martedì 17 febbraio 2026

Delitti rituali e parassitismo psichico

 


Premessa. Il simbolismo nei delitti

In questi anni in cui mi sono occupato di delitti rituali c’era una domanda a cui non riuscivo a dare una risposta sensata. La domanda era: chi crea le coincidenze eccezionali che si verificano in questi delitti?

Faccio alcuni esempi.

Nei delitti delle bestie di Satana alcuni dei nomi dei ragazzi coinvolti sono, appunto, nomi di bestie: Volpe, Leoni, Zampollo (zampa di pollo). Satana, nella tradizioni cristiana, è sconfitto dell’arcangelo Michele; e guarda caso i due personaggi che, in tutta la vicenda, risultano la chiave per scoprire i delitti si chiamano Michele: sono Michele Tollis (che richiama il detto latino “qui tollis peccata mundi”), il padre di uno dei ragazzi assassinati, e il luogotenente Michelangelo Segreto (quindi qui non abbiamo solo Michele, ma anche l’angelo). Costui, se non ricordo male, all’epoca, era comandante dei carabinieri della stazione di Somma Lombardo. E la bestia dell’apocalisse, in alcune raffigurazioni, ha le zampe di pollo e la testa di leone.

In località Golasecca, Volpe sparò a Mariangela Pezzotta. E le sparò, guarda caso, in gola. La vicenda delle Bestie di Satana (per come la raccontano i giornali, poi abbiamo spesso detto che la realtà è ben altra cosa) finì il giorno che Volpe e Ballarin, dopo aver ucciso Mariangela, si schiantarono con l’auto presso la diga di Panperduto; dopodiché vennero catturati e processati. A Panperduto, cioè, le Bestie di Satana si… perdono. Pan era, nella tradizione cattolica di alcuni secoli fa, una delle rappresentazioni di Satana, trattandosi di un dio pagano.

Nei delitti del Mostro di Firenze, le zone del delitto, se segnate su una mappa, disegnano un cerchio (magico) attorno a Firenze; Firenze è per eccellenza la città di Dante, il poeta che mise per iscritto nella Divina Commedia il sapere templare e rosacrociano. Ora, il primo delitto del Mostro è quello di Pasquale Gentilcore, e la “Vita Nova” di Dante si apre con il verso “a ciascun alma presa e gentil core”. Più in generale la trama dei delitti richiama dal punto di vista simbolico la Divina Commedia e il quadro del Botticelli “La Primavera”, come abbiamo spiegato in altri articoli. http://petalidiloto.com/2011/03/la-primavera-del-botticelli-e-i-delitti.html

Nel delitto Moro, la vicenda si apre in via Fani (Mario Fani, fondatore del circolo di Santa Rosa) e si chiude in via Caetani al numero 9 (cioè esattamente davanti al conservatorio di Santa Caterina della Rosa) dove viene parcheggiata la Renault Rossa in cui c’era il cadavere del senatore.

Di recente, mi ha abbastanza colpito il delitto avvenuto nella mia città, il giorno in cui io avevo il processo penale per la vicenda del Mostro di Firenze, a causa della querela che mi fece tempo fa Mario Spezi. Il 13 dicembre del 2017 (quindi il giorno di Santa Lucia), in strada Santa Lucia, al numero 26 (due volte 13 quindi, ovverosia due volte il numero della morte) vengono ritrovati morti due coniugi; la donna si chiama Rosa Rita Franceschini. In altre parole: il giorno in cui, a Viterbo, si celebra un processo che riguarda quello che io ho additato come uno dei principali esponenti della Rosa Rossa (organizzazione che ha la Rosa, e santa Rita, tra i suoi simboli principali con cui firma i suoi delitti), viene uccisa una donna che ha, nel nome di battesimo, i simboli dell’organizzazione. E il cui cognome ha una certa assonanza con il mio. Difficile, per un simbolista, non notare la coincidenza. Questa volta furono addirittura i giornali a parlare di omicidio rituale, perché la coppia uccisa era disposta in un modo particolare sul letto, e il loro figlio (accusato del del delitto) aveva appena finito di leggere il romanzo “Il grande Dio Pan” di Arthur Machen, che descriveva proprio una scena del delitto simile.

Potrei andare avanti per ore. Ma in realtà di queste coincidenze e questi simboli ho parlato in altri articoli, e ora quindi non c’è bisogno di ripetere ciò che abbiamo detto mille volte.

La domanda, come ho anticipato, è come si creano queste coincidenze.

Dopo qualche tempo, avevo escluso che ci fosse dietro un gruppo di persone che organizzasse minuziosamente i dettagli di queste operazioni, compresi i giorni e l’ora in cui devono avvenire e scegliendo il nome della vittima o delle vittime. L’operazione risulterebbe troppo complicata, durerebbe anni, e sarebbe ad alto rischio di fallimento a causa di troppe variabili. Impossibile pianificare un delitto come quello Moro creando a tavolino tutte le incredibili coincidenze di quella vicenda, di cui abbiamo parlato altrove. http://petalidiloto.com/2018/03/rosa-rossa-quei-simboli-svelano-la-verita-indicibile-su-moro.html

Senza contare che se dietro tutto questo ci fosse un’intelligenza umana, prima o poi in qualche processo, in quale atto parlamentare, o in qualche libro, qualcuno ne avrebbe dato testimonianza. Invece, solo per fare un esempio col delitto Moro, non risulta da nessuna parte che qualcuno abbia ordinato di acquistare proprio una Renault Rossa, e andarla a depositare proprio al numero 9.

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L’uso della magia negli omicidi

Alcuni delitti rituali avvengono mediante l’uso della magia. In altre parole, mentre l’assassino o gli assassini agiscono sul piano materiale, un altro gruppo, o dei singoli, agiscono sul piano magico ed esoterico.

L’azione magica scatena l’azione di entità che si affiancano agli esseri umani per raggiungere il fine dell’operazione. Alcune di queste entità prendono il possesso delle persone coinvolte, agendo al posto loro. in sostanza, un prete cattolico definirebbe queste persone “indemoniate”; in gergo esoterico si dicono “parassitate”. Si tratta infatti di veri e propri parassiti psichici che prendono il controllo, a lungo o per pochi attimi, di singole persone o addirittura di gruppi.

Queste entità prendono vari nomi e hanno nomi diversi a seconda delle tradizioni esoteriche di riferimento. Eggregore, elementali… Malanga li chiamava alieni e chiamava addotti coloro che erano sotto il controllo di queste entità. I preti li chiamano demoni e chiamano indemoniate le persone soggette a questi fenomeni. La psichiatria li chiama spesso schizofrenici, talvolta dà invece una diagnosi di psicosi, quando la persona sente le voci (che in realtà sono le voci dell’entità).

