venerdì 26 dicembre 2025

I poteri speciali di Trump: i P.E.A.D.S.

 Il 6 gennaio 2021, esattamente alle 16:03, Donald Trump è entrato nel Rose Garden della Casa Bianca e si è rivolto alla nazione. Non era solo un discorso, era un segnale legale, una proclamazione. In esso, è andato "fuori dal copione". Non era per il pubblico, ma per il deep state e le sue milizie. Chi di noi ha prestato attenzione lo ha capito subito e ha approfondito.

Dopo aver ricevuto un rapporto dal Direttore dell’Intelligence Nazionale John Ratcliffe (reso noto il 7 gennaio), Trump ha fatto ciò che la legge richiede: ha emesso una proclamazione presidenziale, come indicato nel codice degli Stati Uniti 10 § 334, un avviso obbligatorio prima che le forze federali o i militari possano essere schierati ai sensi dell'Insurrection Act.
Secondo la legge, il Presidente non può schierare forze militari senza prima ordinare agli insorgenti di disperdersi pacificamente. Trump ha dato quell'ordine: "Tornate a casa in pace." Quelle parole non erano solo un messaggio per placare gli animi, erano un innesco legale. Secondo la legge militare statunitense (USC 10 § 334), il Presidente deve prima "ordinare immediatamente, mediante proclamazione, agli insorgenti di disperdersi e ritirarsi pacificamente". L’ha fatto, davanti alle telecamere, nel Rose Garden, alle 16:03.
Il messaggio è arrivato a coloro cui era destinato: siamo in guerra, so cosa avete fatto, ritiratevi. Non era necessario citare l’Insurrection Act o annunciare la mossa successiva. Ora era nelle condizioni legali di firmare un Documento di Azione di Emergenza Presidenziale, un "PEAD", predeterminato per questi scenari. Se così fosse, la Continuità di Governo (o “Devolution”, vedi la sezione dedicata) sotto la legge di guerra potrebbe essere iniziata quello stesso giorno.
Alcuni si chiedono ancora: “Se Trump è entrato in azione, perché dopo ha lasciato che accadesse tutto quello che è accaduto?” Ricordate: Washington era un territorio occupato. Dalla Cina? Da Israele? Dalla Russia? O solo dal deep state? Non importa, il nemico aveva il controllo, e Trump lo sapeva. Ha ripreso il controllo di Washington e degli USA e ha restituito il potere al popolo.
Quindi, Trump ha rispettato la legge, ha effettuato la proclamazione, ha ordinato alle milizie nemiche di ritirarsi, ha fatto quanto richiesto dal 10 USC § 334. Il resto? Segreto.

Note legali: Requisito di proclamazione presidenziale ai sensi dell’Insurrection Act
Prima che il Presidente possa invocare l’Insurrection Act e schierare l’esercito o le forze federali, è legalmente tenuto a emettere una proclamazione pubblica che ordini agli insorgenti di disperdersi.

Legge citata:
Codice degli Stati Uniti 10 § 334 — Proclamazione di dispersione:
Qualora il Presidente ritenga necessario utilizzare le forze armate ai sensi del presente capitolo, egli dovrà, mediante proclamazione, ordinare immediatamente agli insorgenti di disperdersi e ritirarsi pacificamente nelle loro dimore entro un tempo limitato.” 
Questo statuto fa parte del capitolo 13 del titolo 10, che contiene l’Insurrection Act, e costituisce il procedimento obbligatorio che il Presidente deve seguire prima di schierare la forza militare.

Disposizioni correlate:
- Codice degli Stati Uniti 10 § 251 – Quando uno Stato richiede aiuti federali 
- Codice degli Stati Uniti 10 § 252 – Quando l’applicazione della legge è ostruita 
- Codice degli Stati Uniti 10 § 253 – Quando i diritti costituzionali vengono negati 
- Codice degli Stati Uniti 10 § 254 – Per sopprimere la ribellione 
Queste disposizioni definiscono l’ambito in cui l’Insurrection Act può essere utilizzato, ma il § 334 definisce la modalità in cui essere avviato: con una proclamazione pubblica per disperdere gli insorgenti. È un protocollo militare. Il discorso di Trump non era per la CNN, la CBS o l’ABC, serviva perché fosse messo agli atti, per la legge, per la storia. Ora lo sapete! WWG1WGA
Fonte tratta dal sito .

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sabato 20 dicembre 2025

Vergognamoci per loro 3. Migliaia di casi di tumore tra i militari. La diagnosi del ministero: stress da sentinella.

 


Ovvero: E’ la famosa “strizza da sentinella” che ha fatto ammalare i nostri soldati non l’Uranio impoverito

Di Solange Manfredi

Il problema dei militari all’estero e l’uranio impoverito.

