo sono stati o una manipolazione dell’originario messaggio di Cristo (ove i riferimenti al prendere la spada sono strumentali alle successive morti e stragi che verranno perpetrate in nome di Cristo), o forse sono il risultato della riunione di due figure distinte: la storia del Messia spirituale e la storia del Messia davidico.

Se poi è vero che ci furono due Messia, due Gesù quindi, e che uno sia San Giovanni e l’altro Gesù stesso, oppure se Gesù avesse un gemello (come sembra suggerire la simbologia presente a Rennes-le-Chateau); se sia vero che Gesù sopravvisse alla morte e approdò in Britannia oppure, come dicono altri, sia andato in India e sia morto in Tibet; oppure se sia vero ciò che dice la Chiesa cattolica, che Cristo morì a 33 anni e ascese al cielo, non sta a noi dirlo e, per la nostra ricerca, la cosa non è neanche così importante. In teoria la ricerca è affascinante, ma in genere non porta mai a conclusioni certe perché le notizie sono così confuse, discordanti e frammentarie, che alla fine della ricerca, come dice Harold Bloom nel suo libro “Gesù e Yahvè”, il ricercatore finisce unicamente per trovare se stesso.
Gesù, scrive Bloom, è “uno specchio concavo in cui tutto ciò che vediamo sono distorsioni della nostra stessa immagine”.

La nostra ricerca serve invece per capire i delitti rituali. Quel che per noi è importante, e che ci interessa in questa sede, è che fino al 300 d.c. circa, abbiamo schematicamente tre gruppi di “Cristiani”:

1) a Roma quelli che poi fonderanno la Chiesa cattolica romana;

2) a Gerusalemme quelli che fanno capo a San Giacomo che, come dicono anche gli Atti degli apostoli, fu il reggente della Chiesa di Gerusalemme fino al 62 d.c., momento in cui Roma iniziò a perseguitare gli ebrei e distrusse poi il tempio di Gerusalemme (nel 70 d.c.).

3) Un terzo gruppo aveva raggiunto la Francia attuale (se poi la raggiunse subito dopo la morte di Cristo, o dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme, a noi importa poco).

Dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme e successivamente, dopo la proclamazione della religione cristiana come religione ufficiale dell’impero romano, i seguaci del messaggio cristiano che dissentivano da Paolo, e che vedevano nel vangelo di Giovanni il fulcro della loro dottrina, entrarono in clandestinità.
Dai Giovanniti nascono quindi i Rosacroce, i Templari e la maggior parte delle società segrete di stampo occidentale. Il che spiega perché Massoneria, Rosacroce, Templari, Cavalieri di Malta, ecc. festeggiano tutte San Giovanni.
Alcuni di essi si ritengono discendenti dalla stirpe di Davide, e quindi ritengono San Giacomo un personaggio centrale della loro storia. E’ da questo ceppo che nasce la cosiddetta Rosacroce nera, quella che legittima omicidi e guerre pur di reinstaurare il regno di Davide e distruggere l’eredità della Chiesa cattolica cristiana e romana.

Altri, seguaci del Cristo d’amore e che voleva portare al mondo un messaggio di pace identico a quello di Buddha, di Krishna e di altri personaggi, appartengono alla cosiddetta Fratellanza bianca, e sono quelli che vorrebbe traghettare l’umanità verso un’epoca di pace e amore universale, senza che mai venga sparso sangue di nessun colore.
Sono appartenuti a questa fratellanza in passato San Francesco D’Assisi, Santa Teresa D’Avila, San Giovanni della Croce; in tempi più recenti Gandhi, Martin Luther King, Paramahansa Yogananda, Krishnamurti, Giovanni XXIII, Giovanni Paolo I, e molti altri.
In alcuni casi, quando un appartenente alla fratellanza bianca arriva ad un importante carica politica e viene individuato, oppure quando eccede nelle riforme politico sociali che vuole portare, viene ucciso, come è accaduto a Kennedy, o ad Albino Luciani (Papa Giovanni Paolo I, il quale nel nome scelto come Papa indicava la sua volontà di riunire la Chiesa di Giovanni a quella di Paolo; nel suo nome originario portava il messaggio di luce e di alba, l’alba di un nuovo mondo).

