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mercoledì 25 febbraio 2026

Autorità criminali e culti misterici – Parte seconda. I fratelli chiamati a fregare l’Itali



La Massoneria propriamente detta, ovvero quella che permette anche a decine di migliaia di persone di aderire, dal punto di vista ideologico appare come un calderone in cui c’è tutto e il contrario di tutto: si propone come “tollerante” ma di fatto rappresenta un modo efficace per controllare le menti; si presenta come “umanistica” ma risulta soprattutto un modo per spogliare gli umani della loro umanità. Le logge massoniche servono, nonostante il volto rispettabile che può essere dato, non solo a controllare le persone, ma anche ad organizzare e ad attuare una serie di crimini di vario genere: corruzione di funzionari, attentati terroristici, colpi di Stato, eliminazione di personaggi scomodi, ecc. Anche se le società segrete possono acquisire nomi diversi, esse sono controllate da un unico centro di potere, che fa capo agli stegocrati, ovvero a coloro che hanno nelle loro mani il potere finanziario, economico, politico e mediatico. Credere che queste associazioni possano avere scopi positivi sarebbe come credere che le banche operano per il bene dei popoli. Come tutte le creazioni dell’attuale gruppo di potere, la natura evidente della massoneria risulta l’opposto rispetto alla sua verità, ma la maggior parte degli adepti non se ne accorge, ignorando ciò che avviene ai livelli più elevati. Certamente esistono adepti che non sono affatto criminali, e che, anzi, sono persone per bene che credono con sincerità ad un presunto scopo positivo dell’associazione. Ma non dobbiamo dimenticare che se oggi ci troviamo nella situazione in cui siamo è per la credulità e l’ignoranza (intesa come non conoscenza del vero sistema attuale) di molte persone. Non essere capaci di riconoscere i tanti tranelli messi in atto dal gruppo dominante costa caro a tutti.La maggior parte delle persone che aderiscono alla massoneria crede che i precetti della massoneria siano quelli che vengono loro insegnati, e alcuni ignorano persino che esistano alti livelli in cui i principi propagandati si ribaltano. Quasi tutti gli adepti non vanno oltre il terzo o quarto livello. Evidentemente, c’è una doppia faccia nella massoneria: per la maggior parte è un’associazione storica con principi “liberali” e “umanistici”, ma per chi la crea e la manovra è soltanto una fonte per controllare, formare e dirigere coloro che potranno avere ruoli importanti nei settori chiave del potere. Ad oggi, la massoneria è un argomento poco trattato, che viene ammantato di mistero, come se non fosse possibile capire che molte autorità e personaggi che ricoprono ruoli finanziari, economici, mediatici e politici importanti sono quasi sempre massoni di grado elevato. Anche la mafia è stata per molto tempo ammantata da un alone di mistero, anche quando sapevano tutti che esisteva e quale ruolo avesse. Esiste un forte legame fra mafia e massoneria.I vertici mafiosi, per poter meglio coordinare alcune operazioni, sono strettamente collegati ai servizi segreti come la Cia e l’MI6, e alle logge massoniche.L’Italia è stata messa sotto il controllo della massoneria sin dall’Unità, attraverso personaggi come Garibaldi, che era un noto massone di alto livello. Garibaldi ebbe il 33° grado della massoneria, che gli inglesi concedevano ai dittatori Sud Americani o a coloro che si mettevano completamente ai loro servigi. La spedizione dei Mille fu finanziata dalla massoneria inglese con somme enormi, parecchi milioni di dollari attuali. In realtà la Corona inglese ha utilizzato la massoneria, non per unire l’Italia, come è stato detto, ma per imporre a tutti gli italiani il potere (controllato) dei “Fratelli d’Italia”.Lo storico Salvatore Lupo scrisse che “durante la cospirazione risorgimentale esisteva una rete clandestina ispirata alla massoneria”.(5) Il pentito Antonino Calderone raccontò anche che la massoneria fungeva da canale per stabilire i contatti fra funzionari statali e mafiosi. Secondo il giudice Agostino Cordova la massoneria è da ritenere “‘il tessuto connettivo della gestione del potere”. All’interno di essa si trovano i personaggi più disonesti e corrotti. Negli anni Novanta, in Italia, c’erano 146 massoni indagati per mafia e reati politici, 83 dei quali accusati di riciclaggio di titoli rubati. Fra gli iscritti alle logge figuravano anche diversi poliziotti e carabinieri, accusati da Cordova di “impedire le indagini”.(6) Secondo il pentito Leonardo Messina, la collaborazione fra mafiosi e massoneria non è affatto rara, al contrario, quasi tutti i capimafia frequentano assiduamente le logge massoniche, e l’intero vertice di Cosa Nostra è affiliato alla massoneria. Mutolo parlò delle logge come di “un punto d’incontro per tutti”. Ciò fa emergere la consonanza di interessi, di ruoli e di metodi. La stessa strategia di mascherare, occultare o nascondere appartiene sia alla mafia che ai servizi segreti e alle logge massoniche. Si parla di “servizi deviati” o di massoneria “deviata” per proteggere un presunto ruolo corretto di queste organizzazioni, ma in realtà esse sono per loro natura inclini al segreto e al controllo. Se operano per nascondere significa che hanno qualcosa da nascondere. Pur dovendo constatare gli stretti legami fra massoneria e mafia, occorre fare alcune distinzioni. La mafia, avendo come scopo anche quello di soggiogare la popolazione, non può essere completamente occulta, al contrario, essa deve dare chiari segnali alla popolazione della sua esistenza. Tutti sanno chi sono i mafiosi e dove abitano, e molti sono costretti a prendere atto degli omicidi commessi dalle cosche. I mafiosi continuano ad abitare nelle zone di origine, anche quando ormai sono assai noti, gli unici a non sapere chi sono e dove abitano sono le istituzioni, dato che non li fanno arrestare. Molte famiglie mafiose, come ad esempio quella dei Corleonesi, erano state identificate già negli anni Cinquanta, ma soltanto nel periodo del pool si ebbe una vera strategia per abbattere il loro potere. E’ vero che per molti anni le autorità hanno cercato di negare l’esistenza della mafia, ma nel sud le persone sapevano benissimo che c’era, e dovevano saperlo per esserne soggiogati, o perché erano costrette a pagare il pizzo. Persone come Falcone e Borsellino avevano capito i legami fra mafia e massoneria, e per questo sono state condannate a morte. Più recentemente, anche magistrati come De Magistris e Woodcock hanno scoperto stretti legami fra politici, mafiosi e massoni. Talvolta un personaggio può appartenere a tutte e tre le categorie. Esistono reti di grave corruzione scoperte da De Magistris, che per questo è stato messo nelle condizioni di non poter continuare le sue indagini. La massoneria italiana raccoglie molti personaggi del panorama finanziario, economico, mediatico e politico italiano, in totale segreto, anche se per le nostre leggi è illegale creare associazioni segrete. Come molti sanno, in Italia è stato realizzato il piano della cosiddetta Loggia Propaganda 2, per evitare che gli italiani pretendessero una maggiore apertura democratica. La Legge n.17 del 25 gennaio 1982 (detta Legge Anselmi), fu approvata in seguito allo scandalo della Loggia Propaganda Due, con lo scopo di sciogliere la P2 e rendere illegali tutte le associazioni segrete con obiettivi analoghi. La legge ribadiva un principio presente nella Costituzione Italiana, al secondo comma dell’articolo 18, che considera illegali le associazioni segrete con scopi politici e a carattere militare. Questo faceva apparire il pericolo come scampato e dava l’idea che ormai appartenesse al passato. Di fatto però non si fece nulla per impedire che salissero al potere i personaggi che agivano per realizzare il piano della P2. Il sistema agì come un prestigiatore: mostrava una realtà che non esisteva, mentre ne realizzava un’altra, proprio quella che faceva apparire come smascherata e distrutta. Sotto i nostri occhi ci è stata data la fregatura. Secondo la giornalista Concita De Gregorio, che ha intervistato Licio Gelli, la “strana” attività di questo inquietante personaggio non appartiene certo al passato.Spiega la De Gregorio: “(Gelli) è un uomo… (che) lavora a pieno ritmo, ha vari uffici in cui riceve ospiti ogni giorno… ha un’agenda fittissima e una serie di segretarie che lavorano per lui a tempo pieno. Io l’ho incontrato a villa Wanda, ad Arezzo, nella sua abitazione… è in grande attività, riceve personalità straniere, politici, imprenditori… per la gran parte italiani, ed è un uomo… che ha come un crocevia di affari internazionali… stupisce questo disinteresse che c’è attorno alla figura di Gelli, che è come se appartenesse al passato, in realtà appartiene al presente, è lì e lavora… il suo piano si è realizzato, nell’intervista… ha parlato di uomini politici attualmente in carica, fa dei nomi che sono ancora quelli, la classe politica di allora è la stessa di oggi, è difficile immaginare che anche i progetti, i programmi siano cambiati… alla fine il progetto realizzato è quello di Gelli”.