lunedì 6 aprile 2026

MEMORIALE CALCARA


 Dopo l’interruzione, come preannunciato, il blog riprende.

Abbiamo deciso di riprendere l’attività del blog riportando il memoriale di Vincenzo Calcara, pubblicato da Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo Borsellino, sul sito http://www.19luglio1992.com/.

Consiglio una lettura attenta e completa di questo memoriale così da poter finalmente capire chi e cosa sia lo Stato.
Il meccanismo è sempre lo stesso, come l’organizzazione legata indissolubilmente da un giuramento.

PRIMA PARTE

Inizio con oggi, dopo averne ottenuto l’autorizzazione da parte dell’interessato, la pubblicazione di alcune lettere e di un memoriale che mi è stato consegnato da Vincenzo Calcara.
Ho conosciuto di persona Vincenzo durante la trasmissione Top Secret ma quasi mi sembrava di conoscerlo da tanto tempo. Me ne avevano parlato la moglie e i figli di Paolo che hanno continuato ad aiutarlo e stargli vicino da quando lo Stato, nella sua costante opera di scoraggiamento dei testimoni di Giustizia, dei collaboratori di Giustiza e dei (pochi) veri pentiti, lo ha abbandonato al suo destino.
Me ne aveva parlato già lo stesso Paolo negli ultimi mesi della sua vita, quando stava raccogliendo le sue rivelazioni nello stesso periodo in cui ascoltava anche Gaspare Mutolo e Leonardo Messina, ma con Vincenzo Paolo aveva stabilito un rapporto particolare perchè era quello che gli aveva confessato di avere avuto, dalla famiglia di Francesco Messina Denaro, la famiglia che deteneva saldamente il controllo della zona di Castelvetrano, alla quale apparteneva come uomo d’onore “riservato”, l’incarico di ucciderlo con un fucile di precisione in un agguato sulla statale tra Palermo ed Agrigento.
Gli uomini d’onore “riservati” sono quelli che non rientrano nella normale gerarchia della “famiglia” mafiosa e la cui affiliazione viene decisa direttamente dal capo famiglia, spesso sul modello e con i riti “massonici”, informando della sua qualità soltanto i capi dell’organizzazione e restando poi segreti all’interno dell’organizzazione segreta.
Come dice Antonio Ingroja “solo i capi di Cosa Nostra possono decidere, naturalmente in maniera segreta, simili affiliazioni, che rimangono assolutamente riservate rispetto agli altri aderenti alle varia famiglie mafiose sparse nel territorio. L’uomo d’onore riservato serve anche per difendersi del fenomeno dei collaboratori di giustizia…..”.
Ad essi vengono affidate le operazioni più delicate, e certamente l’assassinio di Paolo Borsellino era tra questi, nel caso in cui, come spesso succede, non vengano svolte direttamente dal “capo famiglia” insieme con gli uomini più fidati ed esperti del “gruppo di fuoco” della famiglia stessa.
Come leggerete c’erano due piani alternativi per uccidere Paolo, il primo prevedeva l’uso di un fucile di precisione ed era affidato a Vincenzo Calcara, il secondo l’uso di un’autobomba ed in questto Vincenzo avrebbe svolto soltanto un lavoro di copertura. Da Palermo arrivò poi però, direttamente da Totò Riina, l’ordine che avrebbe dovuto essere ucciso prima Giovanni Falcone e così i piani furono momentaneamente accantonati.Vincenzo Calcara è uno dei pochi collaboratori di Giustizia che possono veramente essere chiamati “pentiti”.
In lui, come leggerete dalle sue parole, l’incontro con Paolo Borsellino provocò una profonda crisi e un sovvertimento dei valori ai quali era stato indotto a credere fin da bambino. Oggi per lui la “Giustizia” e il “Bene” sono al di sopra di tutto ed è tanto più da ammirare in quanto quelle Istituzioni nelle quali oggi lui crede fermamente le vede ogni giorno infangate da chi, indegnamente, le occupa e quello Stato che per lui rappresentava il nemico da combattere o nel quale infiltrarsi capisce oggi come abbia contribuito all’assassinio del “suo” Giudice e come non voglia e non possa, perchè esso stesso responsabile, rendergli Giustizia.
Oggi Vincenzo Calcara, uscito volontariamente dal programma di protezione, vive con la nuova compagna e le quattro figlie avute insieme con lei, dopo che la famiglia precedente lo ha abbandonato a seguito della sua scelta.
Non ha una nuova identità, non ha un lavoro che gli permetta di vivere dignitosamente e di provvedere alla sua famiglia, lo Stato e le Istituzioni nelle quali, nonostante tutto crede fermamente, lo hanno abbandonato e rischia ogni giorno di cadere sotto la vendetta della mafia, che, diversamente dallo Stato, non dimentica mai.
Del memoriale di Vincenzo Calcara si trovano tracce nelle motivazioni delle sentenze, di diversi processi, del processo Calvi, al processo Antonov per l’attentato al Papa, al processo Aspromonte, al processo per l’omicidio Santangelo, figlioccio di Francesco Messina Denaro, ai processi Alagna+15 e Alagna+30, alla sentenza del Giudice Almerighi, nei quali tutti si è dimostrata la piena attendibilità di Calcara nononostante i numerosi tentativi di screditarlo.
Ma Calcara non è stato mai messo a confronto con altri pentiti come Leonardo Messina o Gaspare Mutolo o come Giuffrè, che, quindici anni dopo di lui, ha parlato di quelle stesse cose di cui lui aveva già parlato tanti anni prima.
Non è stato mai chiamato a deporre nel processo Andreotti anche se aveva parlato del notaio Albano quando nessuno ne conosceva neppure il nome, non è stato mai chiamato nel processo Canale, non è stato mai utilizzato nell’istruttoria sui Mandanti Occulti delle stragi del 92 o nell’istruttoria del processo, mai arrivato alla fase dibattimentale, sulla sottrazione dell’Agenda Rossa, nonostante io stesso avessi portato al tribunale di Caltanissetta le parti del memoriale dove di quell’agenda proprio si parlava.
Ho deciso allora di pubblicare su questo sito. nella loro interezza, queste lettere e questi memoriali perchè almeno arrivino ad essere conosciuti dall’opinione pubblica.
Nel trascriverli ho riportato fedelmente anche tutte quelle maiuscole che spesso Vincenzo adopera quando vuole dare più risalto a certe parole, ho evidenziato invece io in grassetto i punti che ho ritenuto essere più importanti.——————————————————–
22 Marzo 2008

