sabato 7 febbraio 2026

I DELITTI DELLA ROSA ROSSA

 

LA “ROSA ROSSA” TRA REALTA’ E TANTE CONGETTURE FUORVIANTI...
AVVENTURARSI IN TEMATICHE SERIE E DRAMMATICHE, PRIVI DEGLI STRUMENTI SCIENTIFICI E CARISMATICI, PUO’ ALIMENTARE CONFUSIONE, DISCREDITO, ALLARMISMO SOCIALE, E RIVELARSI UNO STRUMENTO DI DEPISTAGGIO DAL VERO PROBLEMA...
ARTICOLO CORRELATO:

L’ORDINE DELLA ROSA ROSSA E DELLA CROCE D’ORO INDIPENDENTE E RETTIFICATO: CHE COS’E’, CHI VI PUO’ ESSERE INIZIATO, DOVE AVVENGONO I RECLUTAMENTI E CON QUALI MODALITA’, COME OPERANO, DOVE STA’ LA CENTRALE, QUANTI DECENTRAMENTI VI SONO NEL MONDO, COME DIALOGANO GLI ADEPTI, COME FORMANO I CODICI UTILI PER L’ATTUAZIONE DEL CONTROLLO MENTALE A DISTANZA E L’ESECUZIOE DI DELITTI O IL CONSEGUIMENTO DI DIFFERENTI FINALITA’.

QUALCHE ESEMPIO PRATICO.
GLI STRUMENTI DELLA GIUSTIZIA.

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Sento il dovere morale di precisare alcuni aspetti relativamente ad una realtà di cui per la prima volta parlai io nel 2001, o comunque da quella data l’argomento divenne di pubblico dominio, e anche di grande interesse sia da parte dei media che da parte di organi della magistratura e degli apparati investigativi.

Le mie ricerche sui delitti attribuiti al cosiddetto Mostro di Firenze, mi portarono alla individuazione dell’Ordine della Rosa Rossa e della Croce d’Oro Indipendente e Rettificato, un Ordine Massonico da non confondere con i Rosacroce e nemmeno con la Magia della Goden Dawn, e tanto meno con la Cabala o i Tarocchi.

Naturalmente mi riferisco alla esatta denominazione ed identità di tale Ordine, anche perché parlare genericamente di “Rosa Rossa” può indurre erroneamente ad associazioni di idee o di movimenti riconducibili a dottrine massoniche o esoteriche, che si originano da diverse realtà storiche.

L’Ordine della Rosa Rossa e della Croce d’Oro Indipendente e Rettificato, come tale ha una identità propria, e chi ne fa parte si comporta secondo precise regole, con metodi criptati in codici dinamici e non stabili, e soprattutto deve avere particolari requisiti anche sul piano del paranormale e del magnetismo intellettivo onde operare spesso attraverso i poteri della mente.

Ora ne consegue che coloro che si impegnano per capire la struttura operativa di questa organizzazione criminale a tutti gli effetti, non possono farlo in modo dilettantistico, né sperimentando qua e là una indagine dietrologica, assumendo come analisi un evento già accaduto e cercandone nei numeri, nei nomi, nelle date, o in altri elementi i soli riferimenti che appaiono riconducibili alla cosiddetta “Rosa Rossa”.

Se così fosse, sarebbe un gioco da bambini, poiché troveremmo la “Rosa Rossa” ovunque, in un perverso meccanismo di autosuggestione e condizionamenti reciproci anche molto pericolosi, oltre che allontanarci sempre di più dal cuore di questa realtà.

L’Ordine della Rosa Rossa e della Croce d’Oro Indipendente e Rettificato va combattuto e soprattutto è urgente e necessario prevenire gli eventi che questa organizzazione intende porre in essere, e dunque a tale scopo è indispensabile conoscere le chiavi, sono diverse, per la decriptazione dei codici mediante i quali gli adepti comunicano tra di loro.

E nemmeno tale conoscenza è sufficiente, in quanto per entrare in una realtà che trova la propria origine in cellule esoteriche, è necessario godere di un elevato livello di sensitività, magnetismo e carisma.

Se analizziamo un determinato fatto, in un’ottica di elementare ricerca numerologica, ad esempio, troveremo sempre significati interessanti riconducibili ora alla cabala ora ad altri strumenti manualistici, e in una dinamica di sillogismi giungeremmo sicuramente al risultato che ci siamo prefissati, trovando l’impronta della “Rosa Rossa”.

E così potrebbe essere per una infinità di fatti, senza nemmeno sfiorare la realtà di questa organizzazione.

La “Rosa Rossa” ha caratteristiche simili ad un caleidoscopio, e catturarne la presenza in un determinato evento è difficilissimo, ripeto non tutti possono riuscirci se privi di doti personali e geneticamente insite in particolari soggetti.

Anche se si conoscesse tutta la dottrina scientifica e dei codici segreti di questa organizzazione, ma si fosse privi dei requisiti paranormali, e che certo non dipendono da niente altro che da madre natura, si rischierebbe di attribuire alla “Rosa Rossa” tutto ciò che di drammatico o doloroso o di politico, o giudiziario entra a far parte della quotidianità.

Fondamentale è l’appartenenza e quindi l’intima conoscenza della religione cristiana, in quanto tutti gli aderenti alla “Rosa Rossa” sono soggetti che si dichiarano cristiani o pseudo cristiani manipolando la dottrina a proprio uso e consumo.

E’ sicuramente utilissimo apprendere quanto di scientifico è criptato in questa organizzazione, e ci consente di vivere cercando di guardare oltre ciò che appare, tuttavia avventurarsi in affermazioni pesanti e che sfiorano il ridicolo, può prima o poi ritorcersi contro chi irresponsabilmente coinvolge una pubblica opinione inconsapevole e impreparata a discernere nel merito di una realtà tanto misteriosa e complessa.

Oggi tutti fanno un gran parlare di “Rosa Rossa”, e sembra quasi un argomento competitivo, tra chi facendo due più due giustifica quattro morti in un incidente stradale, o chi, evidentemente non documentato, dichiara con nomi e cognomi, che Tizio e Caio sono morti perché parlarono di “Rosa Rossa”, o anche si sentenzia che processualmente questa organizzazione non è punibile, quando in realtà vi è un gran numero di magistrati e investigatori impegnati a riconoscere in taluni eventi l’identità della “Rosa Rossa”, con l’aiuto di esperti che operano in assoluto riserbo.

Io stessa da anni ormai, quasi ogni giorno, dopo aver decriptato dalla lettura di tutti i giornali o altri mezzi di comunicazione, messaggi a mio avviso meritevoli di attenzione, invio alle sedi competenti un fax con valore di verbale contenente i riferimenti dettagliati della mia ricerca.
E questo, ripeto, avviene quasi ogni giorno, in modo corretto, responsabile, e stando bene attenta a non creare allarmismo sociale.

E bene fanno coloro che mantengono tale riserbo, sia per non “avvertire” la “Rosa Rossa” nei suo appartenenti, molti già identificati, di talune strategie, sia per non determinare nei singoli o nelle collettività alcun condizionamento anche involontario, come si verifica sempre più spesso con la lettura dell’oroscopo, a riprova che si vive in un tempo all’insegna della insicurezza e della paura del futuro.

Inoltre, in tematiche tanto delicate, è bene tenere presente che se si viene sconfessati su una sola affermazione, facilmente crolla tutto ciò che dichiariamo, e si perde di credibilità, facendo in tal modo un gran favore alla “Rosa Rossa”.

Tanto per fare qualche esempio, ho letto che si ipotizza che il giornalista Gennaro De Stefano, morì dopo aver parlato sul settimanale Gente, per cui lavorava, della “Rosa Rossa”.
Ebbene, ipotesi più fantasiosa di questa non la si può immaginare.
Il mio amico e collega Gennaro, per molti anni ha combattuto contro un cancro di cui si accorse quando già era al quarto grado di malignità.
E’ stato un eroe, e ha dato tanta forza a milioni di persone afflitte da questo male, partecipando a trasmissioni in cui nonostante i segni della sofferenza, mostrava la propria voglia di vivere.
Quando gli fu diagnosticato il carcinoma, per i medici aveva due mesi di vita, ma lui volle operarsi e sottoporsi a terapie massacranti, un intervento dopo l’altro, e così sono trascorsi quasi otto anni, fino a quando mi salutò il giorno prima di andarsene, e salutò anche i tanti lettori del suo sito web.
“Gabriè, mi disse, stavolta non ce la faccio… peccato…”
Ed io: “Gennaro, so che non ci credi, ma io pregherò per te…”
Gennaro era ateo e non credeva a nulla di ciò chè è oltre il confine del raziocinio, e quando gli toccò scrivere di “Rosa Rossa”, in un articolo di duro attacco contro Michele Giuttari, si limitò al diritto-dovere di cronaca, ma se ne guardò bene dall’addentrarsi in un argomento per lui quasi ridicolo.

La verità è che Gennaro De Stefano si ammalò molti anni prima di accorgersene, e quando fu coinvolto in una intimidazione giudiziaria pesantissima, e tale da fargli provare anche l’esperienza del carcere, per poi essere riabilitato grazie alla confessione di un agente di polizia, quando però la sua vita era ormai segnata nello spirito e nella salute.

Ma quale “Rosa Rossa”?

Altra voce che gira tra i “cacciatori della Rosa Rossa”, riguarda la morte dell’antropologa Cecilia Gatto Trocchi.
Personalmente non ho mai creduto al suicidio.
Eravamo molto amiche, e lavoravamo insieme su un filone dell’inchiesta sul Mostro di Firenze.
Cecilia era una donna fortissima, coraggiosa, e nemmeno dopo la tragica morte del figlio, si era data per vinta.

Nemica acerrima della Massoneria, del tutto incredula sull’efficacia di azioni esoteriche o magiche, anzi ripeteva in continuazione: “Sono tutte truffe, la magia, l’esoterismo, sono argomenti di copertura per truffare soldi e ottenere sotto soggezione il potere”.

Cecilia era anche una esponente del Cicap, e spesso discutevamo quando io insistevo per farle osservare sotto un profilo esoterico taluni eventi e analogie.

Lei si metteva a ridere, non credeva al paranormale nel modo più assoluto, anzi mi disse che se fossi riuscita a dimostrare l’efficacia di una sola azione paranormale, il Cicap aveva messo un premio di cinquecento milioni, e mi invitò ad una dimostrazione.

Naturalmente rifiutai…
Le ragioni del mio rifiuto furono di carattere morale e religioso.