(7) Non è difficile immaginare di che “lavoro” si tratti, visti i precedenti, e nemmeno i personaggi che chiedono le sue “consulenze”. Del resto, lo stesso Gelli non nega il potere che la loggia che egli “dirigeva” ha avuto nel creare, com’era nei piani, un sistema dittatoriale dotato di parvenza democratica. Dunque, non c’è dubbio che anche in Italia i gruppi massonici hanno esercitato ed esercitano un potere antidemocratico, attraverso la creazione di una vasta rete sotterranea che riunisce i personaggi più importanti in molti settori, per “affiliarli” e controllarli. Chi è fedele all’affiliazione è colui che ha più probabilità di avere fama, soldi e potere. Chi è affiliato è una pedina (più o meno importante) controllabile, fedele e manovrabile. Il principio di segretezza della massoneria permette di agire in modo illegale e criminale senza essere perseguiti, e spesso senza far capire chi sono i responsabili e come abbiano agito. Come denunciò John Kennedy poco tempo prima di essere ucciso: “La parola ‘segretezza’ è ripugnante in una società aperta e libera, e noi come popolo ci siamo opposti, intrinsecamente e storicamente, alle società segrete, ai giuramenti segreti, e alle riunioni segrete. Siamo di fronte, in tutto il mondo, ad una cospirazione monolitica e spietata, basata soprattutto su mezzi segreti per espandere la sua sfera d’influenza”.(8) La segretezza protegge le attività criminali delle autorità, e dunque conferisce un potere assoluto ad alcune persone, che potranno commettere qualsiasi crimine senza essere perseguite. Quando viene sollevato seriamente il problema della massoneria e della segretezza, alcune autorità intervistate ci scherzano sopra come a prendere in giro e ad additare come bizzarre tutte le persone che si accorgono di queste realtà. Deridere, etichettare come “cospirazionisti” e “paranoici” o trattare come persone strane e sospettose, sono metodi per far cadere nel vuoto le accuse di chi si accorge che c’è un gruppo di potere che utilizza metodi criminali per continuare a dominare. Cercando di screditare coloro che sollevano il problema cercano anche di evitare di fare la dovuta chiarezza.Anche le autorità vaticane si valgono di un’organizzazione che ricalca la struttura e le funzioni tipiche di un’organizzazione massonica, ovvero l’Opus Dei. Per molti autori si tratta di un centro potentissimo, che, insieme alla Curia Romana si occuperebbe di proteggere ed estendere il potere e gli affari del Vaticano, anche attraverso mezzi di arricchimento finanziario ed eliminando tutto ciò che potrebbe intralciare. L’Opus Dei è diffusa in molti paesi del mondo, e si occuperebbe anche di controllare le cariche ecclesiali di alto grado. Secondo alcuni antropologi i culti misterici contengono ideologie che mirano al potere assoggettando persone che poi saranno utilizzate per i propri scopi. Il satanismo appartiene a questa categoria, come anche le sette segrete che professano altre finalità. Ogni tanto alcuni personaggi, come l’ex Gran Maestro Giuliano di Bernardo, denunciano aspetti strani della massoneria, ma queste persone parlano di “massoneria deviata”, facendo credere che la massoneria in quanto tale sarebbe un’organizzazione accettabile. Si trascura di parlare degli aspetti perlomeno strani di questa organizzazione. Non si spiega il persistere di un’organizzazione segreta che nel passato dichiarava di avere motivazioni “cospirative” contro i regimi dittatoriali e assolutistici dell’epoca. Oggi, che ci dicono di essere in una democrazia, quali scopi avrebbe la segretezza? Quale scopo avrebbe la ritualistica, se non si tratta di una religione?Perché gli alti gradi vengono tenuti nascosti alla maggior parte degli stessi adepti?Perché aderiscono alla massoneria generali, giudici, alte cariche dell’esercito, finanzieri, imprenditori e politici fra i più importanti? Quale sarebbe lo scopo di ciò all’interno di una presunta “democrazia”? E perché la maggior parte di essi nasconde di essere massone, specie se si tratta di persone influenti? Esistono, com’è noto, segni e simboli che svelano l’appartenenza alla massoneria, alcuni dei quali sono riconosciuti soltanto dagli stessi massoni, e fungono da segnali segreti per ricondurre persone di diversa nazionalità o sconosciute fra loro ad uno stesso “territorio”. Esistono segnali scambiati mentre si porge la mano, speciali saluti, oppure piccoli oggetti (anelli, spillette, ecc.) che possono essere posseduti soltanto da massoni. La dottoressa antropologa Cecilia Gatto Trocchi scoprì come personaggi che utilizzavano diverse ideologie poi convergevano con disinvoltura nella massoneria o nei culti esoterici: “ Ho scoperto tutta una lunga corrente di persone che sono passate dal marxismo all’esoterismo… nelle logge si legge l’inno a Satana di Carducci… è una visione spiritualista che si contrappone a quella cristiana”.(9) Questo proverebbe la funzione manipolatrice delle ideologie dominanti, al pari con i culti misterici di natura massonica. Che razza di persone sono quelle che si mettono nude in una bara, che fanno pratiche sessuali davanti al gruppo o si fanno umiliare sessualmente? Che promettono segretezza e si fanno manipolare mentalmente da un presunto “maestro occulto”? Cosa penseremmo comunemente di persone che si comportano così? Come minimo che hanno qualcosa che non quadra e che dovrebbero farsi seguire da qualcuno, eppure queste persone non soltanto passano per essere “normali”, ma addirittura ricoprono cariche importantissime. Le domande sono: possiamo continuare ad accettare che questo genere di persone governi il mondo? Perché mai dovremmo accettare che persone così squilibrate esercitino un potere enorme sui popoli del mondo? Ci si augura che molte persone non cedano all’inganno di credere che queste cose non siano vere o che chi le solleva è solo un “paranoico complottista”. Non è chi denuncia tutto questo ad essere squilibrato, ma chi lo crea e lo pratica.Per quanto queste cose appaiano assurde e incredibili, purtroppo sono vere: siamo imprigionati in un sistema guidato da persone mentalmente compromesse, che si spacciano per autorevoli personaggi, e le nostre autorità, essendo loro complici, ce le presentano come tali. Chi volesse approfondire l’argomento troverà molti libri di notevole qualità, che chissà perché non vengono mai discussi nei salotti televisivi.L’unica strada percorribile è quella di divenire coscienti della vera realtà, e rigettare completamente tutti gli attuali criminali al potere.Conoscere la natura dell’attuale potere criminale è il solo modo per poter diventare consapevoli e poterlo distruggere. Come qualcuno ha detto, non c’è libertà finché si è soggetti all’inganno. Copyright © 2008 – all rights reserved.Tutti i diritti sono riservati. È vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale di questo articolo, inclusa la memorizzazione, riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi mediante qualunque piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza previa autorizzazione scritta di Antonella Randazzo.

