domenica 7 dicembre 2025

Gabriella Carlizzi e la Primavera del Botticelli.


 Nel libro di Gabriella Carlizzi “Il mostro a Firenze” c’era una pagina che mi colpì.

Il testo riporta, nei primi quattro volumi, una serie di articoli di giornale dell’epoca, e prima di una serie di delitti del Mostro, era riprodotta la notizia della riapertura al pubblico del dipinto del Botticelli “La Primavera”.
Conoscendo Gabriella, e dato il tenore del libro, ho capito che la notizia era importante e collegata con i delitti. Si capiva poi che, in qualche modo, l’apertura della mostra dava l’apertura agli omicidi successivi.
Non capivo però come si collegava la Primavera del Botticelli con i delitti di Firenze.
Tra l’altro anche Ruggero Perugini, il commissario che partecipò alle indagini, mise la figura della Primavera del Botticelli in copertina del suo libro “Un uomo abbastanza normale”.
E una citazione della Primavera (che collega il delitto di Carmela Di Nuccio alla figura sulla destra del quadro, quella con la corona di fiori in bocca) compare anche nel libro di Thomas Harris “Hannibal”
L’opera del Botticelli, quindi, assume un’importanza fondamentale nella ricostruzione delle vicende fiorentine.
Ma in che modo?

Analogie tra i delitti di Firenze e la Primavera del Botticelli.

Lo studio di una persona che qui non nomino a cui si deve la seguente analisi ha risolto l’enigma.
Confrontando i delitti commessi a Firenze con l’immagine del quadro si notano immediatamente delle coincidenze sorprendenti.

1) Ad una delle vittime (Carmela De Nuccio) venne messa in bocca una collana; una delle figure del quadro del Botticelli ha, per l’appunto, una collana di fiori in bocca.

2) Solo una delle vittime fu pugnalata alla schiena (Susanna Cambi). E solo una delle figure del quadro ha la schiena scoperta.

3) Solo ad una delle vittime fu asportato un seno. Si tratta di Pia Rontini. Pia= pietosa, ma anche virtuosa. E’ infatti la Grazia della Bellezza (virtù). Delle tre Grazie è quella col seno sinistro scoperto e infatti viene mutilata proprio al seno sinistro. La Grazia in questione ha una collana con pendente a forma di croce. E a Pia viene strappata la collanina e rubato il pendente, guardacaso a forma di croce.

4) Solo una vittima non venne mutilata, o accoltellata, ma le vennero solo sparati alcuni colpi di pistola; è Antonella Migliorini, e nel quadro infatti una sola figura, delle tre Grazie, è completamente vestita, non lasciando scoperto nulla.

5) Nadine Mouriot è Venere. La Venere della Primavera è in questo quadro un po’ anomala in quanto è coperta, vestita… ma la Venere iconografica classica, in tutti i dipinti o sculture (es. Nascita di Venere del Botticelli), è solitamente rappresentata nuda mentre con una mano si copre il pube e il seno destro, quasi indicando e lasciando in vista quello sinistro. Infatti a Nadine il seno sinistro viene escisso e inviato in procura; e le viene escisso anche il pube. Insomma le due parti corporee che la Venere solitamente si indica e tocca nei dipinti di iconografia classica, vengono poi mutilate a Nadine.

6) Stefania Pettini. Stefania = corona, ghirlanda. Corona, come la prima Sephirah della Cabala, infatti è anche quella che apre la serie dei delitti. Nel dipinto Stefania è la Dea Flora, la seconda sulla destra, ha una corona di fiori in testa e una ghirlanda al collo; è la Dea della Primavera e degli alberi da frutto, compresi i vigneti. Infatti le viene infilato un tralcio di vite nella vagina, per rimarcare che è la dea della natura, appunto Flora, protettrice dei vigneti, la primavera.

7) Uno degli omicidi (quello dei tedeschi) fu compiuto a danno di due uomini; la versione ufficiale è che, avendo i capelli lunghi, il gruppo di assassini li scambiò per una coppia, e li colpì per sbaglio. Ma questa versione non quadra con il fatto che le altre vittime erano state scelte invece accuratamente da giorni o mesi prima. Osservando il quadro si nota che l’ultima figura sulla sinistra è un uomo coi capelli lunghi. Ecco quindi la ragione per la quale si scelgono due uomini per uno dei duplici omicidi.

Le coppie infatti erano scelte, sì, nel momento prima che si accoppiassero, per ragioni esoteriche (e perchè in alto, nel quadro, è raffigurato Cupido). Ma questa volta doveva essere colpito un uomo.