Mio Amatissimo e Stimatissimo Salvatore, tutto ciò che doverosamente ho comunicato a tua Cognata Agnese e a tuo Nipote Manfredi ritengo giusto dirlo anche a te.

Tutto ciò che scrivo è dettato, ponderato e pensato secondo la mia coscienza alla quale non posso mai mentire!
Qualsiasi desiderio, compresa ogni mia decisione ritenuta “DOVEROSA” e giusta, non verrà mai messa in atto da me se prima non passa attraverso la mia coscienza!
Dopo di che agisco secondo la mia coscienza che è accompagnata dai miei sentimenti e da quella RAGIONE che sa far rispettare i Sentimenti.
Ma sono anche consapevole che di fronte ad una coscienza più Grande della mia coscienza ed a Sentimenti, DOVERI e DESIDERI e DECISIONI più Grandi dei miei, tutto ciò che è passato attraverso la mia coscienza si deve fermare!
Caro Salvatore, in questi lunghi anni di intensi colloqui avuti con tua Cognata Agnese, ho percepito non solo il Suo Grande Affetto verso di me ma anche il Suo desiderio di non voltarmi più al passato e di pensare ai miei figli.

Ovviamente non posso fare a meno di apprezzare le preoccupazioni di questa Grande Donna e alle LEZIONI di VITA che con Animo sincero ha saputo darmi.

Il desiderio di Donna Agnese sicuramente “significa” che lasciando il passato ci si mette in una posizione di potere afferrare e vivere meglio il PRESENTE e l’AVVENIRE.
Una cosa è certa, e cioè, tutto quello che mi ha trasmesso questa Nobile Grande Donna, compreso quell’ ONORE che solo Donne particolari sanno AVERE, MANTENERE, DIFENDERE e METTERE IN ATTO, lo trasmetterò alle mie FIGLIE.
Se tutto quello che indegnamente ho ricevuto da Tuo Fratello Paolo, da Tua Cognata, dai Tuoi Nipoti e adesso anche da te, non riuscissi a trasmetterlo alle mie quattro figlie a causa di una mia debolezza sarebbe per me una VERGOGNOSA e TERRIBILE SCONFITTA!!!
Nelle lunghe conversazioni che ho avuto con la Grande Anima di Tuo Fratello Paolo e con Tua Cognata non posso non ricordarmi due Grandi PAROLE che mi hanno detto: “VERITA’” e “UOMO LIBERO”.
Queste due meravigliose parole fanno parte e sono racchiuse in quel Grande Patrimonio di Valori che stavano dentro e dietro al Tuo Amato Fratello Paolo e che anche a Te Degamente APPARTENGONO!
La Verità rende Liberi è VERO! Ma è anche vero che un diamante sporco e impreganto di carbone non può mai riflettere la propria LUCE!