 

 

Per capire chi sono gli stegocrati si veda:

 

http://antonellarandazzo.blogspot.com/2008/03/lipotesi-stegocratica-parte-prima-il.html3) Millennium 2000, filmed in 1993http://it.youtube.com/watch?v=BVzmKq0aaUg&feature=related4)

 

 

Lupo Salvatore, “Storia della mafia”, Donzelli Editore, Roma 1996, p. 59.6)

 

Nicastro Franco, Mafia, 007 e Massoni, Edizioni Arbor, Palermo 1993, p. 186.7)

 

 

 

Discorso pronunciato il 27 Aprile 1961 dal Presidente John Fitzgerald Kennedy al cospetto dei massimi rappresentanti della Stampa USA (la American Newspaper Publishers Association) riuniti presso l’Hotel Waldorf-Astoria di New York.9) http://it.youtube.com/watch?v=_YNo1AO92Q4&feature=related

Fonte tratta dal sito .

martedì 24 febbraio 2026

Autorità criminali e riti misterici – parte prima


 AUTORITA’ CRIMINALI E CULTI MISTERICI – Parte Prima – Abiti da carnevale per riti inquietanti

Di Antonella Randazzo

Antonellarandazzo@blogspot.com

 

Si parla spesso di “bizzarrie” che appaiono su Internet, ovvero di argomenti su cui aleggia lo spettro della bufala o del contenuto che attrae ma è irreale, singolare o stravagante. Il problema è che a volte si cerca di far rientrare in questa categoria anche argomenti molto importanti per capire il sistema in cui oggi ci troviamo. Un esempio di ciò è l’argomento “culti misterici”. Un culto misterico è un culto riservato a pochi, che prevede riti di iniziazione e di passaggio da un livello più basso ad uno più alto, il più totale segreto relativo al culto, alle cerimonie, e l’idea che il gruppo fornirà conoscenze esoteriche importanti. Non necessariamente i culti misterici sono religioni misteriche, talvolta, come nel caso delle società segrete, si tratta di gruppi che non dichiarano esplicitamente di adorare una precisa divinità. Tuttavia, l’idea che vengano svelate cose “misteriose” che sono appannaggio di pochi, suggerisce l’esistenza di “venerandi”, ovvero di una fonte da cui proverrà la conoscenza esoterica. Nonostante su Internet esistano molte fonti che parlano di sette esoteriche, di massoneria e di gruppi di potere occulti, non bisogna fare l’errore di dare per scontato questi argomenti, sottovalutandoli o scambiandoli per argomenti “sui generis”.Ci sono innumerevoli prove, talvolta date dagli stessi interessati, che gli attuali personaggi al potere si valgono di associazioni o culti misterici per alimentare il loro potere e per scongiurare il pericolo che salgano al potere personaggi non controllabili. Dunque, studiare con serietà un tale argomento può aggiungere nuove conoscenze su come agiscono i personaggi che oggi esercitano potere sui popoli, su come essi formano il ceto dirigente e come cercano in tutti i modi di tenerlo soggiogato per potersi garantire il dominio sui popoli. Da molti elementi si inferisce che è proprio attraverso le logge, i culti segreti e la mafia che queste persone continuano a tenere sotto controllo le autorità, curandosi di formarle e di obbligarle al segreto circa aspetti del sistema evidentemente inconfessabili. L’uso di queste formazioni conferma, se ce ne fosse bisogno, la natura criminale del sistema, che ha bisogno di manipolare e controllare per continuare ad esistere. I gruppi segreti di natura massonica servirebbero a controllare mentalmente chi è destinato a ricoprire cariche di potere. E’ come se alcune persone dovessero essere “formate” in modo tale da commettere le più gravi cattiverie senza avere scrupoli di coscienza, e magari motivandole truffaldinamente per renderle “legittime”. In effetti, organizzare guerre, uccidere o torturare persone inermi significa distruggere il sentimento umano naturale di empatia con i propri simili, e dunque non sembrerebbe possibile farlo senza un’accurata “formazione”.Per questo motivo sembrerebbe necessario far praticare a chi ricoprirà ruoli importantissimi, culti che disumanizzano, che stimolano gli aspetti più negativi e distruttivi dell’uomo, o che inducono a credere che possano esistere principi, “valori” o ideologie che giustificano i crimini più terribili contro l’umanità.Esisterebbero due tipi principali di culti misterici: 1) quelli che prevedono l’affiliazione di un numero relativamente ampio di adepti, che per la maggior parte ricoprirà livelli bassi, e dunque non raggiungerà mai determinate conoscenze, appannaggio dei pochi che raggiungeranno gli alti livelli;2) quelli che appaiono come sette vere a proprie, poiché sono destinate soltanto ai rampolli delle grandi famiglie miliardarie o a personaggi “scelti”. In tal caso il personaggio sarà chiamato ad aderirvi come fosse un “eletto”, ad esempio ricevendo una lettera da chi ha creato la setta. In quest’ultimo caso, i riti talvolta sarebbero agghiaccianti, simili a quelli satanici. Ad esempio, nel gruppo chiamato Skull & Bones gli iniziati dovrebbero masturbarsi nudi in una bara, e successivamente subirebbero anche violenze verbali e fisiche, dovendo lottare nel fango e a subire violenze con altri adepti fino allo sfinimento. Si tratterebbe di tecniche elaborate dalla Cia al fine di indebolire il soggetto attraverso una serie di atti che lo piegheranno fisicamente e mentalmente. Agli adepti verrebbe anche inculcata l’idea di essere superiori e di avere la “missione” di dominare sugli altri. Essi subirebbero dunque umiliazioni sessuali, ma al contempo verrebbero abituati ad esaltare il proprio ego umiliato, per sopperire alla bassa autostima stimolata dalle umiliazioni.Questi rituali non sarebbero casuali, ma creati per influenzare gli adepti in un determinato modo. L’obiettivo sarebbe quello di far emergere aspetti del sé distruttivo, in modo tale che emozionalmente e mentalmente la persona possa diventare più incline a mentire, ad ingannare e a commettere azioni criminali. E’ come “programmare la mente” ai crimini che dovranno commettere quando saliranno al potere. Essi dovranno commetterli non soltanto senza alcun rimorso ma addirittura credendo che ciò sia giusto, e per poter raggiungere questo livello di mistificazione occorre una sorta di percorso “esoterico” atto a manipolare la mente a tal punto da produrre questo effetto. I riti praticati in questi gruppi misterici sono traumatizzanti e violenti, e addirittura per essere resi più agghiaccianti sarebbero utilizzate urla di sottofondo. Questi riti sarebbero collegati a simbologie di vario genere, e servirebbero anche a creare affiliazione a realtà false, per disorientare l’esistenza. Nelle società segrete massoniche viene anche creato un clima di unita’ e “fratellanza” molto forte, come se gli adepti fossero legati da qualcosa di importante e fondamentale per la loro esistenza. La stessa cosa avviene nella mafia. Sembrano cose talmente assurde da non poter essere vere, ma le prove e le testimonianze a sostegno di ciò sono ormai così numerose che ignorarle significherebbe agire come i personaggi di regime, che vedono soltanto quello che viene detto loro di vedere. Storici come Paolo Mieli direbbero che tutto è casuale, che è casuale che quasi tutte le più importanti autorità inglesi e statunitensi siano membri di alto grado della massoneria, o che addirittura nel 2004, entrambi i candidati alla presidenza degli Stati Uniti appartenessero alla società segreta Skull & Bones (teschio e ossa – detta anche “Fratellanza della morte”).La Skull & Bones fu fondata per “formare” l’èlite di potere statunitense, all’Università di Yale nel 1832, ad opera di William Huntinton Russell, che era colui che all’epoca si occupava della produzione e del commercio di oppio. Questa setta, a detta di molti, praticherebbe rituali simili a quelli praticati nel satanismo. La giornalista Alexandra Robbins è riuscita ad intervistare diversi adepti, ricavando un’immagine della setta a dir poco sconcertante. Gli adepti si riunirebbero in un luogo chiamato “the Tomb” (la Tomba), luogo in cui si svolgerebbero i riti. Il marchio della setta appare in molti oggetti posseduti da coloro che l’hanno creata o che vi appartenevano (o vi appartengono), come John Pierpont Morgan, David Rockefeller, Henry Stimson, Averell Harriman, i Bush, i