Anche la serie di delitti è possibile raggrupparla come sono raggruppate le figure.
La sequenza temporale dei delitti di Firenze infatti vede un primo delitto isolato dagli altri, nel 1974, poi un intervallo di tempo, seguito da due delitti, e poi quattro delitti in successione. Abbiamo infatti due gruppi di figure, uno da quattro e uno da due. Quindi abbiamo, dopo anni di silenzio, due delitti nel 1981, poi quattro delitti, uno dopo l’altro, ’82, ’83, ’84, ’85.
Nei delitti commessi dal gruppo di persone che erano dietro alla vicenda, i sette duplici omicidi riproducono quindi simbolicamente le sette figure del quadro del Botticelli.

Spiegazione.

Il quadro del Botticelli rappresenta, secondo alcuni studiosi, il canto 28 del purgatorio, della Divina Commedia di Dante Alighieri.
Il titolo, La Primavera, si deve al fatto che in quel canto Dante arriva in un giardino incantato, l’Eden, da cui poi si accederà al Paradiso. E in questo giardino, come dice Dante al verso 143, è sempre primavera: “qui fu innocente umana radice, qui primavera sempre”.
Analizzando poi la posizione delle mani delle varie figure, è riprodotta una data, il 14 marzo 1319. Secondo alcuni studiosi questa data si deve al fatto che in quel giorno ricorreva l’equinozio di primavera; la spiegazione è ovviamente demenziale, perché non ci sarebbe stato motivo di riprodurre in forma criptata una data così innocua. Tale data invece è quella in cui vennero ricostituiti i Templari, ad opera della bolla “Ad ea ex quibus” da parte di Giovanni XXII.
La Primavera del Botticelli, quindi, si chiama così anche perché la primavera è collegata con la rinascita, e quella data segna la rinascita dei Templari, una sorta di “primavera templare”.
Il fatto che venga riprodotto il quadro spiega anche un’altra cosa su cui mi sono scervellato per parecchio tempo. Mi sono domandato perché nella fiction di Fox “Il mostro di Firenze” la sigla di apertura riproducesse parte di una canzone delle Orme (Gioco di bimba) che faceva: “dondola dondola il vento la spinge…”. Il film è zeppo di riferimenti e simbologia, e quindi era ovvio che la canzone non fosse scelta a caso.
Mi domandai quindi che c’entrava il vento con i delitti del Mostro. E la spiegazione la troviamo nel fatto che la figura in alto a sinistra, quella che regge la prima figura a destra, ovverosia, simbolicamente, Carmela De Nuccio, è Zefiro, il Vento.
Uccidendo le vittime, quindi, la Rosa Rossa ha riprodotto simbolicamente il quadro del Botticelli.
Perché?
Perché, come abbiamo detto in un altro articolo, tali delitti dovevano consacrare col sangue Firenze alla Rosa Rossa, propiziandosi gli anni a venire e rendendo la città toscana la culla ideale dell’organizzazione.
http://paolofranceschetti.com/?p=811
Si consacrava, cioè, il territorio fiorentino.

Firenze – non lo scordiamo – è la città di Dante, la cui opera contiene in forma simbolica e criptata buona parte delle conoscenze rosacrociane, e a cui si ispira l’organizzazione per i delitti da essa commessa. Non a caso nel film “Il nome della Rosa” il libro segreto (che non è la commedia di Aristotele, ma la commedia di Dante”) è definito “il libro per cui si uccide e con cui si uccide”.
http://paolofranceschetti.com/?p=790

Tali delitti cioè, preparano a Firenze una specie di Eden; vengono commessi, dal punto di vista esoterico, per poter accedere poi al Paradiso. Preparano una specie di paradiso in terra per la Rosa Rossa, rendendo Firenze la loro città ideale.
Anche le altre vittime, quelle maschili, non sono state scelte a caso.
Capire la simbologia dei nomi, e il loro significato esoterico, non è cosa semplice, perché occorre rifarsi al significato ebraico della lettere e delle parole; salta però agli occhi che il nome della prima vittima è Pasquale Gentilcore.
Ora, l’incipit della “Vita Nova” di Dante è proprio “A ciascun alma presa e gentil core”, e non a caso nel romanzo Hannibal, il protagonista fa dono proprio di questo libro alla moglie del commissario Pazzi.
Il primo omicidio è quindi quello di Stefania Pettini e di Pasquale Genticore, ed entrambi i nomi indicano che quello è l’inizio delle serie.
L’inizio di una Vita Nova per Firenze e per la Rosa Rossa.
Infatti, non a caso, Firenze, come scrive il giornalista Mario Spezi in un suo libro, è una delle città con il maggior numero di delitti inspiegabili e inspiegati che non trovano mai un colpevole.
Un paradiso, insomma, per la Rosa Rossa.