Tutte le tradizioni magiche, di tutte le culture, e da sempre, si occupano di queste entità e del rapporto tra gli esseri umani e queste entità. Non c’è quindi bisogno di citare una letteratura specifica o studi specifici. Solo la profonda ignoranza in materia esoterica o spirituale fa dire a qualcuno che parlare di entità è un’invenzione o un delirio paranoico.

Si tratta di entità non umane, che prendono il controllo della persona, in senso letterale. Non a caso la maggior parte dei serial Killer ha sempre dichiarato: “Non so perché l’ho fatto. So solo che dovevo farlo”. Sono queste le parole che pronunciò ad esempio Jeffrey Dahmer, il cosiddetto Mostro di Milwaukee, che uccise e mangiò decine di vittime, il quale aggiunse anche “datemi il massimo della pena”.

E’ recente il caso del Mostro di Foligno, Luigi Chiatti, che ha chiesto scusa alle vittime.

Jonh Wayne Gacy, soprannominato Killer Clown, che uccise – pare – 33 adolescenti, dichiarò al processo di non essere stato lui ad uccidere, ma il suo “doppio”.

Una cosa molto interessante da segnalare è che alcuni serial killer, al processo, dichiararono che erano stati avvicinati da persone eleganti e facoltose che si dichiararono “interessate alla loro attività”. Un piccolo particolare, irrilevante a fini investigativi, ma assolutamente fondamentale per chi studia simbolismo e magia e conosce il comportamento di alcune confraternite occulte.

E sono molti i casi di persone che hanno ucciso e fatto vere e proprie stragi; erano persone normali fino ad un attimo prima e poi, in pochi secondi, si trasformano in mostri.

Queste entità agiscono a livello energetico, e fanno sì che tutto ciò che accada richiami l’energia dell’eggregora o dell’entità che si è scatenata dopo il rito magico.

Nel caso di Jeffrey Dahmer, ad esempio, del simbolismo della vicenda mi colpisce il fatto che costui, dopo essersi convertito al cristianesimo, fu ucciso in carcere da un certo Christopher Scarver, a 33 anni.

Facciamo un esempio di come funziona la magia in rapporto alle entità.

Se un gruppo magico che si chiama Elefante Giallo fa un rito per far morire Pippo, si scatenerà l’eggregora di questa organizzazione, e probabilmente Pippo morirà in una località chiamata Elefante, magari in un’auto gialla, e per coincidenza troveranno nella sua auto un fumetto dal titolo “Pippo e il mistero dell’elefante giallo”.

Talvolta, poi, capita che il rito non vada a buon fine. Se la persona o il gruppo di persone prese di mira dal rito sono molto forti energeticamente, o si proteggono in qualche modo, l’energia scatenata dal rito “rimbalza” su un altro soggetto o su un gruppo di soggetti con un’energia analoga, ma minore. Nell’esempio fatto, se Pippo è una persona molto forte, l’energia rimbalzerà su un altro soggetto, sempre di nome Pippo. E magari, se il gruppo che ha fatto il controrito magico si chiama “Formica Maiala”, Pippo 2 verrà ritrovato morto in un allevamento di suini e il suo cadavere sarà scoperto da un impiegato di una ditta di disinfestazione, chiamata dal proprietario a causa di un’invasione di formiche.

In altre parole, alcuni delitti rituali sono il frutto di riti non andati a buon fine. Altri, sono semplicemente andati a segno.

E, per concludere, quando in una vicenda il simbolismo è molto evidente, significa che in questa vicenda c’è l’intervento di entità (scatenate o no da un rito magico).

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Conclusioni

Per concludere, voglio fornire qui alcuni elementi di riflessione per coloro che leggono questo articolo. Dal momento che si tratta di concetti complicatissimi, posso solo offrire degli spunti, per chi vorrà meditarci sopra.

Parlando anni fa con un astrologo tra i più bravi in Italia, Ciro Discepolo, costui mi disse: “Non credo alla magia. Né ai delitti rituali. Perché quando ho fatto il tema natale e calcolato i transiti di persone famose che sono state assassinate, o che si dice siano state assassinate anziché morire di morte naturale, ho visto che quel giorno, per loro, era prevista la morte. Non sono morti per magia, ma sono morti perché dovevano morire”.

Se leggiamo le storie dei più grandi maestri spirituali (Buddha, Steiner, Yogananda, Maometto, e molti altri), la cosa che a me colpisce è che sono sfuggiti alla morte, o a trappole diverse, diverse volte. Poi inspiegabilmente, un bel giorno, muoiono (tutti e quattro i personaggi citati moriranno nello stesso modo, cioè avvelenati); e quel giorno, proprio quel giorno, non hanno evitato la loro morte, pur avendo le capacità di prevederla e prevenirla se volevano. C’è da domandarsi il perché.

E la risposta a questo perché, alla fine, è abbastanza chiara per chi si occupa di spiritualità.

Ciascuno muore solo quando deve morire. E ciascuno è solo uno strumento divino. La differenza tra un maestro illuminato e una persona comune è che il primo sa perfettamente di essere uno strumento, ne è cosciente, e quindi sa anche quando avviene il momento della sua morte, a cui non si sottrae.

San Francesco si riteneva uno strumento divino (“fa di me uno strumento della tua pace”). Yogananda si riteneva unicamente uno che faceva la volontà di Dio.

Einstein diceva che le coincidenze (quelle che Jung chiama coincidenze significative) sono “Dio che passeggia in incognito”.

Le entità sono strumenti divini.

Non a caso la magia nera e la magia bianca vengono definite “mano sinistra” e “mano destra”, di Dio.

E sono tutti strumenti divini.

Perché, come dice Fausto Carotenuto, la strategia finale la fa Dio, non Satana, che di Dio è solo uno strumento.

Il nostro libero arbitrio sta soprattutto nell’essere consapevoli delle entità che guidano la nostra vitaE nello scegliere la strada che ci possa rendere più felici. 

Nei dialoghi (spesso scontri violenti) con una mia amica che in passato praticava la magia nera, c’è –…. a mio parere – il riassunto del nostro libero arbitrio. Lei adora Crowley. Io Yogananda. Lei dice che Yogananda era un “frustrato latente”, in quanto non era felice di essere andato in America ad adempiere alla sua missione divina; che lui l’ha fatto perché doveva farlo, ma forse avrebbe preferito rimanere in India, tra la sua gente, a meditare (e in effetti ha ragione). Io replico che mi pare più infelice Crowley, il quale, in un suo diario, dichiara espressamente di non sapere quale entità guidi esattamente la sua vita. Io dico che Dio è ovunque; lei risponde che allora è anche in Crowley, e anche nei delitti rituali, e che anche lui era uno strumento di Dio.