Cecilia dunque non combatteva la “Rosa Rossa” per il semplice fatto che non ci credeva.

Tuttavia, si era fatta molti nemici, uno in particolare, specie da quando lei aveva confidato di essere scampata per miracolo ad una mostruosa violenza da parte di chi si definì “il Sultano”.

Costui, personaggio famoso della cultura, la incontrava quasi ogni giorno, quando accompagnava una parente presso lo psichiatra che aveva lo studio nello stesso stabile della Gatto Trocchi.

Non si può escludere che il “folle” abbia atteso Cecilia nel pianerottolo, l’abbia condotta all’ultimo piano e poi scaraventata giù dalla tromba delle scale.

In fondo, risulta in una denuncia, che tentò di uccidere in questo modo la ex moglie.

Ma quale “Rosa Rossa”?

Ripeto, convincersi e convincere che la “Rosa Rossa” è onnipresente è come affermarne la inesistenza, per poi dichiararne la imprendibilità nell’ambito giudiziario.

A cosa serve arrampicarsi sugli specchi?

E’ invece a mio avviso vero che il delitto di Cogne sia riconducibile ad una induzione mediante il controllo mentale a distanza, e quindi ad una azione psichica della “Rosa Rossa”, così come è vero che proprio mediante il possesso di strumenti validi io parlai di questo delitto ben dieci giorni prima che si verificasse e ne parlai con la magistratura.

Solo successivamente, quando purtroppo Samuele era stato gia massacrato, la stampa rese pubblica questa mia “previsione”, anzi “Il Giornale d’Italia” mi dedicò un servizio di ben sei pagine, nonostante le “minacce” dell’avvocato Taormina che voleva far chiudere la testata , negando perfino il mio incontro con Stefano Lorenzi e il padre della Franzoni al Park Hotel di Monteacuto, fatto che lo stesso Lorenzi, invece dovette confermare.
L’incontro era stato interamente registrato.

Come pure, passando ad eventi recentissimi, risulta da alcune mie dichiarazioni scritte e pubbliche che mi ero accorta di strani messaggi in codice, tali da temere una sequenza di tragedie aereo, treni, navi, così come effettivamente si è verificato.

E questo tipo di decripatazioni ha un senso e il fatto di anticipare circostanze non ancora accadute sicuramente per gli inquirenti impegnati a capire questa realtà è elemento di credibilità e di serio interesse.

Al contrario tutto ciò che è frutto di una ricostruzione postuma, può essere fuorviante e dannoso per i più suggestionabili.

Ho ritenuto doveroso precisare taluni aspetti di questa argomentazione, onde evitare che quanto ho pubblicato relativamente alla mia conoscenza dell’Ordine della Rosa Rossa e della Croce d’Oro Indipendente e Rettificato potesse confondersi con teorie di altri, pur sempre rispettabili, ma che non mi sento di condividere.


Descrizione foto:

1. Immagine;
2. Gennaro De Stefano;
3. Cecilia Gatto Trocchi;
4. Logo Cicap.
Fonte tratta dal sito .

venerdì 6 febbraio 2026

LA “ROSA ROSSA” E LE SUE INFILTRAZIONI OCCULTE IN TALUNE SETTE UTILIZZATE, CIASCUNA PER LA SPECIFICITA’, COME INCONSAPEVOLE MANOVALANZA FINALIZZATA AL CRIMINE INTERNAZIONALE, AL POTERE ASSOLUTO, AL CONTROLLO DELLE MENTI… UN CODICE SEGRETO E CONTINUAMENTE RETTIFICATO MEDIANTE INTERSCAMBIO DI ALTRI CODICI. QUALI?....

 LA “ROSA ROSSA” E LE SUE INFILTRAZIONI OCCULTE IN TALUNE SETTE UTILIZZATE, CIASCUNA PER LA SPECIFICITA’, COME INCONSAPEVOLE MANOVALANZA FINALIZZATA AL CRIMINE INTERNAZIONALE, AL POTERE ASSOLUTO, AL CONTROLLO DELLE MENTI…

UN CODICE SEGRETO E CONTINUAMENTE RETTIFICATO MEDIANTE INTERSCAMBIO DI ALTRI CODICI. QUALI?....
Sono centinaia le mail che ci giungono da tutto il mondo con la richiesta di continuare a spiegare i segreti operativi della “Rosa Rossa”, in quali strutture o apparati questa organizzazione si mimetizza, e soprattutto quali strumenti abbiamo a disposizione per decriptare tutto ciò che entra a far parte della nostra quotidianità mediante un linguaggio apparentemente normale tuttavia denso di simboli e messaggi occulti veicolati ad opera degli esponenti della “Rosa Rossa”.

Se aderiamo a tali richieste non è certo per soddisfare la mera curiosità, questo tipo di conoscenza per taluni soggetti, potrebbe rivelarsi oltre che inutile, anche dannosa per loro stessi e per gli altri, in quanto dato il fascino che l’argomento in sé suscita, si è tentati di “provare”, o meglio avventurarsi in tentativi di decriptazione senza le basi di un sapere attualmente riservato a pochissimi esperti che hanno dedicato decenni a studi e ricerche di altissimo livello.

Inoltre, questa scienza necessita di attività “sul campo”, non può essere applicata alla realtà come un qualunque manuale, anche perché non esistono testi per tale disciplina, né potrebbero esistere dal momento che come abbiamo detto, i codici della “Rosa Rossa”, sono Indipendenti e Rettificati, cioè autonomi per distribuzione di competenze mondiali e mutevoli nel linguaggio.

Molti si chiedono come io trovai la “chiave” di questo tipo di “lettura”, e in verità a questa “chiave” sono interessate molte Istituzioni, sia del nostro Stato, ma anche di altri Paesi, e ciò spiega il motivo delle mie continue Missioni all’estero.

Personalmente, in considerazione del fatto che questa “chiave” può essere utilizzata a doppio senso, e consapevole di devianze all’interno delle Istituzioni stesse, al momento non trasferirò ad alcuno il sistema di accesso a questa organizzazione.

Tuttavia collaboro e offro sempre gratuitamente la mia consulenza ogni volta che si rende necessario.

Vediamo ora, tanto per avere una idea sommaria, quali sono le Sette al cui interno sono stati individuati soggetti affiliati alla “Rosa Rossa”.

1) Scientology (detta anche Guardia Costiera o SEA., occultamente anche Santa Lucia, Saba e via dicendo).

2) Arancioni (implicata nello scandalo Loocked).

3) Avventisti

4) Bambini di Dio
Dio, in codice, significa 5-10, in quanto la D corrisponde al 500 nella numerazione romana, quindo 5 perché gli zeri non contano. Passando poi al codice dei mesi, il 10 corrisponde ad otto­bre.
Avremo dunque il 5 -10 ma anche il 10 -5 , cioè il 10 maggio.
Ma anche il 24 – 5 (24 maggio) come variante, giacché i numeri 10 e 24 sono traducibili entrambi in X. Infatti X corrisponde al 10 romano, ma X è anche la 24ma lettera dell’alfabeto internazionale.

Ora il 24 maggio è il terzo giorno del segno dei Gemelli, quindi la Setta del Trigemino, detto anche il Quinto Paio, giacché, anatomicamente, il Trigemino è nel quinto paio dei nervi.
Detta anche "II Piave" (o "Piave" , dalla nota canzone).

5) Damanhur (detta anche QNH o 258).

6) New Age (una sorta di miscuglio che assembla i contenu­ti di varie Sette).

7) S.Antonio Abàte (la catena di S.Antonio, dietro cui c 'è la "I EUR'” , Iettatori , Estorsori, Usurai, Ricattatori ).

8) Hare Krishna (in codice anche 108, scomponibile in vari significati e varie sottosigle).

9) Meditazione Trascendentale (detta anche ABC o 123).

10) Mormoni (Possiedono lo Stato dell'Utah).

11) Neo ellenici (simbolo Troia o Ilio).

12) Focolarini (Gruppi alla ricerca della serenità interiore).

13) Nuova Acropoli (tendente a riportare antichi culti).

14) Ordo Templi Orientis (Setta bolognese con legami internazionali, il cui capo si proclama Moloch Lucifer).

15) Rastafariani (Culti etiopici, legati a Saba).

16) Sai Babà (con seguaci dovunque).

17) Soka Gakkai (di stampo nipponico, culti legati ai riti dei samurai).

18) Sukio Mahikari (idem).

19) Testimoni di Geova (la Torre di Guardia, con al­tre connotazioni, potentissima e irriducibile nei tentati­vi di proselitismo).

20) Chiesa di Moon (stessa potenza dei Testimoni, predica la riunione delle Chiese Cristiane, fondatore un coreano d'America che si proclama la reincarnazione di Cristo).

21) Nuovi Maia (emblema il Nobel Bigoberta Mancu, in Italia guidati da Giuliano Canevacci, ex eroe di Rischiatutto, sedicente reincarnazione di un Imperatore Maia).

22) Lacaniani (psicanalisti-ipnotisti, li guidava Verdiglione, più volte accusati di plagiare i pazienti).

23) Lucertole di Iside (Setta femminista, culti di Iside, tendenti ad una sorta di ripristino di culti egizi).

24) "L'Ombra" (il culto dei 14 Santi deputati alla cura dei mali ritenuti dì origine divina, tra cui la lue, l’epilessia, ecc., con riti misti tra l'assiro e i1 celtico).

25) Satanisti di Gesù (ritengono che Satana abbia riconquistato il posto in Paradiso, incarnandosi in Cristo).

26) Fratellanza Terapeutica di Miriam (Medici che curano prevalentemente con il cerchio magico, emanando onde che guarirebbero a distanza. Molto legati a riti antichi).

27) Fratellanza cosmica (Setta legata a pretesi rap­porti con gli E.T.).

28) Pompeiani (culto della Madonna di Pompei, definibili pagano-cristiani).

29) Celestini (simbolo il Profeta Celestino e il Pa­pa Celestino V, in perenne lotta con quelli che all'epoca erano i seguaci di Bonifacio VIII. Adorano la "Bestia" dell'Apocalisse e ritengono che in Bonifacio VIII agisse un’altra "Bestia" di pari forza).

30) "Virgiliani" o "Mantovani" (culto di Virgilio, ritenuto capace di comandare sui demoni, emblema Dante, che si affidò a Virgilio per entrare e uscire dall'Inferno).

31) "Cerchio Firenze 77" (il culto del medium fiorentino Setti, diffuso attraverso un filone letterario).

32) "Araba fenice" (preistorica, sempre attiva, con adepti ovunque, l'Imperatrice è sempre donna).

