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mercoledì 26 novembre 2025

Il segreto della Rosa Rossa.


 1. Magia, psicologia, buddhismo, religione, Soka Gakkai, legge di attrazione. 2. Alcune esperienze di questi anni. 3. Le Bestie di Satana e la legge dell’attrazione. 4. Conclusioni. L’inesistenza della Rosa Rossa. 5. Poscritto finale. Un aneddoto.

 

1) Magia, psicologia, buddhismo, religione, Soka Gakkai, legge di attrazione.

Di recente va molto di moda un libro che si intitola “The secret”; un best seller mondiale che divulga quella che è chiamata “la legge di attrazione”. In base a tale teoria, si può attrarre tutto ciò che si vuole: ricchezza, partner, amicizia, lavoro, casa, ecc., semplicemente lavorando mentalmente su se stessi, e modificando i propri pensieri al fine di “attrarre” a noi quello che desideriamo. La legge parte dall’idea che tutto ciò che ci capita è voluto da noi ed è attratto dal nostro inconscio, per mezzo delle parole e dei pensieri che esprimiamo. Cambiando tali pensieri e tali parole possiamo cambiare la nostra vita.
Il titolo del libro “Il segreto” è dovuto al fatto che questo è il più grande segreto dell’uomo, che però non viene mai rivelato alle masse, facendole credere di essere in balia di un destino avverso, e di una fortuna o sfortuna dipendente dal caso (per gli atei) o da Dio (per i credenti). Questo libro, e la legge dell’attrazione, in realtà non sono affatto un’invenzione di adesso, nonostante sia stato presentata come una novità. Molti esponenti della cosiddetta new age, spesso derisi, incompresi, o ridicolizzati, dicono la stessa cosa che dicono i grandi psicologi. Louise Hay, in fondo, con i suoi libri “Puoi guarire la tua vita”, “Il potere è in te”, “Vivere”, ecc., non fa altro che proporre dei metodi di cambiamento della propria vita basati sul cambiamento del modo di pensare, e sulla ripetizione di frasi (simili a veri e propri mantra, sia pure nella lingua di chi li recita), comportamenti, atteggiamenti. Il che, anche se è espresso con modi diversi, e in contesti diversi, è la stessa cosa che dicono autori come Tolle, Cerquetti, Peale e tutti gli esponenti del cosiddetto pensiero positivo. Anche se fin qui il discorso può sembrare fuffa new age, la verità è che tali concetti, sia pure espressi in modo parzialmente diverso, sono ripresi nelle grandi aziende. Molti esperti di tecniche di comunicazione, o di tecniche di vendita (le tecniche usate ad esempio nei corsi che si fanno ai consulenti Mediolanum, ai venditori di prodotti vari, ma anche a militari e categoria disparate), insegnano il potere della volontà per conseguire obiettivi determinati. Dale Canergie, peraltro massone oltre che imprenditore, nei suoi libri insegna ad essere leader e ad avere successo nel mondo della comunicazione e dell’impresa, riprendendo concetti analoghi e tutti riconducibili a questo nucleo fondamentale: il potere della volontà può cambiare ogni cosa. Queste moderne teorie new age o di motivazione aziendale non hanno inventato nulla di nuovo in realtà. Le scienze psicologiche, in fondo, dicono tutte la stessa cosa. Le terapie analitiche risalenti a Freud e Jung sostengono che ciò che ci accade deriva dal nostro inconscio; riconoscendo le nostre pulsioni inconsce negative, possiamo trasformarle, per stare meglio. Allo stesso tempo, cambieranno anche quei fatti negativi che il nostro inconscio attraeva a sé. Anche le scienze comportamentali in ultima analisi dicono la stessa cosa. L’analisi transazionale di Berne, parte dall’assunto che ciascuno di noi giochi ad un ruolo determinato, nella vita; in definitiva, riconoscendo il nostro ruolo, possiamo cambiare i giochi che non ci piacciono. Non dissimili sono le correnti cognitivistiche, secondo cui ciò che ci accade deriva dal nostro modo di pensare; cambiando i nostri pensieri possiamo cambiare la realtà attorno a noi. Ma ciò che è sorprendente è che tali concetti sono nati migliaia di anni fa e li troviamo nei campi più disparati. Il buddhismo che pratico ogni giorno si basa sulla recitazione di un mantra, chiamato Daimoku, che ha in definitiva il potere di trasformare il nostro stato vitale; a seguito della trasformazione di noi stessi avviene un cambiamento nella realtà esterna. Cambiare noi stessi per cambiare la realtà attorno a noi. Il buddhismo tradizionale, sia pure con tecniche differenti, come la meditazione e il controllo del respiro, vuole ottenere risultati analoghi: il cambiamento di noi stessi. La differenza rispetto alle moderne tecniche new age e alla legge dell’attrazione, è il minore accento posto sul cambiamento della realtà esterna, che non è il fine principale del buddhismo. Ma tale cambiamento è comunque presente e inevitabile, essendo una normale conseguenza del cambiamento di noi stessi. Concetti simili si ritrovano nell’induismo, religione che fa largo uso di mantra, con cui si ottengono cambiamenti a livello individuale e nella realtà circostante. In India esistono milioni di mantra, e ci sono persone specializzate in queste tecniche, che con i mantra guariscono le malattie, o sortiscono altri tipi di effetto. Anche se il cattolicesimo ha trasformato, trasfigurato, e oscurato il messaggio di Cristo, concetti simili si trovano anche nei Vangeli. “Chiedete e vi sarà dato”, dice Gesù, e “la tua fede ti ha salvato”. La tua fede, non Dio, o qualcosa di esterno, ma “la tua fede” ti può salvare: in definitiva, siamo noi stessi che ci possiamo salvare. Il che non significa rinnegare Dio, e porre noi stessi al centro dell’universo; significa solo riconoscere la divinità che è in noi, essendo noi fatti ad immagine e somiglianza di Dio. E significa riconoscere un potere creativo interno, e non esterno. La cosa sorprendente quando ho iniziato a studiare la magia è stato scoprire che i principi di base della magia sono gli stessi che ritroviamo in tutti gli altri campi delle conoscenza e della scienza. La magia altro non è che il potere di cambiare la realtà esterna (ma anche interna), mediante tecniche adeguate, rituali, formule, stili di vita. Ciò che mi ha lasciato sbalordito è stato trovare, nei libri di magia, tecniche e metodi che sono gli stessi utilizzati, in fondo, da quasi tutte le altre scienze. Meditazione, dieta vegetariana, controllo di sé, evitare abuso di alcool, stile di vita sana, adeguamento ai ritmi della natura e dell’universo (nient’altro, insomma, che il concetto contenuto nel Daimoku, il Nam Myoho Renge Kyo). Nel libro di Papus “Iniziazione alla magia pratica”, del 1893, si parla di dieta vegetariana, si danno consigli su come assumere alcool, caffè, carne. Nei libri di Israel Regardie “La magia della Golden Dawn” ho ritrovato concetti, tecniche, e fini, identici a quelli del buddhismo e della meditazione. Considerando che la magia ha tecniche e fini che sono rimasti simili se non addirittura identici nei millenni, e che le radici di tale scienza risalgono a millenni prima di Cristo, può dirsi che, in sostanza, la magia e l’alchimia abbiano sempre saputo e insegnato concetti che oggi vengono propagandati come rivoluzionari e moderni e che per giunta sono tipici anche di altre tradizioni non occidentali: dieta vegetariana, stile di vita sano, meditazione, controllo della mente. E tutte queste scienze, tradizioni, tecniche, hanno un unico scopo e si basano sullo stesso concetto di fondo: migliorare la propria vita, partendo dal presupposto che noi siamo responsabili della nostra realtà. In questi ultimi anni, ad avvalorare le scoperte nel campo è nata la fisica quantistica. La materia, secondo questa scienza, solo a livello percettivo ha natura corpuscolare, ma in realtà osservata a livello subatomico ha natura ondulatoria. Tale scienza, in particolare con il cosiddetto fenomeno dell’entanglement, ha dimostrato che la materia è energia, e che se due particelle vengono separate e collocate a distanza anche di migliaia di km, quando si sollecita una di esse per modificarne lo stato, cambia lo stato anche dell’altra. Tutto ciò spiega a livello scientifico molti fenomeni apparentemente inspiegabili, e per il futuro tale scienza getta le basi per comprendere fenomeni legati a magia, psicologia, ma anche religione. Magia, psicologia, religioni, fisica quantistica, dicono quindi la stessa cosa: noi attiriamo la nostra realtà. Noi abbiamo il potere di modificarla e di crearla. E tutto ciò che ci capita dipende unicamente da noi stessi.

2) Alcune esperienze di questi anni.