Taft, ecc.All’interno della setta viene presentata una realtà gravemente squilibrata, eppure i suoi adepti diventano importanti industriali, dirigenti di grandi banche o altre organizzazioni importanti, o addirittura presidenti o consiglieri di presidenti.I membri della setta sono soltanto poche centinaia, reclutati fra le più importanti famiglie miliardarie statunitensi. La Robbins, nel libro “Secrets of the Tomb” descrive alcuni riti che appaiono come un incrocio fra il carnevalesco e il paradossale, che meriterebbero una grossa risata, se non ci fossero risvolti tremendamente seri. Ad esempio, il giovane Bush, nel rito di iniziazione, sarebbe stato incappucciato e condotto da 11 patriarchi della confraternita travestiti come fosse carnevale: uno da Elihu Yale (fondatore dell’Università), uno da Papa, uno da diavolo, ecc. In questo clima farsesco l’iniziato doveva raccontare la propria “storia sessuale”, dopodichè sarebbe dovuto entrare nudo in una bara per masturbarsi. Il tutto veniva abbeverato da quantità esorbitanti di alcolici. Ma secondo la Robbins tutto questo fare settario e bizzarro sarebbe “normale” negli ambienti dei miliardari statunitensi. Ella dichiara: “I più ricchi americani si comportano allo stesso modo quando partecipano a raduni esclusivi come quello che si tiene ogni anno a Sun Valley in Idaho”.Considerato che si tratta di persone che hanno nelle loro mani il destino di milioni di persone, c’è proprio da stare tranquilli…Sia Kerry che Bush, candidati alla presidenza nel 2004, appartenevano alla setta Skull & Bones, e risposero imbarazzati quando un giornalista chiese loro se appartenevano alla setta e quali fossero i principi del gruppo. Bush ammise di appartenere alla setta e alle ulteriori domande rispose: “è così segreto che non possiamo parlarne”. Kerry rispose in modo analogo, ammettendo la sua affiliazione: “non (posso dire) molto perché è un segreto”.(1) Due persone che aspirano a ricoprire una carica politica importantissima che confessano di avere “segreti” da rispettare, che non sono cose che riguardano fatti privati, ma un’affiliazione occulta. Giurare di non rivelare qualcosa all’interno di una setta abitua ad un comportamento poco trasparente, assai pericoloso quando si tratta di ricoprire cariche di potere. La loro fedeltà alla setta avrebbe sovrastato la necessità di agire per il bene del popolo, ponendo il proprio giuramento massonico al di sopra della fedeltà alla nazione. Come diceva Joseph Pulitzer: «Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza”. Queste sette impongono il giuramento di “obbedienza totale” e segretezza, assoggettando così la persona al gruppo. Come nel caso della mafia, non si può disobbedire, svelare segreti o uscire dalla setta senza pagare un prezzo molto alto. Le persone che fuoriescono dal controllo saranno giudicate da appositi tribunali che prevedono anche la pena di morte. Oltre al gruppo Skull & Bones ci sarebbero molte altre sette di tipo analogo, come la cosiddetta “Società Boema” che si riunirebbe in California nelle ultime due settimane di luglio, praticando riti satanici che prevedono un’invocazione fatta ad una statua che rappresenta un gufo alto circa 7 metri. Parteciperebbero al rito parecchie importanti autorità, capi di Stato, industriali, ex presidenti statunitensi, ecc. Queste persone vestirebbero con una tunica con relativo cappuccio, ovvero la stessa veste indossata dagli adepti del Ku Klux Klan. Di fatto, negli Usa quasi tutti i presidenti e i vicepresidenti, molti senatori e deputati, giudici e governatori sono massoni. Questo può essere considerato come casuale da persone dotate di razionalità?E’ massone di alto livello l’ex capo di governo inglese Tony Blair, egli è membro della Loggia massonica di Studholme (Londra). La stessa regina sarebbe la “Patrona della massoneria Internazionale”, come un capo su tutti i massoni di alto livello. Di tanto in tanto riunirebbe tali personaggi a Drewery Lane (Londra). Altri membri della Corona inglese, come il Duca di Edimburgo, sono membri di alto grado della massoneria. Il deputato inglese Chris Mullins, attraverso un comitato d’inchiesta scoprì che molte autorità in seno alle forze dell’ordine e alla giustizia erano affiliate a sette segrete. L’agente dell’Fbi ora in pensione, Ted Gunderson, che si occupava di investigare su culti e sette sataniche, scoprì attraverso varie fonti che molti giudici, avvocati, attori, sportivi, medici, deputati e senatori, erano affilati a sette di tipo massonico-satanico. Anche importanti capi di governo del passato, come Winston Churchill, erano massoni di alto grado. I gradi più alti sono di solito raggiunti soltanto da persone di sangue aristocratico o da alti ufficiali delle forze armate. Le persone che appartengono alle sette destinate soltanto a persone di “alto rango” vengono incoraggiate a sposarsi fra loro, per creare maggiore coesione tra i gruppi e per evitare che queste persone entrino a contatto con altre realtà che le “risveglino” e facciano scegliere loro altri percorsi più “normali”.Tutto questo serve anche ad escludere gli “intrusi” dal potere, creando in tal modo un sistema controllato dall’alto e prevedibile. Gli ambienti settari degli stegocrati (2) sono intrisi di un’alta valenza emotiva, che è un misto fra onnipotenza, sete di potere, avidità e paura. Si crea una rappresentazione della realtà alterata che può confondere fra ciò che è vero e ciò che è soltanto finzione. Si crea uno stato emotivo talmente alterato da non permettere alle vittime di avere una vita emotiva indipendente, o di uscire dal giro senza pagare un prezzo molto alto. Molte di queste persone vivranno per tutta la vita esistenze emotivamente alterate, passeranno fra una festa, un rito e un impegno politico ( finanziario o economico) esibendo sorrisi stereotipati o falsi entusiasmi. Racconteranno cose assurde sul “nemico terrorista”, sulla “lotta del bene sul male”, o sul fatto che gli Usa sarebbero “una grande democrazia”.Il gruppo di stegocrati sa che l’unico modo per continuare ad avere potere è quello di controllare la mente di chi avrà ruoli di potere, e un modo efficace, evidentemente, è quello di controllarli attraverso gruppi massonici e satanici. Si tratterebbe dunque di utilizzare tali gruppi come uno strumento di potere sulle menti degli adepti. I capi massonici vengono chiamati “maestri occulti” o “sovrani”.Spiega Jordan Maxwell: “Gli ordini pre-massonici europei sostenevano che ci fosse una piccola teoria, una piccola entità spirituale che forniva una conoscenza per quello che i massoni chiamavano “i nostri maestri occulti”… si riferivano a chi guidava la massoneria mondiale… loro non sanno chi siano. Nessun massone sa realmente chi realmente guida l’organizzazione mondiale. Li chiamano “i nostri maestri occulti”.(3) Molti studiosi ritengono che i riti satanici e massonici siano molto più simili di quello che si crede. Secondo queste persone il Dio dei Massoni avrebbe un nome impronunciabile, ovvero sarebbe lo stesso Dio dei satanisti. La maggior parte dei massoni smentisce questo, ma alcuni, come Albert Pike, lo hanno ammesso. Da laici sarebbe legittimo pensare che i “demoni” da loro adorati non sono altro che aspetti del sé inquietanti, ovvero la cosiddetta “Ombra” descritta da Jung. Tali riti potrebbero dunque avere lo scopo di alimentare questi aspetti per renderli più forti o più presenti, allo scopo di far diventare le persone capaci di comportamenti che altrimenti non avrebbero. In altre parole, si tratta di rafforzare i potenziali criminali al fine di forgiare persone che si comportino in modo utile al sistema, agendo sulla loro mente e instillando convinzioni mistiche o esoteriche che condizioneranno le loro scelte e il loro comportamento. Per questo di solito i riti posseggono un certo livello di violenza, e abituano a calpestare la dignità umana. Qui non si vuole certo sottovalutare il potere del pensiero. Come i fisici più all’avanguardia ci insegnano, il pensiero è energia che può creare demoni e qualsivoglia realtà, rafforzando alcuni aspetti della psiche e indebolendone altri.