33) "El Pombre de l'Aranquez" (potentissima, di fa­ma mondiale, letteralmente "II Popolo Ombra", composto da gemelli omozigoti o monozigoti mai dichiarati all'anagrafe, che si alternano con quelli dichiarati. Sono ricetrasmittenti, uno è sempre l'alibi dell'altro e costituisco­no la base dei più importanti Servizi Segreti).

34) "Iguana e Sosia" (vivere impersonando altri, co­me le controfigure del cinema. E’ la Setta dei falsari di opere d'arte e di molti esecutori di musica: coloro capa­ci di imitare ma non anche di creare. Sostituiscono sovente politici e generali durante le malattie. Simbolo la Luna, che emana appunto luce riflessa ma non propria).

35) "I Pazzi" e "I Medici", i "Montecchi" e i "Cappellini"(o Cappelletti, o Capuleti), tra i quali agisce sempre la "Via di Mezzo", la Setta di quelli che hanno un piede in due staffe, riconducibile ai Gianisti, che adorano con identico fervore tanto Dio quanto il suo Contraltare. E' evidente che, nel primo caso, escono i "Medici Pazzi" (demoniaci perché sperimentano sui vivi, divini perché regalano all'umanità le grandi scoperte).

36) I "53" (il "mondo" dei "bastian contrari", persone con un ciclo biologico invertito, simboli S.Lorenzo e S .Isabella, sono bustrofenici , più che altro baschi e bulgari, presenti e potentissimi ovunque, sarebbero i superstiti di Atlantide, imparentati con i Guanci).
Tendono a non mesco­larsi e quindi a sposarsi sempre tra di loro.

37) I Pagani (rimasti sempre presenti ovunque)

38) La "Chiesa di Satana" di Efrem del Gatto.

39) "I Satanisti porta- jella" (la Setta degli Occulti­sti jettatori che ha come leader Maddalena Stradivari)

40) I "Lazzaristi" o "Giurisdavidici " (Morire interiormente per resuscitare diversi, Setta molto femminista).

41) Le Nuove Amazzoni (o Caroline, o Giovannine). Puntano al Papa Donna, culto di Marozia, la Papessa Giovanna, linciata dalla folla quando fu colta dalle doglie e si scoprì che era una donna travestita da uomo.

42) I "Roditori"(penetrare negli apparati statali, bancari, ecc., e svuotarli da dentro). Simbolo Papa Ratti, dal cognome, quindi il n. 11 (era Pio XI).

43) I Seguaci di Belzebù (il grande orditore di trame, quindi il grande sarto, il tessitore). Simbolo Papa Sarto, dal cognome, quindi il n. 9 (era Pio IX).

44) I "Giallisti-Enigmisti" (delinquere con alibi di ferro, creando un ginepraio per gli inquirenti. Simbolo: Viney, terzino della Pro Patria anni '50, il "trebustoc­co", la squadra era di Busto Arsizio, donde bustocca. Nel termine c'è molto: la T (la Croce, simbolo anche del Cruciverba), il re (il Diavolo), il rebus e il tocco (termine che indica tanto il Matto quanto il Docente, ossia il cattedratico che sta al vertice). Il cognome Viney ha inoltre il significato criptico "La Marescialla" (VI è "6" cioè LA (sesta nota), Ney il Maresciallo di Napoleone, la "N" centrale è il simbolo dell'Ombriaco (Cabala Napoletana, contrazione di Ombra e Jack, il finale di Jacopo). Ovvero Jack (lo Squartatore) e l'Ombra (agire nell'Ombra). Miti: la Christie, Wallace, Poe, Simenon....

Queste sono le quarantaquattro Sette/Gruppi, al cui interno sono stati riscontrate infiltrazioni della “Rosa Rossa”.

Ora per decriptare il linguaggio occulto della “Rosa Rossa” nell’ambito di queste Sette, quasi sempre inconsapevoli, di avere in seno l’infiltrato “eccellente”, è necessario ricorrere a diversi codici.

Per ora ne enunciamo i principali, riservandoci in seguito di tornare sull’argomento anche con esempi pratici di abilità intellettiva nel catturare elementi saltando da un codice ad un altro, fino a decriptare un evento.

Innanzitutto è necessario conoscere il Mossad.
Di particolare importanza è anche l’uso del codice Morse.
Ed è anche imprescindibile per una cultura di base in tale materia la conoscenza del codice Bustrofenico, del codice Musicale, del codice Arianna, del codice del Gioco dell’Oca, del codice delle 7 Note, del codice dei 4 Cantoni e del codice Roulette.
Nonché tutte le Cabale, ma in particolare la Giudaica.
Le Numerologie.
Calendari delle principali culture.

Fonte tratta dal sito .

giovedì 5 febbraio 2026

MEREDITH KERCHER- AMANDA KNOX E IL CASO NARDUCCI: QUALI OCCULTI POTERI LI COLLEGANO?

 AMANDA KNOX E IL CASO NARDUCCI: QUALI OCCULTI POTERI LI COLLEGANO?

L’OMICIDIO DI MEREDITH KERCHER E’ UN INVESTIMENTO PER L’AMERICA?
PER QUESTO A FAR DA SPALLA ALLA STAMPA AMERICANA SI E’ PRESTATO “IL GIORNALE” DEL CAVALIERE?
APPAIONO SEMPRE PIU’ NETTI E RICONOSCIBILI I CONTORNI DI UNA MASSONERIA ITALO- AMERICANA CHE PRETENDE DI CONDIZONARE IL CORSO DELLA GIUSTIZIA….LASCIANDO IMPRONTE SUL CASO KERCHER, SUL CASO NARDUCCI E SUI COLLEGAMENTI CON IL MOSTRO DI FIRENZE…
MA IL SISTEMA GIUDIZIARIO ITALIANO NON PREVEDE LA PENA DI MORTE…. CARO PRESIDENTE OBAMA….. E SUOI PREDECESSORI…

 

La notizia è di due giorni fa, e la riportiamo integralmente così come l’abbiamo letta sul quotidiano “La Nazione”.

Il Pm Mignini contro uno scrittore statunitense.

Continua la 'guerra' tra il pubblico ministero Giuliano Mignini e i giornalisti e scrittori americani che dalle colonne di blog e giornali esprimono pareri pesanti a proposito dell’inchiesta-Meredith, da loro definita 'senza prove chiare né moventi credibili'. Per il delitto del novembre 2007 è stato condannato a trent’anni di reclusione l’ivoriano Rudy Guede, mentre sono ancora sotto processo Amanda Knox e l’ex fidanzato Raffaele Sollecito

Perugia, 3 settembre 2009 - Continua la 'guerra' tra il pubblico ministero Giuliano Mignini e i giornalisti e scrittori americani che dalle colonne di blog e giornali esprimono pareri pesanti a proposito dell’inchiesta-Meredith, da loro definita 'senza prove chiare né moventi credibili'. Per il delitto del novembre 2007 è stato condannato a trent’anni di reclusione l’ivoriano Rudy Guede, mentre sono ancora sotto processo Amanda Knox e l’ex fidanzato Raffaele Sollecito.

Il magistrato perugino è passato al contrattacco e ha querelato anche l’autore di 'Famous Potatoes', Joe Cottonwood, insieme alla cronista e al direttore responsabile del quotidiano ‘Il Giornale’, Vittorio Feltri, questi ultimi per aver pubblicato le considerazioni dello scrittore. "E’ una diffamazione palese - afferma Mignini -. Non c’è nemmeno bisogno di spiegare perchè".

Secondo lo scrittore statunitense, tra l’altro, "forse in Italia c’è un odio nei confronti degli studenti universitari americani che si danno alla pazza gioia. Amanda verrà condannata non per la sua colpevolezza, bensì per un risentimento popolare nei confronti degli americani ricchi e superficiali. L’assassino di Meredith Kercher è uno di quegli specchi che riflettono i pregiudizi degli inquirenti". Qualche altra considerazione: "Amanda Knox non mi piace. Mi pare viziata, ingenua e frivola. Il che, però, non è un delitto".

L’ultima volta che il sostituto procuratore si era mosso per vie legali era stato nel gennaio scorso, quando dal 'West Seattle Herald' era stato definito 'inadeguato' e 'mentalmente instabile'. In quel caso, con una mossa che molti avevano ritenuto del tutto comprensibile, oltre che giustificata, il pubblico ministero aveva ritenuto opportuno passare in concreto alle vie legali. E anche ora, dunque, lo stesso magistrato si prepara ad una nuova battaglia legale dopo aver subito l’ennesimo attacco denigratorio a 'stelle e strisce'. Mignini e la collega Manuela Comodi stanno preparando la requisitoria in vista della conclusione del processo, che riprenderà a metà mese.

Le indagini erano state condotte dalla sezione omicidi della squadra mobile di Perugia. Ma anche un altro scrittore, Olen Steinhauer, dice la sua nella vicenda specifica: "Il caso di Amanda Knox ha evocato forti emozioni nel mio Paese e domina la fortissima sensazione di ingiustizia, avvertita ogni qual volta un cittadino americano viene accusato di un crimine in Europa. Un atteggiamento naïf?".

(Enzo Beretta)

Accuse pesanti quelle che provengono dalla stampa d’oltre oceano, e sono accuse rivolte all’Italia, seppure riferite ad un caso giudiziario nella persona di un Pubblico Ministero, Giuliano Mignini, un obiettivo a nostro avviso strumentale per fini che speriamo una volta per tutti, siano sconfessati dalla massima Autorità dello Stato, il Presidente Napolitano, che è anche a capo del Consiglio Superiore della Magistratura.

Lo scrittore statunitense, Joe Cottonwood si è permesso di scrivere testualmente: "forse in Italia c’è un odio nei confronti degli studenti universitari americani che si danno alla pazza gioia. Amanda verrà condannata non per la sua colpevolezza, bensì per un risentimento popolare nei confronti degli americani ricchi e superficiali.”

L’Italia accusata di “razzismo”?