5. Fratellanza bianca e Fratellanza nera da Costantino al 1900.

Fratellanza bianca e nera, dopo la distruzione del tempio di Gerusalemme nel 70 d.c. e dopo l’editto di Tessalonica nel 380 d.c. (due date importanti che segneranno il primato della Chiesa di Roma di matrice paolina), hanno in qualche modo cooperato per secoli nel tentativo di distruggere la Chiesa cattolica e riformare la società per arrivare ad una unificazione delle varie nazioni.
I due gruppi, pur divisi in una marea di società segrete, gruppi iniziatici, ordini cavallereschi, società magiche, ecc., erano comunque vincolati al segreto e quindi non si tradivano l’un l’altro.

La storia che i testi ufficiali ci hanno raccontato a partire dall’anno zero, quindi, dovrebbe essere riscritta anche in funzione delle lotte tra i tre gruppi di poteri, perché spesso papi, imperatori e personaggi storici, pur formalmente appartenenti ad un gruppo, appartenevano in realtà all’altro.
Ad esempio alcuni papi (in linea di massima, ad esempio, molti di quelli che si contraddistinguono con il nome di Giovanni) non erano veri e propri papi cattolici e cristiani ma erano, più propriamente, Giovanniti.
I Templari, pur formalmente ossequiosi all’autorità di Roma, erano Giovanniti.
I Benedettini anche, se dobbiamo stare all’interessantissimo libro “L’altro impero cristiano” di Eduardo Callaey.
Esiste insomma una storia segreta, sotterranea, mai raccontata, che è quella dei veri interessi sottostanti ai principali eventi che hanno caratterizzato la storia dell’Europa e dell’America.
Da un punto di vista cristiano, come dice Callaey, c’è una storia del cristianesimo ufficiale, e di un cristianesimo segreto, che fa capo ai Benedettini, ai Templari e ai Rosacroce.

Ai primi del 1900 la Fratellanza bianca decise di sciogliersi e di non operare più nella società a livello politico, per l’impossibilità di agire liberamente; era infatti perdente rispetto alla Fratellanza nera che usava le stesse conoscenze dei bianchi, ma i primi avevano un’arma in più: uccidevano ed eliminavano tutti i componenti della bianca, utilizzando metodi come l’omicidio rituale.

La lotta tra Fratellanza bianca e nera è ben descritta nel libro di Will Garver “La scuola segreta degli iniziati”.

Secondo Carpeoro i Rosacroce veri avrebbero continuato ad operare solo nell’arte per alcuni decenni (uno dei più importanti fu Salvador Dalì), ma si sono sciolti definitivamente e oggi non esistono più, a partire dalla data dell’incendio doloso ai danni della abitazione di Salvador Dali.
A mio parere invece continuano ad operare ma con altri metodi e con altre finalità di tipo non politico; per riconoscerli occorre individuare una serie di indizi di non sempre facile interpretazione.

6. Il messaggio del Cristo cattolico e il messaggio del Cristo giovannita.

A livello generale e superficiale mi sono domandato in cosa consista la grande differenza tra il messaggio contenuto in San Giovanni e quello veicolato dalla Chiesa cattolica e dagli altri tre vangeli.

In linea di massima, e con tutti i limiti di una semplificazione da effettuarsi in poche righe, possiamo dire che i tre vangeli cosiddetti sinottici contengono un generico messaggio di amore, ma anche riferimenti alla spada; un messaggio contraddittorio e schizofrenico, che infatti ha permesso alla Chiesa cattolica nei secoli di poter parlare di amore, ma allo stesso tempo uccidere i suoi oppositori e perpetrare dei bagni di sangue spaventosi in nome di Cristo.
Si parla continuamente di Cristo figlio di Dio, di credere in Cristo e in Dio Padre, ma senza specificare in modo chiaro in cosa consista questo messaggio di Cristo, al di là di un generico richiamo all’amore.
Si sostiene, nonostante nei Vangeli ci sia scritto esattamente il contrario, che Cristo ha natura divina.