In questi anni ho capito che i maggiori responsabili delle loro disgrazie sono le vittime stesse. Quando ho iniziato ad occuparmi di questi casi, ogni volta che scoprivo qualcosa facevo ciò che mi pareva più normale e logico: telefonare alle vittime o ai loro parenti e metterli al corrente di ciò che sapevo. Così feci per il caso Pantani, telefonando al padre; così feci per Rino Gaetano, telefonando alla sorella. E così feci in un altro paio di casi, per concludere che in genere era un lavoro inutile e controproducente. Ho saputo da alcune persone che alcuni familiari di Rino Gaetano ritengono che io faccia schifo e sia uno sciacallo; il padre di Pantani non mi ha neanche ringraziato e non ha voluto sapere nulla. Oggi, quando qualcuno mi viene a proporre un caso qualsiasi, dicendo “sono amico (o parente, o conoscente) di Tizio o Caio, che da decenni cerca la verità sulla morte (o la scomparsa), ora gli parlo e vedrai che ti contatterà”, so già che non succederà. Se la persona che cerca “la verità” lo fa tramite la TV, tramite appelli al papa, al presidente della Repubblica, ai ministri, ecc., in linea di massima vuol dire che non vuole la verità ma vuole restare nella sua condizione di vittima.**** Qualche tempo fa una giornalista voleva che mi occupassi di un caso famoso, dicendo di conoscere un familiare della vittima, essendosi occupata della vicenda. “Nessuno vuole occuparsi di questo caso seriamente, tanto che XXXX ha anche fatto un appello al papa”. “Vedrai che non gli interesserà che me ne occupi”, le risposi. Dopo qualche tempo la giornalista mi ha scritto un messaggio sulla mia bacheca di facebook: “avevi ragione Paolo, non vogliono sapere”.**** Un ex funzionario del Ministero dell’Interno, conoscendo i familiari di un altro caso famoso a livello mediatico mi disse di essere sicuro che il fratello della vittima mi avrebbe dato il caso, dato che, a suo dire, nessun avvocato voleva occuparsene. Appreso che il soggetto in questione andava spesso a trasmissioni come Chi l’ha visto e Quarto grado, risposi “vedrai che a XXXX non interessa trovare davvero un avvocato”. Dopo qualche tempo il funzionario mi disse: “avevi ragione tu… non gliene frega proprio un cazzo; ma non capisco… prima fa la vittima in tutte le trasmissioni, e poi quando uno gli fa una proposta seria dice che non ha tempo?”**** Tempo fa un ispettore di polizia con cui avevo un buon rapporto ebbe un incidente di auto. I freni non funzionarono e perse il controllo dell’auto. Pochi giorni prima avevano sparato al marito. Quando mi ha raccontato questa cosa le ho chiesto se voleva che ne parlassimo per capire meglio da chi e da dove proveniva l’attacco. “No”, ha risposto, “non mi interessa”. **** Più in generale, anche da piccolo, mi sorprendevo e rimanevo di stucco quando sentivo familiari di poliziotti, carabinieri, magistrati, morti in incidenti sospetti o suicidati dopo essere tornati da missioni antimafia, o da missioni militari all’estero, che se ne fregavano di indagare e di cercare la verità. E’ morto, dicevano. Come? Chiedevo. Si è impiccato in cucina (o in garage, o altrove), rispondevano. Proprio dopo una missione? E con uno spago? Chiedevo stupito (ma di volta in volta lo strumento cambiava; una volta mi capitò di sentire una donna dire che il marito si era impiccato ma non avevano trovato la corda; insomma, un rarissimo caso di impiccagione senza corda che sarebbe stata sottratta da ignoti ladri di corde dopo il suicidio). Sì, in effetti è strano, dicevano. E cambiavano discorso.**** Mi chiama spesso una signora che dice di essere posseduta sessualmente da un demone, mandatogli da un satanista famoso. Io le spiego che anche se mandassimo in galera il satanista, costui essendo dotato di poteri magici, potrebbe possederla lo stesso anche dalla galera, quindi più che un avvocato le servirebbe un esorcista e/o uno psicologo bravo. Mi risponde che non ha bisogno dell’esorcista perché questo demone che la possiede è troppo potente, e nessun esorcista può sconfiggerlo; e nessuno psicologo può impedire che il demone la possieda tutte le notti carnalmente. In compenso mi telefona spesso pretendendo di raccontarmi dettagliatamente tutti i particolari dei suoi amplessi demoniaci. Anche se sono un avvocato, e legalmente la cosa non ha rilievo alcuno.**** Un carabiniere viene condannato di recente a trenta anni di galera per aver ucciso la moglie. Lui non ricorda nulla, sa solo che si è svegliato sul cadavere della moglie, in un lago di sangue. Lavorativamente si occupava – guarda tu che caso – di delitti in famiglia; e al processo molti suoi colleghi, inaspettatamente, hanno testimoniato il falso contro di lui, mentre le indagini hanno omesso di appurare particolari importanti. Leggendo i giornali mi accorgo della natura rituale del delitto. Mi appare abbastanza evidente, insomma, che egli sia stato incastrato – utilizzando la tecnica del contrappasso – perché era scomodo per qualcosa o qualcuno. Ma lui non vuole saperne di sentirsi dire che forse è innocente. Roso dai sensi di colpa per il suo rapporto conflittuale con la moglie, preferisce pensare di averla uccisa lui. E l’idea di essere innocente non solo non lo sfiora, ma non vuole neanche sentirla.**** Mi chiama una signora a cui hanno ucciso il figlio. Il mio numero gliel’ha dato un amica. Da anni la procura archivia l’omicidio come suicidio, ma è un palese omicidio. E’ disperata, dice. “Mi venga a trovare”, le dico. No, non ho tempo – risponde (è casalinga, e accudisce il figlio diciottenne a cui deve preparare il pranzo e la cena) – se capita dalle mie parti mi faccia uno squillo lei.**** Mi chiama una signora cui hanno ucciso il marito qualche anno fa. Da anni cerca disperatamente la verità; appelli ai giornali, radio, articoli, ecc. Mi chiede un appuntamento con la massima urgenza. Siccome ho tutta la settimana impegnata le dico che potremmo vederci il sabato pomeriggio. “No – risponde – il sabato pomeriggio no, che c’è la partita”.**** Un pentito di mafia teme per sé e la sua famiglia. Gli hanno già ucciso due fratelli. Per paura vive ogni giorno in un posto diverso, casa, albergo, casa, poi nuovamente albergo. Un giorno va a fuoco la casa. “E ora? – mi dice – Ho perso tutto, sono in mezzo a una strada”. “Vieni a casa mia”, gli dico. No, mi risponde. La mia terra è questa. Rimango qui, in mezzo alla strada, finché lo Stato non mi ridà una casa. **** Un medico genovese si presenta da me e Solange. E’ un massone di alto grado, ha avuto diversi guai con la massoneria, e un procedimento penale per omicidio colposo. Si lamenta di aver cambiato 40 avvocati, tutti venduti alla massoneria, tutti incapaci, tutti corrotti. Analizziamo atti, studiamo la storia, lo incontriamo per ore un giorno che lui viene a trovarci a Viterbo. Dopo la sua partenza studiamo ancora atti, articoli di giornale, documenti, per poi consigliargli di cambiare città e zona. Non accetta il nostro consiglio e anzi lo rifiuta con fermezza. Si trova bene a Genova, vuole restare lì, proprio in quell’ambiente che lo sta perseguitando e che, noi prevediamo, gli farà capitare tra capo e collo altre denunce e altri guai giudiziari. Alla richiesta del pagamento della consulenza mi fa scrivere da un suo avvocato dicendo che non mi deve nulla. Un truffatore, truffato, che si circonda di truffatori e che vuole il proprio destino, e che si lamenta di ciò che lui stesso è, e di ciò che lui vuole fermamente.**** Una signora è vittima di una setta satanica. Il leader di questa setta le provoca diversi disturbi con la magia nera. Vuole portare in tribunale questo mago. La signora è preparatissima in diritto, ritenendo che giuridicamente gli effetti di questa magia nera possano rientrare nei seguenti reati: minaccia (per gli animali morti trovati in casa, i simboli di morte dipinti sulla porta, ecc.), stalking, interferenze illecite nella vita privata, violazione di domicilio. La signora è preparatissima. Sa anche che ai sensi dell’articolo 339 è prevista un’aggravante se la minaccia è fatta avvalendosi della forza intimidatrice di organizzazioni segrete. E non è necessario che l’organizzazione segreta sia riconosciuta, anche se è solo supposta, l’aggravante scatta ugualmente, mi dice la signora. Le rispondo che ha ragione, ma dato il grado di apertura mentale medio dei giudici, sarà un po’ difficile portare le prove di magia nera. Le propongo di andare da un esoterista bravo che contrasti questi riti. No, risponde, non mi fido dei maghi. Le propongo di imparare il mantra che conosco, che potrebbe aiutarla a star meglio. No, risponde, sono troppo debole per la magia che mi pratica questo mago, e non riesco a recitarlo. Le propongo di andare da un medico che le dia farmaci per dormire e magari per stare più in salute. No, mi dice, non si fida dei medici, poi la prendono per matta e non le credono. Le propongo di andare da un dietologo specializzato in naturopatia che la faccia sentire più in forma per contrastare questa ondata di negatività. No, risponde, non crede alla naturopatia. Un’esorcista? No. Un cambio di nazione? No, il mago la raggiungerebbe ovunque. Insomma cosa vuole? Le domando. Una denuncia. Risponde. Solo una denuncia. Vale a dire: vuole rimanere così come sta.

3) Le Bestie di Satana e la legge dell’attrazione.

La vicenda dove è più evidente che ciascuno è arbitro del suo destino è quella delle Bestie di Satana. I personaggi e gli interpreti di questa vicenda sono molti. Ci sono Volpe e Maccione, i due rei confessi che hanno materialmente ucciso 4 persone, e che confessando i loro delitti hanno trascinato in galera anche Paolo Leoni, Eros Monterosso, Nicola Sapone, Marco Zampollo ed Elisabetta Ballarin. Ci sono i familiari delle vittime, la famiglia Tollis, la famiglia Marino, la famiglia Pezzotta e la famiglia Bontade. Ci sono i giudici, gli avvocati, i giornalisti e i criminologi. Quando ho accettato l’incarico da parte di Paolo Leoni, considerato dai giornali il capo delle Bestie di Satana (ma non dai giudici, i quali non hanno mai individuato alcun capo), mi è subito stato chiaro che si trattava di una vicenda epocale, di rilievo internazionale, e che quindi anche l’esperienza umana e professionale sarebbe stata ai massimi livelli. Il mio incarico è quello della ricerca di nuove prove per operare la revisione del processo. Dopo qualche mese di studio degli atti mi sono accorto che in effetti di prove dell’innocenza di Paolo Leoni, Eros Monterosso, e Marco Zampollo, ce ne sono a bizzeffe. Più delicata la posizione di Nicola Sapone, perché mentre il precedente trio di sfigati non ha mai commesso materialmente alcun omicidio, Sapone è accusato da Maccione e Volpe di essere esecutore materiale e mandante di diversi omicidi. Lui però non ricorda nulla. Poi c’è Guerrieri, altro reo confesso, ma purtroppo ormai irrimediabilmente perso nei labirinti di un ospedale psichiatrico in cui è stato rinchiuso.

Le prove come dicevo sono molte. C’è innanzitutto un libro di uno degli imputati rei confessi, Mario Maccione, che è uscito di recente e smentisce tutto quello che aveva detto al processo, dimostrando, a tacer d’altro, la sua totale inaffidabilità. Inoltre analizzando le dinamiche dei delitti, e andando personalmente a vedere i luoghi del delitto, è possibile trovare nuove prove in quantità industriale.
La cosa sorprendente è che, a parte Paolo Leoni, pare che nessuno voglia fare questa revisione. Marco Zampollo, uno dei coimputati nella stessa identica posizione di Leoni, sostiene che le mie prove non siano sufficienti, contesta, dubita, rimane ostinato sulle sue certezze (quelle certezze che l’hanno portato in galera e che continuano a farlo rimanere in galera).