E abbiamo ragione entrambi.

Quando qualcuno mi chiede se non mi ha spaventato il delitto di Viterbo, o perlomeno inquietato, rispondo di no; perché forse è tutto una coincidenza, o forse no. Non posso saperlo. Può essere il risultato di un rito non andato a buon fine, in cui sono incappate delle persone a caso. Oppure un rito andato a buon fine. Non ho le risposte e non pretendo di darle. So solo che c’è un disegno divino dietro a tutto, e questo mi tranquillizza.

 

 

«Ora è finita. Qui non si è mai trattato di cercare di essere liberato. Non ho voluto mai la libertà. Sinceramente, volevo la pena capitale per me stesso. Qui si è trattato di dire al mondo che ho fatto quello che ho fatto, ma non per ragioni di odio. Non ho odiato nessuno. Sapevo di essere malato, o malvagio, o entrambe le cose. Ora credo di essere stato malato. I dottori mi hanno parlato della mia malattia, e ora mi sento in pace. So quanto male ho causato… Grazie a Dio non potrò più fare del male. Credo che solo il Signore Gesù Cristo possa salvarmi dai miei peccati… Non chiedo attenuanti.»

Dichiarazione di Jeffrey Dahmer al processo. Poco tempo dopo fu ucciso da un certo Christopher Scarver.

Fonte tratta dal sito .

venerdì 13 febbraio 2026

I vostri bambini. La dichiarazione processuale di Charles Manson

 Riportiamo alcuni brani della lunga dichiarazione che venne fatta da Charles Manson al processo. Il giudice decise che i giurati non potevano ascoltarla (temendo forse che anche da questa unica dichiarazione essi potessero cambiare idea sulla sua colpevolezza).

Occorre tenere presente, per capire alcuni passaggi, che Manson stava per essere condannato a morte (come poi è avvenuto con la sentenza).
Tecnicamente, il fatto che fosse stato ordinato alla giuria di non ascoltare la dichiarazione, costituiva un’irregolarità processuale.

 

Ho passato la mia vita in carcere.

Ho sempre visto la gente del mondo libero come i buoni
e la gente nelle prigioni come i cattivi.
Sono sempre stato in galera e sono rimasto stupido,
osservando il vostro mondo crescere,
senza riuscire a capirlo, senza capire le cose che voi fate.
Ho fatto del mio meglio per tirare avanti nel vostro mondo.
Ho fatto tutto ciò che ho potuto per andare d’accordo con voi e non ho ordinato a nessuno di voi
di fare nulla di più di quello che voleva fare.
quello che voglio è essere in pace
qualunque cosa comporti.

Ma questo non me lo permettete.
Perché il vostro mondo è fatto di immondizia ai lati della strada,
e io sono una delle vostre immondizie.
Ora volete uccidermi. Ma io sono già morto, lo sono stato per tutta la mia vita.
Io vivo nel mio mondo,
e sono il re del mio mondo,
anche se è un immondezzaio,
se è nel deserto
o da qualunque altra parte.
Voi potete uccidere il corpo
ma non potete uccidere l’anima
L’anima è sempre là
all’inizio e alla fine
non potete fermarla
è più grande di me
Nella mia mente io vivrò per sempre
e nella mia mente io ho sempre vissuto
sono solo quello che avete costruito.
Vi aspettate di spezzarmi?
Impossibile, mi avete spezzato anni fa.
Stavo seduto in cella
quando il tipo mi apriva la porta e diceva “vuoi uscire?”
io lo guardavo e dicevo:
e tu vuoi uscire? tu sei in prigione, tutti voi siete in prigione
la legge che è in voi è peggiore della legge che è in me.

Voi avete reso i vostri bambini quello che sono, questi bambini che vengono da voi con i coltelli, sono i vostri bambini, glielo avete insegnato voi.
Dite quanto sono cattivi e assassini i vostri bambini, ma glielo avete insegnato voi.

Voi avete resi i vostri bambini quello che sono.
Ai bambini spiegate che cosa non devono fare nella speranza che escano e lo facciano, cosicché voi possiate giocare il vostro gioco con loro.
Ai soldati insegnate ad uccidere,
e loro vanno ed uccidono
poi li processate e li mettete in prigione perché hanno ucciso.
Se un soldato va sul campo di battaglia ci va rischiando la sua vita,
ma questo gli dà il permesso di prenderne una?

Non ho niente contro nessuno di voi.
Non posso giudicare nessuno di voi.
Ma penso che sia il momento buono perché voi tutti cominciate a guardarvi, e giudichiate le bugie nelle quali vivete.
Voi non siete voi, siete solo dei riflessi, siete riflessi di tutto ciò che credete di sapere, di tutto quello che vi è stato insegnato;
i vostri genitori vi hanno detto che cosa siete,
vi hanno costruito prima che voi aveste sei anni
e quando voi eravate a scuola e vi facevate il segno della croce e giuravate fedeltà alla bandiera,
essi in realtà vi intrappolavano
perché a quell’età voi non conoscevate nessuna menzogna
finché quella menzogna non fu riflessa su di voi,
è sbagliato non avere denaro, è sbagliato pagare in ritardo le rate della macchina, è sbagliato rompere la TV, è sbagliato, è sbagliato,
voi continuate, lo ammucchiate nella vostra mente, voi siete bastonati da tutto ciò e dalla vostra confusione.
Ognuno di voi è solo un riflesso degli altri
Voi non mi sembrate veri.
Voi mi sembrate il composto di ciò che qualcuno vi ha detto che siete
voi vivete per le opinioni degli altri
non siete sicuri di come siete
e vi chiedete se sembrate a posto.
prendete un’altra alka seltzer
e un’altra aspirina e sperate di non dover pensare alla verità.
Perché? Perché? Perché?
I vostri perché vengono da vostra madre
vostra madre vi insegna i perché
voi continuate a chiedere e lei continua dirvi i suoi perché
e vi riempite il vostro piccolo cervello di perché.
Voi proiettate paura,
e cercate qualcosa su cui proiettarla.
Quando siete piccoli tenete la bocca chiusa
e quando qualcuno vi dice “seduto”
voi vi sedete finché non capite che lo potete colpire
e se lo capite vi alzate lo colpite e dite a lui di sedersi.

L’ira che riflettete su di me
è l’ira che avete nei vostri confronti.
Io sono voi
Voi siete il mio sangue
Voi siete mio fratello
è per questo che non posso combattervi.
Non mi interessa come vi sembro
non mi interessa cosa pensate di me
e non mi interessa sapere cosa farete di me.