Il messaggio di San Giovanni, invece, è principalmente quello del “a quanti l’hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio” (Gv 1,12) che è simile al concetto dell’uomo creato a immagine e somiglianza di Dio.
Non a caso, troviamo un pensiero simile anche in Dante Alighieri, che nell’ultimo canto della Divina Commedia dice che vede l’immagine di Dio, che “dietro da sé del suo colore stesso, mi parve pinta della nostra effige” (Paradiso 33, 130).
L’uomo, cioè, per i Sangiovanniti, è di natura divina, come Cristo. Egli può, tramite un’opera di perfezionamento, avvicinarsi a Cristo e quindi a Dio, elevando la propria coscienza (quello che i Rosacroce chiamano “la coscienza cristica”).
E’ scritto chiaramente in San Giovanni; Il concetto della natura divina dell’uomo (e non del solo Cristo) è nella Bibbia: “Io ho detto voi siete dei” (Gv, 10,34).
Dalla natura divina dell’uomo, e dalla possibilità per l’uomo di avvicinarsi alla purezza e alla coscienza di Cristo (che deve essere trovato all’interno di noi stessi, e non fuori di noi), nasce la letteratura che parla dell’uomo come Dio; letteratura prontamente bollata di eresia e satanismo dalla Chiesa cattolica.
Dalla possibilità per l’uomo di creare la realtà con la sua volontà, nasce la magia (che altro non è che la possibilità di effettuare modifiche nel mondo materiale con la forza di volontà), anch’essa bollata come satanica dalla Chiesa cattolica.

L’altra grossa differenza tra Giovanniti e Cristiano-cattolici, è che questi ultimi non offrono al fedele nessun insegnamento, nessuna tecnica specifica cioè, sul “come” ci si possa elevare spiritualmente, tranne un richiamo generico al “credere in Dio e in Cristo” e credere in una serie di dogmi, come la verginità della Madonna e l’assunzione in cielo di Cristo, che dal punto di vista dell’elevazione spirituale dell’uomo non servono a nulla.

I Giovanniti, invece, studiano da sempre tecniche, meditative e di altro tipo, per elevare spiritualmente l’uomo e avvicinarlo a Dio mediante il contatto diretto, senza l’intermediazione di preti, vescovi, papi e confessori.

Ovvio che, in questo tentativo di entrare in contatto diretto con Dio, alcuni si perdono ed entrano in contatto con la parte opposta. I metodi e le conoscenze condivise sono spesso identici, ma diversi sono i fini.

Per secoli i seguaci di San Giovanni, bianchi e neri, hanno dovuto operare in segreto. Quando il potere della Chiesa cattolica è diventato minore, sono stati diffusi i Vangeli apocrifi, e sono iniziati i primi studi veri sulla vita di Cristo, che per secoli erano stati vietati.

Cosicché, tra scritti depistanti, minacce di anatemi e accuse di satanismo, noi che non siamo né cattolici né massoni, possiamo cercare di dipanare l’intricata matassa e cercare di capire qualcosa sulla realtà che ci circonda.

La cosa che fa sorridere un osservatore esterno come me, che non appartiene né alla Chiesa né alla massoneria, è che entrambi gli schieramenti accusano l’altro di rappresentare l’Anticristo.
Per i cattolici la massoneria adora il diavolo, e vede in essa l’Anticristo, il 666 dell’Apocalisse di San Giovanni.
Per i massoni l’Anticristo è la Chiesa cattolica stessa, perché occultando la verità su Cristo per millenni, e mentendo per quanto riguarda la storia ufficiale, la scienza, l’esoterismo, ecc., ha di fatto impedito all’umanità di elevarsi spiritualmente; di fatto, da questo punto di vista, la Chiesa cattolica altro non è che un’immensa opera di Satana, al servizio dell’oscurità per controllare l’umanità.
Anche perché la Chiesa cattolica si fonda su una curiosa contraddizione: i papi sono i discendenti di Pietro, cioè di colui che rinnegò Cristo tre volte; e si rifanno alla dottrina di San Paolo, il quale, come è scritto chiaramente negli Atti degli apostoli, non ha mai conosciuto di persona Cristo. In altre parole, tutto l’impianto della Chiesa cattolica si fonda sulla dottrina di due persone: una non aveva mai conosciuto dal vivo Cristo, e l’altra è colui che lo rinnegò.
Un bel duo, non c’è che dire.
Da questo punto di vista, secondo la massoneria, non ci si deve poi stupire se tutta la storia della Chiesa cattolica si fonda su una colossale truffa perpetrata ai danni dei fedeli per secoli. Né ci si deve meravigliare se il messaggio di Cristo, che dice chiaramente “il mio regno non è di questo mondo”, è stato portato avanti ufficialmente da un’istituzione che ha sempre e solo cercato di regnare nel mondo terreno anziché in quello spirituale, tramite il terrore e la sistematica uccisione di tutti coloro che ad essa si opponevano.