La madre di uno degli imputati non ha voluto neanche parlarmi al telefono.La madre di Paolo Leoni per mesi ha dubitato delle mie versioni e non voleva neanche sentir parlare di alcune mie tesi. Mi ha ascoltato e mi dà fiducia perché dà fiducia al figlio e lo ama al di sopra di ogni altra cosa e vive per lui. Ma si capisce che ciò che le fa avere un rapporto con me è unicamente l’amore per il figlio, ed è con quello e grazie a quello che, piano piano, ha iniziato a cambiare la sua visione dei fatti.Per nessuno pare che questa revisione sia possibile. Nessuno la vuole. Esiste addirittura un gruppo su facebook fondato a sostegno di Paolo Leoni; il fondatore, che si batte da anni, a suo dire, per ottenere la revisione del processo, bolla le mie tesi come “da complotto e difficilmente dimostrabili”, ed evita ostinatamente di ascoltare le mie tesi e darmi il benché minimo aiuto nella ricerca di nuove prove. Questo tizio che ha fondato il gruppo dice da anni di voler pubblicare un libro per raccontare la storia dei ragazzi delle Bestie di Satana, ma quando gli ho proposto di aiutarlo a pubblicare non mi ha neanche risposto. Stessa cosa per giornalisti ed esperti di satanismo. La maggior parte non vuole sentir parlare di innocenza dei ragazzi delle Bestie di Satana. Infine, ci sono i familiari delle vittime. Loro hanno ormai i loro colpevoli e le loro certezze acquisite, e dunque non cambieranno mai loro versione. Ora è ovvio che in questo gruppo di colpevolisti ad oltranza e negazionisti della revisione c’è un folto gruppo di persone in mala fede, pagato appositamente per depistare, bloccare le indagini, e impedire che la verità venga a galla; ma è altrettanto ovvio che molte di queste persone invece sono in buona fede, e la loro ostinazione deriva semplicemente da questa semplice regola di vita: vogliono la realtà in cui sono immersi, e non hanno alcuna intenzione di cambiarla. In questo gruppo di persone in buona fede rientrano senz’altro i familiari delle vittime, Tollis, Marino, e altri ancora. Sempre in questo gruppo c’è sicuramente Marco Zampollo. Persone cioè che ufficialmente soffrono e hanno sofferto, e si sentono sfortunate; ma il cui inconscio, o la loro anima se si preferisce, è abituato ad una determinata situazione e quindi non vogliono neanche provare a cambiarla. E’ stato bello l’ultimo colloquio che ho avuto in carcere con Paolo Leoni. Gli domandavo se, analizzando il suo passato, le sue frequentazioni, il suo modo di porsi, i suoi gusti musicali, si rendeva conto che la sua storia l’ aveva determinata lui, come il suo presente. “Sì – ha risposto – in effetti è così. Volevo andare in galera, mentre ora sono pronto per uscire e combatterò per uscire”. La sua anima, che era passata per la tragedia di un padre finito in manicomio per aver ucciso l’amante, e poi per la morte della sorella, era stanca di vivere e voleva finire in carcere. Oggi invece ha ripreso la voglia di vivere e forse è tempo che esca. La cosa paradossale di questa vicenda processuale dunque non è il processo in sé. Processualmente abbiamo già vinto e la dimostrazione dell’innocenza del trio di sfigati “Monterosso, Zampollo, Leoni” è una cosa facile. I problemi sono altri. Sono i giudici che purtroppo troppo spesso si fanno influenzare dai mass media e sono poco inclini a rivedere le posizioni dei loro colleghi precedenti, specie quando il caso è molto importante a livello di risonanza mediatica. Il problema sarà Sapone. La sua anima, o il suo inconscio, saranno pronti a sentirsi dire che non è mai stato nel bosco di Somma Lombardo, la notte del delitto di Fabio e Chiara? Il problema saranno i familiari delle vittime. Per tacere poi delle posizioni di Volpe e Maccione. Se Volpe infatti mente consapevolmente (ha addirittura ammesso, in un processo collegato, quello per l’omicidio Grasta, di essersi inventato tutto), molto differente è la posizione di Maccione, che probabilmente non vorrà sentirsi dire che non è stato lui a uccidere Fabio e Chiara. Ormai ha costruito un personaggio, e ha una sua identità, come assassino reo confesso di Fabio Tollis e Chiara Marino. E non è sicuramente pronto, anche grazie al lavaggio del cervello che avrà subito, ad assumere un’altra identità.I problemi saranno poi dati dalle altre parti coinvolte, anche quelle che dovrebbero teoricamente trarre giovamento dal processo. Gli ostacoli, insomma, non saranno processuali, ma umani. Prima di incontrare Paolo Leoni avevo deciso di cancellarmi dall’albo degli avvocati, rendendomi conto che il diritto è una sovrastruttura inutile che non serve a tutelare diritti, ma a schiacciarli e umiliarli. Il diritto in realtà non serve, quando devi lottare contro la forza di volontà dell’altro, anche della vittima stessa. Incontrato Paolo Leoni, ho deciso di rimanere ancora iscritto all’albo per portare avanti questa avventura, che non è giudiziaria, ma umana e spirituale. Giudiziariamente, sulla carta, avremmo già vinto. I nostri veri avversari, come dissi a Paolo fin da subito, saranno i tuoi amici, le vittime, i familiari, i giornalisti, il curatore del gruppo facebook che sostiene Paolo Leoni, Marco Zampollo, forse Eros Monterosso. Se l’ostacolo rappresentato da Marco Zampollo ed Eros Monterosso sarà facilmente superabile perché entrerà in gioco un fattore più potente di qualsiasi meccanismo giudiziario e spesso più potente della stessa forza di volontà, che è l’amicizia, invece l’ostacolo rappresentato dalle vittime di questa situazione, che non vorranno saperne di uscire da questa condizione di vittime, sarà il vero ostacolo in questa vicenda.La mia avventura con le Bestie di Satana mi ricorda molto il romanzo “IT” di Stephen King. In questa storia un gruppo di amici di infanzia si riunisce dopo anni per combattere un mostro che periodicamente terrorizza la città; tale mostro, che vedono solo gli amici, ma che le persone comuni non riescono a vedere, assume di volta in volta le caratteristiche più diverse, in genere materializzandosi come ciò di cui la persona ha paura. Un giorno, alla richiesta “fatti vedere”, risponde: “non mi avete mai visto, avete visto solo ciò che la vostra piccola mente vuole vedere”. Ciascuno, nella vicenda delle Bestie di Satana, vedrà ciò che vuole vedere. Io, Paolo Leoni, Stefania, Solange, alcuni colleghi, la vediamo come una lotta contro la Rosa Rossa. Gli altri coimputati la vedranno come un lotta contro la malagiustizia. Alcuni familiari delle vittime la vedranno come una lotta contro Satana, il drago rosso dell’Apocalisse con le zampe di pollo e la testa di leone. Alcune ragazze del gruppo creato a sostegno di Paolo Leoni, Eros Monterosso e Marco Zampollo, la vedranno come una battaglia spirituale. Altre come un’avventura umana per liberare degli innocenti. Credo che Maccione la vedrà come una battaglia contro se stesso, essendosi sempre creduto colpevole e non accettando che qualcuno gli dica che non c’entra nulla.
Sapone, non avendo probabilmente mai capito cosa sia successo davvero, la vedrà come una battaglia combattuta da altri, in cui non saprà che posizione prendere. Alcuni giornalisti la vedranno come una battaglia di verità tra la fazione di chi mente e quella di chi vuole portare alla luce la verità. Alcuni operatori di giustizia, criminologi, magistrati, avvocati, la vedranno come una battaglia tra un avvocato paranoico (io) e una posizione processuale più equilibrata e razionale. Ciascuno vedrà solo ciò che la sua piccola mente vorrà vedere.

4) Conclusioni. L’inesistenza della Rosa Rossa.

In questi anni, quindi, mi sono reso conto che la vita ha altre regole rispetto a quelle giuridiche, del buon senso, e della logica. Se è vero che esiste un’organizzazione che si chiama Ordine della Rosa Rossa e della Croce d’Oro, che uccide centinaia di persone all’anno, attribuendo poi la colpa ad estranei, è anche vero che la responsabilità di tutto, in ultima analisi, non è solo della Rosa Rossa. C’è, come ho detto in altri articoli precedenti, una precisa responsabilità della Chiesa Cattolica che ha taciuto la verità sulla figura di Cristo per secoli e tuttora continua a tacerla, e che ha impedito il progresso della scienza e della conoscenza. C’è poi una precisa responsabilità della società, dei milioni di persone che non vogliono vedere, sapere, sentire, che si voltano dall’altra parte perché non vogliono problemi. C’è mio padre che non mi saluta quando mi incontra per la strada, mio fratello che dice che non vuole vedermi e io sono noioso sempre a parlare di Massoneria, e la moglie che “non vuole avere guai per un blog che poi neanche leggono e di cui a loro non frega nulla”. Ci sono i miei colleghi di studio che sbattono fuori me e Solange con scuse ridicole, accusandoci di voler fregare loro dei soldi (1500 euro, se non ricordo male). Ma sopra ogni altra responsabilità c’è la responsabilità del singolo individuo, delle persone coinvolte, che sono i primi creatori della loro realtà. Le vittime della Rosa Rossa sono vittime prevalentemente di loro stesse, della loro volontà e del loro karma individuale. Tempo fa conobbi Giorgio Andretta ad un convegno. Massone dichiarato, personaggio indecifrabile, particolare, che si diverte in questo blog con messaggi assurdi e dalla logica incomprensibile che contrastano con l’intelligenza e lo spirito che invece dimostra nella realtà. Va detto che anche nella realtà non è facile capire Andretta, perché da massone ed esoterista ha una logica molto diversa da quella comune. Mi avvicina prima di un convegno e mi dice: “Franceschetti, posso farle un test? Posso sottoporle un test kinesiologico per vedere se è vero che lei ha subito degli incidenti e hanno tentato di ucciderla?” Certo, rispondo. Mi sottopone il test e risulta negativo. Secondo il test non ho avuto incidenti e nessuno ha mai tentato di uccidermi. Conosco bene la kinesiologia, perché per otto anni l’ho utilizzata come tecnica di cura e io stesso ho fatto un corso di kinesiologia. Quindi ne conosco l’attendibilità e mi fido di essa. So anche, però, che ponendo la domanda in modo sbagliato si ottengono risposte sbagliate. Ci ho riflettuto un po’. A un certo punto capisco. E dico ad Andretta: “Ok. Allora rifacciamo il test. La domanda che porremo sarà: è vero che mi è stata sabotata per tre volte la moto?” La risposta questa volta è stata sì. Anche il senso finale del test, e di ciò che Andretta voleva dirmi, era chiaro. Nessuno ha cercato di uccidermi veramente, ma è il mio inconscio che si è cacciato in quella situazione, perché serviva al mio personale percorso di vita. In effetti, fu dopo gli incidenti che studiai la legge del contrappasso, Dante, la Rosa Rossa, gli omicidi rituali e il simbolismo. Acquista quindi un senso quello che trovai scritto in una camera di albergo, a Modena, la notte del 2.1.2008. Dovevo incontrare il mattino dopo Gabriella Carlizzi che doveva spiegarmi come funziona la Rosa Rossa. Quella notte ero pedinato e dicevo a me stesso di stare tranquillo, che dovevo fregarmene dei tizi che prima mi seguivano e poi erano entrati in albergo a mezzanotte insieme a me. Entrato in camera trovai un quadro con una grande rosa rossa dipinta al centro; prima di darmela a gambe, spaventato a morte, per andare a dormire nello stesso albergo della Carlizzi, ebbi la lucidità di fotografare il quadro (è quello della foto all’inizio di questo articolo).Sul quadro c’era una grande rosa rossa, e una scritta che qualche tempo dopo una carissima amica mi decifrerà, e che diceva: Mi cerchi lontano ma ti sono vicina, negli anni futuri molte volte ancora mi troverai sul tuo cammino. La cercavo lontano, ma in fondo era solo dentro di me.E’ il segreto più importante che ho imparato dalla Rosa Rossa. La parte più affascinante di tutta la ricerca svolta fin qui.

5) Poscritto finale. Un aneddoto.

Mentre scrivevo questo articolo, leggo e approvo un commento di una certa Rosalba Rosi. Il messaggio compare come il 219 esimo, al post “Un terribile sospetto su De Andrè, troppe rose rosse al suo funerale”. Mi scrive di essere la moderatrice del forum rosarossa.net, e di non occuparsi di cadaveri, ma solo di ricette, e quindi di rimuovere dall’articolo i riferimenti al suo sito. Cosa che ho fatto immediatamente.

Un caso, per chi non crede a nulla.

Un evento che mi sono attirato, direbbe Rhonda Byrne.

Nient’altro che magia, per Papus.

Coincidenza significativa per Jung.

L’effetto farfalla, secondo cui ogni minimo cambiamento della nostra realtà, comporta cambiamenti inimmaginabili anche in mondi lontani da noi, secondo il buddhismo e l’induismo.

La fisica quantistica direbbe che due particelle che erano unite e che oggi sono separate, possono interagire anche a distanza, e spiegherebbe il fenomeno come un’onda di energia che è partita da me che scrivevo l’articolo per arrivare a Rosalba Rosi proprio mentre stavo concludendo l’articolo.

Qui il messaggio:http://paolofranceschetti.blogspot.it/2009/01/ma-che-aveva-fatto-de-andr-perch.html?commentPage=2

Fonte tratta dal sito .

 Mi raccomando.Se vi piace il blog,iscrivetivi .A voi non costa nulla....Per me un aiuto.

lunedì 24 novembre 2025

Il mistero della Rosa Rossa.La deviazione dei Rosa Croce

 


1. Premessa. 2. I Rosacroce. 3. La Rosa Rossa o Golden Dawn. 4. Il problema dei Rosacroce. Il rapporto con il Cristianesimo. 5. Gli omicidi della Rosa Rossa. 6. Il sistema della Rosa Rossa. 7. La Rosa Rossa nel cinema nella letteratura e nelle arti. 8. Conclusioni. Il mistero dei Rosacroce. 9. Bibliografia.