Non avete alcuna idea di quello che state facendo, e voi state facendo ciò che fate solo per denaro.
Non passerà molto tempo prima che vi uccidiate tutti da soli, perché voi siete tutti pazzi.
Voi siete tutti assassini,
voi uccidete cose migliori di voi.
L’essere umano non esisterà ancora per molto tempo
Dio vi chiederà di prendervi le vostre responsabilità

Dovreste tutti guardarvi attorno, affrontare i vostri bambini e cominciare a seguirli e ascoltarli.
Ma siete troppo sordi, muti e ciechi, per fermare ciò che state facendo.

Ma va bene. Va tutto bene. Non fa davvero nessuna differenza perché comunque stiamo andando tutti nello stesso posto.
Tutto è perfetto.

Voi avete portato sul banco dei testimoni il tizio che è contrario ad uccidere
e gli state chiedendo di uccidervi
di giudicarvi
perché voi tutti sapete
e io so che voi sapete,
e voi sapete che io so che voi sapete.
Quindi, chiudiamo il cerchio.

 

Manson fu condannato a morte, senza prove al di fuori della testimonianza di alcuni squilibrati, ma la sua pena è stata commutata in ergastolo a causa del cambiamento della legge californiana che ha abolito la pena capitale.
E’ tuttora detenuto, scontando una pena per un delitto che non ha mai commesso.
Di Charles Manson è stato pubblicato il libro illustrato a cura di Rudy De Amicis, edito da Stampa alternativa, intitolato “Charles Manson”, che contiene altre parti della dichiarazione.

Fonte tratta dal sito .

giovedì 12 febbraio 2026

IL DELITTO DI COGNE

 DELITTO COGNE

UN DOCUMENTO SCONCERTANTE...
IN ESCLUSIVA PROPONIAMO AI LETTORI UN DOCUMENTO SCONCERTANTE AL PUNTO DA SCATENARE ALL’EPOCA DEI FATTI SINGOLARI DI CUI FU PROTAGONISTA GANRIELLA CARLIZZI, L’IRA DELL’AVVOCATO TAORMINA, CHE “MINACCIO’” DI FAR CHIUDERE LA TESTATA DEL GIORNALE, SE AVESSERO PUBBLICATO QUANTO DISSE STEFANO LORENZI SENZA SAPERE DI ESSERE INTERCETTATO IN ATTI DI UNA DIVERSA INCHIESTA....L’INCONTRO AVVENNE ALL’HOTEL PARCO DI MONTEACUTO IL 16/03/2002....
COGNE: UN DELITTO ANNUNCIATO

E’ d’obbligo fare una premessa, anche per comprendere in seguito i punti oscuri che possono determinare in un soggetto apparentemente sano, deliiti inspiegabili, privi di movente da parte di chi li commette, deltti efferati che vengono indotti a distanza, mediante tecniche sofisticate tali da esercitare su chi ne è ignaro, ciò che si chiama “il controllo delle menti”, fino a detreminare un impulso omicidiario, che szeppure presenta le caratteristiche del raptus di follia, da un punto di vista scientifico lo si può definire un impulso scatenato da ipnosi a distanza.