Oltre 2000 casi di tumore tra i militari. Vediamo di capire il perché.

I nostri soldati, peraltro in missione di pace, se la facevano sotto dalla paura e per questo si sono ammalati. Questa è la spiegazione ufficiale del governo.

Il nesso causale è chiaro (!!!) e il Ministero indennizza.

Ovviamente, per ricevere i soldi, devi accettare la motivazione con cui viene concesso l’indennizzo: “Il decesso può riconoscersi dipendente da fatti di servizio che risultano sussistere nello svolgimento degli incarichi assegnati, nelle condizioni estreme quali elevata tensione emotiva, continua e prolungata ipervigilanza in costante pericolo di vita nell’ambito di missioni svolte in teatro bellico, di assoluta eccezionalità e con altro rischio personale e collettivo”… “Considerato che il cumulo di tali circostanze è idoneo a compromettere le difese immunitarie, il cui deficit può favorire la crescita di una neoplasia allo stadio pre-clinico, è plausibile ritenere che il servizio abbia potuto svolgere un ruolo concausale efficiente e determinante nell’insorgenza e/o slatentizzazione del processo neoplastico”.

Insomma il militare si sarebbe ammalato, in linguaggio casermistico, da “strizza per servizio”

Con buona pace per la reputazione delle nostre Forze Armate. E si perché se i nostri militari (oggi solo di carriera) super addestrati, che devono superare tests psico-attitudinali e visite periodiche, si ammalano in una missione di pace (e non sono pochi, ad oggi si parla di più di 2.000 casi sospetti ma si sa che le patologie tumorali non si manifestano proprio il giorno dopo), non oso immaginare cosa potrebbe capitare in guerra. Una vera strage. Il nemico, poi, avrebbe buone possibilità di vincere senza neanche dover sparare un colpo. Certo qualche domanda resta:

E i civili che si sono ammalati in condizione analoghe ai nostri soldati? Anche loro stressati dal servizio?

E per i militari e civili che si sono ammalati nei poligoni di tiro siti nella nostra penisola lontanissimi da qualsiasi missione di pace? Forse per stress da rumore?

La cosa più sorprendente di tutto ciò è che la valutazione circa la causa delle malattie è stata espressa non dal Ministero della Salute, ma da quello dell’Economia.

Ma osserviamo la cosa sotto l’aspetto giuridico.

Il problema

Per il Ministero dell’Economia (scusate se lo riscrivo ma mi diverte troppo) la concausa efficiente e determinante per l’insorgenza del tumore, nonché motivo per erogare l’indennizzo, può essere rinvenuta nella “strizza da servizio”, non nell’Uranio impoverito. Infatti il Ministero della difesa[1] continua a sostenere che non vi siano prove che l’Uranio impoverito sia causa delle patologie riscontrate nei soldati ritornati dalle famose missioni di pace, mentre la causa da strizza da servizio è sposata dal Ministero dell’Economia. Ma allora perché si sosteneva da più parti che la causa fosse da addebitarsi all’Uranio impoverito?

L’Uranio impoverito (UI o DU) è una scoria nucleare, ovvero: uno scarto delle centrali nucleari che viene utilizzato per rafforzare gli armamenti.

Trattandosi di scoria nucleare è pericoloso? Vediamo cosa dicono gli studi scientifici e… fate attenzione alle date.

I. Documento dell’aeronautica americana, ossia il rapporto sulle sperimentazioni nel poligono di Eglin in Florida, fatte tra l’ottobre 1977 e l’ottobre 1978, che mette in guardia sui pericoli dell’uranio impoverito.

II. La Royal Society (una delle più prestigiose istituzioni scientifiche inglesi) si è espressa numerose volte sulla pericolosità dell’uranio e ha stabilito tre diversi livelli di rischio:
1) esposizione alta per militari presenti all’interno di veicoli colpiti da proiettili al DU

2) esposizione mediana: militari che hanno operato all’interno o in prossimità di veicoli già colpiti

3) esposizione bassa: militari che hanno operato sottovento rispetto all’impiego di proiettili DU oppure che possono aver soggiornato in siti contaminati a livello di suolo o risospensione in aria

III. Resoconto dello Science Applications International Corporation (SAIC), inserito come appendice (D) in Kinetic Energy Penetrator Long Term Strategy Study, pubblicato a cura dell’AMMCOM nel luglio 1990: “Gli ossidi insolubili che sono stati inalati possono essere trattenuti a lungo nei polmoni rischiando di generare alterazioni tumorali dovute alle radiazioni. La polvere di uranio impoverito ingerita rappresenta un rischio radioattivo e tossicologico”.