 

1. Premessa

Abbiamo spesso parlato in questo blog dei delitti della Rosa Rossa. A partire dai delitti del mostro di Firenze, per passare da Pantani, Fois, Cogne, Erba, Garlasco, Meredith. Vediamo quindi cos’è e come funziona questa organizzazione.
Prima di capire cosa è oggi, e come essa agisca nella politica e nella finanza, dobbiamo partire dai RosaCroce, per poi parlare specificatamente della Rosa Rossa e imparare a riconoscerla nella politica quotidiana, ma anche nella cronaca.
E’ necessario, per capire bene alcune delle problematiche, leggere anche il nostro articolo “Il trattato di Lisbona e i suoi antecedenti storici e culturali. Breve storia della massoneria dal 1300 ad oggi”. E’ opportuno leggere anche gli articoli “L’omicidio massonico parte 1” e la parte 2, relativa al delitto Pantani e Fois per non ripetere gli stessi concetti (i link li trovate alla fine dell’articolo). Questo articolo dunque presuppone la conoscenza degli altri.
Non saremo brevi, perché tenteremo di riassumere i punti principali di quella che è un’organizzazione che tiene le fila del potere da secoli, e che costituisce al tempo stesso uno dei misteri maggiori dell’umanità, i rosacroce.
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2. I Rosacroce

I rosacroce, con questo nome e come organizzazione autonoma, entrano sul palcoscenico del mondo nel 1614. Prima di allora nessuno ne aveva mai sentito parlare né aveva mai sospettato la loro esistenza.
In quell’anno, a Kassel, in Germania, vennero pubblicati i primi manifesti Rosacrociani: la Fama Fraternitas, e la “Riforma generale e universale del mondo intero.
L’organizzazione, cioè esce per la prima volta allo scoperto in un modo singolare e destinato a produrre un forte dibattito che durerà in tutti i secoli successivi e che ancora oggi non è del tutto sopito.
In questi manifesti in sostanza essi annunciano al mondo la loro esistenza.
Essi sostengono di essere stati fondati da Christian RosenKreutz, che sarebbe nato in Germania nel 1378 e sarebbe morto a 106 anni, nel 1484; sostengono di avere il dono dell’invisibilità e di poter parlare tutte le lingue. Invitano chi vuole aderire alla loro confraternita a manifestare la loro intenzione, ma affermano che chi vuole diventare dei loro non deve cercarli; saranno loro a trovare il nuovo adepto, qualora lo considerino degno.
Essi hanno un piano di riforma universale, politica, religiosa ed artistica il cui fine è il miglioramento del mondo intero.
Nel manifesto rosacrociano compaiono alcune delle loro regole base:
– Curare i malati senza compenso
– Adattarsi agli usi e costumi e modo di vestire del paese in cui si trovano
– Adottare la sigla RC per le associazioni che essi fonderanno (o anche CR. La Rosa Rossa ovviamente adotterà la RR).Il loro simbolo è una rosa rossa, incastonata su una croce d’oro. Sotto alla Croce compare un pellicano che dà da mangiare ai suoi piccoli.
La loro sapienza si rifà alla tradizione Cristiana ma anche alla Cabala, all’alchimia, ai Tarocchi e alle dottrine orientali induiste e buddiste.
Se per qualcuno tutto ciò può sembrare un guazzabuglio sconclusionato, probabilmente ha ragione chi dice che la conoscenza e la sapienza dei Rosacroce sono difficilmente eguagliabili. Non solo perché – non a caso – furono Rosacroce le persone più influenti e geniali di tutti i tempi (da Dante, a Paracelso, Leonardo, Comenio, Galileo, Bacone, Shakespeare, Leibniz, Cartesio, ecc…), ma perché, leggendo gli scritti Rosacrociani, si ha spesso l’idea che costoro abbiano realmente un grado di conoscenze più elevate della media. E’ sufficiente leggere un romanzo dell’800, “Zanoni”, scritto da Edward Bulwer Lytton, probabilmente un Rosacroce. Un romanzo semplicemente stupendo in cui si riconosce, al di là della parte di fantasia, un sapere e una conoscenza superiore a quello di molti scienziati di oggi, e vi si trovano risposte soddisfacenti a molti dei più elementari quesiti riguardo alla vita e alla morte, quesiti che tutt’ora la nostra scienza continua a porsi senza dare alcuna risposta convincente.A questi manifesti seguì un intenso dibattito negli anni successivi, in tutta Europa, che vedeva contrapporsi coloro che sostenevano che i Rosacroce non esistevano, e coloro che invece ne sostenevano l’esistenza.
Umberto Eco, scrivendo una prefazione ad un recente libro “Storia dei Rosacroce” di Paul Arnold, dice che i rosacroce non si sa se effettivamente esistono veramente o se siano una leggenda. Anche perchè – aggiunge lo studioso – i Rosacroce non si manifestano mai all’esterno; un vero Rosacroce non direbbe mai che è un Rosacroce. E se qualcuno dicesse che è un rosacroce, vorrebbe dire che non è un Rosacroce.
Ci sarebbe da chiedere a Eco come mai uno con la sua cultura si scomoda a fare la prefazione ad un libro che parla di un’organizzazione di fantasia, e perché ne parla anche nei suoi libri. Darsi tanto da fare per studiare e capire un’organizzazione inesistente sembra un controsenso, specie per una persona colta come Eco.La verità è che i Rosacroce esistono, e quando uno conosce un po’ i simboli e la storia di questa associazione, li riconosce immediatamente, specie perché alcuni rosacrociani lasciano dietro di sé tracce di ogni tipo, peggio di Pollicino (Umberto Eco arriva pure a farsi fotografare con una rosa rossa in mano nel libro “i 100 libri che dovete senz’altro leggere prima di morire”; e anche in altre occasioni ha sempre questa rosa tra le mani).
L’esistenza dei Rosacroce è attestata da una vasta letteratura in tema, dalla loro simbologia che compare ovunque, nelle logge massoniche e nella tradizione muratoria in genere (il diciottesimo grado del Rito scozzese prende infatti il nome di “Cavaliere Rosacroce di Heredom”).Attualmente, sono decine le organizzazioni che dicono di rifarsi ai Rosacroce, dalla AMORC, alla società Rosacrociana in Anglia, alla Golden Dawn e ad altre che ora non è il caso di menzionare.

Come associazione esoterica e segreta i Rosacroce nascono probabilmente attorno al 1200. Taluni la fanno risalire a Raimondo IV conte di Tolosa.

Uno dei padri spirituali dei Rosacroce è Dante; costui apparteneva ai Fedeli D’amore, un gruppo segreto che contestava duramente l’operato del papato e della Chiesa all’epoca, ma ovviamente non lo faceva in modo troppo aperto, perché a quell’epoca andare contro la Chiesa equivaleva a morire (più o meno come oggi occuparsi della Rosa Rossa… quando si dice la regola del contrappasso).
Esiste un legame intenso tra Rosacroce e Templari. Difficile dire se si tratti di due organizzazioni totalmente distinte che poi hanno fuso il loro sapere nei secoli successivi, oppure esistessero elementi comuni già nel 1200.
Comunque, certo è che Dante, nel momento in cui Jacques de Molay fu messo al rogo, era a Parigi e probabilmente fu colpito da quell’avvenimento che poi trasfuse nella sua Divina Commedia.
E altrettanto certo è che il sapere templare e Rosacrociano hanno molti punti di contatto.
Come abbiamo detto nell’articolo “Il Trattato di Lisbona e i suoi antecedenti storici e culturali; breve storia della massoneria dalle origini ai nostri giorni” furono i Rosacroce e i templari a fondare la massoneria ufficiale nel 1717, in modo da creare un’organizzazione complessa, ramificata in tutto il mondo, di cui la massoneria costituisca la base, mentre i Rosacroce costituiscono i vertici.

Non solo i Rosacroce esistono, ma la stessa Fama Fraternitas, affermando che gli iniziati alla RC hanno il dono dell’invisibilità e del parlare tutte le lingue, sotto forma di metafora diceva la verità.
I Rosacroce hanno veramente questi doni.

Parlano tutte le lingue perché comunicano per mezzo dei mass media, dei libri, delle canzoni di successo, veicolando messaggi di vario tipo. E comunicano per mezzo di simboli, quindi un linguaggio universale e riconoscibile da tutti. Se viene ucciso Haider, ad esempio, non c’è bisogno di comunicare ufficialmente lo stop alle indagini; riconoscendo i simboli rosacrociani nel nome della strada in cui Haider è morto (Rosenthalerstrasse) nonché in altri particolari, la matrice del delitto viene recepita da americani, tedeschi, spagnoli o italiani, e chiunque appartenga all’organizzazione sa come comportarsi anche se non gli viene detto esplicitamente: i verbali spariranno, le indagini verranno inquinate, i giudici che eventualmente verranno investiti del caso leggeranno nella vicenda un normale incidente stradale. Un Rosacroce non ha bisogno di parole per riconoscere i simboli rosacrociani nei delitti del Mostro di Firenze.
Sono veramente invisibili, nel senso che non esistono liste, luoghi di riunione periodici, ecc… Per quanto riguarda la Rosa Rossa in particolare, esistono del templi dislocati un po’ in tutto il mondo (49 secondo la Carlizzi) di cui alcuni servono per gli studi teorici, altri per la “pratica” e i riti esoterici; ma al di là di questo non si fanno riunioni ufficiali e periodiche. Un massone che vuole entrare nelle organizzazioni ufficiali come l’Amorc, può farlo; ma nella Rosa Rossa non può entrare se non è avvicinato, perché di propria iniziativa non è possibile.
Curano veramente gli ammalati, sia i Rosacroce tradizionali, sia le deviazioni come la Rosa Rossa. Basti pensare che i feticci umani del mostro di Firenze servivano per preparati curativi da somministrare agli aderenti all’organizzazione che ne facevano richiesta.
Quindi ufficialmente i Rosacroce non esistono. Quelli esistenti ufficialmente sono considerati poco più che un gruppetto di eccentrici dediti all’alchimia. Altri gruppi sono veri Rosacroce, cioè persone dedite al perfezionamento di se stessi e all’aiuto degli altri. Ma chiunque fosse un vero rosacroce, uno di quelli che sta al potere oggi, non potrebbe mai ammettere che i Rosacroce esistono come movimento organizzato e mondialista.
In realtà sono l’organizzazione più vasta e complessa che esista, al di sopra e più potente delle varie massonerie ufficiali.Ha ragione Jonh Michael Greer, che nel suo dizionario dei misteri alla voce Rosacroce scrive che nella storia delle società segrete occidentali non c’è argomento di maggiore confusione, disinformazione e imprecisione quanto il problema dei Rosacroce. D’altronde i veri Rosacroce non lasciano prove certe della loro esistenza. Di conseguenza è possibile solo trovare degli indizi, disseminati nella storia, nella simbologia, nei mezzi di informazione, ecc.
Inoltre, poco conta il fatto che un gruppo che si dica rosacrociano non sia veramente il successore dei Rosacroce originali; quello che conta è la realtà attuale, cioè il fatto che esistono decine di organizzazioni che si rifanno ai Rosacroce e che il gruppo di criminali che oggi governa il mondo appartiene ad un’organizzazione che si dice Rosacrociana.
Per fare un parallelo… io appartengo ad un’associazione buddista che si chiama Soka Gakkai e che, ovviamente, si ritiene essere la vera portatrice delle idee del Budda e proclama il “vero buddismo”. Essendo nata nel 1200, e traendo i suoi fondamenti teorici dal Sutra del loto, cioè da un testo che è stato compilato secoli dopo la nascita del Budda, è probabile che abbiano ragione i suoi detrattori quando dicono che essa non è affatto aderente al buddismo originario. E tuttavia nessuno negherebbe che la SGI sia un associazione buddista e io non posso certamente non dirmi buddista.
Allo stesso modo, tutte le sottili disquisizioni tra Rosacroce originali e non (Umberto Eco arriva addirittura a delineare una differenza tra un soggetto “Rosacrociano” e uno “Rosicruciano” in un tentativo patetico di confondere le idee al lettore sprovveduto che di fronte a un tale caos non può che rinunciare a capire), sono esclusivamente dibattiti volti a depistare e inquinare la ricerca sui Rosacroce oggi al potere.
A noi infatti non interessa se la Rosa rossa sia o no la discendente dei veri rosacroce. Probabilmente no. Probabilmente no perché i primi Rosacroce, quelli di Dante per intenderci, erano veramente Fedeli D’amore, di nome e di fatto, e puntavano al rinnovamento spirituale e alla propagazione del messaggio cristiano epurato dalle efferatezze della Chiesa di allora che, come quella di oggi, aveva completamente rinnegato il messaggio di Cristo.In ogni caso quello che ci interessa invece è riconoscerne la simbologia, il modo di parlare, di agire, per capire in quale misura il potere attuale, politico e finanziario, sia in realtà un potere criminale.
Il resto, le sottili disquisizioni tra ordine della Rosa Rossa rettificato e non rettificato, tra Rosacroce e Rosicruce, le lasciamo ai monologhi autoreferenziali di Eco e alle documentatissime ricerche di Introvigne; perché, una volta stabilito, ad esempio, che buona parte della sinistra attuale e degli uomini oggi al potere sono dei Rosacroce, o perlomeno ne conoscono la simbologia, ne deriva che essi non possono non riconoscere la simbologia rosacrociana sottesa ai delitti più efferati della storia italiana e mondiale. E il silenzio è complicità.
E di questo silenzio noi non vogliamo essere complici.
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3. La Rosa Rossa, e la  Golden Dawn