Sono fermanente convinto che un UOMO può essere definitivamente LIBERO solamente dopo aver fatto rispettare la VERITA’ e AMARE ciò che sta dentro e oltre la VERITA’!

La VERITA’ solo dopo essere stata AMATA più di ogni altra cosa, allora si che entra nell’Animo di un UOMO rendendolo LIBERO!
La figlia del RE di TROIA, CASSANDRA diceva la Verità ma non è stata creduta. Nessuno si è mosso in suo favore in quanto la Verità di Cassandra era una Verità di Previsione, di Presagio e quindi senza fondamento.
Solo quell’ UOMO “USATO” e comandato dai CAPI GRECI affinchè convincesse con inganno i Troiani a far entrare il CAVALLO dentro le MURA, sapeva la VERITA’.
Prima di pensare ai miei figli sono consapevole che prima devo Amare la Verità in quanto è stato il precursore e la Base della nascita delle mie FIGLIE.
Solo con questo Profondo Sentimento di Amore verso la Verità posso diventare un UOMO LIBERO e quindi evitare una triste sconfitta!

Cosa sarebbero le mie Figlie senza ONORE? Sarebbero come il cibo senza SALE!

Come posso trasmettere e insegnare a queste quattro Creature quel Sentimento d’ONORE che mi fa essere UOMO LIBERO quando poi questo ONORE è inquinato da paura ed egoismo?
Messina Denaro Francesco amava più della sua stessa vita, più di suo figlio Matteo e più di ogni altro affetto o cosa, quell’idea del MALE che ha partorito “COSA NOSTRA” e che ha fatto di essa una forte “ENTITA'” collegandola ad altre ENTITA’.
Messina Denaro Francesco era ben cosciente che solo mettendo in primo piano l’ENTITA’ di Cosa Nostra avrebbe potuto fare di suo figlio Matteo un genio e un grande CAPO.
Matteo Messina Denaro, testimonia suo Padre Francesco Messina Denaro che continua a vivere dentro suo figlio.

Al contrario di Messina Denaro Francesco io ho consacrato le mie quattro Figlie a quell’IDEA del BENE dove ci sono racchiuse tutto ciò che il mio AMATO Dr. Paolo BORSELLINO AMAVA, compresa la VERITA’, i VALORI e il CORAGGIO e anche il DOVERE.

E io se non farò il mio DOVERE non mi sento degno di pensare ai miei figli.
Sappi mio stimatissimo Salvatore che se io ho consacrato le mie quattro figlie e la Propria Madre e tutto me stesso a questa NOBILE IDEA del BENE piena di LUCE infinita è stato perchè gli ho CREDUTO!!!
E io vado a morire per ciò che credo!!!
E quindi queste mie figlie e la mia Donna hanno il Sacrosanto diritto di essere amate da me non con Amore egoistico, privo di coraggio, di Valori e di Verità che li renderebbe schiavi di quella IDEA del MALE portandoli alla distruzione fisica e Spirituale.
Le mie figlie hanno il diritto di attingere attraverso di me quella Verità che mi ha reso LIBERO e che io ho il Dovere di trasmettere con Amore altruistico unitamente a Sentimenti di Coraggio e di valori che daranno sicuramente alle mie figlie una solida Base affinchè Esse possano degnamente partecipare alla Gara di questa vita presente come DONNE LIBERE insieme alla LIBERA SOCIETA’ CIVILE e quindi proiettarsi sul futuro e avere come META la VITTORIA FINALE su quell’INFAME IDEA del MALE (che per cognizione diretta ho conosciuto) che tante AMARE LACRIME, SANGUE e DOLORE ha causaro ai figli della Grande e Nobile IDEA del BENE piena di LUCE e di VERITA’.
Sono consapevole che il mio presente di oggi è legato a quel presente ed a quei momenti che ho fatto la mia scelta e dall’incontro che ho avuto con tuo fratello Paolo.

Il Dr. Paolo Borsellino ha tolto delle ore preziose alle persone che Amava per dedicarle alla Verità e facendo della Verità lo scopo della Sua Vita.
Io non ho il suo Coraggio ma ho il dovere di far rispettare e difendere la Verità che mi ha reso LIBERO.
Carissimo Salvatore, ciò che continuo a comunicarti ha un solo “FINE”, il mio dovere verso il Dr. Paolo Borsellino e quindi quello di dirti ogni mio pensiero, Sentimento, IDEE e ogni cosa che realmente sono state e sono collegate a quel “Presente” che ho vissuto con tuo Fratello Paolo.
Quel Presente che è e sarà sempre il mio Presente! E non permetterò a nessuno di mettere questo “Presente” nel DIMENTICATOIO .
Al Cuore non si comanda ma ancor di più alla RAGIONE!