Per leggere l’interpretazione della Primavera del Botticelli, così come effettuata dallo studioso Lino Lista, che la ricollega ai canti 28 e ss. del purgatorio, v:
http://www.astroarte.it/astroarte/artivisive/storia/primavera_botticelli.pdf.signed.995.pd

Fonte tratta dal sito .

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sabato 6 dicembre 2025

In morte di Rino Gaetano.Alcune"coincidenze" intorno alla sua morte..


 Rino Gaetano muore il 2 giugno 1981, in un incidente avvenuto alle 3,55.

Si schianta contro un camion Fiat 650 guidato da un commerciante di nome Torres, con la sua Volvo 343 targata “Roma Z40932”.

Rino nelle sue canzoni metteva in musica, sia pure in forma simbolica, il modus operandi dell’organizzazione chiamata “Rosa Rossa”, nata nel 1887 nell’ambito della Golden Dawn (Alba d’Oro).

Nulla di strano in ciò.

Rosacroce, compresa la Golden Dawn e la Rosa Rossa, parlano in forma simbolica. Anzi, potremmo dire che parlano da secoli solo in forma simbolica, per mezzo di messaggi veicolati nell’arte, nella letteratura, nel cinema, nell’architettura.

Nascondono significati rosacrociani le opere di Botticelli, Giorgione, Leonardo in pittura; in musica è sufficiente ricordare “Il flauto magico” di Mozart; in letteratura l’opera simbolo dei Rosacroce è La Divina Commedia che, come dice Eliphas Levi, è un’immensa allegoria rosacrociana, dove compare per la prima volta, in modo esplicito, il simbolo dei Rosacroce: la candida Rosa. La candida Rosa è costituita dai beati, a cui Dante arriva, negli ultimi canti del Paradiso, guidato da San Bernardo (il creatore della regola templare, un ordine strettamente legato a quello dei Rosacroce).

Ed è proprio alla legge dantesca del contrappasso che si ispira la massoneria rosacrociana quando dà la morte a qualcuno.

A morire con la legge del contrappasso, nel campo artistico, ricordiamo:

– Antoine de Saint-Exupéry, che scomparve in volo, perché il suo libro “Il piccolo principe”, ove lui fa riferimento ad una rosa rossa, mangiata da una pecora, narra proprio di un aviatore;

– James Dean, che morirà in una Porsche 550 che porta il numero 130, così come muore il protagonista del film “Gioventù bruciata”;

– Brandon Lee, che morirà durante le riprese di un film in cui la pistola di scena, anziché essere caricata a salve, è caricata con pallottole vere; una scena che era ripresa da un film in cui aveva partecipato il padre, Bruce Lee, anche lui morto in circostanze che definire poco chiare è un eufemismo.

Rino, con le sue canzoni, fece né più né meno come fanno tutti. Espresse il suo pensiero in musica, in forma simbolica. Sono simbolicamente importanti tre canzoni, tratte dall’album “Mio fratello è figlio unico”: Rosita, Cogli la mia rosa d’amore, Al compleanno della zia Rosina, ove sono descritti, in forma simbolica, alcuni dei meccanismi operativi della Rosa Rossa (per chi volesse approfondire, ne abbiamo già parlato in questo articolo: https://petalidiloto.com/2008/12/blog-pos-5/).

 

Prima coincidenza. Muore rifiutato da 5 ospedali, tra cui il San Giovanni e il San Camillo, in circostanze molto, troppo, simili, a quelle raccontate nella sua canzone “La ballata di Renzo”. Ne La ballata di Renzo, infatti, il protagonista muore rifiutato dagli ospedali San Camillo e San Giovanni.

Seconda coincidenza. Muore sulla Nomentana, strada che deve il suo nome alla città di Nomentum, colonia di Alba Longa.

Terza coincidenza. Si schianta contro un camion in prossimità di un platano. Il Platano è un albero associato a Venere, perché nella mitologia greca Zeus incontrava Venere sotto un platano; il pianeta Venere è associato a Lucifero, ed era anche noto come “stella del mattino”, perché sorge poco prima del sole. All’alba appunto.

Tutti questi riferimenti portano alla Golden Dawn, o Alba d’Oro. Ricordiamo anche che Stella del Mattino è il nome di una filiazione della Golden Dawn, cui apparteneva il mago Aleister Crowley.