Dal punto di vista spirituale, c’è un altro aspetto che merita di essere menzionato e che fa la grande differenza tra l’insegnamento cattolico e quello dei veri Rosacroce.
Cristo apparteneva al gruppo degli Esseni, come timidamente ammette anche Benedetto XVI nel suo libro “Gesù di Nazareth”.
Gli Esseni basavano la loro spiritualità sul contatto con la natura, col sole e la terra, come mezzo per avvicinarsi a Dio ed entrare in contatto con lui. Essi erano soprattutto terapeuti e guaritori, e avevano l’obbligo di curare chiunque senza ricevere alcun compenso (come i Rosacroce). Una parte delle loro terapie utilizzava il contatto diretto col sole per guarire da determinati disturbi.
La Chiesa cattolica ha espunto dalle sue pratiche tutto ciò che faceva riferimento al culto del sole.
Anche le chiese sono fatte per non far filtrare il sole, e per impedire il contatto diretto con Dio e la natura, nonostante molte delle festività e degli aspetti liturgici della Chiesa cattolica siano presi direttamente dall’antico culto mitraico.

Al contrario, la massoneria, che ha ereditato in parte la simbologia dei primi cristiani, derivandola dai Rosacroce e dai Templari, ha una stella a 5 punte come emblema fondamentale (stella che rappresenta il sole) e nelle logge uno dei simboli fondamentali è quello del sole, accompagnato dalla luna.
Non a caso due delle feste più importanti della massoneria cadono il 24 giugno e il 27 dicembre, giorni rispettivamente di San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista; solstizio d’estate e solstizio d’inverno.

Se vogliamo esemplificare al massimo, la spiritualità dei Giovanniti è una spiritualità interiore, che insiste molto sul contatto diretto con Dio, senza l’intermediazione di preti, vescovi e papi. Sta scritto chiaramente nella Fama fraternitatis e nella Confessio: le Chiese non sono l’ambito esclusivo della salvezza, bensì quest’ultima è la conseguenza dello sforzo individuale, della purificazione del cuore, e di un impulso di natura mistica.

7. Il mezzo metro mancante. Gli omicidi rituali cattolici.

Torniamo ora al problema dell’omicidio rituale.
Questo excursus storico era necessario per capire quali forze storicamente si contendano il campo sul terreno dell’omicidio rituale.
Bisogna tenere presente che tali forze sono dotate delle stesse conoscenze, e adoperano gli stessi strumenti, terreni e non, esoterici ed essoterici, nella loro guerra di potere per il controllo delle masse.

L’omicidio rituale altro non è che uno strumento esoterico per il mantenimento del potere ben conosciuto da coloro che detengono le “leggi del mondo” (per usare un’espressione di Franco Battiato).
La massoneria, pubblicando le opere di Crowley, Waite, La Vey, ecc., ove si parla espressamente di omicidio rituale, e dove si dice espressamente che l’omicidio di un bambino è lo strumento migliore per acquistare potenza (così dice Crowley nel suo libro “Magick”), ha fatto sì che chiunque possa essere a conoscenza di questa realtà e possa capirla meglio.
L’errore è di pensare che tali strumenti siano stati utilizzati solo da alcune sette segrete di derivazione massonica, quando invece sono stati da sempre utilizzati anche dalle alte gerarchie della Chiesa cattolica, ben a conoscenza di queste pratiche e della loro potenza.
In tal senso aveva ragione l’amico di mio padre, quando mi disse che il problema non era la massoneria, o perlomeno non era “solo” la massoneria, ma l’uomo.