Ma sono consapevole che a un Cuore e a una RAGIONE più Grande della mia mi devo fermare e UBBIDIRE.
Farò sempre di tutto per dimostrare che dietro ogni mia parola ci sia un riscontro, una realtà.
Qualcuno che continua a dimostrarmi di volermi bene, con le BELLE PAROLE e in modo intelligente e credo con diabolica sottigliezza mi ha dato l’impressione che ha interesse a mettere nel dimenticatoio quel Presente che mi lega a Tuo Fratello Paolo.

Questa mia impressione è dovuta a queste parole: “Sono passati molti anni”.
Vorrei tanto far capire a qualcuno il quale con intelligenza sa mettere in atto la RAGIONE che ha insegnato MACCHIAVELLI di non mettere insieme a questa RAGIONE quella SOTTIGLIEZZA DIABOLICA che contribuisce a rafforzare l’IDEA del MALE.
Mi posso permettere di dire a qualcuno che vuole apparire come Paladino di Francia, facendo credere di essere all’altezza di saper combattere il MALE, che il frutto non nasce con le BELLE PAROLE ma nasce e si matura con una forte e DETERMINATA AZIONE.
Vogliono dimostratre chissà che cosa ma in realtà cercano il loro interesse! Tutti i frutti non sono uguali, ci sono FRUTTI che saziano solo il CORPO e ci sono frutti che saziano sia il Corpo che lo Spirito.
Le Belle Azioni di chi ha in mano i “SEMI” del Dr. Paolo Borsellino non devono essere egoistiche da saziare solo il Corpo ma devono essere ALTRUISTE e pieni di LEALTA’ e coraggio, per così SAZIARE CORPO e SPIRITO. Se c’è da andare che si vada BENE.
L’AZIONE più deplorevole e meschina è quella TIEPIDA, quella che non è nè fredda nè calda! Quella Società Civile a cui il Dr. Paolo Borsellino era DEVOTO e con Fedeltà Serviva deve ben sapere che quegli uomini dei “POTERI OCCULTI” degli anni 80-90 che facevano parte delle Istituzioni (comprese quelle Religiose) hannoi lasciato degli EREDI.
Questi EREDI comntinuano a portare avanti ciò che hanno ereditato!
Sicuramente come allora quando il carnefice andava al FUNERALE della VITTIMA anche oggi si fa la stessa cosa.
Ci sono tante Associazioni che sono schierate apertamente contro la MAFIA, e non solo Mafia, che continuano ancora tutt’oggi a ricordare, a difendere e a onorare le Vittime delle stragi, e sono anche consapevoli del rischio che corrono (come ad esempio Giorgio Bongiovanni).
Ma qualcuno non dovrebbe dimenticare che anche il carnefice sa piangere, è bravissimo a saper dimostrare un falso dolore e che gli EREDI dei CARNEFICI sanno anche schierarsi apertamente a ricordare con inganno e ipocrisia le vittime di questo MALE OSCURO!
Anzi in certi casi dimostrano di essere più bravi di chi veramente combatte con lealtà.
Chi ha erditato “forza e potere” a sua insaputa, se vuole essere veramente leale, per prima cosa non deve mai onorare e difendere quel NEGATIVO che l’ha creato e deve rendersi consapevole che la GUERRA non si fa come la faceva DON CHISCIOTTE.
Una volta l’ex Sindaco di CASTELVETRANO PUPILLO e DELFINO di Francesco Messina Denaro (Vaccarino n.d.r.) mi disse queste parole:
“La FORZA dell’ ANTICA ROMA e le conquiste dei Romani era dovuta esclusivamente all’ “IDEA” di ROMA. ROMA era un’ IDEA ! Sappi Caro ENZUCCIO che l’idea a cui noi apparteniamo è più forte dell’ IDEA di ROMA e in questa SUBLIME e POTENTE IDEA c’e’ racchiusa la nostra ENTITA’ insieme ad altre ENTITA’.”
Carissimo Salvatore, per vincere questa IDEA del Male si devono attaccare gli EREDI di questa IDEA che li fa essere forti e colpirli nel Cuore!
Mio Stimatissimo, devi anche sapere che l’Affetto particolare che il Tuo Amato Fratello nutriva per me è nato e si è rafforzato solo dopo aver toccato con le Sue Mani la mia lealtà verso di Lui e facendoci trovare prove e riscontri di certi “MISTERI” che per Lui erano più importanti di quella Sua Vita che io cercavo di salvargli.
Dopo di che ha fatto venire a S.E. L’Alto Commissario Finocchiaro mettendomi al sicuro nelle mani di questi e quindi salvandomi la VITA!!!
La Società Civile non deve sapere solo i rapporti d’affetto e gli Abbracci tra me e il Dr. Borsellino ma deve essere al corrente della SUA PROFESSIONALITA’ e di tutte le altre cose che hanno fatto paura e continuano a fare paura tenendoli chiusi negli Armadi.