Fonte tratta dal sito .

venerdì 20 febbraio 2026

I delitti della Valle d’Aosta


 Ultimamente in Valle d’Aosta succedono fatti strani, che potrebbero essere collegati tra di loro.

A fine gennaio di quest’anno viene arrestato il PM Pasquale Longarini, procuratore capo di Aosta: avrebbe convinto un albergatore (che stava indagando per fatture false e frode fiscale) ad acquistare fontina da un suo amico per 70mila euro. L’amico che Longarini avrebbe favorito con il maxi ordine di formaggio è Gerardo Cuomo, imprenditore legato alla ‘ndrangheta, anche lui indagato.
Ci sono diverse cose che non quadrano in questa vicenda. Sembra un’operazione come altre simili, attuata per colpire e incastrare qualcuno con un pretesto.

Longarini era il PM titolare dell’inchiesta sull’omicidio del piccolo Samuele Lorenzi a Cogne, nel primo processo in cui Anna Maria Franzoni fu condannata. E viene arrestato proprio il 30 gennaio, giorno del delitto di Cogne di cui si era occupato.
In questa vicenda viene difeso dall’avvocato Claudio Soro, che nel processo di Cogne fu legale dei vicini di casa della Franzoni.
Inoltre Longarini fece anche inchieste su Augusto Rollandin, “padrone” della Valle d’Aosta da decenni.
Forse qualcuno ha voluto vendicarsi perché non era più “allineato” o perché non faceva più comodo.

Per quanto riguarda Gerardo Cuomo, esce sui giornali la notizia di una sua appartenenza alla massoneria. Strano che si sottolinei il fatto che era massone. Sembra più un messaggio per qualcuno, anche perché la notizia non viene ulteriormente approfondita.
Infine, è da notare il nome del sostituto procuratore di Milano a cui è affidata l’inchiesta: Roberto Pellicano, il simbolo dei Rosacroce…
Insomma, tutta la vicenda fa pensare a qualcos’altro dietro alle notizie che vengono rese pubbliche.

Un’altra caratteristica è la presenza forte della ‘ndrangheta.
Il 10 giugno viene arrestato in Brasile il boss latitante Vincenzo Macrì.
Lo stesso giorno, viene ucciso in Spagna Giuseppe Nirta, originario del paese calabrese di San Luca, già coinvolto nell’operazione Minotauro sulla ‘ndrangheta in Piemonte.
Il nome di Nirta era finito anche nell’ordinanza che il 30 gennaio aveva portato all’arresto del PM Longarini e di Gerardo Cuomo. Nirta era amico di Cuomo: lo frequentava ed era in affari con la sua ditta. Secondo l’ipotesi della procura di Milano, Longarini aveva informato Nirta e Cuomo di essere intercettati nell’ambito di un’inchiesta sulla ‘ndrangheta in Valle d’Aosta.
La stampa spagnola parla di “uomini incappucciati” che hanno ucciso Giuseppe Nirta.

La mattina del 19 agosto, viene trovato un cadavere carbonizzato in un prato lungo la via Francigena, vicino al castello medievale di Fénis, a pochi chilometri da Aosta.
Apparentemente non c’entra nulla con le vicende di cui abbiamo scritto, ma invece potrebbe essere collegato.