Schematicamente possiamo dire questo:

1) Da una parte abbiamo la massoneria rosacrociana, di cui, credo, la Rosa Rossa costituisce l’ordine più potente.
Accanto ad essa operano però altre realtà; utilizzano crimini violenti, omicidi e sacrifici rituali anche l’OTO (Ordo Templi Orientis, che si rifà a Alisteir Crowley), il Tempio di Seth (cui, secondo Leo Zagami, appartiene ad esempio Salvatore Parolisi) e senz’altro molte altre società segrete di cui neanche è noto il nome.

2) Dall’altra parte abbiamo i crimini rituali commessi dalla Chiesa cattolica; non solo quello di Albino Luciani, o quello della guardia svizzera Alois Estermann, o quello di Elisa Claps, per citare i più famosi; ma anche delitti che hanno avuto minore eco, come sono probabilmente quello di Pietro Amariti e Cristina Messina il 29 luglio 2009; i dodici delitti romani, di cui ci occupammo a suo tempo, avvenuti negli anni ’80; quello di Lapo Santiccioli e Giulia Giusti commesso a Bagno a Ripoli in località Fonte Santa il 10 maggio 2009; quello di Santo Guglielmino che uccide Rosa Colusso il 29 giugno del 2011; quello di Paolo Chieco che uccide Anna Rosa Fontana a Matera nel 2010; quello di Ercole Vangeli che uccide i figli Pasquale, Pietro e Giovanni il 27 dicembre del 2010; quello dei coniugi Bellarosa trovati morti nel Lago di Garda pochi mesi fa; e molti altri ancora.
Questi sono solo alcuni dei delitti che sono avvenuti in tempi recenti, ma la cronaca è disseminata di fatti del genere.

Molti dei crimini rituali, in cui è inspiegabile il movente, ove vengono manomesse le perizie, depistati gli inquirenti, insabbiate le prove, ecc., rientrano quindi nel titanico e secolare conflitto tra massoneria e Chiesa; conflitto che in questi secoli si è giocato nell’ombra, all’insaputa (e a danno) delle masse.

Al vertice, le autorità politiche, ecclesiastiche e culturali tacciono colpevolmente, coprendosi di fatto a vicenda i crimini peggiori. In questo senso, a mio parere, la responsabilità di molti crimini ricade su tutti i vari poteri: massoneria, Chiesa, élite economica e intellettuale; tali poteri sono nell’impossibilità di far sapere alle masse la verità per il semplice fatto che dovrebbero spiegare anche la “loro” parte di verità.
E siccome nessuno è senza peccato, nessuno di loro può scagliare la prima pietra.

Rileggendo la storia in questo modo, risulta che il primo omicidio rituale della Chiesa cattolica – prototipo di tutti gli omicidi rituali moderni a cui, dopo l’omicidio, segue il depistaggio e l’accollamento della responsabilità ad altri, con il sistematico occultamento della verità – fu proprio quello di Cristo.
Oggi accade che dopo l’omicidio la colpa viene addossata ad un innocente (Anna Maria Franzoni, Pietro Pacciani e Mario Vanni – che, sia detto per inciso, rappresentano anche Pietro e Giovanni, le due Chiese – o Rosa Bazzi); e ai media viene veicolata una realtà completamente depistante e falsa. Spesso poi i reali assassini si improvvisano inquirenti, giornalisti, ed esperti criminologi.
Ieri accadeva che i romani misero a morte Gesù, per poi dare la colpa agli ebrei, falsificando prove e uccidendo sistematicamente tutti quelli che si sono opposti alla ricerca della verità.
Come in alto, così in basso. Ieri, come oggi. La Chiesa cattolica come la massoneria, che usa tutti gli strumenti del suo avversario, omicidio rituale compreso.
Nulla è cambiato, salvo che la verità, finalmente, a poco a poco, oggi inizia a filtrare.
Oggi credo di essere riuscito a capire qual è il mezzo metro mancante nella dinamica dei delitti rituali: che sia le sette esoteriche rosacrociane, sia la Chiesa cattolica, uccidono in nome di Cristo. I Rosacroce lo fanno in nome del Gesù della stirpe di Davide (come del resto dicono espressamente anche i vangeli di Matteo e di Luca, Gesù era della stirpe di Davide); la Chiesa cattolica lo fa in nome del Gesù discendente – a suo dire – non da Davide ma dallo Spirito Santo, essendo Maria vergine al momento del concepimento.
Per un curioso scherzo del destino, l’amico di mio padre che mi fece quel discorso, alludendo a quel mezzo metro che mi mancava, si chiama Nazareno.