Il Dr. Borsellino era in possesso di VERITA’ scomode, di Verità a cui tanti si devono vergognare per averlo lasciato solo al suo DESTINO.

Mi rivolgo soprattutto a quelle persone della Società Civile che anche se non COLLUSI con nessuna di queste ENTITA’ malefiche non hanno avuto il Coraggio di fare un passo avanti per così blindare e difendere la Vita e il Corpo Fisico del Dr. Borsellino.
I primi mesi del 1992 in Corte d’Assise d’Appello di Palermo dove si procedeva contro Nitto Santapaola e Mariano Agate per l’omicidio del Sindaco di Castelvetrano Vito Lipari dissi apertamente che il Dr. Borsellino doveva morire con un fucile di precisione o con un’auto bomba e che questo piano era stato organizzato da Messina Denaro Francesco.

Di questa morte annunciata la televisione di Stato ne ha parlato ampiamnente!
Quel PENTITO a “META'” di GIUFFRE’ ha confermato ciò che io dissi in Corte D’Assise di Palermo al Presidente BARRECA.
Ma per quanto riguarda ciò che va oltre “COSA NOSTRA” il Collaboratore di Giustizia Giuffrè ha paura di parlare!!!
Ripeto il Dr. Paolo Borsellino come Magistrato non era secondo a nessuno, la sua UMILTA’ da vero CRISTIANO lo faceva apparire SECONDO al Suo Amico Falcone ma in realtà la Sua Professionalità era tale che ha fatto si da accelerare la Sua Morte!
Nell’Autunno del 1991, quando il Dr. Borsellino era Procuratore a Marsala il mio Capo Assoluto Messina Denaro Francesco mi ha detto queste parole: “Di questo BORSALINO (così lo chiamava) non deve rimanere niente, neanche le sue IDEE, DEVE ANDARE nel DIMENTICATOIO. Lui deve morire e basta! Lui non deve morire solo per il danno che ha causato a “Cosa NOSTRA”, per questo si era deciso di aspettare il momento giusto, ma Lui deve morire subito in quanto non gli si deve dare la possibilità di causare un danno irreparabile verso il cuore di “Cosa Nostra” e verso il Cuore dei nostri fratelli alleati. Caro ENZUCCIO, da informazioni sicure si è venuto a conoscenza che questo Borsalino sta costruendo una solida BASE con appoggi personali e segreti e dopo di chè con il Suo Sostituto ‘Ingroia’ ” (Salvatore, per la sicurezza del Dr. Ingroia il Dr. Borsellino non voleva che io dicessi a verbale il nome Ingroia) “che gli sta a Cuore e che ne vuole fare il Suo braccio destro attaccherà come un PAZZO! Dobbiamo distruggerlo!”

Dopo aver ascoltato queste parole ho percepito e sono sicurissimo che chi ha ordinato a Messina Denaro Francesco di organizzare il piano per uccidere il tuo Amato Fratello gli ha anche manifestato la preoccupazione e la paura che questo piano fallisse. Tanto è vero che per mettersi al sicuro il Messina Denaro Francesco ha organizzato non uno ma due piani per ucciderlo affinchè sia nell’uno che nell’altro, non possa avere scampo! Doveva morire o col fucile di Precisione o con l’autobomba.
In quella cella d’isolamento in cui c’era in me un grande travaglio interiore e prima che io mi decidessi di chiamare il Dr. Borsellino, ho capito che questa Forza del Male che mi aveva PLASMATO fin dalla Giovinezza ha mostrato tutta la sua debolezza e Vigliaccheria davanti alla Professionalità e al coraggio del Dr. Borsellino dimostrando paura che li ha resi davanti ai miei occhi non invincibili come mi avevano fatto credere, ma VULNERABILI!!!
Ed io Vincenzo Calcara, che credevo a questa forza del Male ed ero pronto a morire per essa, non potevo non unirmi ad un UOMO coraggioso con il quale avevamo in comune una sola cosa, LA MORTE!!!

Vincenzo Calcara

P.S. Per quanto concerne le ENTITA’ collegate a Cosa Nostra, ne ho parlato ampiamente al Dr. Luca TESCAROLI presso la Procura di ROMA.