Presidente, intervenga per favore, perché affermazioni del genere oltre a colpire la più delicata delle nostre Istituzioni, la Giustizia, offendono la nostra Patria, e a guardare da quale pulpito queste offese vengono lanciate, bisogna gridare:

“Vergognatevi! Voi, che nel terzo millennio avete ancora la pena di morte, voi che mandate sulla sedia elettrica persone innocenti che non hanno i miliardi per pagare le parcelle degli avvocati statunitensi, voi che per primi al mondo vi siete dovuti occupare di Serial Killer, voi… voi… voi… voi, che ci assoggettate alle vostre scelte, quando trovate consenzienti certi nostri Presidenti del Consiglio, per l’eterno debito di averci aiutato a non soccombere alla dittatura, oggi siete sempre voi che sotto le false motivazioni di “Missioni di Pace” ci chiedete in cambio la vita dei nostri soldati, costretti a morire, quelli che vediamo tornare dentro una bara con sopra il nostro Tricolore…
Basta, basta con le vostre ingerenze nei nostri sistemi, state reclutando qualche nostrano e incallito criminale che per interessi propri accetta di farsi promotore di campagne spropositate per l’innocenza di una cittadina americana, che certo non rischia la pena di morte, e non sta in galera per volontà di Mignini, ma se rimane dietro le sbarre è perché lo hanno deciso i Giudici, Giudici della Cassazione, gli stessi Giudici che voi non avete il coraggio di attaccare, come al contrario fate solo nei confronti di un Pubblico Ministero.

E non è un caso che da questo Pubblico Ministero sono stati incriminati imputati nel caso Narducci e nel Mostro di Firenze, gli stessi ai quali, a loro dire, l’America avrebbe dato l’incarico di promuovere la campagna mediatica “pro-Amanda”!

Ma che azione sofisticata, degna delle Massonerie più deviate, dato che invece di una campagna pro-qualcuno, da due anni siete la regia di una campagna contro-qualcuno…

Bravi, ed ora insistete, perché evidentemente anche il destino giudiziario di Amanda è solo un argomento strumentale, così come sembra divenire un investimento mediatico, la stessa morte della povera Meredith. “

Infatti, gli Americani non sono stupidi per non capire che un agire simile ha danneggiato proprio colei che vogliono difendere, e se sarà condannata, la condanna l’avranno scritta proprio i mass media americani e quei pochissimi italiani che si sono tra di loro “associati”…
Già, ma per quali fini?

Chi e cosa devono assolutamente difendere?

Non è più difficile capirlo, basta leggere i nomi dei 22 imputati nel processo Narducci, basta leggere le connessioni di certi nomi con i delitti del Mostro di Firenze, e basta riconoscere questi stessi nomi in coloro che gridano l’innocenza di Amanda, puntando il dito contro il Pm che sta per smascherare il vero volto del Mostro e di chi ammazzò Francesco Narducci!

Si è toccato il fondo, accusare il Paese più democratico del mondo di “razzismo” contro gli americani…. Approfittando che l’attuale nostro Presidente del Consiglio versa in una situazione giudiziaria tale che ogni giorno attacca la Giustizia italiana e i cronisti che riportano correttamente la verità…

Ma i rapporti tra il Cavaliere e Bush, immaginiamo siano divenuti gli stessi anche con il neo-Presidente Obama, … quello splendido anello, e forse, ci auguriamo di no, ma temiamo che per non soccombere abbia dovuto accettare qualche compromesso.

Se tanto scempio non sarà fermato, e lo chiediamo a gran voce al Presidente Napolitano, c’è da aspettarsi che a dire la sua sulla Giustizia italiana scenda in campo anche Gheddafi….
In fondo, considerando la crisi, e gli affari che costui ha in corso con l’Italia…. Chissà che non gli sia data voce in capitolo per decidere se Amanda è colpevole o innocente…

La nostra opinione sul delitto Meredith rimane quella di sempre:

1) I ragazzi imputati quella sera si trovavano tutti nella casa di Meredith quando qualcun altro, sfuggito alla Giustizia, uccise materialmente la studentessa inglese.

2) Quello che è capitato a Meredith, poteva capitare anche ad Amanda, indistintamente.

3) Amanda e i coimputati non immaginavano che quella particolare riunione finisse in tragedia.

4) Presumibilmente videro scappare il vero assassino.

5) Subito dopo si misero paura e ciascuno reagì in modo da far sparire le tracce della propria presenza.

6) Tracce che oggi, inequivocabilmente, sono prove schiaccianti nel processo, almeno secondo la nostra opinione.

7) Il perché gli imputati non abbiano raccontato a cose assistettero?

8) Facile. I loro difensori avranno studiato una strategia, l’unica per tentare una assoluzione: noi non c’eravamo.

Infatti, seppure non avessero ucciso, ma si fossero dichiarati presenti durante il delitto, ai fini della condanna e del computo della pena, poco o nulla cambierebbe.

Tutto qua… e farne le spese, forse, ancora una volta sarà la verità sostanziale poiché i Giudici sono chiamati ad esprimere una sentenza finalizzata al recupero della verità processuale.

E vogliamo ricordare infine, che il sistema giudiziario italiano esprime sentenze, e non verdetti come accade nel sistema giudiziario americano!

Didascalia immagini:
1. Il Presidente della Repubblica Italiana Napolitano;
2. Il Presidente degli Stati Uniti Barak Obama;
3. Obama assieme al Premier italiano Berlusconi;
4.Il Premier italiano Berlusconi con il Capo di Stato libico Gheddafi;
5. Il Pm di Perugia Giuliano Mignini assieme alla dott.sa Comodi;
6. Una sedia elettrica.
Fonte tratta dal sito .
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mercoledì 4 febbraio 2026

AMANDA E NARDUCCI… IN ATTESA DEL VERDETTO RINVIATO AL 30 GIUGNO… SU GIUTTARI E MIGNINI… E L’AVVOCATO FIORAVANTI, GIA’ TESTIMONE NEL PROCESSO NARDUCCI, IERI HA DIFESO IL POLIZIOTTO DAVANTI AL TRIBUNALE DI FIRENZE. PRIMA O POI CAPIREMO …

 AMANDA E NARDUCCI… IN ATTESA DEL VERDETTO RINVIATO AL 30 GIUGNO… SU GIUTTARI E MIGNINI… E L’AVVOCATO FIORAVANTI, GIA’ TESTIMONE NEL PROCESSO NARDUCCI, IERI HA DIFESO IL POLIZIOTTO DAVANTI AL TRIBUNALE DI FIRENZE.

PRIMA O POI CAPIREMO …
L’estate è calda più del solito, e non solo in senso climatico, dato che respiriamo un’aria più che torrida che corre tra le pieghe di una giustizia che non finisce mai di sorprenderci, fino a quando e chissà quando, verrà pure il giorno della chiarezza…

Dobbiamo crederci, non dobbiamo arrenderci, faremmo un favore a coloro che “giocano” con la vita altrui, i tanti morti ammazzati che pure foraggiano inconsapevolmente misteriosi interessi perfino all’interno delle stesse istituzioni.

Vittime, che diventano materia del contendere tra poteri internazionali, dove alla fine, il recupero della verità sembra confondersi tra le tante, troppe trame che alimentano dialoghi sordi tra interlocutori collusi e ben mimetizzati all’interno di un sistema guasto, marcito nel tempo, un sistema che continua ad allungare i suoi tentacoli da un tribunale ad un altro, dando di sé un’immagine simile ad un grande e sotterraneo laboratorio dove gli alchimisti della giustizia scelgono le cavie per clonare le infinite non verità, purchè somiglino alla più comoda delle verità.

Ed è la naturale conseguenza di questo sistema, la reazione di chi approfitta degli eventi per sferrare poi attacchi ora a questo ora a quello, per strumentalizzare una determinata circostanza a proprio uso e consumo, tanto più quando in gioco c’è la galera a vita.

In questi giorni, durante i quali Amanda Knox si è sottoposta all’interrogatorio, accusata di aver ucciso Meredith Kercher, tutta l’America è scesa in campo, ai massimi livelli di mass-media, opinionisti, rappresentanti delle Istituzioni in Usa, tutto il popolo americano ha fatto di Amanda una vittima innocente, vittima del sistema giudiziario italiano.

Addirittura si è caduti nel comico, quando alcuni universitari americani, intervistati, hanno detto di non capire come possa essere possibile che in Italia una persona stia in carcere contro la propria volontà!

Chissà, forse un giorno scopriremo che vi sono detenuti volontari… e con la crisi che c’è, non è escluso che molti ricorrano a farsi mantenere dallo Stato, sia pure in una cella.

Vitto e alloggio gratis, niente bollette, cure mediche, psicologo, socialità, colloqui con i familiari, tutto il giorno in compagnia di chi condivide la medesima condizione, bè… alle strette…
Stia attento il Governo, perché mantenere un detenuto costa diverse centinaia di euro al giorno…!

D’altra parte, prima di demonizzare il comportamento degli americani, è anche giusto, nella specificità di questo caso, cercare di capirne le origini, il perché di questo coro unanime di reazioni durissime che fin dal primo momento hanno puntato il dito contro il Pm Mignini, perfino dimenticando che ad aver mandato alla sbarra Amanda e i suoi presunti complici, è stato il Giudice Paolo Micheli, col quale non se la sono presa né gli americani e nemmeno i difensori degli imputati.

Mignini è stato accusato di tutto, a caratteri cubitali e c’è da dire senza alcun timore di eventuali conseguenze.

Articoli dai toni diffamatori, calunniosi, e aggravati da un presupposto del tutto falso che più volte ha chiamato in causa la mia persona, come se addirittura io avessi influenzato il Pm nell’elaborare l’impianto accusatorio a carico della bella Amanda.

Inizialmente ho resistito, poi due giorni fa non ce l’ho fatta più e anche nel mio video del 13 giugno (http://ilmostroafirenze.in) ho voluto chiarire la mia posizione.

E non solo riguardo all’assoluta diversità di convinzioni o opinioni tra me e la Procura di Perugia nel caso di Meredith Kercher, ma ho ritenuto giusto far sapere che questo magistrato mi mise perfino agli arresti domiciliari, fatto da cui scaturirono dei procedimenti a mio carico, e nel corso dei quali sono intenzionata a far emergere quelle tante verità che ancor oggi nessuno immagina.

Personalmente io ritengo di aver subito delle ingiustizie gravissime, e di subirle ancora dato che non è giunto il momento in cui, davanti ad un Giudice, tirerò fuori le carte, le registrazioni, e quanto altro penso che scatenerà un putiferio ai vertici dello Stato.

Dal 1995 ad oggi, e continuerò sia pure su tavoli differenti, penso di aver dato un contributo enorme sia alle indagini sul Mostro che in quelle sulla morte di Narducci, e ci sono stati tempi in cui mi si dedicavano le prime pagine dei giornali, o ero l’ospite d’onore in decine di salotti televisivi
Oggi ho molti elementi per un amaro e ragionevole dubbio: essere stata solamente usata.