C’è infatti una particolarità che viene messa in risalto dai media: al cadavere manca la mano sinistra.
In questo articolo di Repubblica si fa riferimento a una possibile “esecuzione mafiosa”, proprio per via di quella mano mancante. Il che rimanderebbe alla presenza della criminalità organizzata, in particolare della ‘ndrangheta, in Valle d’Aosta e nelle vicende di questi mesi. In realtà non si sa se la mano sia stata amputata in passato o se sia collegata alle circostanze della morte.

Ma oltre al rimando di stampo mafioso, la mano tagliata fa pensare anche al rito della “Mano di Gloria”, di cui abbiamo parlato alcuni anni fa analizzando i delitti rituali.
Tale rito viene citato da Arthur Edward Waite, grande esoterista del secolo scorso, uno dei gradi più alti della Golden Dawn e fondatore della Rosa Rossa. Ne “Il libro della magia cerimoniale”, Waite scrive: “Secondo Albertus Lucii Libellus, la mano della Gloria è indifferentemente la mano destra o sinistra di un criminale giustiziato. Il mago se la procurerà come può e… il criminale deve essere ucciso prima della sepoltura”.

Quindi, più che un delitto di mafia, l’omicidio di Fénis – paese che confina con Cogne – potrebbe essere un delitto esoterico-massonico. Oppure potrebbe essere entrambe le cose, dato che spesso in questi omicidi coesistono più interessi. E a nostro parere potrebbe essere collegato alle vicende della ‘ndrangheta in Valle d’Aosta. Qualcuno sta lanciando diversi messaggi su più livelli, a quanto pare.

Un’ultima nota simbolica: il nome del paese dell’omicidio, Fénis, ricorda la Fenice, importante simbolo esoterico, spirituale e rosacrociano. Si dice che il Rosacroce “vive come il pellicano, muore come il cigno, e risorge come la fenice”. L’uomo probabilmente è stato ucciso altrove e in seguito è stato portato a Fénis: lì è stato dato alle fiamme. Abbiamo dunque un uomo a cui viene dato fuoco a Fénis-Fenice. E la Fenice, detta anche “uccello di fuoco”, brucia nelle fiamme e rinasce dalle proprie ceneri dopo la morte.

L’inchiesta sulla ‘ndrangheta, invece, è affidata al sostituto procuratore Roberto Pellicano. Abbiamo quindi i simboli rosacrociani del Pellicano e della Fenice che compaiono in queste due vicende. Potrebbe essere una conferma del legame tra i due casi anche dal punto di vista simbolico.

Il rito della Mano di Gloria:

http://paolofranceschetti.com/?p=810

Due approfondimenti sul ruolo della ‘ndrangheta e sui rapporti tra Longarini, Cuomo e Nirta:

http://www.giannibarbacetto.it/2017/02/01/5751/

http://www.aostasera.it/articoli/quellintreccio-di-rapporti-che-ha-portato-agli-arresti-di-longanini-e-cuomo

Aggiornamento del 29 agosto, una settimana dopo la pubblicazione dell’articolo:

– Negli stessi giorni in cui si parlava del delitto di Fénis, è uscita questa notizia. Molto strano che questi tre cadaveri, la cui morte risale a circa vent’anni fa, vengano trovati dopo tanto tempo proprio in questi giorni…

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/08/23/valle-daosta-avvistati-tre-cadaveri-su-un-ghiacciaio-del-monte-bianco-la-morte-risale-probabilmente-agli-anni-novanta/3812987/

– E continuano i casi legati alla Valle d’Aosta, stranamente tutti adesso e tutti che hanno un rilievo sulla stampa. L’uomo trovato morto in montagna era dirigente regionale ed ex sindaco di Gignod.

http://www.valledaostaglocal.it/2017/08/28/leggi-notizia/argomenti/cronaca-4/articolo/claudio-bredy-forse-uscito-da-sentiero-e-precipitato-per-oltre-300-metri.html

Questi due casi, come gli altri di cui parliamo nell’articolo, potrebbero anche non essere collegati tra di loro. Potrebbe essere solo una coincidenza o una suggestione. Ma è comunque insolito il fatto che avvengano (o vengano resi pubblici) tutti in questo periodo. Come insolita è la modalità nel dare le notizie, che fa pensare a un messaggio in codice per qualcuno.

Aggiungo un altro elemento che ero indecisa se inserire o meno in questo articolo. Avevo deciso di non inserirlo, per non mettere troppa carne al fuoco e per non mischiare fatti reali con collegamenti che possono apparire fantasiosi. Ma chi legge questo blog conosce il funzionamento dei messaggi in codice e l’utilizzo anche di film e televisione in questo sistema.

Lo scorso novembre è andata in onda su Rai2 la serie tv in 6 puntate “Rocco Schiavone”, tratta dai romanzi di Antonio Manzini, diretta da Michele Soavi e interpretata da Marco Giallini. Il protagonista è un vicequestore di polizia che viene trasferito da Roma ad Aosta per motivi disciplinari. Ad Aosta indaga su alcuni delitti e a un certo punto si ritrova anche ad indagare sulla presenza della ‘ndrangheta in Valle d’Aosta: una presenza che si rivelerà molto più influente di quanto si possa pensare. Si scoprirà infatti una rete di potere molto più ampia rispetto a un semplice gruppo di ‘ndranghetisti: una rete di cui fanno parte personaggi importanti e potenti di Aosta, tra cui uomini delle istituzioni.
La trama è particolare e ci sono analogie con quanto sta succedendo in questo periodo in Valle d’Aosta. La vicenda della ‘ndrangheta e dell’arresto del PM Longarini è avvenuta a fine gennaio, soltanto due mesi dopo la messa in onda di “Rocco Schiavone”. Si potrebbe ribattere che è solo fiction e che si è trattato di una semplice coincidenza. Tuttavia, se è vero che ci sono molti film e telefilm a tematica mafiosa e sulla criminalità organizzata, non capita tutti i giorni di vedere una serie tv sulla presenza della ‘ndrangheta in Valle d’Aosta. E’ una regione molto piccola, che arriva raramente alla ribalta nelle cronache, e che non viene scelta quasi mai come location per film e telefilm; tantomeno viene scelta come location per parlare di ‘ndrangheta.
Insomma, si tratta di un riferimento troppo particolare, come particolare è la tempistica degli avvenimenti reali, subito dopo la fiction. Potrebbe essere solo una coincidenza, ma è comunque un fatto curioso. Aggiungerei anche che la trama dei vari episodi ha delle analogie non solo con la vicenda della ‘ndrangheta, ma anche con alcuni dei casi presi in esame in questo articolo, ad esempio con i morti in alta montagna.

Fonte tratta dal sito .

martedì 17 febbraio 2026

Delitti rituali e parassitismo psichico

 


Premessa. Il simbolismo nei delitti

In questi anni in cui mi sono occupato di delitti rituali c’era una domanda a cui non riuscivo a dare una risposta sensata. La domanda era: chi crea le coincidenze eccezionali che si verificano in questi delitti?

Faccio alcuni esempi.