SECONDA PARTE

Continuo a pubblicare la trascrizione del memoriale di Vincenzo Calcara. In queste pagine Vincenzo racconta della sua iniziazione alla massoneria, che era quasi un obbligo per gli uomini d’onore “riservati”, della preparazione e dell’esecuzione dell’attentato al papa, della successiva uccisione ed occultamento del cadavere di uno dei due esecutori turchi, dell’avvelenamento di Papa Luciani e dei motivi per i quali è stato eliminato, della complicità con la criminalità mafiosa del Maresciallo dei Carabinieri di Paderno Dugnano, della cricca di cardinali che pilotava Mons. Marcinkus, del notaio Albano.Tralascio qualsiasi tipo di commento, i fatti raccontati parlano da soli.Mi chiedo quante persone, in Italia, siano al corrente di questi fatti, quanti organi di informazione li abbiano riportati.—————————————— (1)Dissi al Dr.Borsellino che Michele Lucchese era un imprenditore ed un uomo politico ed era un uomo di grande fiducia di Messina Denaro Francesco. Lucchese nutriva per me grande affetto e fiducia al punto di farmi chiamare la residenza a casa sua. Ed essendo il Lucchese appartenente ad una Loggia Massonica segreta, ha chiesto autorizzazione a Messina Denaro Francesco di potermi preparare a farmi conoscere le regole del RITO SCOZZESE affinchè anch’io entrassi a far parte insieme a lui in questa Loggia Massonica.
U zù Cicciu ha detto di si!
E il Lucchese ha subito iniziato a insegnarmi le prime regole fondamentali della Massoneria. Cito qualcosa: Gran Maestro Venerabile, Gran Segretario, la Grande LUCE, 33° GRADO, IN SONNO, come si saluta e si riconosce un Fratello Massone, ci si riunisce nel Tempio etc. etc.
Ricordo che in una occasione quando il Vaccarino è venuto a trovare a Lucchese a Milano, questi mi disse di salutarlo con il Rito Massone. Il Vaccarino si è messo a ridere ed era contento che anch’io DIVENTASSI MASSONE.
(2)
Su ordine di LUCCHESE MICHELE, il 12 Maggio 1981 da Milano prendo il treno per ROMA.

Mi si dice che debbo incontrarmi dentro la stazione Termini al binario n° 3 con il Capo Decina della Famiglia di Castelvetrano, del “gruppo di fuoco”, SAVERIO FURNARI, e con SANTANGELO VINCENZO “UOMO d’ONORE” fratello di LILLO SANTANGELO, FIGLIOCCIO del Nostro Capo Assoluto FRANCESCO MESSINA DENARO.

Insieme a loro c’è ANTONOV, un UOMO BULGARO in stretto collegamento con la MAFIA TURCA e con “COSA NOSTRA”.

Tutti insieme andiamo a far colazione e dopo di che ci si avvia nei pressi di SAN PIETRO.

Il FURNARI MI DICE: “ADESSO METTITI COMPLETAMENTE a disposizione da ANTONOV ed esegui alla perfezione tutto ciò che Lui ti dice!”

Proprio quasi all’inizio che si entra in Piazza SAN PIETRO ANTONOV sceglie un punto ben preciso dicendomi che “in questo punto noi due ci dobbiamo incontrare di pomeriggio”.

Il pomeriggio del 13 MAGGIO 1981, un’ora, un’ora e mezzo prima dell’attentato al Papa mi incontro sul posto dove Antonov aveva deciso.(Ricordo che la Piazza a quell’ora era quali piena di fedeli).

Mi dice: “In questo preciso posto ti porterò due persone di nazionalità TURCA e li porterai dove ti hanno ordinato”.
(3)
Mi dice anche: “Entriamo dentro la Piazza che mi devi accompaganre per una cinquantina di metri e dopo torni al posto stabilito, ma sappi che ancora ci vuole circa 1 ora prima che mi vedi arrivare con i turchi”.

Dopo che effettivamente lo ho accompagnato dentro la piazza per una cinquantina di metri, Antonov mi dice: “Tu i due TURCHI non li conosci, ma loro in questo momento ti hanno visto insieme a me e hanno l’ordine che solo a te devono seguire”.

Mi dice ancora: “Se succede un imprevisto che io non li posso accompagnare da te, loro verranno da te nel posto dove tu ti trovi (che anche a loro ho indicato) e ti diranno queste parole: “CIAO ANTONOV” dopo di che con questo ROSARIO che adesso ti do e che fin d’ora devi tenere sempre nella mano sinistra ‘LI SALUTI CON LA MANO SINISTRA’ ”.

Antonov mi informa che i due turchi sono ARMATI.