Nelle inchieste di Firenze e di Perugia, è successo di tutto, e come ripeto, sia in caso di archiviazione che in caso di rinvio a giudizio, mi riferisco al processo Narducci, le Istituzioni preposte dovranno necessariamente ripercorrere lo svolgimento di anni ed anni di indagini, e capire quali meccanismi di volta in volta si sono attivati e soprattutto per quali scopi.

Tuttavia, personalmente non condivido il comportamento degli americani che attendono come la manna dal cielo una eventuale condanna di Mignini o di Giuttari, poiché seppure si verificasse tale circostanza, non ne conseguirebbe l’assoluzione per Amanda.

E penso inoltre che soprattutto per Mignini, l’essere oggi seduto sul banco degli imputati, abbia immancabilmente segnato la sua vita, al di là di un verdetto finale, ma questa disgrazia si è abbattuta su di lui, sulla propria famiglia, e forse sulla stessa fiducia del magistrato verso la Giustizia.
A meno che egli stesso non riconosca di essere colpevole, è presumibile che al pari mio e di tanti altri imputati si senta vittima di una grave ingiustizia.
E dunque potrà ben comprendere anche chi di una ingiustizia si sente vittima quando la riceve per effetto di un suo provvedimento.

La mia visione delle cose è anche un po’ originale, nel senso che quando appresi che la Procura di Firenze aveva deciso di processare il Pm Mignini , non guardai ai fatti per cui fu incriminato, ma il mio pensiero andò fulmineamente prima al Signore, poi al giorno in cui vidi arrivare a casa mia la polizia giudiziaria del Pm, e dopo un’ora che parlavamo convinta che erano venuti ancora una volta ad approvvigionarsi di quanto era utile alle indagini, mi sentii dire: “Signora, ci dispiace infinitamente, ma deve capire anche il dottor Mignini, per atto dovuto, dobbiamo notificarle un provvedimento di arresti domiciliari”…

E fu un susseguirsi di atti che come ripeto ancora oggi reclamano il riscatto totale della verità, quando mi difenderò producendo ciò che forse imporrà al Governo, ai Ministri, al Csm, a tutti i vertici delle Istituzioni di esigere non poche spiegazioni.
Certo, il giorno che la storia di tanti anni sarà chiarita, anche il profilo di tutti coloro che a vario titolo ne hanno fatto parte sarà più definito e allora si potrà azzardare il giudizio su una persona, ma fino a quel tempo ci si dovrà accontentare di osservazioni, deduzioni, considerazioni, che pure hanno il loro peso.

E tra le tante osservazioni che mi sono giunte per email, vi è quella che vedrebbe come “incompatibile” la difesa di Giuttari da parte dell’avvocato Fioravanti, sostituto dell’avvocato Giovanni Maria Dedola.

C’è da dire che in materia di incompatibilità del difensore che è anche testimone, i pareri non sono ancor oggi concordi, tuttavia è innegabile che l’avvocato Fioravanti abbia addirittura deposto come testimone nel corso dell’incidente probatorio nel processo sulla morte di Narducci.
Infatti, risulterebbe in atti che l’avvocato fu più volte interrogato da Giuttari e poi chiamato a confermare le sue deposizioni anche davanti al Pm Mignini.

Ora, qualcuno potrebbe rilevare che i fatti per i quali l’avvocato difende il poliziotto sono fatti diversi da quelli per i quali Fioravanti è testimone.

Formalmente l’osservazione appare giusta, anche se nella sostanza si potrebbe dire che in definitiva si parla di fatti all’interno di una medesima vicenda.

Oppure si potrebbe anche dire che per gli inquirenti i delitti del Mostro videro due livelli, una manovalanza e un livello cosiddetto “superiore”, come dire: Pacciani la manovalanza, Narducci il mandante… ambedue morti, ambedue non processabili, ambedue “innocenti” ad vitam post mortem, in quanto non è possibile provare il contrario.

Andando però a leggere bene gli atti, emerge la possibilità che secondo quanto Pacciani avrebbe riferito in vita al suo avvocato, il dottore, presumibilmente Narducci, avesse avuto anche un ruolo di “esecutore”, almeno in alcuni dei duplici delitti, e per gli inquirenti tale ruolo lo avrebbe avuto anche in concorso con altri, come un farmacista & company…
E sempre dagli atti emergerebbe anche, a detta di qualcuno, che le indagini furono fermate o frenate da soggetti istituzionali.

Stessa cosa che sembra abbia provocato, sembra,  il processo a carico di Giuttari e di Mignini, sulla base di una registrazione nella quale sembra che un sostituto procuratore di Firenze, riferendosi al procuratore capo, abbia detto . “..Non è un uomo libero…”, durante una conversazione relativa alle indagini sul Mostro, anzi sui livelli superiori del Mostro.

Poco o nulla la pubblica opinione ha capito di questa storia, e se ne capisce sempre di meno.

Ad esempio, Giuttari ha sempre sostenuto che la registrazione avvenne casualmente senza che lui ne fosse consapevole.
Può darsi, e gli crediamo, ma allora ci si chiede: perché ne fece un uso giudiziario?
Avrà sicuramente avuto le sue ragioni, ma certo, a noi poveri e comuni mortali, se ci facessero comprendere meglio, forse ci aiuterebbero ….

Ammirevole comunque la pace ritrovata tra il poliziotto e l’avvocato storico di Pacciani, acerrimi "nemici" in altri tempi, fino al 2004, come potrete costatare voi stessi andando sul mio sito www.ilmostroafirenze.in , se avrete la pazienza di ascoltare le trasmissioni ufficiali che ho messo in rete.
Vi accorgerete che a Porta a Porta, il 26 settembre del 2001, Giuttari e Fioravanti si scontrarono duramente, e su fatti processuali, mica su opinioni.

Per non parlare delle cause di morte di Pacciani.
Sentite cosa afferma con assoluta sicurezza Fioravanti nel 2002, Tg2 Dossier Speciale, e poi nel Costanzo Show del 12 gennaio 2004. (www.ilmostroafirenze.in)

Sono queste circostanze, che se lasciate sparse nel tempo e quindi le si perdono nella memoria della collettività, possono passare inosservate, ma se invece diventano documenti di un corposo dossier, allora, ripeto, a noi cittadini, qualcuno dovrà pure dare una risposta.
Visti i costi di quarant’anni di indagini….

Chi mi legge da tempo, noterà che Gabriella Carlizzi, nei suoi articoli non parte più all’attacco verso nessuno, le esperienze dolorose servono a farci cambiare nella forma, anche se dentro di noi la sostanza dell’autenticità resta invariata.

Ma i nostri valori, quando rischiano di diventare straccetti “usa e getta”, abbiamo il dovere di proteggerli e metterli in campo con le persone giuste al momento giusto.

A che serve ora, puntare il dito contro questo o contro quello, nel caso di Amanda?
Può sortirne l’effetto contrario, la natura umana mantiene le proprie fragilità sotto qualunque abito, e dunque sarebbe almeno prudente non offendere la giustizia italiana in modo così plateale, mentre potrebbe rivelarsi utile cercare di capire meglio l’andamento di vicende collaterali, e farsi un' idea più precisa su taluni soggetti o circostanze, attraverso chi può provare documenti alla mano, l’assurdità di un certo agire.

Della deposizione di Amanda, come opinione personale, molte affermazioni non reggono, non appaiono veritiere.
Nella casa , a mio parere Amanda c’era, si è trovata a vivere suo malgrado il dramma di un delitto, e si è rifugiata tra le braccia di Raffaele, come prima istintiva reazione, magari in attesa di avere un consiglio dalla mamma.

Ma a conti fatti, seppure avesse sostenuto di esserci ma di non aver ucciso la povera Meredith, una posizione simile a quella di Rudy, i suoi trent’anni di galera sarebbero stati scontati, nessuno l’avrebbe creduta.

Di qui, l’unica carta in gioco, è quella di insistere sulla totale assenza dalla casa del delitto, sua e di Raffaele, ma questa tesi, diciamolo pure, fa acqua da tutte le parti.

Come si fa a far apparire Amanda come la studentessa acqua e sapone, e poi pretendere che si creda che la stessa, entra in casa, vede il sangue, si fa addirittura una doccia, e poi torna dal fidanzato?
E ci vuole un animo da killer per comportasi così, altro che studentessa acqua e sapone…

La Amanda innocente, sensibile, una volta entrata in casa e visto il sangue, avrebbe chiamato il suo Raffaele, la polizia, avrebbe fatto in modo di aprire la porta di Meredith, insomma bel altre reazioni istintive si sarebbero manifestate.

Purtroppo, qui c’è da aspettarsi una condanna almeno in primo grado, poi, come sempre accade in casi simili, tra qualche anno Amanda farà sapere che l’assassino vero è un altro, non dirà subito il nome, in modo che se l’assassino è potente la farà uscire dal carcere, insomma inizierà il solito giochino che abbiamo visto con Bilancia e con Pelosi, tanto per fare un esempio.

Le vere vittime dopo Meredith, ancora una volta siamo noi, noi che sospettiamo che il killer sia a piede libero, e magari non mancherà di farcelo capire.

Basti pensare che nella casa del delitto, benché sotto sequestro, sono entrati più di una volta ignoti, e nel portarsi via le cose, anche voluminose, non hanno mostrato alcuna fretta…
Protetti anche loro?

Di certo Amanda , Raffaele e Rudy, non sono usciti da galera per recarsi lì…

E allora chi ha avuto questo interesse, al punto da rischiare tanto, o al punto da non rischiare nulla?

Domande che scottano?
Si parla di estate calda…

Fonte tratta dal sito .

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martedì 3 febbraio 2026

MEREDITH KERCHER: NUOVA INTRUSIONE IN CASA DELLA VITTIMA? CHIUNQUE SIA, SI COMPORTA COME IL “MOSTRO DI FIRENZE”… E I SUOI GREGARI…

 MEREDITH KERCHER: NUOVA INTRUSIONE IN CASA DELLA VITTIMA? CHIUNQUE SIA, SI COMPORTA COME IL “MOSTRO DI FIRENZE”… E I SUOI 

GREGARI…
MA IL “MOSTRO” E’ PERSONA PROTETTA… CHE DA SEMPRE SFIDA INQUIRENTI E RICATTA INVESTIGATORI… IL PUNTO INQUIETANTE E’ PROPRIO QUESTO…
O FORSE “LA VILLETTA DEGLI ORRORI” , DOPO LA PRIMA INTRUSIONE NON FU MESSA SOTTO SORVEGLIANZA? O NON FURONO MESSE LE TELECAMERE COME SI DICHIARO’ ALLA STAMPA DI TUTTO IL MONDO?...
E ALLORA, COME E’ POSSIBILE CHE IL “MOSTRO” O CHI PER LUI, ENTRINO ED ESCANO INDISTURBATI DAL LUOGO DEL DELITTO , PORTANDOSI VIA OGGETTI MACROSCOPICI COME UN MATERASSO?
E LE IMPRONTE SU CUI SI INDAGA, SARANNO L’ENNESIMA BEFFA E DEPISTAGGIO POSTO IN ESSERE DA CHI SEMBRA ASSAI ESPERTO DI “MOSTROLOGIA”…?