No, non stiamo parlando di fantascienza, ma come risulta da una casistitica di ricerca approfondita in una sfera pressochè sconosciuta e che Gabriella Carlizzi analizza da anni, la maggior parte di delitti inspiegabili, nel loro movente vanno ricercati all’interno di un settore che si avvale del potenziamento dei poteri della mente con strumenti esoterici, e di esercitazioni atraverso somministrazioni di test illegali su personaggi che mostrano particolare recettività come rice-trasmittenti, da un polo all’altro, da una sfera cerebrale a quella di un altro, stabilendo un campo magnetico sulla cui griglia scorrono onde munite del “comando” da eseguire.
Ed ecco che il soggetto ricevente da sfogo a quella che poi, quando lo confessano, definisce “una forza superiore e interna cui non ho potuto resistere, un forza che mi comandava di uccidere..”
Il discorso sarebbe assi più ampio e sicuramente sarà sviluppato sulle pagine di questo sito, ma anche con alcne pubblcazini che editerà la nostra Casa Editrice Mond&editori srl, tuttavia questa breve premessa, nell’affrontare il caso del delitto di Cogne, caso a nostro avviso destinato ad essere ridiscusso, è d’obbligo per quanto svelai, io stessa, ad un Magistrato ben dieci giorni prima di tanto orrore, a Perugia, dopo due giorni durante i quali avevo spiegato il terribile fenomeno che si manifestava nei più svariati ambiti della criminalità avvalendosi di codici segreti e criptati nei massmadia, o in altri veicoli universali. Nel salutarci, dopo due giorni di interrogatorio, l’Inquirente mi chiese: “Signora Carlizzi, secondo la sua decriptazione, cosa dobbiamo attenderci a breve, da questa “organizzazione” che sembra avere una base operativa su un altro pianeta?”
Ed io: “Dottore, in realtà l’organizzazione ha aperto in tutto il mondo ben 49 scuole di altissimo livello, la cui finalità è appunto il controllo delle menti a distanza tra soggetti diversi. In ogni caso, posso dirle che nei prossimi giorni, sarà ucciso un bambino, maschio, al di sotto dei cinque anni e che attualmente vive in un posto che simbolicamente chiamano il “Paradiso”...Questo bambino ha un nome biblico...”
E il Magistrato, in presenza di due dei suoi uomini della PG, incalzò:” E perchè dovrebbero uccidere questo bambino?” Risposi: “Il movente non sarà nella mano di chi eseguirà il delitto, bensì sarà un’offerta sacrificale che lorganizzazione “offrirà” ad una divinità esoterica , non satanica, per avere protezioni giudiziarie nell’ambito di un’inchiesta che è sotto i riflettori di tutto il mondo, e che vede quali responsabili e pluriomicidi un gruppo di insospettabili, personaggi noti nel campo della cultura, dell’arte, della scienza ma che tutti hanno in comune un vissuto di devianze a livello mentale e sessuale”.
Trascorsero pochi giorni, e la voce del Magistrato al telefono, era tremante, inorridita.... “Signora Cralizzi, si è verificato quel delitto di cui lei mi anticipò, ricorda? La vittima è tale e quale a come lei me la descrisse, compreso il nome biblico, Samuele.... e lei sa, chi era Samuele nella Bibbia vero?”
“No dottore, in questo momento non mi sovviene...”
“Era proprio un Giudice..... Lei mi disse che questo delitto sarebbe servito quale offerta per evitare guai giudiziari, se ben ricordo..”
“Esattamente dottore. Ora mi faccia decriptare il codice, poi fornirò a lei o ai Magistrati di Aosta informazioni che si riveleranno utili...”.
Ed effettivamente iniziò tra me e alcuni “addetti ai lavori” un fitto scambio di telefonate e di fax i cui elementi conducevano fin dall’inizio ad individuare come “ignara manovalanza” del delitto Anna Maria Franzoni, ma anche chi intorno a lei, si era consapevolmente reso complice, e che lei ha sempre “coperto”... almeno fino ad ora.
Evidentemente dovevo entrare anche in questo ennesimo caso giudiziario, così come per tanti altri, senza che dipendesse da un mio preciso interesse, ma tutto avveniva ai iei occhi come casuale.
Tutti sanno che in quel periodo la grande stampa parlava di me, quale “supertestimone” nell’inchiesta sul cosiddetto “Mostro di Firenze” inchiesta che all’epoca aveva sposato in pieno la pista per così dire esoterica.
E fu in tale ambito, che d’accordo con gli inquirenti, dovetti prestarmi ad una “trappola” accettando di partecipare ad un incontro e ad un pranzo un pranzo, persso il Park Hotel di Monetacuto, ove avrei incontrato un “testimone ex Sismi” e i suoi due difensori, l’avvocato Bezicheri del Foro di Bologna e l’avvocato Roversi.
Naturalmente gli uomini del Gides, coordinati dal dottor Giuttari e da me avvertiti il giorno prima, avevano provveduto a predisporre ogni strumento investigativo capace di documentare l’incontro, ma anche il seguito di quella giornata che non dimenticherò mai.
Infatti , non appena il “testimone ex Sismi” si congedò, i due avvocati mi pregarono di restare in quanto avevano predisposto un ulteriore incontro, con due persone che pur essendo sotto i riflettori di tutto il mondo, nessun organo nè della carta stampata nè delle televisoni erano riusciti ad avvicinare, e chi si spinse un pò di più, finì all’ospedale e con la macchina fotografica a pezzi, per come reagì uno dei diretti interessati, considerato nella zona un vero e proprio “boss”.
Fu così che mi trovai davanti Stefano Lorenzi e suo suocero.
Mi venne istintivo abbracciare Stefano, mentre salutai con una gelida stretta di mano il padre di Anna Maria.
Era proprio il giorno in cui in quelle stesse ore si stava svolgendo il primo interrogatorio in carcere della mamma di Samuele, assistita all’epoca ancora dall’avvocato Grosso.
I due avvocati, introdussero il discorso, con il pieno disappunto che non mancai successivamente di rimarcare in privato, giustificando che avevano ritenuto di presentarmi a Lorenzi e Franzoni, in quanto io ero per conto del loro studio legale, una delle più quotate esperte in indagini difensive per la specificità relativa a crimini con caratteristiche di magia, esoterismo, satanismo e quanto, a loro avviso, avrebbe dovuto essere l’unica strategia per sollevare Anna Maria da una imputazione di omicidio di primo grado o quanto comunque l’avrebbe portata verso una sentenza di condanna all’ergastolo.
A questo punto, preferisco ripercorrere quell’incontro attraverso quanto fu riportato dal quotidiano “Il Giornale D’Italia” a cura di Maria Antonietta Spadorcia, alla quale consegnai le registrazioni di quanto fu detto in quell’occasione, registrazioni documentate dagli stessi strumenti che il dottor Giuttari aveva fatto predisporre per l’incontro con il “testimone –ex Sismi”, e che pertanto restarono lì come intercettazioni ambientali finchè io non me ne andai, per poi essere riprese dagli “addetti ai lavori” della Polizia Giudiziaria.
Sul “Il Giornale D’Italia” di lunedì 16 Settembre, in prima pagina comparve un servizio che scosse l’intera pubblica opinione, oltre che la fribonda ira dell’Avvocato Taormina, smentito poi dal suo stesso collega e collaboratore.

Ecco l’articolo :

DELITTO DI COGNE: PUBBLICHIAMO TUTTI I RETROSCENA DI UN INCONTRO
TENUTO FINORA SEGRETO

UNA DOMANDA PESANTE COME IL PIOMBO


STEFANO LORENZI CHIESE: “POTREBBE ESSERE STATA ANCHE ANNA MARIA?”


Un incontro segreto tra il marito e il padre di Anna Maria Franzoni, la mamma del piccolo Samuele ucciso a Cogne il 30 gennaio scorso, due avvocati e una studiosa di esoterismo.

Ricostruito con documenti scritti ed audio ciò che avvenne il 16 marzo all’Hotel Parco di Pianoro.

Era il giorno del primo interrogatorio in carcere della donna. L’inchiesta, anticipata da un’Agenzia di Stampa, è stata definita dall’Avvocato Taormina, difensore della Franzoni, opera di “sciacallaggio”, prima ancora della ubblicazione. Ma il legale di Lorenzi, Francesco Maisano, ha confermato l’incontro.

Dalla pagina 2 del “Il Giornale D’Italia del 15 Settembre 2002


INCHIESTA ESCLUSIVA: A COGNE SI FA STRADA LA PISTA SATANICA


RETROSCENA

DI UN INCONTRO

SEGRETO


L’ISTINTIVA REAZIONE DI STEFANO LORENZI: ”POTREBBE ESSERE STATA ANCHE

ANNA MARIA?”

A CURA DI MARIA ANTONIETTA SPADORCIA

Ci sono due storie che si sono incontrate per un attimo. Uno solo. Si sono incontrate il 16 Marzo scorso all’Hotel Parco di Pianoro. Perchè ne parliamo oggi a distanza di tempo? Per dovere di cronaca, per contribuire a far luce su un fatto di rilevanza nazionale. Nulla viene sbandierato a caso. Quello che ora racconteremo è la cronaca di un fatto che parla ancora di Cogne e dell’omicidio del piccolo Samuele. Ma prima è necessaria una premessa.

GIANFRANCO MANDELLI
E I “REPERTI”
SUL MOSTRO DI FIRENZE

Gabriella Carlizzi è nota alle cronache. E’ una di quelle donne che hanno una convinzione e la portano avanti fino in fondo. Tanto da mettere le mani e gli occhi su una setta satanica, che poi venne ricondotta, tra le altre piste, a quella del Mostro di Firenze. Mesi di indagini, collaborazioni con le Procure del centro Italia, registrazioni telefoniche e un incontro organizzato dall’avvocato Marcantonio Bezicheri e da un suo ex collega Giovanni Roversi.

Ex, perchè “per problemi con alcuni clienti”, come ci ha detto Bezicheri, fu radiato dall’albo e ora svolge il ruolo di “ragazzo di studio”. E da “bravo ragazzo” organizzò insieme al legale bolognese una sorta di meeting all’Htel Parco di Pianoro.