Dopo dieci, quindici, venti MINUTI al MASSIMO che il Papa è stato sparato (RICORDO UN CASINO ENORME) vedo arrivare ANTONOV CON UN TURCO, ANTONOV era agitatissimo, mi dice di andare VIA SUBITO con questo TURCO.

Porto il Turco insieme a me alla Stazione Termini dove al BINARIO TRE c’è ad aspettarmi (come concordato prima) il Furnari e il Santangelo.
(4)
Tutti e quattro partiamo da Roma che era già sera. (Ricordo che il treno per Milano è partito con oltre 1 ora di ritardo, chi di competenza se vuole può riscontrare questo ritardo). ARRIVIAMO a Milano la mattina del 14, Furnari e il Santangelo si prendono in custodia il turco.

La sera ho un appuntamento a casa del Lucchese a Paderno DUGNANO (TERRITORIO sicuro e controllato meticolosamente dal Nostro Amico, il Maresciallo dei Carabinieri).

Gli riferisco ogni particolare di tutto ciò che ho eseguito e visto, compreso “l’agitazione” di ANTONOV.

Ricordo che prima di partire per Roma il Lucchese mi disse: Nella CITTA’ ETERNA deve scoppiare una BOMBA che rimarrà nella STORIA!

Non mi disse che si doveva fare un attentato al PAPA! Ma mi disse chiaramente che il mio compito era di prendere in custodia i due TURCHI TERRORISTI, che il BULGARO persona fidata e importante mi avrebbe consegnato, e dopodichè portarli a Paderno Dugnano e fargli fare la fine di “LU SCECCU”, cioè la fine dell’ASINO (Un Asino si usa fino a che serve “è nato per essere usato”, dopo, quando non serve più, si uccide!

La sera del 14 Maggio, in attesa che arrivassero FURNARI e SANTANGELO che erano andati via con una macchina insieme al TURCO per ucciderlo, io rimasi con Lucchese a dialogare, ed i in quella circostanza mi disse che il Papa voleva fare la stessa cosa che voleva fare Papa Luciani, e cioè ROMPERE gli EQUILIBRI ALL’INTERNO del VATICANO.
(5)
Parlandomi di Papa Luciani mi disse: Lui voleva fare una “RIVOLUZIONE” all’interno del VATICANO! Voleva che la Chiesa fosse più povera, ridimensionando la ricchezza del vaticano, e aveva studiato un piano per aiutare le famiglie povere del mondo, innanzitutto da quelle ITALIANE ovviamente, tutto ciò si doveva fare tramite e per mezzo la Banca del Vaticano, che dopo avrebbe voluto dare in mano e farla gestire a persone LAICHE con l’insegnamento di Gesù: DARE A CESARE quel che è di CESARE.

Papa Luciani non sopportava l’idea che Cardianali e Vescovi GESTISSERO tramite lo I.O.R. queste ENORMI RICCHEZZE. La prima cosa che aveva già deciso di fare è stata quella di RIMUOVERE ALCUNI CARDINALI che GESTIVANO, USAVANO e MANIPOLAVANO il VESCOVO MARCINKUS sfruttando non solo la capacità che aveva a GESTIRE LO I.O.R., ma anche e soprattutto i contatti e le potenti AMICIZIE a livello EUROPEO ed internazionali che il VESCOVO MARCINKUS AVEVA.

Se Papa Luciani non moriva da li a pochi giorni SAREBBERO STATI RIMOSSI E SOSTIRUITI IMMEDIATAMENTE sia MARCINKUS e QUATTRO CARDINALI e FORSE anche, se non penso male il SEGRETARIO.(6) (Mi sembra o il SEGRETARIO DI STATO o il SEGRETARIO del PAPA.

Chi sostituiva i quattro Cardinali e Marcinkus erano altrettanti Vescovi e Cardinali di massima fiducia che avevano “in segreto” preparato un piano ben determinato insiema a Papa Luciani affinchè dopo essere stati inseriti ognuno al posto giusto dovevano attivarsi per distribuiire il 90% delle ricchezze in diverse parti del mondo, costruendo case, scuole, ospedali etc. etc, dopodicè il 10% delle rimanenti ricchezze venica affidato e fatto gestire per conto e per i bisogni della Chiesa allo Stato ITALIANO.

Insomma voleva fare una vera e propria RIVOLUZIONE e cogliere tutti di sorpresa!!!

Questo piano il Povero Papa non ha potuto portarlo a termine in quanto uno dei Cardinali di fiducia lo ha tradito andando a raccontare tutto a Marcinkus e ai quattro Cardinali!!!