Quarta coincidenza. L’incidente avviene in una località non troppo lontana dal luogo dove era morto in circostanze analoghe Fred Buscaglione. E ancora una volta possiamo notare una coincidenza curiosa, perché Rino aveva cantato alcuni pezzi di Buscaglione. Non a caso un giornale intitolò il pezzo della sua morte “Rino Gaetano come Fred Buscaglione”.

Fred Buscaglione muore il 3 febbraio 1960 in un incidente all’angolo tra via Paisiello e via Rossini, scontrandosi con una Lancia Esatau.

Il nome della Lancia Esatau deriva da “esagramma” e Tau (croce), due simboli fondamentali per la Golden Dawn: l’esagramma, o Stella di David, e la Tau, la 22esima lettera dell’alfabeto ebraico, che rappresenta la Croce, al cui centro c’è – nella simbologia rosacrociana – la Rosa Rossa.

Quinta coincidenza. Entrambi i cantanti muoiono all’alba.

Sesta coincidenza. Anche il protagonista della ballata di Renzo muore all’alba, e verrà sepolto al Verano, come Rino.

Settima coincidenza. I funerali di Rino si svolgono nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù. E la rosa rossa rappresenta… il cuore di Gesù.

Ottava coincidenza. L’edificio dove Rino abitava, a Crotone, si trasformò in un albergo ristorante. Il nome? La casa di Rosa.

Nona coincidenza. La Rai produce una fiction su Rino Gaetano, ne stravolge vergognosamente la vita facendolo passare per un drogato, trasfigura il rapporto col padre descrivendolo falsamente come un rapporto conflittuale, lo fa passare per un traditore incallito, solo e senza amici (mentre invece, pochi giorni dopo quel fatidico 2 giugno, si sarebbe dovuto sposare); la fiction è prodotta dalla Ciao Ragazzi, casa produttrice che ricorda molto l’acronimo rosacrociano CR, ed è realizzata da Claudia Mori, che ha due figlie: Rosita e Rosalinda. RR.

 

Coincidenze, ovviamente.

Quante possibilità c’erano, statisticamente, che Rino morisse esattamente come descriveva in una sua canzone? Statisticamente: zero.
Ma alla conferenza di domani, sicuramente assisteremo a persone che daranno la colpa della morte di Rino alla malasanità.

Inoltre ricordiamoci che Rino disse “vogliono mettermi il bavaglio ma non ci riusciranno”; e disse anche che le sue canzoni sarebbero state capite un giorno, quando la gente si sarebbe domandata cosa succedeva sulla spiaggia di Capocotta.
A cosa alludeva Rino?
Chi voleva mettergli il bavaglio?
E perché?
Se cantava della canzoni senza senso, perché qualcuno voleva farlo zittire?
Per gli anticomplottisti ad oltranza, si sa, Rino forse delirava (del resto non era un ubriacone, come ce lo ha presentato la fiction della RAI?)
E chissà a chi alludeva dicendo che qualcuno voleva mettergli il bavaglio.
Forse la zia Rosina che, rincoglionita dagli anni, non gradiva che lui strimpellasse per casa?
O magari Gianna, che riteneva violata la sua privacy ora che Rino aveva messo in musica la sua passione per il tartufo.

Fonte tratta dal sito .

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venerdì 5 dicembre 2025

It di Stephen King


 “It”, come molte altre opere di Stephen King, descrive la realtà sotto forma di romanzo. Il libro è una metafora della lotta tra il bene e il male: alcuni amici, che avevano stretto un patto da ragazzini, si ritrovano a combattere contro un’entità mostruosa che si manifesta sotto forma di ragno e avvolge la città di Derry facendola piombare nel male. Vengono commessi diversi omicidi, che vengono attribuiti a un ragazzo malato di mente; ma dietro a tutti i fatti di sangue c’è invece una regia unica, proprio come accade nella realtà. L’entità maligna chiamata It si nutre delle sofferenze umane e assume l’aspetto delle paure che hanno le sue vittime; può però essere sconfitta con l’amore, l’immaginazione, la forza di volontà. Nel libro, oltre a una particolare simbologia esoterica, c’è anche una conoscenza precisa e puntuale della magia e delle sue leggi.

Fonte tratta dal sito .

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La massoneria deviata è una Harley Davidson che non mi posso permettere.

  La massoneria deviata è una ragazza sconosciuta di nome Solange che viene dal Nicaragua perché le hanno ucciso il padre, rubato tutto, e l...