L’interlocutore importante era Gianfranco Mandelli, uomo chiave nell’inchiesta sul Mostro di Firenze. Il perchè di quell’incontro è in un fax che proprio Roversi spedì alla Carlizzi:

Con la presente sono a chiarire che l’avvocato Bezicheri ebbe a rivolgersi a lei, in quanto sollecitato dal Mandelli a reperire persona o Ente che potesse coadiuvarlo nel reperimento e acquisizione di reperti che, a detta dello stesso, sarebbero di essenziale importanza in alcune inchieste, ma che lo stesso dovrebbe recuperare all’estero in luogo sicuro e da lui soltanto conosciuto”.

Dunque l’incontro.

Tra i presenti, intorno ad un tavolo da pranzo imbandito c’era anche Checco Ruggeri, di professione panettiere, amico di Mandelli... e non solo di lui.

Questo racconto sarà pieno di perchè, ci scuserete, ma lo abbiamo ricostruito pezzo dopo pezzo e cerchiamo di renderlo il più chiaro possibile.

La domanda è: perchè la Carlizzi? Beh, nell’inchiesta sul Mostro di Firenze, la traccia esoterica, le setta di cui vi parliamo nel pezzo in basso, è stata frutto dei suoi studi su codici segreti. Tutto questo avveniva il 16 Marzo. Il delitto di Cogne si era consumato un mese e mezzo prima e il 14 la mamma di Sammy era stata arrestata.

STEFANO LORENZI
E GIORGIO FRANZONI
A COLLOQUIO

CON GABRIELLA CARLIZZI

Lo stesso giorno, nello stesso posto, l’avvocato Bezicheri e Giovanni Roversi, prepararono una “sorpresa” alla Carlizzi.

Lei lo racconta così: “ Verso le ore 17 circa, poichè si era concluso l’incontro con le altre persone di cui ho già riferito all’A.G. competente , l’avvocato Bezicheri e Roversi invitavano me e mio marito a trattenersi ancora in quanto io avrei dovuto incontrare altre persone. Con mio stupore venivano introdotti nella saletta riservata il signor Stefano Lorenzi e il signor Giorgio Franzoni”

Perchè? Era un momento difficile per la famiglia di Anna Maria: prima solo dubbi su di lei, poi ufficialmente indagata.

Non bastava il lavoro del difensore, bisognava seguire tutte le piste per arrivare alla verità.

E una di queste era quella satanica. Ad avvalorarla c’era un elemento raccontato proprio da Stefano: “ La sera prima dell’omicidio, davanti alla viletta di Cogne, lui e la moglie avevano notato delle gocce di sangue a forma di cerchio. Altro sangue era stato trovato in garage.

Una follia? Un altro fatto sconcertante era stato riferito dalla stessa Carlizzi una settimana prima del massacro di Sammy ad un Magistrato: “Ho trovato un altro codice. Uccideranno un bambino, al di sotto dei cinque anni, e con un nome biblico e vicino al Paradiso”.

E aveva aggiunto: “Lo scopo è quello di avere protezione dai guai giudiziari”.

In una lettura del fenomeno il nome Samuele non solo è biblico ma è anche quello di uno dei Giudici. Simbolismo a parte, Stefano e Giorgio, avevano voluto avere dalla signora delle spiegazioni su questi fenomeni.

E allora immaginiamola quella porta che si apriva, usciva Mandelli, usciva Ruggeri e si fermava. “Giorgio, che ci fai qui?”. Poi un lungo abbraccio tra i due.Checco, il panettiere di Monzuno, amico anche del papà di Anna Maria? “Verissimo”, ci dice oggi al telefono dopo un attimo di smarrimento. Ed eccolo Stefano, imbarazzato, un pò nervoso, così almeno lo descrive la Carlizzi. E poi Giorgio, l’uomo forte “scettico”, “ostile”, ( le impressioni le potrete leggere nella telefonata tra Gbariella Carlizzi e Giovanni Roversi del 20 Marzo, riportata nella scheda). Una lunga spiegazione, la teoria dell’ipnosi a distanza e Stefano che continuava a tormentarsi le mani: “Signora, sulla base della sua tesi, potrebbe davvero essere stato chiunque, anche Anna Maria?” .

Il quesito e la risposta secca: “Si”. Un attimo di smarrimento, altre domande, mentre continuava a prendere appunti su un blocchetto: “ Senza però esserne consapevole e senza essere pazza?”. Un’altra conferma. Si aprivano nuovi scenari. Stefano pensava, e poi:

“ E può succedere che un giorno ricordi tutto? Ma proprio tutto?”

Gabriella descrive così quel momento: “Si, rispondevo io, mentre a Stefano cominciavano a tremare le mani, tanto che io ho notato, guardandole, che non portava la fede nunziale”.

Altra spiegazione, la “materializzazione a distanza”, il “ponte psichico di controllo” che avrebbe potuto portare all’omicidio. Ma questo “ponte” si riferiva a “un’asse Bologna-Torino”. Questa la spiegazione della Carlizzi e Stefano ci pensava su: “ Di persone vicine a mia moglie di Torino c’è solo Ada, la psichiatra”.

Già, ma la Satragni che fine ha fatto?

LA TELEFONATA
CON GROSSO

Il 16 Marzo era anche il giorno del primo interrogatorio di Anna Maria in carcere. E l’avvocato Grosso chiamò Stefano. “ Quaranta minuti di telefonata – racconta Gabriella – lui con le spalle al muro, quasi accasciato su se stesso e continuava a ripetere: “Che ne sò delle letture di mia moglie?”. Poi parlano anche di lettere da firmare”.

Il resto è cronaca. L’unico commento di Lorenzi dopo la telefonata fu: “ Se l’è cavata benissimo, non ha avuto nemmeno una flessione di commozione”.

Ma Grosso sapeva di quell’incontro di Stefano con Bezicheri e la Carlizzi? Auspichiamo che Giudici Periti e Avvocati riescano a dare un volto all’assassino di Sammy.

Dalla pagina 4 del “Il Giornale D’Italia” del 15 Settembre 2002

LA TELEFONATA: DOPO L’INCONTRO LA CARLIZZI PARLA CON ROVERSI


LO SCONCERTO CORRE SUL FILO


Gabriella Carlizzi: "Quel giorno il cazziatone se lo prende pure... mi dovete mettere in una condizione...

Giovanni Roversi : Io... non prendere decisioni, io non so niente...