Tanto per capire che tipo di confusione e di disinformazione c’è al riguardo dei Rosacroce basti dire che per Massimo Introvigne (che è uno dei massimi studiosi dei fenomeni religiosi nel mondo e considerato il maggior esperto di satanismo in Italia) la Rosa Rossa è poco più di un gruppetto di poche decine di simpatici mattacchioni in tutto il mondo (nel periodo di massimo splendore questa organizzazione ebbe non più di 500 membri, secondo l’insigne studioso); invece per Michael Greer esso è “la più influente tra le società segrete magiche dei tempi moderni”.
Inoltre la Golden Dawn viene presentata come una cosa diversa dai Rosacroce, mentre ciò è non solo falso, ma volutamente depistante. La Rosa Rossa nasce a Londra nel 1887 e sul finire degli anni novanta essa aveva templi a Parigi e in molte città americane.
L’organizzazione viene fondata da tre massoni inglesi: Willyam Wyn Westcott (che era membro della Società Rosacrociana in Anglia), Samuel Liddel Mathers e William Robert Woodman.
Essi fondano la Golden Dawn (o Alba d’oro, o Ordine ermetico dell’Alba dorata). Essa comprende tre ordini.
1) L’ordine esterno, chiamato semplicemente Golden Dawn;
2) l’Ordine della Rosa Rossa e della Croce d’Oro, che costituisce il secondo livello organizzativo, quello in cui si pratica la magia e si viene iniziati ai misteri più complessi;
3) l’ordine interno, comprendente i tre gradi superiori riservati ai cosiddetti capi invisibili, o maestri sconosciuti, cioè i membri di cui nessuno mai conoscerà l’identità e che stanno al di sopra di tutti gli altri.Da questo ordine ne nascono altri. Nel 1903 Arthur Edward Waite fonda l’Ordine della rosa Rossa e della Croce d’Oro indipendente e rettificato, che secondo Gabriella Carlizzi è quello a cui aderiscono i politici e i personaggi più potenti di oggi.
Nello stesso anno venne anche fondata la Stella del Mattino, o Stella mattutina, ad opera di Florence Farr e poi abbiamo l’Astro Argentinum di Crowley che, benché indipendente, aveva comunque molti punti di contatto con la Golden Dawn.
Per capire il profondo legame tra Rosacroce e Golden Dawn, a parte il fatto che il secondo ordine interno si chiama esplicitamente – come abbiamo detto – Rosa Rossa e Croce d’Oro, è sufficiente rendersi conto che i dieci gradi previsti nell’ordine sono gli stessi che troviamo in altre organizzazioni Rosacroce. La Golden Dawn, o la Rosa Rossa, sono quindi un organizzazione rosacrociana. E chiunque sia un Rosacroce non può non conoscere la Rosa Rossa. Questo dato è importante per evitare che quando si parli di qualche politico o personaggio pubblico chiaramente Rosacrociano, arrivino poi i sapienti del momento a precisare e fare sottili distinguo tra le centinaia di associazioni Rosacrociane.
Un po’ come io, da Buddista, non posso non riconoscere un buddista anche se appartiene alla corrente tibetana o hinayana, un Rosacroce non può non riconoscere un appartenente alla Rosa Rossa e i due ordini, purtroppo, non possono essere distinti se non nel senso di dire che l’attuale Rosa Rossa è una deviazione degli originali Rosacroce.Occorre ora domandarsi come e perché un’organizzazione magica ed esoterica possa in appena un decennio espandersi a dismisura fino a fondare templi in tutta Europa ed America.
La spiegazione data da Greer, secondo cui il successo di questa organizzazione deriva dal fatto che essa ammetteva sia donne che uomini, che le cerimonie erano dignitose e veniva offerto un corso di pratica e teoria occultistica, più che ingenua è semplicemente ridicola (pag. 420).
Il punto è che nella Golden Dawn e nella Rosa Rossa convergono la sapienza esoterica cabalistica e templare. Cioè in altre parole chi entra nella Rosa Rossa entra veramente in un percorso di sapienza e conoscenza superiori a quelli di un essere umano ordinario. Inoltre a tale organizzazione si iscrivono ovviamente in modo riservato i massoni più potenti e più interessati all’esoterismo. In altre parole questa struttura non è un organizzazione creata dal nulla, ad opera di un eccentrico mezzo matto. Al contrario, viene fondata da massoni e rosacrociani, su mandato esplicito dei cosiddetti Superiori Sconosciuti, e fa convergere in essa tutta quella parte della massoneria ufficiale interessata al’esoterismo e alla magia. In altre parole Westcott, Mathers e Waite, furono solo i fondatori ufficiali di un’organizzazione di tipo massonico ma voluta da altri massoni potenti ed interessati all’esoterismo ma destinati a rimanere sconosciuti.
Detto in termini più chiari, la Golden Dawn o Rosa Rossa, altro non è che una delle tante organizzazioni massoniche, al giorno d’oggi la più potente e segreta, e la più crudele.
Quindi è questo il motivo per cui l’organizzazione diventa così potente ed estesa in pochi anni. Perché essa in realtà raccoglie i suoi adepti nelle fila della massoneria ufficiale, di cui costituisce una vera e propria branca.
Ai vertici della Rosa Rossa possono accedere solo le persone selezionate con un grado di intelligenza e cultura assolutamente superiore, probabilmente perché, come diceva Sesto empirico, “un buon intelletto è l’eco della divinità” e il fine ultimo della GD è connettersi al divino fino a percepirlo dentro di sè.
Le basi della Golden Dawn sono costituite da manovalanza che non conosce i vertici e spesso non ne sospetta neanche l’esistenza.
Talvolta vengono manipolati dalla Rosa Rossa anche gruppi come le Bestie di Satana, ovviamente all’insaputa dei componenti del gruppo.
I riti della Rosa Rossa sono pubblicati in Italia dalle edizioni mediterranee con il titolo “La magia della Golden Dawn” di cui esistono tre edizioni diverse. I testi pubblicati ovviamente glissano su tutto ciò che riguarda i sacrifici umani, gli omicidi, e i rituali effettuati con le parti di cadavere delle vittime e con il sangue.A partire dalla fondazione dell’organizzazione inizia un bagno di sangue in tutto il mondo; delitti apparentemente diversi, ma accomunati dalla simbologia rosacrociana.
Da notare le coincidenze. Il primo marzo 1888 venne fondato il primo tempio della Golden Dawn a Londra, il tempio chiamato Iside-Urania. Dopo poco tempo nello stesso anno iniziano i delitti di Jack lo Squartatore.
Inizia cioè una mattanza in tutta Europa e negli Stati uniti, ma pochi si accorgono delle somiglianze tra i vari delitti.
Pochi hanno notato ad esempio che anche Jack Lo squartatore asportava gli organi delle vittime, come il Mostro di Firenze. Pochi notano che una delle vittime di Jack aveva una rosa rossa in mano e che rose rosse vengono deposte anche in tempi recenti sulla tomba delle vittime sia di Jack che del mostro di Firenze. L’ultima vittima è Jane Kelly; alla donna – che muore al numero civico 13 di di Miller’s Court- viene prelevato il cuore e la sua bara e tuttora ornata da rose rosse (vedi la foto all’inizio dell’articolo).
Pochi hanno notato poi che i delitti di Jack lo Squartatore avvengono tutti nel quartiere di WhiteChapel, a Londra; e Whitechapel significa cappella bianca. E uno dei templi della Rosa Rossa in Italia, quello dove Pacciani e i compagni di merende portavano i loro trofei, e che i giornali definirono “la Villa dei misteri” è appunto, completamente bianco, come bianca è la costruzione che vi mostriamo in foto, che però si trova all’estero.
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4. l problema dei Rosacroce. Il rapporto con il cristianesimo