IV. Documento dell’Army Environmental Policy Institute (AEPI), Health and Environmental Consequences of Depleted Uranium Use in the U.S. Army, pubblicato nel 1995: “Gli effetti a breve termine dell’assorbimento di dosi elevate possono condurre al decesso, mentre dosi meno massicce, a lungo termine, possono produrre alterazioni neoplastiche (tumori n.d.a.)”.

Proprio a causa di tali relazioni scientifiche, negli anni, sono state emanate, a livello nazionale ed internazionale, precise norme di protezione per chi operava nelle zone a rischio:

“Le Norme NATO nel 1984Le Norme USA per la “Restore Hope” in Somalia nel 1993

Le misure NATO per basse radiazioni nel 1996

Le disposizioni della KFOR del 22 novembre 1999

Le disposizioni dello Stato Maggiore della Difesa del 6 dicembre 1999

Le disposizioni della Folgore dell’8 maggio 2000

Come si può notare l’Italia emana precise disposizioni di sicurezza solo a partire dalla fine del 1999. Nello specifico:

V. Disposizioni di sicurezza per le forze della KFOR operanti nei Balcani in data 22 novembre 1999:

-…Evitate ogni mezzo che sospettate essere colpito da munizionamento UI o missili da crociera Tomahawk;

– Non raccogliere o collezionare munizionamento UI trovato sul terreno, informate immediatamente il vostro comando circa le aree che voi ritenete contaminate da munizionamento UI….;

– La contaminazione con la polvere UI inquina cibo ed acqua. Non mangiate assolutamente cibo non controllato; – Particelle che fossero state inalate possono causare danni ai tessuti interni nel lungo termine;

– Se pensate di essere esposti alla polvere UI fate immediatamente un test delle urine nelle successive 24 h per analizzare la presenza U 238, U 235, U 234 e creatina;

– Il personale risultato positivo al test dovrebbe assumere agenti specifici per rimuovere il più possibile le particelle contaminate presenti nel corpo…..;

– I veicoli ed i materiali dell’Esercito Serbo in Kosovo possono costituire una minaccia alla salute dei militari e dei civili che dovessero venire a contatto con gli stessi;

– I veicoli e gli equipaggiamenti trovati distrutti, danneggiati o abbandonanti devono essere ispezionati e maneggiati solamente da personale qualificato;

– I pericoli per la salute possono derivare dall’Uranio impoverito in conseguenza dei danni dovuti alla campagna di bombardamento NATO relativamente a mezzi colpiti direttamente o indirettamente….;

– L’UI emette radiazioni Alfa a bassi livelli di radiazioni Beta e Gamma. Le normali uniformi da combattimento sono sufficienti per prevenire l’assorbimento attraverso la cute. Tuttavia la reale minaccia è rappresentata dalla possibile inalazione di UI……;

– L’UI provoca un avvelenamento da metallo pesante ed il personale deve assolutamente evitare i mezzi sospettati di essere stati colpiti da UI;

– La minima distanza di sicurezza non deve essere inferiore ai 50 mt. Se ci si deve avvicinare ulteriormente è necessario indossare maschera e guanti per evitare di assorbire la polvere radioattiva….;

– L’UI è un metallo pesante chimicamente tossico e radioattivo con un peso specifico quasi doppio rispetto al piombo….

– L’UI emette radiazioni Alfa, Beta e Gamma con un tempo di dimezzamento di 4,5 miliardi di anni. La sua pericolosità radioattiva è dovuta alle radiazioni alfa……”

– Inalazioni di polvere insolubile UI sono associate nel tempo con effetti negativi sulla salute quali il tumore e disfunzioni nei neonati. Questi potrebbero non verificarsi fino a qualche anno dopo l’esposizione

VI. Disposizioni emanate l’8 maggio 2000 alla Brigata Folgore Nembo Col. Moschin:

“La pericolosità dell’uranio si esplica sia per via chimica, che rappresenta la forma più alta di rischio nel breve termine, sia per via radiologica che può causare seri problemi nel lungo periodo. La maggiore pericolosità per il tipo di radiazione emessa si sviluppa nei casi di irraggiamento interno (contaminazione interna)”.

VII. Nelle precauzioni per l’impiego delle armi all’uranio impoverito, impartite dal Ministero dell’Ambiente in data 26.05.2000, si legge:

– verificare, attraverso misure e controlli, l’effettivo uso di proiettili al DU;

– stabilire l’estensione dell’area contaminata e se necessario delimitarla;

– raccogliere i pezzi di proiettile e confezionarli per il trasporto secondo le modalità in annesso 1 (imballaggio, trasporto e custodia di proiettili al DU);

– raccogliere campioni di matrici ambientali per i controlli di laboratorio.