C: Aspetti un attimo... mi avete fatto trovare all'improvviso davanti Stefano e Giorgio Franzoni, tanto che io sono rimasta perchè avrei gradito... tanto ormai lei mi ha conosciuto come una persona schietta e... avrei gradito che almeno ni avesse avvertito. Mi sono trovata davanti a quei signori senza essere minimamente preparata ad incontrarli. Solamente qualche giorno prima avevo saputo telefonicamente dell'avv. Bezicheri che mi aveva detto : " Guarda che dopo che abbiamo finito questo incontro riservato, poi magari ci vediamo allo studio da me perchè mi ha telefonato la famiglia Lorenzi, però prima di assumere la difesa volevamo parlare un attimo con te". Questo io sapevo... invece di punto in bianco mi avete fatto incontrare con loro... e ho provato anche un certo imbarazzo nel senso che io mi ero davvero formalmente interessata al caso prima ancora addirittura che accadesse. E poteva esserci per esempio qualche incompatibilità perchè io non ho potuto dire loro in che termini ne sono interessata. Ma i risultati del codice scientifico cui facevo riferimento, danno risultati che hanno portato a delle risultanze che potrebbero la famiglia Lorenzi e Franzoni non essere d'accordo.

R: E comunque vede, io credo che ci sia una... veramente basilare.

C: Voi me lo dovevate dire.

R: ... anche l'avvocato Bezicheri mi sottolineava come la tesi manifestata sia poi la tesi che in gran parte affiora dal Vaticano, dal... come si chiama?

C: Dal Vaticano?

R: Sì, sì, sì. Perchè mi diceva che l'organo ufficiale di stampa del Vaticano ha già parlato due o tre volte di possibilità di...

C: ... ma questo io non lo so...... perchè io non conosco...

R.: L'Osservatore Romano...

C.: Non lo conosco

R.: ... ha già fatto due articoli sostenendo la possibilità di satanismo e cose così...

C.: Meno male che cominciano a ....

R. : Proprio ieri sera c'è stato un servizio, non mi ricordo dove, sul telegiornale, da qualche parte in cui si parlava dei vari esorcismi del Papa che sono stati gravissimi, eccettera, eccettera...

C.: Ma vede avvocato che è uscito fuori un particolare che nessuno sapeva, nemmeno i magistrati, credo. E' uscito il particolare circa le gocce di sangue. E' un particolare molto inquietante... ripeto, ero un pò frastronata perchè non mi aspettavo di incontrare Lorenzi e oltre tutto frastrornata lo sono stata per tutta la serata perchè, che cos'è successo? sulla via del ritorno mi ha raggiunto sul telefonino una giornalista di una grossa testata per dirmi: "Come mai tu non mi hai detto che hai incontrato i Lorenzi?"...

R.: La cosa strana è che anche a Bezicheri è arrivata una comunicazione di una giornalista: "Ma hai assunto l'incarico di Lorenzi?"... cosa che ...

C.: Ma io non ho ... che poi ero rimasta... certo che hanno voluto fare l'incontro riservato per il Mandelli, portare qui le persone che sono pedinate giorno e notte salla stampa...

R. : ma non è mai apparso il Mandelli ...

C. : ma io mi riferivo a Lorenzi... portare qui Lorenzi, dico, altro che riservatezza di incontro! I Lorenzi hanno tutta la stampa addosso, tanto che io dopo un'ora mi sono pentita... e non ho potuto negare le cose che avevamo già visto e probabilmente che avranno pure fotografato. Anche perchè a me mi conscono tutti, quindi questa cosa... mi hanno chiesto...gli avvocati Bezicheri e Roversi, probabilmente sono stati contattati... io non lo so ... mi sono trovata all'improvviso di fronte e certamente non lo immaginavo. Perchè era una qualche stampa a conoscenza che io prima che accadesse questa cosa me l'aspettavo con queste caratteristiche. E' formalizzato quindi... è con il magistrato e ci sono agli atti per quel che mi riguarda. Io sono entrata nel dettaglio tant'è che parlo di un punto di arrivo... lo dico consapevolmente. Ecco perchè dicevo: se me l'avesse detto prima io avrei esternato quello a cui sono arrivata attraverso il codice e voi avreste valutato se ci fossero delle incompatibilità tra il ruolo di un difensore o potenziale difensore... che deve vedere gli interessi e difende... e quello che.. .mi ha portato a determinate conclusioni... non so se mi sono spiegata.

R. : La cosa che per certo aspetto ci interessa... per prima cosa bisogna vedere come sono avvenuti fatti. Ora se queste cose sono avvenute sotto... non so... analizzerei in che modo sono avvenute.

C. : Non so se lei ha notato, lei è un attento osservatore, che le domande che mi rivolgeva Stefano Lorenzi erano impressionanti per quanto precise. Lei ne sarà accorto.

R. : Sì, certo

C. : ... ma quando siamo entrati nella fase in cui lui ha voluto sapere se il soggetto poi può ricordare all'improvviso, lei si è accorto che lui mi ha chiesto: "Ma proprio tutto ricorda?" E io istintivamente mi sono accorta...

R. : Ho coperto un pò di cose... un pò vagamente...

C. : Però ho notato che lui ha avvertito un pò di inquietudine, di paura, tanto che, questo te lo dico in confidenza, io mi sono accorta che gli tremavano un pò le mani. Aveva la penna con il blochetto e prendeva appunti... e poi guardandogli le mani perchè gli tremavano poi mi sono accorta, non porta la fede. Strano perchè loro si dichiarano una famiglia molto cattolica, molto ... avevo notato questo particolare che poi ho annotato nei miei appunti perchè per me queste cose ...

R. : Hanno la loro importanza ...

C. : Sì, hanno importanza. però lui, incalzava, a differenza del suocero che ...

R. : Sembrava ostile ...

C. : Scettico... il timore che non ha saputo ben nascondere Stefano forse perchè non era preparato all'affrontare quel tipo di discorso, il timore non era rivolto alla moglie. Era come se... la moglie nel ricordare tutto avrebbe potuto ricordare anche qualcosa che riguardava non solo la moglie... io ho percepito con esattezza questa cosa tanto che a un certo punto mi sono alzata, ho detto in fretta... e quindi è un caso che andrebbe affrontato in questi termini... Certo io mi sono convinta, ma non posso convincere gli altri... ognuno ha le sue convizioni... Sono convinta che si è trattato di un altro...