Prima di proseguire è necessario che chiarisca una cosa al lettore.
I rosacrociani oggi al potere sono una filiazione dei Rosacroce originali, da cui traggono tuttora molti degli insegnamenti e delle conoscenze.
Queste conoscenze sono veramente particolari, e i Rosacrociani di grado più elevato sono realmente persone fuori dal comune e con una conoscenza superiore. Per quanto possano essere considerati pazzi, o deviati, sta di fatto che chi appartiene alla Rosa Rossa gode realmente di conoscenze particolari superiori a quelle detenute dalla (volutamente ottusa) scienza ufficiale.
Gli antichi rosacroce avevano probabilmente realmente l’intenzione di riformare il mondo. Il loro scopo può essere riassunto ancora una volta con le parole tratte dal romanzo Zanoni: “La mia – dice quello che nel romanzo è l’ultimo dei rosacroce – è la speranza di formare una razza di esseri nobili e saggi, ricchi di forza e di potenza bastante per indicare all’umanità intera le loro magnifiche conquiste e per diventare i veri guidatori di questo pianeta… una razza che possa progredire di gradino in gradino nel suo destino immortale. Verso la gloria celeste e mettersi a pari, alla fine, con ministri che lavorano più vicini al Trono dei Troni? Che importa un migliaio di vittime come tu le chiami, per un solo convertito alla nostra causa?
Questo fine mondialista, già si trova nelle opere del Rosacrociano Comenio ed è stato trasfuso pari pari nel progetto massonico che ha portato alla creazione dell’ONU e dell’Unione Europea (vedi su questo punto il nostro articolo sul trattato di Lisbona).
Il problema è che i Rosacroce attuali sono una deviazione degli antichi Rosacroce, nel senso che ne hanno utilizzato le conoscenze per piegarle a fini per niente benefici.
E pur di perseguire il loro fine mondialista i Rosacroce non hanno esitato a scatenare due guerre mondiali, tutte le guerre recenti, e quelle future. Quindi i morti non sono un migliaio, come dice il personaggio del romanzo, ma qualche milione.
Non a caso l’organizzazione massonica WWF ha detto di recente che la popolazione del pianeta è in sovrannumero e si dovrebbe ridurre di un terzo. E questo terzo verrà preso dai paesi del terzo mondo o dai paesi arabi, ovviamente.
Inoltre, chi accede al sapere Rosacrociano per arrivare al potere politico e finanziario, tiene per sé questo sapere, tenendo le masse nell’ignoranza; probabilmente molti dei potenti, in un delirio di onnipotenza, pensano realmente che il sacrificio di qualche milione di persone in una guerra, come il sacrificio di poche decine di persone in riti sacrificali umani, siano nulla rispetto al loro progetto.
A chi reputa assurda infatti la pratica dei riti sacrificali umani da parte di personaggi politici, del mondo dello spettacolo, ecc…, è agevole rispondere che è ancora peggio – dal punto di vista numerico – scatenare una guerra e sacrificare milioni di persone – come nella recente guerra in Iraq, solo per realizzare i progetti di potere dei vertici della politica e della finanza internazionali. L’unica differenza è che alle guerre siamo abituati. Ai riti umani no.
L’altra differenza è che le guerre vengono scatenate alla luce del sole. I riti umani vengono taciuti dai media, perché se l’elettore sapesse che il suo politico preferito accetta che i delitti del mostro di Firenze rimangano impuniti, se sapesse che i testimoni di processi apparentemente di banale criminalità seriale, come quelli del mostro di Firenze sono stati ammazzati in nome della causa Rosacrociana, se capisse che i delitti di Cogne, Erba, Garlasco, Serena Mollicone, Meredith sono esclusivamente sacrifici umani, e che i giornali e le Tv ci prendono quotidianamente in giro, la coscienza si sveglierebbe. Quindi da un parte l’informazione ufficiale non passa le notizie; d’altra parte l’elettore medio fa di tutto per evitare di domandarsi il significato di quella “rosa nel pugno”. Meglio non vedere e non sapere.
In altre parole. Saranno pazzi o criminali, dal punto di vista della logica comune , ma senz’altro godono di conoscenze superiori, che nascondono al resto dell’umanità. D’altronde ci sarebbe da interrogarsi se sono più pazzi loro, se lo siamo noi che diciamo queste cose, o quelli che insistono nel non notare le “coincidenze” tra la Rosa Rossa, la politica, e i delitti che continuamente insanguinano il nostro paese.
Inoltre, quando i miei colleghi di studio mi dicono che dovrei smetterla di occuparmi di queste cose, per dedicarmi solo alle cose importanti (intendendo per cose importanti gli sfratti, decreti ingiuntivi, incidenti stradali), nutro qualche dubbio sul fatto che i pazzi siano gli adepti della Rosa Rossa, e mi rendo conto che le gente “comune ed onesta” è spesso la vera causa di questo sistema assurdo.
In questo hanno perfettamente ragione i massoni con uno dei detti da loro preferiti che se non ricordo male risale ad Ermete Trismegisto: “come in alto, così in basso”. E questo sistema non è voluto dalla Rosa Rossa, ma dal basso, da tutti noi, dai miei colleghi, parenti, amici…La maggior parte dei libri sui rosacroce si interrogano su aspetti assolutamente inutili e marginali. Il vero problema dei Rosacroce, mai da nessuno indagato, è da quale momento tale organizzazione si trasforma da movimento Cristiano, intendendo tale termine come “portatori del messaggio di Cristo”, sia pure trasformato e commisto ad aspetti cabalistici ed orientali, a un movimento quasi satanico, criminale, che perpetra delitti terribili per conservare e potenziare il suo potere.
E’ impossibile dare una risposta, ma è probabile che le infiltrazioni sataniche, ed esoteriche anticristiane, si siano effettuate nei secoli, piano piano, e all’insaputa pure di molti adepti del movimento.
Quel che è certo è che attualmente, la maggior parte dei rosacrociani al potere non segue affatto il messaggio di Cristo né persegue il fine di elevare l’umanità.
Di più.
Il movimento Rosacrociano è un movimento sostanzialmente anticristiano e anticattolico, ma che ha dalla sua parte un arma formidabile: utilizza lo stesso linguaggio dei Cristiani, ma con un senso completamente contrario.
Il metodo è assolutamente geniale.
In pratica i rosacroce di oggi parlano un linguaggio e una simbologia satanista, ma utilizzando termini apparentemente Cristiani. Ogni termine Cristiano usato dalla Rosa Rossa infatti, ha in realtà un significato esattamente contrario.
L’iniziato alla Rosa Rossa, infatti, quando nomina Cristo e dice di “percepire l’essenza cristica e divina dentro di sé” sta dicendo che egli stesso si sostituisce a Cristo e si fa lui stesso Cristo; in altre parole si sostituisce a Dio.
Parlando di Dio, si riferiscono ovviamente al loro Dio, non a quello Cristiano.
Nel linguaggio della Rosa Rossa, Santa Rita rappresenta la Rosa Rossa. Ecco quindi che “consacrare qualcuno a Santa Rita” significa in realtà consacrarlo alla Rosa Rossa. La festa di Santa Rita diventa la festa della Rosa Rossa. Un po’ come la festa di San Giovanni è una festa massonica, ma la maggior parte dei cattolici pensa di festeggiare una festa cattolica.
Molti iniziati alla Rosa Rossa vanno a messa e prendono regolarmente la comunione, perché dal loro punto di vista assumere l’ostia consacrata è uno degli sfregi migliori da fare a danno dei Cristiani.
E’ così che, a meno di non avere un’approfondita conoscenza dei Rosacroce è impossibile spesso riconoscere un Rosacroce da un Cristiano, ed è così che è stato possibile avere dei Papi Rosacrociani, come Paolo VI e Giovanni XXIII.
Lo stesso simbolo dei Rosacroce, la Rosa e la Croce, fa pensare a simboli Cristiani. Ma dal punto di vista della Rosa Rossa, la Croce è invece un simbolo fallico, mentre la Rosa rappresenta l’organo sessuale femminile durante le mestruazioni.
E’ un sistema geniale non c’è che dire. Il colpo di genio è soprattutto quello di aver creato un sistema difficile da smascherare, i cui più strenui difensori sono i cristiani stessi; perché se provate a dire a un cristiano che Paolo VI era un rosacroce, vedrete che il 90 per cento dei Cristiani non sa neanche chi siano questi Rosacroce. E quando glielo spiegate la sua reazione sarà immediatamente di rifiuto, cosicchè i migliori difensori di questo sistema sono le vittime stesse.
In realtà tanto tempo fa – sconvolto da queste scoperte – parlai con un prete molto colto, che è il mio consigliere spirituale in questo viaggio nella follia massonica, che mi disse una cosa illuminante: “figliolo, ma perché ti stupisci? Se il demonio deve colpire qualcuno o qualcosa, da dove dovrebbe cominciare secondo te, se non dal Vaticano? E’ il posto migliore dove può nascondersi il Diavolo, e proprio perché è così ben nascosto è difficile trovarlo. E ricorda che l’astuzia migliore del demonio è di dire che non esiste”.
Questa è l’astuzia più grande dei Rosacroce e della Rosa Rossa in particolare. Che essa non esiste, ufficialmente. Ne avete mai sentito parlare in un Tg o su un quotidiano nazionale? No perché queste notizie possono trovarsi al massimo su qualche giornale locale sfuggito al controllo, o su Internet, o su qualche libro poco conosciuto.
E se anche essi parlano apertamente, parleranno il linguaggio Cristiano, quindi nessuno li scoprirà.
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5. Gli omicidi della Rosa Rossa.

Una volta capito che il simbolo principale dei Rosacroce è la Croce e la Rosa, che altri simboli sono il pellicano, il giglio, e che nel linguaggio della Rosa Rossa, Santa Rita è sinonimo di Rosa Rossa, e che i loro numeri d’elezione sono il 7, l’8, l’11, e il 13, non è difficile riconoscere tale associazione un po’ ovunque.
Tutti gli omicidi commessi dalla Rosa Rossa sono assolutamente riconoscibili da una serie di simboli numerici ed esoterici. Ne abbiamo parlato già in altri articoli. Qui sottolineiamo solo alcuni punti che negli articoli precedenti non avevamo esplicitato.
Come abbiamo detto i loro delitti avvengono sempre in giorni che, numericamente, danno come somma 7, 8, 11, 13, o multipli di 11.
Inoltre la scena del delitto, i nomi delle vittime, e i nomi dei carnefici, hanno quasi sempre significati religiosi o cabalistici.
Ad esempio nel delitto di Erba, oltre alla data, notiamo che Rosa Bazzi, il cui nome da sposata è Rosa Romano (RR) uccide Valeria Cherubini. La Rosa Rossa ha simbolicamente ucciso un Cherubino.
Nel delitto di Cogne viene ucciso Samuele, nome biblico, che richiama un giudice; e la cornice del delitto è il Gran “Paradiso”. E non a caso Annamaria Franzoni verrà tradotta in carcere nel giorno di Santa Rita, il 22 maggio; cioè nel giorno della Rosa Rossa, tanto per mettere un ulteriore firma alla vicenda.
Nell’omicidio di Maria Geusa a Città di Castello, salta immediatamente agli occhi il nome della vittima, Maria figlia di Gesù.
Nei delitti del Mostro di Firenze i colpi vennero esplosi da una Beretta Calibro 22 serie H. Se 22 è il numero della perfezione per i cabalisti, H richiama la 5 lettera dell’alfabeto ebraico, il cui simbolo è, appunto, una Rosa e una Croce. Ma richiama anche il numero 8, quello della giustizia, simboleggiato cabalisticamente dalla Bilancia.
Sfugge agli inquirenti il collegamento cabalistico tra tutti questi delitti e le comunanze tra essi. La pallottola con cui uccideva il mostro di Firenze era di rame, e nessuno fa caso al fatto che anche l’oggetto che ha ucciso Samuele a Cogne era dello stesso materiale. L’arma del delitto non verrà ritrovata né ad Erba, né a Cogne né nei delitti del mostro, per motivi che abbiamo già spiegato altrove.
L’arma del delitto non verrà ritrovata neanche nel delitto Meredith, i cui funerali verranno celebrati non a caso nella Chiesa di San Giovanni, il patrono della massoneria e sulla sua bara verrà deposta una rosa rossa dal padre.
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6. Il sistema della Rosa Rossa