 
Siamo alle solite e ci si stupisce… ma perché?
Era scontato che durante la celebrazione del processo a carico di chi sicuramente sa, ma non parla, forse per rispetto alle solite strategie difensive, era scontato che l’ideatore e colui che tirò in trappola gli studenti, Meredith compresa, simulando l’allestimento di una scena teatrale, fino a sferzare nella realtà la coltellata che uccise Meredith, era scontato che costui, l’assassino, ma anche il vero “Mostro di Firenze”, tentasse di rivendicare in tutti i modi le sue gesta, in perfetta continuità con quel delirio che lo accompagnò durante gli anni in cui colorò di sangue le dolci colline fiorentine, “giustiziando” l’amore altrui…

Il delitto della povera Meredith reca una firma inconfondibile, anche se gli inquirenti devono procedere sulla base di risultanze investigative che avvalorano tuttavia le ipotesi di reato a carico di Amanda Knox e Raffaele Sollecito.

Personalmente sono convinta che i due ex (?) fidanzatini fossero presenti nella casa al momento del delitto, e sono altrettanto convinta, che almeno Amanda, seppe riconoscere nelle ore successive al delitto l’autore della coltellata che scappò di corsa…. dalla villetta…

Amanda però non parla, perché?
Solitamente è consuetudine degli avvocati, difendere i propri assistiti come si suol dire “sulle carte”, cioè, poco conta quale sia la verità sostanziale, ciò che è necessario è abbattere e contestare le accuse, o ricorrendo al codice di procedura penale, o consigliando gli imputati di avvalersi della facoltà di non rispondere, o intimando loro di non puntare il dito contro qualcuno di cui poi non si avrebbero le prove della sua colpevolezza…
Non avere le prove, non significa non aver visto, chiaro? Significa solo che se di quanto uno ha pur visto, non vi è conferma da parte di almeno un testimone, la dichiarazione si rivela una calunnia…
E in fondo Amanda è imputata di calunnia in danno di Lumumba, per non aver saputo dimostrare ciò di cui lo aveva accusato.

E’ pur vero che nella fattispecie Lumumba sarebbe stato ritenuto estraneo al delitto a seguito delle indagini degli inquirenti, ma quante volte constatiamo che indagini in un primo momento “negative”, si rivelano successivamente, a fronte di fatti nuovi, meritevoli di essere approfondite?

Lo abbiamo visto proprio nel caso del “Mostro di Firenze”, o no?

Che fece il dottor Giuttari, quando succedette al Capo della Sam, Ruggero Perugini?
Riesaminò i fascicoli, e si accorse che a carico di quelli che poi risultarono essere i “compagni di merenda” erano stati sottovalutati o ignorati alcuni aspetti, alcuni particolari che si rivelarono , agli occhi dell’attento investigatore,essenziali….

E dunque nulla è mai scontato in processi di tale complessità… 

Anche Lumumba si aspettava un risarcimento di centinaia di migliaia di euro per ingiusta carcerazione…
Invece, gli è stata riconosciuta una somma davvero irrisoria: ci si è chiesti il perché di tale decisione?
Sarà forse scaturita da qualche dubbio da parte dei Giudici, forse non convinti che quella detenzione fosse davvero ingiusta?

Su questo caso giudiziario, sarebbe bene analizzare molti comportamenti che a mio parere sono più che significativi e che tendono tutti a sottolineare che gli attuali imputati e anche il già condannato Rudy Guede, sono colpevoli… ma…. FINO A PROVA CONTRARIA!

E c’è da essere più che certi che nel caso gli inquirenti si trovassero di fronte ad un quadro diverso da quello ipotizzato, non esiterebbero nemmeno un istante a prendere in seria considerazione nuove circostanze, anche quelle capaci di portarli di fronte al volto del vero assassino di Meredith.

Inoltre, se questa ipotesi si verificasse, la posizione di Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Rudy Guede, non cambierebbe di molto ai fini processuali e della pena, dal momento che se loro erano presenti durante il delitto, autori materiali o no, comunque omisero il soccorso, favorirono l’assassino, e di fatto, moralmente, concorsero con lui.
Certo, stare in carcere sapendo di non essere stati gli autori materiali di tanta atrocità, ma di essersi resi moralmente colpevoli per avere omesso una serie di cose, è ben diverso dall’essere indicati come quelli che hanno preso a pugnalate una compagna di studi…
E forse saranno queste valutazioni a convincere i difensori nel sostenere una strategia mirata esclusivamente a dire: “Io non c’ero, io non ne so niente…”, o cercando di rendere nulle quelle che per la pubblica accusa sono invece prove importanti.

Da questo punto di vista, gli imputati avrebbero poche speranze di cavarsela, e sarebbe del tutto sconveniente oltre che deplorevole perseverare in continui attacchi contro la magistratura.

Le prove della presenza dei ragazzi nella villetta al momento del delitto, le hanno fornite loro stessi, quando ripetutamente si sono accusati a vicenda, e poiché chiunque accusa l’altro, vuol dire che l’ha visto uccidere, e se ne deduce che tutti e tre erano lì…

Allora come andarono le cose?
Come si svolsero in realtà i fatti?
Furono davvero tirati in trappola con la scusa di inscenare un soggetto teatrale , e il “regista” si presentò in maschera a volto coperto, uccise Meredith e dimenticò “quel particolare” che permise ad Amanda di riconoscerlo?
E a pensarci bene, la prima immagine di Meredith che fece il giro del mondo, non fu proprio quella che la ritraeva, presumibilmente nella notte di Halloween, vestita da Vampiro?
Chi, della stampa, fece girare quasi ossessivamente quella foto? <è> Di certo il “regista” non era Tom Cruise, ma potrebbe avere ugualmente una certa esperienza nel rappresentare come finction ciò che ha vissuto dal vero… Proprio come fece il Mostro di Firenze!

E comunque il gioco al Gatto e al Topo, l’assassino non lo ha manifestato solo nelle intrusioni in casa della vittima, lui iniziò subito, con i suoi “messaggi in codice”, basti ricordare il volantino affisso subito dopo il delitto all’Università…

"Affittasi camera singola ampia e luminosa", si leggeva sul biglietto scritto a mano con un pennarello nero, nel quale si precisava "per Erasmus" (il programma di studi seguìto dalla vittima) e "preferibilmente a ragazza (inglese)". L'indirizzo, via Sant'Antonio, era appunto quello del casolare del delitto. Il numero della persona da chiamare, tale Gianfranco, era inesistente.

E allora, chi ricorda come fu da me decriptato quel “volantino”? Perché non andate a rileggervi il mio articolo pubblicato su questo sito nei primi giorni successivi al delitto?

E non riconobbi forse fin da allora, lo stile inequivocabile del “Mostro di Firenze”?

O non dissi pubblicamente che ero stata contattata, dopo i miei primi articoli sulla vicenda, proprio da una persona che al telefono si qualificò come la prima persona che aveva risposto alla inserzione di Meredith che cercava un alloggio?

O devo forse ripetere che “non vi è peggior sordo di chi non vuol sentire”?...

Fonte tratta dal sito.

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lunedì 2 febbraio 2026

MEREDITH KERCHER: GABRIELLA CARLIZZI L’AVEVA DETTO AD HARRY WILKENS… “SE L’ASSASSINO DI MEREDITH LEGGERA’ LA MIA INTERVISTA, FARA’ UNA MOSSA FALSA, DI TIPO “ESOTERICO” E LASCERA’ LE TRACCE PER SFIDARE GLI INQUIRENTI…” E’ QUANTO E’ ACCADUTO…

 MEREDITH KERCHER: GABRIELLA CARLIZZI L’AVEVA DETTO AD HARRY WILKENS… “SE L’ASSASSINO DI MEREDITH LEGGERA’ LA MIA INTERVISTA, FARA’ UNA MOSSA FALSA, DI TIPO “ESOTERICO” E LASCERA’ LE TRACCE PER SFIDARE GLI INQUIRENTI…”

E’ QUANTO E’ ACCADUTO…

“DUNQUE LA TUA INTERVISTA PIU’ ATTUALE CHE MAI!!!”…
Con queste parole iniziava l’email che ho ricevuto ieri dal giornalista Harry Wilkens, il quale mi inviava in allegato un’agenzia di stampa che dava la notizia della macabra scoperta nella casa dove abitarono Meredith e Amanda.

Apprendevo così che si era verificato quanto non mi stupiva affatto, avendolo annunciato precedentemente al collega Harry, proprio quando mi intervistò, e a lui spiegai che la mia personale convinzione a riguardo era che i ragazzi, Meredith compresa, furono vittime di una trappola che il “vero” assassino aveva ideato al fine di colpire e screditare internazionalmente il Magistrato che lo aveva imputato di delitti riconducibili anche a quelli del cosiddetto “Mostro di Firenze”.

Ad Harry Wilkens, nel corso di una lunga telefonata, dissi pure che l’assassino da me presunto, era italiano, e che spesso sfogava i suoi conflitti interiori sfidando la Polizia a riconoscerlo, e pertanto ero sicura che anche questa volta, leggendo la mia intervista avrebbe rilanciato la sfida, lasciando tracce che “qualcuno” potrebbe anche riconoscere.

Quali tracce potrebbero ricondurre a lui?

Ebbene, da quanto si è presentato agli occhi degli inquirenti, sembrerebbe che per questo “rituale” o simulazione di “rituale”, siano stati utilizzati vari oggetti, dei quali solo due non appartenevano alle inquiline di quella casa.
E i due oggetti “estranei” sono appunto i mozziconi di sigaretta e la busta di plastica con la scritta Polizia, ove di solito la scientifica custodisce i reperti, ma l’assassino da me presunto ha curato un altro particolare.

Infatti se da un lato la busta di plastica rappresenta una sfida contro gli investigatori, costui è stato attento a non lasciare una busta in uso alla Polizia di Perugia.

Diciamo che se si fosse trovato anche un sigaro, o magari foglie di tabacco bruciacchiate, avremmo avuto con maggiore certezza un indizio tutto riconducibile a Firenze!