VIII. Nella stessa 3ª relazione della Commissione Mandelli si afferma a pag. 21 che “esiste un eccesso, statisticamente significativo, di casi di Linfoma di Hodgkin. L’eccesso di LH nel gruppo di militari impegnati in Bosnia e/o Kosovo emerge anche dal confronto con i Carabinieri mai impegnati in missioni all’estero”.

Alcune domande.

Per la giurisprudenza, ai fini della sussistenza del rapporto di causalità, è sufficiente che l’effetto (patologia) consegua dalla causa in termini di “probabilità”. Ora, dopo le relazioni scientifiche e le norme di protezione appena viste, è più probabile che i nostri militari si siano ammalati per “strizza da servizio” o perché contaminati da UI? Se fossi un giudice non avrei dubbi su cosa ritenere più probabile. Ma allora perché il Ministero ha deciso di iniziare a concedere gli indennizzi trovando più verosimile la causa da “strizza da servizio” rispetto a quella da Uranio Impoverito?

Non sarà forse, dico forse, perché la Nato ci aveva comunicato la pericolosità dell’Uranio impoverito già nel lontano 1984 (Norme NATO del 1984 con cui l’Italia era stata informata delle norme da adottare, anche per il semplice maneggio dell’UI), ma noi ci siamo attivati solo nel dicembre del 1999 (le disposizioni dello Stato Maggiore della Difesa del 6 dicembre 1999)?

E’ un leggerissimo sospetto per carità, però c’è.

Problemi giuridici.

Si perché se venisse accettato il nesso di casualità tra l’uranio impoverito e le patologie dei nostri soldati vi sarebbero responsabilità penali e civili gravissime per le nostre istituzioni.

Infatti: la legge 626/94 di sicurezza sul lavoro, e l’art. 1 della 277/91 stabiliscono le responsabilità della antinfortunistica anche in ambito militare. Le Forze Armate sono del resto destinatarie anche degli obblighi stabiliti dall’art. 2087 c.c., come previsto dall’art. 1 della Legge 25 del 18/2/1997.

In applicazione alla normativa antinfortunistica, le forze armate hanno l’obbligo di garantire la salute e la sicurezza di tutti i militari italiani anche a mezzo dell’acquisizione di tutte le informazioni necessarie per fornire ai militari dipendenti le dovute precauzioni.

Quando tali norme vengono violate e il personale muore si è colpevoli di omicidio colposo (in questo caso plurimo) o, nel caso in cui non si arrivi al decesso, di lesioni personali colpose.

Un’altra domanda sorge spontanea: Perché mandare i nostri militari ad operare privi di protezione in aree che si sanno contaminate? Quale interesse lecito può essere più importante dell’incolumità di migliaia di soldati. Il problema poi non sono solo i tumori. L’uranio impoverito è possibile causa di numerose altre patologie tra cui anche della nascita di bambini malformati.

Ma ancora non basta.

Si legge, infatti, nelle norme di protezione che:

– la contaminazione con la polvere UI inquina cibo ed acqua;

– L’UI emette radiazioni Alfa, Beta e Gamma con un tempo di dimezzamento di 4,5 miliardi di anni.

Questo significa una cosa sola: che intere nazioni sono state contaminate per secoli. Tutta la loro acqua e tutto il loro cibo. Pensiamo alla carne, alla frutta, la verdura, il latte, ecc..

Problemi per loro e per noi. Si perché anche ai più indifferenti ed egoisti non potrà sfuggire il fatto che dalla ex Jugoslavia noi importiamo moltissimi prodotti, alimentari che consumiamo senza neanche sapere che provengono da zone contaminate da UI.

Perché tutto questo? Ripeto la domanda: quale interesse superiore lecito ci può essere a tutto ciò?

Concludo con una affermazione tratta dal libro: “Uranio impoverito la verità” Giulia di Pietro intervista all’Ammiraglio Falco Accame (Presidente e ricercatore operativo dell’ANAVAFAF Associazione Nazionale Assistenza Vittime Arruolate nelle Forze Armate e Famiglie dei Caduti, è stato presidente e vicepresidente della Commissione Difesa) scaricabile gratuitamente da questo sito: http://www.anavafaf.com/ , di cui sono state riportate delle parti in questo articolo e che consiglio a tutti di leggere e …vergogniamoci per loro:

“La legge 241/90 sulla trasparenza amministrativa che era stata concepita come una legge per rendere accessibile ai cittadini il massimo numero di informazioni si è trasformata nel suo opposto, perché attraverso i decreti applicativi è diventata una legge delle “eccezioni alla trasparenza” e quindi una legge che mira alla massima intrasparenza possibile.
Tanto da poter dire che l’Italia può essere considerata una Repubblica fondata sul segreto (per lo più abusivo!)”.

Fonte tratta dal sito .

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