Possono accedere alla Rosa Rossa solo i più alti gradi della massoneria, persone particolarmente potenti e anche particolarmente intelligenti.
L’organizzazione comunica tra loro per mezzo di giornali, Tv, canzoni, ecc… Tra loro i membri non possono esplicitare la loro appartenenza alla Rosa Rossa, anche perché, con i mezzi di intercettazione esistenti oggi, questo significherebbe la fine dell’organizzazione nel giro di qualche mese, magari ad opera di organizzazioni rivali.
Quando il messaggio è diretto ad una cerchia ristretta si ricorre a libri stampati in edizioni limitate (ad esempio le strenne di Natale che le banche e le ditte sono solite fare ai loro clienti migliori); quando il messaggio è diretto ad una cerchia più vasta si utilizzano i giornali e i Tg.
Ad esempio non è un caso che il cronista del TG 5 che si occupa del delitto Meredith si chiami Remo Croci.
Oppure che dopo la strage da 7 morti sull’autostrada, avvenuto questa estate l’8.8.2008, i Tg abbiano poi intervistato un camionista che si chiamava Carlo Massone.
Ma credo che uno dei casi più eclatanti, cui neanche il romanziere più fantasioso potrebbe arrivare con tutta la buona volontà, sono i messaggi veicolati tramite testi di legge, o atti ufficiali, come l’esame di maturità di quest’anno. C’erano diversi errori nella prova di maturità che la commissione ministeriale aveva preparato quest’anno; uno di essi era relativo ad una poesia di Montale erroneamente attribuita dai funzionari del Ministero come se fosse riferita ad una donna. In realtà la poesia era scritta per un uomo, un ballerino che in arte veniva chiamato K. E nella seconda riga della poesia ricorreva la ripetizione della lettera R. RR, come la Rosa Rossa, e K come il settore operativo di Gladio. Mentre nella versione di inglese uno degli errori riguardava la parola Lodge. Combinando insieme questi dati secondo un sistema di decriptazione predefinito si giunge alla codifica dei messaggi. Impossibile quindi portare le prove processuali dell’esistenza di questa organizzazione perché è impossibile provare che l’errore agli esami di maturità fu voluto, come è impossibile provare che il film Il mostro veicolasse in realtà un messaggio diverso.
Come dice Eco nel suo libro Il nome della Rosa: “fin qui vi abbiamo dimostrato che i libri parlano tra loro. E una buona indagine poliziesca dovrebbe dimostrare che i colpevoli siamo noi”.
Il testo sembra in realtà una sfida… l’autore sottintende che nessuno riuscirà mai a dimostrare che un libro possa contenere l’ordine di commettere un delitto, di depistare un indagine, di spostare dei capitali, ecc…
In realtà l’autore sbaglia; sarebbe possibile dimostrarlo, se solo si studiasse negli anni la cultura massonica. Così come è possibile dimostrare che un serial Killer si ispira alla Bibbia per commettere i delitti, solo se si ha conoscenza della Bibbia, così è possibile dimostrare la matrice cabalistica e Rosacrociana di tanti delitti, se solo si conoscesse la Cabala, La Golden Dawn, e la massoneria.
Ciò sarà possibile, probabilmente nei prossimi secoli, quando una certa conoscenza sarà non solo accessibile a tutti ma anche conosciuta da tutti.
Per ora, portare in un tribunale articoli di giornale, riferimenti esoterici, libri sui rosacroce, ecc…, equivale a farsi dare del matto, come successe all’avvocato Fioravanti all’epoca del primo processo Pacciani e come succede a me e ad altri che ci occupiamo di queste cose..
E per questo motivo gli investigatori, quando non sono corrotti, brancolano nel buio – come è avvenuto per anni per i delitti del mostro di Firenze, fino all’arrivo del commissario Giuttari – o sono nell’impossibilità di portare le prove di alcuni delitti, come accade per il PM Mignini a Perugia; oppure; nella maggior parte dei casi, si liquida il tutto come frutto di fantasie e suggestioni, ma continuano a rimanere senza risposta le innumerevoli anomalie e contraddizioni in vicende come quella di Cogne, del Mostro di Firenze, ecc….
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7. La Rosa Rossa nei film nella letteratura e nelle arti.

Musica
Mozart
 nella sua opera il flauto magico utilizza molti simboli rosacrociani e massonici. In generale tutta l’opera, si dice, è in realtà la metafora di un percorso iniziatico. Si dice che avendo rivelato dei segreti massonici, per questo motivo egli fu assassinato, tanto che il musicista, conoscendo bene le regole di questa associazione, avendo intuito che non aveva molto tempo da vivere, scrisse il requiem per se stesso, che infatti rimase incompiuto perché morì avvelenato prima di terminarlo.
Una fine simile toccò in tempi moderni a Rino Gaetano. Le modalità della sua morte le abbiamo descritte altrove e non ci ripeteremo. Diventando famoso – come succede a chiunque arrivi ad avere una certa notorietà – fu avvicinato dal sistema, ma egli a quel sistema si ribellò. Non potendo parlare apertamente, altrimenti lo avrebbero ucciso, come succede a chiunque ne capisce il funzionamento, egli mise diversi messaggi criptati nelle sue canzoni oltre a diversi messaggi espliciti molto forti per l’epoca (inoltre ricordiamo che erano tempi in cui non esisteva Internet e chi disponeva di notizie particolari non aveva mezzi per divulgarle, salvo i mezzi di stampa ordinari, tutti assoggettati al regime massonico). Nelle sue canzoni, seppure in codice, c’è tutta la politica attuale e la Rosa Rossa: la corruzione totale della politica, i disastri della finanza e della globalizzazione, i riti satanici dei potenti, la manipolazione dell’informazione.
Fu ucciso perché aveva osato troppo.In tempi recentissimi ricordiamo la canzone vincitrice di San Remo “Ti regalerò una Rosa”; il cantante è Simone Cristicchi, e già l’abbinamento del titolo al nome del cantante (che richiama Cristo) fa pensare ai Rosacroce; guardando al testo, poi, si citano i riti satanici, ma soprattutto la canzone si rifà ad un romanzo, il maestro e Margherita; e Margherita è il nome di Santa Rita, ovverosia proprio di quella santa che, nel linguaggio criptato della Rosa Rossa, indica la Rosa Rossa.
Letteratura.
Tutta la letteratura di Giulio Verne è intrisa di simbolismo rosacrociano e massonico. Viaggio al centro della terra è in realtà un percorso iniziatico, mentre il simbolismo rosacrociano è evidente già in alcuni titoli delle sue opere come “Robur il Conquistatore” dove compare l’acronimo RC.
Antoine De Saint Exupery nel suo famosissimo “Il Piccolo principe” parla di una rosa rossa che viene mangiata da una pecora. Forse è un allegoria che richiama la lotta tra Rosa Rossa e chiesa Cattolica. Morirà infatti in circostanze misteriose. Il 31 luglio del 1944 partì per una missione di ricognizione nel mar Tirreno e scomparve nel nulla. Molto definiscono poetica la sua morte. Ma non fu poetica, semplicemente, venne applicata la regola del contrappasso perché il protagonista del piccolo principe è, come è noto, un aviatore, e quindi lui doveva per forza morire in aereo, in una data che ha una valenza simbolica: 31.7.1944 (3+1+7+1+9+4+4=29=11, il numero della giustizia).
Per anni la sua morte è stata avvolta nel mistero finchè a sorpresa, proprio nel 2008 (cioè l’anno in cui su alcuni siti si è diffuso il possibile collegamento della sua morte con la Rosa Rossa), è spuntato un ex aviatore della Luftwaffe che si è ricordato di averlo abbattuto. Dopo 44 anni il distratto aviatore si è ricordato di aver abbattuto un personaggio come Saint Exupery.
C’è da pensare che nei prossimi mesi resusciterà – come in Dynasty – l’autista della Mercedes di Lady Diana che dirà “si è vero, ero ubriaco e andavo troppo forte”; e arriverà qualcuno che, pentito, dirà: sono io il mostro di Firenze, essendo un rosacroce ho firmato i delitti con la Rosa, poi avendo il dono dell’invisibilità ho ammazzato tutti i testimoni, Pacciani compreso; ho fabbricato dei documenti che hanno inguaiato Mario Spezi e a suo tempo Alberto Bevilacqua, e fatto sparire molte prove dalla procura; sono io che intercettavo Giuttari e sempre io, esperto nuotatore, ho ucciso Narducci nel lago Trasimeno. Chiedo scusa alla nazione ma era un periodo che ero un po’ nervoso e mi annoiavo.La palma d’oro attuale dei Rosacroce va a due autori contemporanei; oltre ad Umberto Eco, che intitola il suo libro “Il nome della Rosa” e che altrove parla spesso dei rosacroce, va senz’altro a Stephen King, che scrive la serie Tv The Rose Red, e che nel suo libro “i Lupi del Calla” narra di una rosa protetta da una torre, e della necessità di difenderla, perchè se cade la torre cadrà anche la Rosa rossa, ma se cade la rosa rossa cade anche tutto il mondo circostante. Chiaro riferimento alla necessità di difendere il “sistema” politico finanziario e giudiziario messo in piedi dalla Rosa Rossa.Esistono poi romanzi minori intrisi di messaggi più o meno evidenti. Ad esempio il libro Piacere mortale, di M.I Rose, in una serie di libri che hanno come simbolo una rosa rossa, narra di un assassino che provoca i delitti mandando messaggi subliminali da un video di PC, il che ricorda alcune vicende recenti, di omicidi di sangue ove gli assassini ripetono sempre agli inquirenti “ero preso da un impulso irresistibile”. Sarebbe interessante indagare i punti di contatto tra questi libri e alcune vicende come Cogne, Erba, e addirittura le vicende di Donato Bilancia. Curioso no? Un serial Killer con il nome che – nell’esoterismo della Golden Dawn – corrisponde all’undici della giustizia; ricordiamo che è la Golden Dawn che nei suoi tarocchi ha invertito la numerologia cabalistica delle carte e ha assegnato l’11 alla giustizia (tradizionalmente invece era l’otto); il serial Killer ha detto: “ero preso da un impulso irresistibile…”; forse lo stesso impulso capitato alla Franzoni, ai coniugi di Erba e l’assassino di quella ragazza in Spagna, El Gordo, che ha ripetuto parole identiche. Delitti apparentemente senza nulla in comune, ma accomunati da parole identiche, dalle Rose sul luogo del delitto o nei nomi degli omicidi o delle vittime.
Cinema
Abbiamo serie minori TV come “La Piovra” ove il cattivo di turno deposita i suoi soldi in un conto svizzero chiamato Rosarossa e serie come “Il Sangue e la Rosa”.
Ma abbiamo opere eccezionali come il film Quarto potere, scritto da Orson Welles. Questo film è considerato dalla critica il capolavoro del cinema di tutti i tempi, in testa a tutte le classifiche della critica più accreditata. Non è mai stato svelato veramente il segreto del nome con cui si chiude il film; nome che è anche il segreto del potere e del successo del protagonista: la parola segreta è “ROSE BUD” ovverosia bocciolo di Rosa. Avendo osato troppo, il regista entrerà in disgrazia dopo quel film. Probabilmente aveva voluto lasciare un messaggio, un segno, qualcosa che i posteri avrebbero raccolto e proprio per questo la sua carriera finì li.
Poi abbiamo il film Il mostro, di Benigni. Anzitutto il film fa chiaramente allusione al mostro di Firenze, e ridicolizza gli inquirenti e la vicenda di quel periodo. I film esce il 22 ottobre del 1994; cioè nella data dell’anniversario dell’omicidio di due vittime del Mostro di Firenze, Susanna Cambi e Stefano Baldi, che vennero uccisi a Calenzano 13 anni prima (tredici, numero della morte e del cambiamento). Vennero uccisi proprio il 22 ottobre. D’altronde il padrone di casa di Benigni – nel film – si chiama Rocca Rotta. Chiara l’assonanza con la Rosa Rossa. Benigni è un esperto di Dante ed è strano che gli sia sfuggito il simbolismo rosacrociano nei delitti del mostro. Una coincidenza notevole, quindi. Tra l’altro Benigni spesso ripete la frase “Ama Dio e fa ciò che vuoi” che è, si, una frase di Sant’agostino, ma è anche il motto del rosacrociano e membro della Rosa Rossa Alistair Crowley la cui biografia più recente (scritta da Lawrence Sutin e pubblicato da Castelvecchi) si intitola, non a caso “Fai ciò che vuoi”. Occorrerebbe quindi chiedere a Benigni a quale Dio si riferisce e, visto che in questi giorni ha pubblicato un libro su Dante con prefazione di Umberto Eco, eventualmente farsi spiegare da quest’ultimo chi sono quei Rosacroce di cui lui non fa mai cenno ma che pure dovrebbe conoscere bene, data la sua passione per il Sommo poeta.
Infine, come non citare Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick? L’attore (che ricordiamolo, è l’autore di Arancia meccanica, dove già nella locandina compare una piramide con l’occhio) nel film parla di riti satanici con omicidi commessi da potenti. E’ morto improvvisamente di infarto il 7.3.1999 prima dell’uscita del suo film. 7+3+1+9+9+9 = 38 = 11. Anche lui giustiziato per aver osato dire troppo.
Politica
In politica è sufficiente vedere quali e quanti partiti hanno una rosa nel simbolo per rendersi conto di quanto sia vasta l’influenza rosacrociana; in alcuni casi poi compare anche l’acronimo RC, come in Rifondazione Comunista. E alla recenti elezioni la Sinistra arcobaleno voleva chiamarsi “Cosa Rossa”, nome poi abortito forse perché poi la cosa diventa troppo sfacciata e troppe persone potrebbero iniziare a mangiare la foglia. E per chi avesse ancora qualche dubbio sul rapporto tra politica e Rosa Rossa, è sufficiente leggere un libro di Cesare Salvi, senatore diessino, dal titolo “La rosa Rossa, il futuro della sinistra”; relativamente a questo libro Rossana Rossanda fece una recensione sul manifesto, dal titolo “La croce e la Rosa”. Una bella coincidenza!
Con buona pace di tutti quelli di estrema sinistra che ancora si domandano come mai la sinistra in questi ultimi decenni abbia favorito così smaccatamente la destra, con la sua politica demenziale; e che ancora non hanno capito che la sinistra è il burattino della destra attuale, mentre la destra attuale è il burattino di ben altri poteri.
E a chi si domanda come mai Pannella anni fa volle candidare Licio Gelli nel suo partito, sarà sufficiente ricordargli il simbolo del partito di Pannella: La rosa nel pugno.
Chissà perché Pannella, che ha fatto tanto chiasso contro la magistratura già dagli anni 80, in ciò anticipando addirittura Berlusconi, non si è mai occupato delle stragi impunite, a partire da quella del Mostro di Firenze… Forse quella Rosa che ha nel suo pugno gli ha impedito di vedere quella sulla scena dei delitti del mostro.
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8. Conclusioni. Il mistero dei rosacroce