Che il mio “Mostro” non riesca a fare a meno delle sigarette, risulta perfino in alcuni atti giudiziari di recente memoria, specie quando il livore della Bestia che abita nel suo Labirinto si riflette sul suo volto e sulle mani costantemente violacee…

Resta da accertare se questo “rito” è stato realmente “celebrato” o se sia stata invece una “simulazione”.

Nel primo caso è legittimo pensare che l’assassino da me presunto, terrorizzato dal fatto che possa essere scoperto, abbia invocato Satana proprio nella casa dove fu sacrificata la povera Meredith.

Nel secondo caso, allora la “simulazione” va considerata come una ulteriore sfida agli inquirenti.
In ambedue i casi, questo episodio potrebbe porre a rischio la stessa incolumità di Amanda, la quale è presumibile che sappia e che tema, non voglia, o non possa parlare.

E poiché al di là di tutto, non si può escludere che Amanda invece dica tutto quello che forse sa, è evidente che la studentessa Americana in vita costituisce un pericolo.

Ma vi è di più, e per dovere di imparzialità è bene considerare altri eventuali aspetti di questo macabro episodio.

Non si conoscono al momento le reazioni dei difensori e dei familiari di Amanda.

Sappiamo invece che i legali di Meredith si sono espressi valutando seriamente, e per la prima volta, l’esistenza di una regia occulta….
E se vi è davvero una regia occulta, possiamo legittimamente ipotizzare che tra gli imputati, qualcuno manchi ancora all’appello.

Immediato e a caldo è stato invece il commento, forse imprudente, da parte del “gruppo” Sollecito, appunto di nome e di fatto.
Effettivamente costoro non si sono fatti sfuggire l’occasione del “fattaccio”, anzi lo hanno utilizzato come una ulteriore “prova” a sostegno della loro tesi, e cioè: “Chiunque poteva entrare in quella casa”!

Ora, conoscendo le attuali convinzioni della Pubblica Accusa, al posto dei Sollecito avrei evitato di “leggere” in questo modo l’evento, istigando così negli inquirenti anche il sospetto che qualcuno interessato direttamente a discolparsi possa aver organizzato la “sceneggiata”.

Se poi consideriamo che la famiglia Sollecito, sembra stia ricalcando lo stile adottato a suo tempo dai familiari di Anna Maria Franzoni, la mamma del piccolo Samuele ucciso a Cogne, a mio parere, in questa fase, meno parlano e meglio è per Raffaele.

Infatti, come risulta dalla stampa nazionale ed estera, i Sollecito hanno messo su un vero e proprio gruppo “investigativo-fai da te”, distribuendosi i compiti tra padri, madre, cugini, zii e parenti vari, in modo da arricchire i fascicoli della difesa di “prove” a favore del giovane imputato pugliese.

Addirittura sembra che abbiano girato tutti i negozi di scarpe sportive , sia a Perugia che a Giovinazzo, ed abbiano trovato come la scarpetta di Cenerentola, proprio quella con le impronte identiche a quelle rilevate sul luogo del delitto dalla scientifica.

Per la famiglia Sollecito sarebbe bastata questa clamorosa “prova” per scagionare del tutto Raffaele e rimandarlo a casa, nella terra di “Sacra Corona Unita”…

Purtroppo per gli inquirenti quella scarpa sembra non avere avuto alcun peso, ma la famiglia Sollecito non si arrende, ed è pronta a tentare tutto e di più…

Proprio come si organizzò la biblica famiglia della Franzoni, dal giorno in cui scese in campo l’illustre avvocato parlamentare onorevole Carlo Taormina, collega di professione e di elezione dell’onorevole Giulia Bongiorno che difende Raffaele….

A nessuno può negarsi il legittimo diritto alla difesa, stando comunque sempre attenti a non scivolare su una buccia di banana…

Ed ora qualche osservazione “in codice”….

Il delitto avviene in Italia, prima delle elezioni in America, e molti temono che il nuovo Presidente degli Stati Uniti possa essere un uomo di colore, Obama.

Il delitto avviene a Perugia, in zona “Mostro di Firenze-Caso Narducci”

Perugia è la città conservatrice per eccellenza…ma anche quella con la maggiore presenza della Massoneria.

Il Presidente-uscente Bush, ha credenze esoteriche note al mondo (vedi “Il cappello del Mago” di Massimo Introvigne)

Obama è maschio, figlio di madre bianca e padre nero.

Merdith è femmina, figlia di padre bianco e madre nera

Amanda si chiama KNOX

Fort Knox è il simbolo della forza e della ricchezza economica degli Stati Uniti, nei suoi forzieri sotterranei sono stipate immense fortune (a rischio per l’elezione di Obama)

AMANDA = ‘NA DAMA (Una Dama)

AMANDA = DA AMARE

AMANDA, la gentile Amanda, è il vero simbolo della vera gioventù degli Stati Uniti: bianca, bella, sana, vincente, seducente, sportiva, conquistatrice…

DOMANDE:

L’uccisione di una meticcia da parte dell’America più profonda e vera, voleva forse esorcizzare il pericolo di ogni commistione di pelle, di valori, di ideali?

A chi fu dato il “mandato di sacrificare”?

Fu forse questo il vero motivo per cui al presunto assassino giunse d’oltre oceano l’incarico di attivare una campagna innocentista per la bella studentessa americana?

Non sarebbe il caso di approfondire meglio i rapporti segreti tra il mio presunto assassino e l’America delle Sette Sataniche…. ?

Specie una che ha tra i propri adepti i più illustri nomi dello spettacolo, della narrativa, e della musica…. ?

Tutti affacciati alla medesima Loggia Italo-Americana, compreso l’affiliato all’Ordine Martinista Francese?

Fonte tratta dal sito .

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domenica 1 febbraio 2026

MEREDITH KERCHER: LE INSINUANTI AFFERMAZIONI DELLA BBC QUALI INTERESSI MUOVONO L'EMITTENTE INGLESE IN DIREZIONI "DEPISTANTI" DALLA VERITA'?

 MEREDITH KERCHER: LE INSINUANTI AFFERMAZIONI DELLA BBC

QUALI INTERESSI MUOVONO L'EMITTENTE INGLESE IN DIREZIONI "DEPISTANTI" DALLA VERITA'?

IL 12 FEBBRAIO 2009 SU QUESTO LINK LA BBC HA PUBBLICATO UN'ARTICOLO ALL'INTERNO DEL QUALE VI E' ANCHE UNA INTERVISTA FATTA AL PUBBLICO MINISTERO GIULIANO MIGNINI. MA CHE C'ENTRA GABRIELLA CARLIZZI E QUANTO SI INSINUA RELATIVAMENTE A PRESUNTI RAPPORTI DI COLLABORAZIONE TRA LA STESSA E LA PUBBLICA ACCUSA TITOLARE DEL CASO KERCHER? FORSE LA BBC NON HA LETTO L'INTERVISTA RILASCIATA DA GABRIELLA CARLIZZI AL NOTO GIORNALISTA HARRY WILKENS CHE RIPORTIAMO INTEGRALMENTE QUI DI SEGUITO?
PERCHE' LA BBC NON LEGGE IL LIBRO SCRITTO DA GABRIELLA CARLIZZI "MEREDITH KERCHER UN DELITTO IMPERFETTO"?

ECCO L'INTERVISTA...

{xtypo_info}AN ENGLISH TRANSLATION IS AVAIABLE TO THIS LINK{/xtypo_info}
Venerdi 6 febbraio continua il processo di Perugia che per molti è considerato come un processo di streghe.

RISPOSTA : Penso che definire un qualsiasi processo giudiziario con aggettivi o sostantivi come ad esempio « streghe » non sia corretto verso le Istituzioni e gli Stati che sono legittimamente chiamati ad esprimere una sentenza di innocenza o colpevolezza.
Fortunatamente in Italia non c’è la pena di morte, ma vige il concetto di presunzione di innocenza, valido fino all’ultimo grado di giudizio, cioè la Corte di Cassazione.
In tal senso qualunque imputato ha facoltà di difendersi mediante tutti gli strumenti previsti dai codici di procedura penale.
Abbiamo molti esempi di imputati, accusati di reati gravissimi e che poi sono stati assolti nel primo, o nel secondo, o anche nel terzo grado di giudizio.
Tuttavia la pubblica opinione spesso esprime vere e proprie sentenze diffondendole attraverso i mass-media, e questo comportamento secondo il mio parere, priva l’imputato , i suoi difensori, e gli stessi Giudici, di quella serenità indispensabile per un giudizio equo e il più vicino possibile alla verità sostanziale, che è cosa diversa dalla verità processuale.

Frattanto il processo di Perugia è degenerato in una guerra fra il clan Karcher ed i clan Knox, con fra i due il clan SollecitoMeredith, invece di concentrarsi sulla ricerca per la verità, dunque inevitabilmente per la declarazione di innocenza dei due accusati.

RISPOSTA : 
Perchè la dichiarazione di innocenza dovrebbe essere inevitabile ? Ecco un esempio di sentenza mediatica. Credo che al momento nessuno possa essere in grado di stabilire preventivamente l’innocenza ma anche la colpevolezza degli imputati. E’ legittimo farsi una idea piuttosto che un’altra, ma la verità processuale si conoscerà solo quando una Corte d’Assise avrà emesso un verdetto.
C’è da considerare che le sentenze vengono emesse sulla base delle prove che le parti in causa sono in grado di dimostrare inconfutabilmente.
E questa norma vale sia per la Pubblica Accusa, che per i difensori degli imputati che per le parti civili.
In questo caso penso che i genitori di questi ragazzi, Meredith, Amanda, Raffele, Rudy dovrebbero considerarsi in parità, come genitori colpiti da una disgrazia che vede i loro figli vittime di una società sempre più colpita da episodi tragici.
Se è vero che Meredith è morta, sono « morti » anche Amanda , Raffaele e Rudy, i quali certo non hanno più un futuro fatto di sogni come tanti altri giovani della loro età.
E poichè la verità non può stabilirla la gente, ma devono stabilirla dei giudici, penso che alimentare guerre non aiuti alla imparziale ricerca della verità.

Secondo lo stato delle cose il più recente è il più probabile che Guede sia penetrato nella casa e si è recato al WC, fù sorpreso dal ritorno della Kercher, la violentava e l'accoltellava e poi fuggiva in fretta.