Nei delitti delle bestie di Satana alcuni dei nomi dei ragazzi coinvolti sono, appunto, nomi di bestie: Volpe, Leoni, Zampollo (zampa di pollo). Satana, nella tradizioni cristiana, è sconfitto dell’arcangelo Michele; e guarda caso i due personaggi che, in tutta la vicenda, risultano la chiave per scoprire i delitti si chiamano Michele: sono Michele Tollis (che richiama il detto latino “qui tollis peccata mundi”), il padre di uno dei ragazzi assassinati, e il luogotenente Michelangelo Segreto (quindi qui non abbiamo solo Michele, ma anche l’angelo). Costui, se non ricordo male, all’epoca, era comandante dei carabinieri della stazione di Somma Lombardo. E la bestia dell’apocalisse, in alcune raffigurazioni, ha le zampe di pollo e la testa di leone.

In località Golasecca, Volpe sparò a Mariangela Pezzotta. E le sparò, guarda caso, in gola. La vicenda delle Bestie di Satana (per come la raccontano i giornali, poi abbiamo spesso detto che la realtà è ben altra cosa) finì il giorno che Volpe e Ballarin, dopo aver ucciso Mariangela, si schiantarono con l’auto presso la diga di Panperduto; dopodiché vennero catturati e processati. A Panperduto, cioè, le Bestie di Satana si… perdono. Pan era, nella tradizione cattolica di alcuni secoli fa, una delle rappresentazioni di Satana, trattandosi di un dio pagano.

Nei delitti del Mostro di Firenze, le zone del delitto, se segnate su una mappa, disegnano un cerchio (magico) attorno a Firenze; Firenze è per eccellenza la città di Dante, il poeta che mise per iscritto nella Divina Commedia il sapere templare e rosacrociano. Ora, il primo delitto del Mostro è quello di Pasquale Gentilcore, e la “Vita Nova” di Dante si apre con il verso “a ciascun alma presa e gentil core”. Più in generale la trama dei delitti richiama dal punto di vista simbolico la Divina Commedia e il quadro del Botticelli “La Primavera”, come abbiamo spiegato in altri articoli. http://petalidiloto.com/2011/03/la-primavera-del-botticelli-e-i-delitti.html

Nel delitto Moro, la vicenda si apre in via Fani (Mario Fani, fondatore del circolo di Santa Rosa) e si chiude in via Caetani al numero 9 (cioè esattamente davanti al conservatorio di Santa Caterina della Rosa) dove viene parcheggiata la Renault Rossa in cui c’era il cadavere del senatore.

Di recente, mi ha abbastanza colpito il delitto avvenuto nella mia città, il giorno in cui io avevo il processo penale per la vicenda del Mostro di Firenze, a causa della querela che mi fece tempo fa Mario Spezi. Il 13 dicembre del 2017 (quindi il giorno di Santa Lucia), in strada Santa Lucia, al numero 26 (due volte 13 quindi, ovverosia due volte il numero della morte) vengono ritrovati morti due coniugi; la donna si chiama Rosa Rita Franceschini. In altre parole: il giorno in cui, a Viterbo, si celebra un processo che riguarda quello che io ho additato come uno dei principali esponenti della Rosa Rossa (organizzazione che ha la Rosa, e santa Rita, tra i suoi simboli principali con cui firma i suoi delitti), viene uccisa una donna che ha, nel nome di battesimo, i simboli dell’organizzazione. E il cui cognome ha una certa assonanza con il mio. Difficile, per un simbolista, non notare la coincidenza. Questa volta furono addirittura i giornali a parlare di omicidio rituale, perché la coppia uccisa era disposta in un modo particolare sul letto, e il loro figlio (accusato del del delitto) aveva appena finito di leggere il romanzo “Il grande Dio Pan” di Arthur Machen, che descriveva proprio una scena del delitto simile.

Potrei andare avanti per ore. Ma in realtà di queste coincidenze e questi simboli ho parlato in altri articoli, e ora quindi non c’è bisogno di ripetere ciò che abbiamo detto mille volte.

La domanda, come ho anticipato, è come si creano queste coincidenze.

Dopo qualche tempo, avevo escluso che ci fosse dietro un gruppo di persone che organizzasse minuziosamente i dettagli di queste operazioni, compresi i giorni e l’ora in cui devono avvenire e scegliendo il nome della vittima o delle vittime. L’operazione risulterebbe troppo complicata, durerebbe anni, e sarebbe ad alto rischio di fallimento a causa di troppe variabili. Impossibile pianificare un delitto come quello Moro creando a tavolino tutte le incredibili coincidenze di quella vicenda, di cui abbiamo parlato altrove. http://petalidiloto.com/2018/03/rosa-rossa-quei-simboli-svelano-la-verita-indicibile-su-moro.html

Senza contare che se dietro tutto questo ci fosse un’intelligenza umana, prima o poi in qualche processo, in quale atto parlamentare, o in qualche libro, qualcuno ne avrebbe dato testimonianza. Invece, solo per fare un esempio col delitto Moro, non risulta da nessuna parte che qualcuno abbia ordinato di acquistare proprio una Renault Rossa, e andarla a depositare proprio al numero 9.

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L’uso della magia negli omicidi

Alcuni delitti rituali avvengono mediante l’uso della magia. In altre parole, mentre l’assassino o gli assassini agiscono sul piano materiale, un altro gruppo, o dei singoli, agiscono sul piano magico ed esoterico.

L’azione magica scatena l’azione di entità che si affiancano agli esseri umani per raggiungere il fine dell’operazione. Alcune di queste entità prendono il possesso delle persone coinvolte, agendo al posto loro. in sostanza, un prete cattolico definirebbe queste persone “indemoniate”; in gergo esoterico si dicono “parassitate”. Si tratta infatti di veri e propri parassiti psichici che prendono il controllo, a lungo o per pochi attimi, di singole persone o addirittura di gruppi.

Queste entità prendono vari nomi e hanno nomi diversi a seconda delle tradizioni esoteriche di riferimento. Eggregore, elementali… Malanga li chiamava alieni e chiamava addotti coloro che erano sotto il controllo di queste entità. I preti li chiamano demoni e chiamano indemoniate le persone soggette a questi fenomeni. La psichiatria li chiama spesso schizofrenici, talvolta dà invece una diagnosi di psicosi, quando la persona sente le voci (che in realtà sono le voci dell’entità).

Tutte le tradizioni magiche, di tutte le culture, e da sempre, si occupano di queste entità e del rapporto tra gli esseri umani e queste entità. Non c’è quindi bisogno di citare una letteratura specifica o studi specifici. Solo la profonda ignoranza in materia esoterica o spirituale fa dire a qualcuno che parlare di entità è un’invenzione o un delirio paranoico.

Si tratta di entità non umane, che prendono il controllo della persona, in senso letterale. Non a caso la maggior parte dei serial Killer ha sempre dichiarato: “Non so perché l’ho fatto. So solo che dovevo farlo”. Sono queste le parole che pronunciò ad esempio Jeffrey Dahmer, il cosiddetto Mostro di Milwaukee, che uccise e mangiò decine di vittime, il quale aggiunse anche “datemi il massimo della pena”.

E’ recente il caso del Mostro di Foligno, Luigi Chiatti, che ha chiesto scusa alle vittime.