Per finire… Rimangono molti misteri riguardo ai Rosacroce.
A mio parere il mistero più grande non è se questi esistano davvero, la loro data di nascita, e altre idiozie buone solo per intellettuali che fanno finta di voler capire la realtà, ma che vogliono solo portare i lettori e la gente comune fuori pista.
Il mistero più grande è capire in quale momento un’organizzazione che si rifaceva al messaggio di Cristo e a filosofie meravigliose (filosofie che possono essere lette sia in libri di filosofia rosacrociana, sia in romanzi come “Zanoni”; ma che attraggono anche solo leggendo le presentazioni effettuate nei siti dell’Amorc), si sia trasformata in un’organizzazione criminale che – oltre al potere politico e finanziario – permette ai suoi affiliati di commettere i delitti più impensati, da quelli del Mostro di Firenze a quelli di Cogne o di Haider.
L’altro mistero è quali delle varie organizzazioni rosacrociane oggi esistenti si rifacciano veramente al messaggio di Cristo e non siano solo organizzazioni di facciata per coprire dell’altro. Perché senz’altro molti dei rosacroce attuali, in tempi moderni, sono persone non solo buone, ma anche speciali, dotati di poteri particolari e di conoscenze particolari. Purtroppo molti no.
E il più grosso mistero è capire come sia possibile che molte delle persone oggi al potere possano parlare di pace, fratellanza, possano produrre capolavori letterari e cinematografici spesso intrisi di messaggi bellissimi, per poi aderire ad un’organizzazione come la Rosa Rossa, o, perlomeno, accettare passivamente di veicolare nelle proprie opere dei messaggi rosacrociani e tacere di fronte ad un simile schifo. E’ vero che chi ha provato a parlare, come Rino Gaetano, Pasolini, e in tempi recenti Giuseppe Cosco e Cecilia Gatto Trocchi, sono morti, perché ribellarsi al sistema è praticamente impossibile. Ma è possibile vivere sereni con un simile peso sulla coscienza? E’ possibile tacere ed essere conniventi, solo perché “tanto è tutto inutile! Che parlo a fare?”.
Questo è il vero mistero dei rosacroce.
Capire come possano convivere gli ideali di uguaglianza che avevano alcuni padri storici della sinistra, con la sigla RC di rifondazione comunista.
Capire come si possa parlare di libertà civili, di diritti della donna, e poi fondare “La Rosa nel Pugno” e candidare Gelli, dimenticando i diritti delle vittime del mostro di Firenze, il diritto alla vita di tutte le vittime della Rosa Rossa.
Capire come si siano trasformati dei giovani che senz’altro un tempo avevano creduto a certi ideali, che andavano ai cortei per un mondo migliore, in mostri che prendono in giro il loro elettorato e sono conniventi con delitti innominabili.
Capire come sia possibile avere dei papi rosacroce (su questo punto chi vuole approfondire deve consultare il sito Chiesaviva e leggere i libri di Padre Villa).
Capire come sia possibile produrre capolavori di sensibilità come “La vita è bella” di Benigni, accanto a film come “Il Mostro” il cui titolo non poteva essere più azzeccato, sia per i suoi fini che per i messaggi che veicola.
Capire come si possa produrre capolavori come IT (che parlano della lotta del bene contro il male facendo prevalere l’amore e l’amicizia) accanto a The Red Rose e ai Lupi del Calla.
Capire come sia possibile che i due mazzi più belli di tarocchi mai creati, su migliaia di mazzi, siano considerati all’unanimità proprio questi due: 1) il mazzo creato dal fondatore del rito indipendente e rettificato, Arthur Waite; 2) e il mazzo recente della Golden Dawn creato da Giordano Berti per la ditta “lo Scarabeo”. Questi ultimi, creati nel 2008 forse superano in bellezza pure quelli di Waite (Berti – a detta di molti – è riuscito quindi a raggiungere un risultato che in un secolo nessun altro creatore di mazzi di tarocchi aveva mai raggiunto, perché nessuno fino ad oggi aveva eguagliato in bellezza quelli di Waite).Forse la risposta è ancora una volta quella contenuta nel romanzo rosacrociano “Zanoni” di Edward Lytton: “Le nostre opinioni sono la parte angelica di noi. I nostri atti la parte terrena”.
La spiritualità di capolavori come “La vita è bella” sono la parte angelica dell’umanità. I delitti del mostro di Firenze, e tutto ciò che si fa per coprirli e addirittura proteggerli, la parte terrena.
E su un punto hanno ragione i Rosacroce. Capire il mistero dei rosacroce, è capire il mistero della vita, ma anche della politica della finanza e della giustizia. Ma una volta capito questo mistero, non è più possibile tornare indietro, e dopo, la vita non è più la stessa. Cosicchè, come dice il protagonista del romanzo, Zanoni, non sempre è una scelta consigliabile quella di arrivare a svelare il mistero dei Rosacroce, e condividerne la conoscenza, che si stia da una parte (cioè dalla parte degli iniziati), o che si stia dall’altra (di quelli che cercano di capirli dall’esterno).
Entrambi, sono in trappola perché capiscono che il loro destino non dipende da loro.
Dedicato a Rino Gaetano, Giuseppe Cosco, e Pier Paolo Pasolini.
Rino disse in un intervista “oggi le mie canzoni non vengono capite ma fra vent’anni le capiranno”.
Ho capito anche a cosa alludevi nell’intervista a Gianni Morandi parlando del “profumo dei ministri”.
Oggi ho capito. E questa dedica te la dovevo.
E a te Giuseppe, che parlasti della Rosa Rossa esplicitamente e troppo presto, quando ancora la conoscevano in pochi. Sei morto senza che nessuno si sia neanche domandato il perché. Anche nel tuo caso, era difficile capire, allora. Ma leggendo i tuoi articoli ho capito il motivo del tuo “malore improvviso”, quel giorno che ti recasti in tribunale per una perizia.
Ora capisco perché dopo aver letto il tuo sito, che è ancora visibile come se tu fossi vivo, non rispondevi al telefono e alle mail e alle mie domande. Ma forse mi hai risposto, anche se in un altro modo.
A Pier Paolo Pasolini. Scusami se, all’epoca anche io, come tutti gli altri cieco di fronte all’assurdità di un potere troppo sofisticato per essere compreso, pensai che te l’eri cercata. Ero piccolo all’epoca e non avrei mai immaginato. Stefania ti ha dedicato un articolo, tempo fa, e spero ti sia piaciuto.
Grazie a tutti e tre di aver seminato. Speriamo di aver raccolto una parte di ciò che avete seminato affinchè altri raccolgano ciò che seminiamo, affinchè infine possa un giorno crescere una foresta.
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Bibliografia

I manifesti rosacrociani sono pubblicati per intero dalle edizioni mediterranee a cura di Jean Pierre Bayard, “I rosacroce, storia dottrine simboli”.Il manifesto della Rosa Rossa, è pubblicato nel libro di F. Ripel La Magia Rossa, Hermes edizioni a pag. 77. Riporto il brano che mi ha colpito di più: “Egli sa. Egli comanda; e il gran maestro è Horus la Bestia. Credi in lui e la vita vedrai. Uccidi i tuoi simili, sventra tua madre, sgozza tuo padre se egli non crede in lui”.

Zanoni, è edito in Italia da Tea (una casa editrice che, per coincidenza ha come simbolo una rosa).

Sul rapporto tra Rosa Croce e Giulio Verne si può vedere: Jules Verne e l’esoterismo. I viaggi straordinari, i Rosacroce, Rennes- le-Chateau; di Lamy Michel; Curato da: De Turris; Edizioni mediterranee

Sul Rosa Crocianesimo in Dante: L’esoterismo Rosacroce nella Divina Commedia, editore Bastogi.

Un approccio iniziale alle società segrete, documentatissimo e ben scritto è il Dizionario dei segreti e dei misteri, Mondadori, a cura di Michael Greer. Libro ovviamente anticomplottista, perchè scritto da un massone di grado elevato.

Un libro documentatissimo ma anch’esso rigorosamente anticomplottista è Il cappello del Mago, di Massimo Introvigne, ed. Sugarco. Per l’autore – che ha la biblioteca esoterica e satanica più grande al mondo (50.000 volumi) il satanismo è un fenomeno quasi inesistente e ovviamente quasi nessun delitto in Italia e nel mondo è un delitto esoterico. L’autore arriva persino ad affermare, in un suo sito, che la piramide non è un simbolo massonico.
Probabilmente se scrivesse libri sulla mafia giungerebbe ad affermare che la mafia non esiste ed è solo il frutto di una serie di incredibili coincidenze.La prima persona a parlare esplicitamente della Rosa Rossa e dei suoi riti esoterici con sacrifici umani è stata Gabriella Carlizzi nel suo libro “Gli affari riservati del mostro di Firenze”, in particolare da pag. 127 in poi.
Un libro un po’ complicato da capire, ma il primo e unico che ha parlato dei delitti della Rosa Rossa.
Consigliamo anche la lettura della stessa autrice del libro “Lettera ad Alberto Bevilacqua sul mostro di Firenze”.Si consiglia di iniziare la lettura di questi argomenti dal fondamentale “Massonerie e sette segrete. La faccia occulta della storia”, di Epiphanius, ed. Controcorrente.
I riti della Golden Dawn sono pubblicati in Italia da Edizioni mediterranee in due edizioni diverse; la prima, a cura di Sebastiano Fusco, “La magia della Golden Dawn” e la seconda a cura di Israel Regardie.
Fonte tratta dal sito .

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