RISPOSTA : Allo stato processuale dei fatti, sappiamo che Rudy Guedè ha subito una condanna di primo grado, ma lo si deve ritenere al pari degli altri imputati, « presunto innocente ». Il suo processo continuerà in sede di Corte di Appello, e sicuramente giungerà fino ad un verdetto in Cassazione, che non sappiamo se confermerà la sua colpevolezza o lo giudicherà estraneo ai fatti che gli sono stati contestati.
Guedè, poteva scegliere un processo con rito ordinario come gli altri imputati, ma ha preferito il rito abbreviato. Ciò non toglie che possa godere degli stessi diritti processuali a sostegno della propria difesa.
E’ possibile che non abbia detto tutto ciò di cui potrebbe essere a conoscenza.

Perchè il Procuratore Mignini non può essere ricusato per parzialità e/o il processo avere luogo in un'altra città?

RISPOSTA : 
Penso sia necessario chiarire alcuni aspetti del nostro ordinamento giudiziario. Innanzitutto il concetto di parzialità o imparzialità è da riferirsi ai giudici e non alla pubbica accusa o ai difensori...
Si chiama dibattimento proprio perchè la pubblica accusa e difensori dibattono tra di loro, ciascuno a sostegno della propria tesi, di fronte ad un terzo che è rappresentato dal collegio giudicante. Per questo motivo , in Italia, il pubblico ministero è considerato come un ufficio impersonale, tanto che non vi è alcuna regola che stabilisca che un determinato pubblico ministero debba essere sempre lo stesso nelle udienze di un medesimo processo, ma può variare secondo gli impegni e i turni di lavoro. Normalmente si preferisce per conoscenza della materia che sia sempre lo stesso magistrato a rappresentare la pubblica accusa, ma non è una regola.
Al contrario se varia anche un solo componente del collegio giudicante, il processo deve ricominciare da capo.
Dunque, per questioni di parzialità può essere ricusato solo il giudice.
In questo caso specifico, non risulta che i difensori degli imputati abbiano mai chiesto la ricusazione dei giudici che hanno convalidato gli arresti, che hanno rinviato a giudizio gli imputati e che hanno rigettato la richiesta di scarcerazione o in seconda ipotesi di arresti domiciliari.
Di conseguenza, poichè unico punto di riferimento di un imputato è il giudice, e non essendo stato nulla contestato ai giudici investiti del caso, è naturale che il processo si debba svolgere nel luogo ove il delitto è stato commesso.

Potreste immaginarsi che gli antenati di Mignini partecipàssero all'Inquisizione?

RISPOSTA : Non sono tra coloro che parlando di processi pensano alle streghe, e pertanto di fronte alla sofferenza di chi sta chiuso in un carcere o di chi ha perso la propria figlia, mi sembrerebbe scorretto far lavorare la fantasia come in un film.
Posso però sottolineare che da un punto di vista mediatico, mi sembra che il ruolo del PM dottor Mignini appaia abonrme rispetto al più ristretto ruolo di pubblica accusa, una delle parti in causa che sono protagoniste di un dibattimento.

Da nell'occhio che in Perugia c'è una Via delle Streghe e che alla vigilia dell'omicidio del 1° novembre 2007 aveva luogo proprio una grande commemorazione per le streghe assassinate in Italia.

RISPOSTA : 
Per rispondere correttamente a questa domanda, sarebbe necessario mettere in evidenza che la « notte di Halloween » è una mitologica tradizione che si origina dall’America e che l’Italia ha solo ereditato !
(NdR: qui c'è un malinteso, la Signora Carlizzi non aveva conoscenza di quella strana commemorazione descritta sotto http://www.universitadelledonne.it/perugia.htm )

In quanto queste due ragazze avrèbbero un qualsiasi legame con il ordine massonico della Rosa Rossa?

RISPOSTA : Non credo che Meredith e Amanda avessero legami , almeno diretti, con questa schola esoterica denominata correttamente « Ordine della Rosa Rossa e della Croce d’Oro Indipendente e Rettificato », piuttosto penso che le due ragazze siano cadute in una trappola posta in essere da un facente parte di questa schola esoterica.

Da almeno 900 anni esiste una tensione spirituale fra Perugia ed Assisi, dunque fra il Male ed il Buono. Fino a qual punto questo spirito continua nel processo?

RISPOSTA : Gli attuali protagonisti di questo processo (imputati, difensori, pubblici ministeri e giudici) sono totalmente estranei a questa realtà storica, tuttavia se un giorno uscirà fuori il vero mandante di questo delitto, forse lui saprà dirci qualcosa di più relativamente alla lotta tra il Bene e il Male.
Quell’uomo però ancora è a piede libero, e forse Amanda non ha il coraggio di parlare.

Perchè il Papa non è pronto di ricevere i genitori di Amanda?

RISPOSTA : 
Il Papa come Autorità Pastorale può ricorrere allo strumento della preghiera in soccorso di chiunque si trovi in una condizione di limitazione della propria libertà, così come può pregare per i genitori di Meredith affinchè abbiano giustizia e per la stessa Meredith invocando l’infinita misericordia del Signore.
Il Papa però, come Capo di Stato, non può ingerire sul sistema giudiziario di un altro Stato. Così come l’Italia, non ha potuto sviluppare alcune indagini ed inchieste sulle quali il Vaticano ha imposto il proprio e legittimo dominio e competenza.
Peraltro, il Papa è il Vicario di Cristo e pertanto ha una precisa identità religiosa.
Un suo intervento potrebbe essere strumentalizzato da chi è intenzionato a spostare questo processo su un piano similabile alle guerre tra religioni diverse.

Come spiegare l'attitudine passiva delle Sorelle di Santa Chiara, sia a Perugia che a Assisi e dappertutto nel mondo, persino a Seattle? Sarebbe il Vaticano dietro questo?

RISPOSTA : 
Ribadisco quanto già risposto alla precedente domanda.
Confondere la materia giudiziaria e processuale di questo delitto, nell’universo dei poteri occulti del Vaticano, può significare solo distrarre e sviare la pubblica opinione da una oggettiva e serena ricerca della verità processuale.

Perchè il nuovo presidente americano non aiuta, poichè Amanda conta fra i suoi supportori?

RISPOSTA : 
A questa domanda dovrebbe risponedere Obama. Tuttavia, conoscendo il suo curriculum e quello di sua moglie, penso che Obama , per motivi etici e di comportamento non ingerirebbe mai in un processo giudiziario italiano, prima di una sentenza definitiva. Per Obama, come per tutto il mondo, allo stato attuale Amanda è una ragazza accusata di un crimine, ma presunta innocente e con piena facoltà di difendersi. Se si ha fiducia nella Giustizia, è necessario attendere i tempi della Giustizia nell’osservanza dei codici di procedura.

Ciò che da nell'occhio è che un altro bambino di Seattle, Bill Gates, chi ogni anno distribuisce parecchie milliardi, non sottiene la campagna per Amanda…

RISPOSTA : 
Evidentemente il « bambino » di Seattle non deve obbedire ad alcun padrone….

ULTIMA DOMANDA : Signora Carlizzi, c’è qualche altra cosa che lei vorrebbe dire relativamente a questo caso giudiziario, e che non è emersa nelle nostre domande ?

RISPOSTA : 
In verità ci sarebbero molte altre considerazioni, a mio parere, meritevoli di attenzione.
Innanzitutto, l’avere inizialmente affidato una campagna mediatica a favore di Amanda ad un giornalista italiano, pregiudicato e imputato in un caso giudiziario di risonanza mondiale, come è quello denominato « Caso Narducci-Mostro di Firenze », penso sia stato il danno più grave che ha subito Amanda.
Se poi consideriamo che con questo giornalista è stato coindagato un notissimo scrittore americano, che ambedue hanno come pubblico ministero il dottor Mignini e come Giudici la stessa Gip Marina De Robertis e lo stesso Gup Paolo Micheli, allora questa può apparire una manovra sofisticata e posta in essere da poteri occulti e deviati.
Infatti io ho scritto un libro intitolato : « Meredith Kercher : un delitto imperfetto », (il libro è reperibile anche presso la libreria La Grande di Perugia) nel quale ipotizzo che sia la vittima che gli imputati siano stati oggetto di una trappola.
E’ possibile che qualcuno interessato a screditare il dottor Mignini nel processo « Narducci-Mostro di Firenze », abbia organizzato il delitto di Meredith, aspettando che il dottor Mignini fosse di turno e gli fosse assegnato il caso d’ufficio, per attaccarlo in modo trasversale : usare Meredith per screditare l’inchiesta « Narducci- Mostro di Firenze ».
Ad esempio, la campagna mediatica a favore di Amanda punta il dito solo sul PM Mignini e tralascia l’altro PM dottoressa Comodi e il giudice Paolo Micheli.
Perchè ? Semplice : nel processo « Narducci-Mostro di Firenze », il giornalista italiano che dice di essere stato incaricato dall’America a sostenere l’innocenza di Amanada, ha come suo pubblico ministero solo il dottor Mignini.
E voglio ancora precisare che lasciare Amanda nelle mani mediatiche di un pregiudicato, significa farle del male e metterla nelle condizioni di essere sospettata quale autrice di complotti in danno di un magistrato.
E’ evidente che se Amanda ha cambiato tante versioni, rinunciando ad una difesa coerente, è perchè Amanda ha paura di dire quello che sa e chi vide quella sera uccidere materialmente Meredith. Ed è anche meritevole di riflessione la abnorme richiesta di danni da parte della famiglia di Meredith, circa 15 milioni di euro.
Loro sanno che i tre imputati non potranno mai pagare questa somma, tuttavia la chiedono. A chi ? Forse sanno chi è il mandante di questo delitto e sanno anche che gli apparati occulti di cui fa parte, possono pagare ?
Ed infine vorrei chiedere : chi erano i frequentatori del locale di Lumumba ?
Perchè dopo che Lumumba è stato scagionato, quel locale è rimasto vuoto tanto da dover essere chiuso ?
Chi ha temuto di essere ripreso con la telecamera ?
E Amanda lo avrebbe riconosciuto ?

In questo quadro, se ancora si persevera ad attaccare il solo pubblico ministero Mignini, finirà che Amanda dovrà pagare anche per quello che non ha commesso, perchè in questo modo non si aiuta alla ricerca della verità, ma si rischia di irrigidire le posizioni senza la possibilità di un ampliamento di indagini che deve essere preceduto dal rispetto e dalla fiducia in chi queste indagini dovrà farle.

Siamo sicuri che i difensori di Amanda abbiano giocato bene tutte le carte a favore dell’imputata ? E se si, perchè ancora non mi hanno consultato su ciò che ho scritto nel mio libro ?

 Fonte tratta dal sito .

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