8. Bibliografia ragionata.

La prima lettura da effettuarsi è quella dei Vangeli tradizionali, dove le manomissioni e le interpolazioni sono evidenti anche solo ad una prima lettura.

Ad esempio, relativamente all’assunzione in cielo di Cristo, chiunque può notare da solo senza studi complicati che solo Marco e Luca ne parlano (tra l’altro ne parlano in poche righe, uguali per entrambi i vangeli, come se fossero state scritte dalla stessa mano), mentre è assente qualunque riferimento all’assunzione in cielo nei vangeli di Giovanni e Matteo.

Altresì fondamentale è confrontare le diverse genealogie di Gesù, che troviamo in Matteo e in Luca. Entrambi scrivono che Gesù è della stirpe di Davide, ma mentre Matteo fa l’elenco della stirpe procedendo da Giuseppe, Luca traccia un altro elenco, che secondo James Tabor è quello da cui proviene Maria. Il significato di questa differenza per i rapporti tra massoneria e cristianesimo lo approfondiremo in un prossimo articolo.
Impossibile poi conciliare il messaggio di amore di Cristo e l’affermazione “il mio regno non è di questo mondo”, con le parole “sono venuto a portare la spada”; il che, unito ad altre discordanze, come quelle sui nomi degli apostoli, o sulla parentela di Gesù, rende evidente che i vangeli sono stati manipolati o perlomeno che siano state accorpate le storie di due figure diverse.
Manca qualsiasi riferimento all’assunzione in cielo anche nei vangeli apocrifi, ad eccezione del Vangelo di Nicodemo.

Tentativi di ricostruzione di una diversa figura di Cristo e della sua storia si trovano (sia pure con esiti differenti), in:
Baigent, Leigh, Lincoln, “Il Santo Graal”, Mondadori (il libro che ha ispirato il Codice Da Vinci).
Giancarlo Tranfo, “La croce di spine”, Chinaski.
Robert Eisenman, “Giacomo il fratello di Gesù”, Piemme.
Molto interessante è lo scritto di E. Callaey, “L’altro impero cristiano”, ove si ricostruisce la storia della massoneria facendola discendere dai Benedettini, precursori dei Templari, secondo i quali, a detta dell’autore, “il tempio di Salomone è definito come una prefigurazione della chiesa universale, ed è costruito su pietre vive (gli apostoli) e la cui pietra angolare è lo stesso Gesù Cristo, simboleggiato da Hiram Abif”.

Interessantissimo e pieno di spunti di riflessione il libro di Tabor, “La dinastia di Gesù”, edizioni Piemme.

Si segnalano inoltre:
Mario Canciani, “Ultima cena dagli esseni”, Mediterranee.
Gordon Strachan, “Gesù, il maestro muratore”, Arkeios.

Per quanto riguarda la parte relativa all’omicidio rituale, la citazione di Crowley è tratta dal libro “Magick” delle edizioni Astrolabio Ubaldini, pag. 272 e 273.

La citazione di Bloom è tratta da “Gesù e Yahvè. La frattura originaria tra ebraismo e cristianesimo”, ed. BUR, pag 18.

Fonte tratta dal sito .

Satanismo e potere, da Charles Manson a Michael Jackson

  Prima Parte Pubblichiamo questo articolo tratto dal sito  Libreidee :  http://www.libreidee.org/2017/11/satanismo-e-potere-da-charles-mans...