R. : Di un rituale ....

C. : Pensi che nella stessa settimana che chiamai questo magistrato di domenica e dissi chiamai subito i suoi colleghi a Cogne perchè i codici... oltretutto... lo scopo del prossimo delitto sarebbe stato uno scopo per avere protezione attraverso un sacrificio da guai giudiziari. E addirittura il procuratore con cui avevo parlato... per dirle quanta attenzione c'è a questo fenomeno del futuro del crimine, di questo ne sono convinta. Questo procuratore fu lui a dirmi: "Ma lo sa che mi sono andato a vedere sulle letture sacre la storia di Samuele ed era uno dei giudici?". Non mi stupisco procuratore... quando parlavo di parametri c'era anche il simbolismo, ma questo simbolismo è andato oltre le aspettative nel senso che non parliamo solo di nome biblico, ma parliamo di quel nome biblico che aveva la funzione di giudice e avevo detto, vedete che sarà fatto e dovrà corrispondere alla funzione di protezione dai guai giudiziari. Poi c'è tutta una dottrina che dovremmo parlare... di Bezicheri. Voglio solo dire di atti di letteratura, di casi particolari, sono 10 anni... ho un materiale enorme e posso sostenere delle tesi molto interessanti. Quantomeno molto interessanti. E infatti ieri sera ho avuto modo di parlare con XXX di XXXX e ... nessuno è riuscito a incontrare Stefano Lorenzi, mi ha detto: guardi che XXXX la richiama perchè lei ha incontrato Lorenzi, si rende conto? Lei dovrà venire a XXXX. In non ci vengo a XXXX... Questa cosa sta fibrillando e che ... all'inizio come una scorrettezza perchè mi dovete avvertire, però poi ho pensato, è stata anche un'imprudenza. Perchè se ci tenevate alla riservatezza dell'incontro con Mandelli...

R. : Ma Mandelli nessuno lo conosce...

C.: Ma lei non sa che Ruggeri è amico non so da quanti anni con Franzoni, col papà di Anna Maria

R.: Eh!

C. : E si sono riconosciuti lì, si sono abbracciati.

R. : ... faccio... per Bezicheri... poi ...

SENZA AVER LETTO QUESTO ARTICOLO HANNO DETTO ....

STEFANO LORENZI

"Mai ho avuto dubbi su mia moglie" : tramite il suo legale Francesco Antonio Maisano, Stefano Lorenzi smentisce l'anticipazione della nostra inchiesta. E oltre alla smentita il marito di Anna Maria Franzoni annuncia querele : "Procederemo ad azione legale diretta ed immediata - precisa l'avv.Maisano - nei confronti di tutti coloro che divulgheranno questa notizia da ritenersi assolutamente falsa e priva di fondamento. Il mio cliente non ha mai espresso dubbi del genere". All' avvocato Maisano Stefano Lorenzi ha comunque confermato quell'incontro del 16 Marzo : " Mi ha detto che fu una riunione brevissima che ebbe per oggetto la presunta pista satanica, a cui oggi non crediamo assolutamente più. Non stiamo dietro a farneticazioni anche perchè abbiamo le idee chiarissime".

AVVOCATO TAORMINA

"La follia e lo sciaccalaggio di organi di stampa, talvolta anche sperduti, non hanno limiti" : l'avvocato Carlo Taormina difensore di Anna Maria, replica, anticipatamente sulla nostra inchiesta, "Gli atti dell'inchiesta di Cogne - aggiunge Taormina - parlano con estrema chiarezza della solidarietà amorevole ed affettuosa che Stefano Lorenzi ha sempre riservato alla moglie nell'unico presupposto delle sua assoluta innocenza e dell'immensità del dolore dell'assasinio del loro figlio". Poi la conclusione: "Valuterò in tempi brevissimi la praticabilità di una richiesta di sequestro del quotidiano che ha anticipato la pubblicazione di un articolo su circostanze assolutamente inventate".

IL DIRETTORE RISPONDE A TAORMINA

Illustre prof. Taormina, comprendiamo il Suo dissapunto, come Lei comprenderà il nostro stupore per le Sue aggetivazioni riservate a IL GIORNALE D'ITALIA, organo di stampa che ha compiuto cento anni. Lei ha commentato prima di leggerci, noi scriveremo dopo averLa ascoltata all'imminente udienza del Tribunale del Riesame, certi che la Sua indiscussa professionalità darà un contributo rilevante per il trionfo della Giustizia. Esattamente come cerchiamo di fare noi quando esercitiamo il diritto di cronaca che, ci consenta, Lei non può permettersi di definire sciaccalaggio.

Il direttore


MISTERI D'ITALIA

Una setta satanica avvezza agli omicidi

NEL NOME DELLA ROSA

Per lei è il filo che collega i misteri d'Italia. Gabriella Carlizzi non si limita a parlare della schola esoterica di cui dopo tanto tempo ha rivelato il nome, ma la descrive, ne fa in fondo la vera protagonista del libro scritto a quattro mani con Pietro Licciardi : "Gli affari riservati del Mostro di Firenze". E altro che affari...

La chiamiamo comunemente setta, ma l'Ordine della Rosa rossa e della Croce d'oro indipendente e retificato è qualcosa di più. Un gioco di poteri, una riunione di persone importanti, la prima massoneria aperta alle donne.

Signora Carlizzi, ci dica qualcosa sulla Rosa rossa?

E' nata ai primi del 900 e per la letteratura ufficiale è risultata, nell'ambito delle attività criminali, la setta più crudele della storia rituale. I simboli sono i petali di rosa e pari al numeto di 7 volte 7.

Dove si riuniscono gli adepti?

Ci sono 49 templi di riferimento in tutto il mondo.

E in Italia?

Il tempio più accreditato è in Toscana.

Lei riesce a leggere i messaggi che gli adepti si mandano. Qual'è la tecnica?

Ci sono dei parametri per capire i codici usati. Quelli che io uso sono il simbolismo, lo storico, il numerico, quello geografico e quello nominale. Quanto ai luoghi dove trovare simile messaggi basta osservare attentamente tv, pubblicità o ascoltare la radio. Questo vuole dire che gli adepti sono anche personaggi che dispongono di un vasto potere.

Quando si è accorta che c'erano dei codici da interpretare?

Era il 95 e fui chiamata ad occuparmi del mostro di Firenze e cominciai a osservare tutto ciò che destava sospetto. E allora ho visto le stranezze di certi quotidiani, di certe sequenze pubblicitarie. Ogni volta che notavo qualcosa di strano accadeva un delitto riconducibile a quel tipo di messaggio.

E su Cogne quel'è stato il messaggio?

Doveva trattarsi necessariamente di un bambino perchè dovevano alzare il livello della loro offerta, quindi al di sotto dei 5 anni; l'organizzazione aveva paure di tipo giudiziario e quindi sarebbe stato scelto un bambino dal nome biblico e che nelle bibbia era uno dei giudici; infine il luogo vicino al Paradiso.

Fonte tratta dal sito .

La massoneria deviata è una Harley Davidson che non mi posso permettere.

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