Jonh Wayne Gacy, soprannominato Killer Clown, che uccise – pare – 33 adolescenti, dichiarò al processo di non essere stato lui ad uccidere, ma il suo “doppio”.

Una cosa molto interessante da segnalare è che alcuni serial killer, al processo, dichiararono che erano stati avvicinati da persone eleganti e facoltose che si dichiararono “interessate alla loro attività”. Un piccolo particolare, irrilevante a fini investigativi, ma assolutamente fondamentale per chi studia simbolismo e magia e conosce il comportamento di alcune confraternite occulte.

E sono molti i casi di persone che hanno ucciso e fatto vere e proprie stragi; erano persone normali fino ad un attimo prima e poi, in pochi secondi, si trasformano in mostri.

Queste entità agiscono a livello energetico, e fanno sì che tutto ciò che accada richiami l’energia dell’eggregora o dell’entità che si è scatenata dopo il rito magico.

Nel caso di Jeffrey Dahmer, ad esempio, del simbolismo della vicenda mi colpisce il fatto che costui, dopo essersi convertito al cristianesimo, fu ucciso in carcere da un certo Christopher Scarver, a 33 anni.

Facciamo un esempio di come funziona la magia in rapporto alle entità.

Se un gruppo magico che si chiama Elefante Giallo fa un rito per far morire Pippo, si scatenerà l’eggregora di questa organizzazione, e probabilmente Pippo morirà in una località chiamata Elefante, magari in un’auto gialla, e per coincidenza troveranno nella sua auto un fumetto dal titolo “Pippo e il mistero dell’elefante giallo”.

Talvolta, poi, capita che il rito non vada a buon fine. Se la persona o il gruppo di persone prese di mira dal rito sono molto forti energeticamente, o si proteggono in qualche modo, l’energia scatenata dal rito “rimbalza” su un altro soggetto o su un gruppo di soggetti con un’energia analoga, ma minore. Nell’esempio fatto, se Pippo è una persona molto forte, l’energia rimbalzerà su un altro soggetto, sempre di nome Pippo. E magari, se il gruppo che ha fatto il controrito magico si chiama “Formica Maiala”, Pippo 2 verrà ritrovato morto in un allevamento di suini e il suo cadavere sarà scoperto da un impiegato di una ditta di disinfestazione, chiamata dal proprietario a causa di un’invasione di formiche.

In altre parole, alcuni delitti rituali sono il frutto di riti non andati a buon fine. Altri, sono semplicemente andati a segno.

E, per concludere, quando in una vicenda il simbolismo è molto evidente, significa che in questa vicenda c’è l’intervento di entità (scatenate o no da un rito magico).

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Conclusioni

Per concludere, voglio fornire qui alcuni elementi di riflessione per coloro che leggono questo articolo. Dal momento che si tratta di concetti complicatissimi, posso solo offrire degli spunti, per chi vorrà meditarci sopra.

Parlando anni fa con un astrologo tra i più bravi in Italia, Ciro Discepolo, costui mi disse: “Non credo alla magia. Né ai delitti rituali. Perché quando ho fatto il tema natale e calcolato i transiti di persone famose che sono state assassinate, o che si dice siano state assassinate anziché morire di morte naturale, ho visto che quel giorno, per loro, era prevista la morte. Non sono morti per magia, ma sono morti perché dovevano morire”.

Se leggiamo le storie dei più grandi maestri spirituali (Buddha, Steiner, Yogananda, Maometto, e molti altri), la cosa che a me colpisce è che sono sfuggiti alla morte, o a trappole diverse, diverse volte. Poi inspiegabilmente, un bel giorno, muoiono (tutti e quattro i personaggi citati moriranno nello stesso modo, cioè avvelenati); e quel giorno, proprio quel giorno, non hanno evitato la loro morte, pur avendo le capacità di prevederla e prevenirla se volevano. C’è da domandarsi il perché.

E la risposta a questo perché, alla fine, è abbastanza chiara per chi si occupa di spiritualità.

Ciascuno muore solo quando deve morire. E ciascuno è solo uno strumento divino. La differenza tra un maestro illuminato e una persona comune è che il primo sa perfettamente di essere uno strumento, ne è cosciente, e quindi sa anche quando avviene il momento della sua morte, a cui non si sottrae.

San Francesco si riteneva uno strumento divino (“fa di me uno strumento della tua pace”). Yogananda si riteneva unicamente uno che faceva la volontà di Dio.

Einstein diceva che le coincidenze (quelle che Jung chiama coincidenze significative) sono “Dio che passeggia in incognito”.

Le entità sono strumenti divini.

Non a caso la magia nera e la magia bianca vengono definite “mano sinistra” e “mano destra”, di Dio.

E sono tutti strumenti divini.

Perché, come dice Fausto Carotenuto, la strategia finale la fa Dio, non Satana, che di Dio è solo uno strumento.

Il nostro libero arbitrio sta soprattutto nell’essere consapevoli delle entità che guidano la nostra vitaE nello scegliere la strada che ci possa rendere più felici. 

Nei dialoghi (spesso scontri violenti) con una mia amica che in passato praticava la magia nera, c’è –…. a mio parere – il riassunto del nostro libero arbitrio. Lei adora Crowley. Io Yogananda. Lei dice che Yogananda era un “frustrato latente”, in quanto non era felice di essere andato in America ad adempiere alla sua missione divina; che lui l’ha fatto perché doveva farlo, ma forse avrebbe preferito rimanere in India, tra la sua gente, a meditare (e in effetti ha ragione). Io replico che mi pare più infelice Crowley, il quale, in un suo diario, dichiara espressamente di non sapere quale entità guidi esattamente la sua vita. Io dico che Dio è ovunque; lei risponde che allora è anche in Crowley, e anche nei delitti rituali, e che anche lui era uno strumento di Dio.

E abbiamo ragione entrambi.

Quando qualcuno mi chiede se non mi ha spaventato il delitto di Viterbo, o perlomeno inquietato, rispondo di no; perché forse è tutto una coincidenza, o forse no. Non posso saperlo. Può essere il risultato di un rito non andato a buon fine, in cui sono incappate delle persone a caso. Oppure un rito andato a buon fine. Non ho le risposte e non pretendo di darle. So solo che c’è un disegno divino dietro a tutto, e questo mi tranquillizza.

 

 

«Ora è finita. Qui non si è mai trattato di cercare di essere liberato. Non ho voluto mai la libertà. Sinceramente, volevo la pena capitale per me stesso. Qui si è trattato di dire al mondo che ho fatto quello che ho fatto, ma non per ragioni di odio. Non ho odiato nessuno. Sapevo di essere malato, o malvagio, o entrambe le cose. Ora credo di essere stato malato. I dottori mi hanno parlato della mia malattia, e ora mi sento in pace. So quanto male ho causato… Grazie a Dio non potrò più fare del male. Credo che solo il Signore Gesù Cristo possa salvarmi dai miei peccati… Non chiedo attenuanti.»

Dichiarazione di Jeffrey Dahmer al processo. Poco tempo dopo fu ucciso da un certo Christopher Scarver.

Fonte tratta dal sito .

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