Questi Cardinaliche per Papa Luciani esercitavano un potere Negativo e che voleva rimuoverli, con la loro DIABOLICA INTELLIGENZA sono riusciti, e senza lasciare nessuna traccia, ad UCCIDERE CON UNA GRANDE QUANTITA’ di GOCCE di CALMANTE il loro PAPA, con l’aiuto del MEDICO PERSONALE.
(7)
Queste notizie così riservate il LUCCHESE e il Messina Denaro Francesco “questi” vero braccio destro del TRUMVIRATO della Commissione di Cosa Nostra, sono venute a saperle tramite il Notaio Albano che era di Casa nel Vaticano insieme a questi Cardinali e Marcinkus, era iscritto nell’ordine dei Cavlieri del Santo Sepolcro e quindi uomo di collegamento tra l’ENTITA’ di Cosa Nostra e l’ENTITA’ del Vaticano.

Il Nome di due Cardinali mi sono rimasti impressi nella mente! In quanto uno è uguale o quasi uguale al NOME di un mio compagno di infanzia! l’altro invece è un nome che mi sembra finisca senza la vocale! (questi nomi me li cita Lucchese) che a sua volta glieli aveva detto il notatio ALBANO.

Nella Banca del Vaticano sono transitati Migliaia e Migliaia di MILIARDI appartenenti alle CINQUE ENTITA’ OCCULTE “compresa quella di Cosa Nostra” (LEGGASI SENTENZA di ASSOLUZIONE TRASPORTO 10 MILIARDI). Questi soldi venivano riciclati, diventavano puliti e investiti.
Al Notaio Albano, in qualità di Notaio, gli venivano affidati ingenti beni immobili sia della Chiesa che da potenti uomini delle istituzioni (Se vogliono chi di competenza può riscontrare ciò che dico!). Il Dr. Borsellino l’ha saputo riscontrare! Questi riscontri li ha scritti nella sua AGENDA ROSSA!!!(8)
Dopo il lungo dialogo durato circa due ore che ho avuto con il Lucchese, che in alcuni momenti mi chiamava (FIGGHIU MIU) MI AMAVA veramente come un figlio! Ricordo che subito dopo aver ricevuto l’incarico di uccidere il Dr. Borsellino, Messina Denaro Francesco mi disse. Vedi che lo zio MICHELE HA UN BRUTTO MALE e sta PER MORIRE. HA MANDATO A DIRE CHE PRIMA di MORIRE HA IL DESIDERIO di VEDERTI. FAI di tutto per ANDARLO ATROVARE.
Mi rendo subito conto che se a un uomo d’onore prevale il Sentimento è segno di debolezza! Mi era stato insegnato che mail il Sentimento deve prevalere sulla RAGIONE!
Dopo aver salutato Messina Denaro Francesco e il suo uomo di Grande Fiducia mentalmente mi preparo un piano per andare subito a Milano, voglio assolutamente abbracciare per l’ultima volta “u ZU MICHELE!
Per la prima volta prevale dentro di me un Grande Affetto e un AMORE verso questa persona, (mi viene subito in mente la relazione che ho avuto con sua figlia e il suo diritto di uccidermi! Provo anche un sentimento di profonda COLPA per averlo fatto soffrire!
In quel momento me ne fotto della Ragione, della mia debolezza e delle Regole di Cosa Nostra!
Come al solito mi travesto da Monaco, mi ARMO di Crocifisso, Rosario e Bibbia compreso la pistola Automatica con due caricatori e con il treno arrivo a Milano. (9)
Devo dire che quando viaggiavo con il treno era mia abitudine travestirmi da monaco. Essendo che avevo imparato molto bene la Bibbia, soprattutto il Vangelo di Giovanni e gli atti degli Apostoli, durante il Viaggio davo Benedizioni e dicevo il Rosario insieme alle persone che erano CONVINTI di avere davanti un vero monaco. Io dentro di me mi facevo delle grandi risate usando il Sacro per il Profano.
Questa volta però non è stato come in precedenza, non ho fatto ne rosari e ne dato Benedizioni. Ho pregato da solo per quasi tutto il viaggio. Le mie preghiere erano sincere e ho chiesto perdono a Dio in quantoi indegnamente portavo una veste SACRA che non mi apparteneva e ho fatto il VOTO che se Dio mi faceva abbracciare u zu Michele ancora in vita, e se doveva morire di farlo morire senza soffrire, non avrei mai più portato la tunica da monaco. ARRIVO A CASA di u zu Michele, la porta mi viene aperta dalla figlia (erano trasocrsi 10 anni dall’ultima volta che ci siamo visti.)
Abbiamo pianto per l’uomo che aveva il DIRITTO di ucciderci e non ci ha ucciso (trasgredendo una regola fondamentale di Cosa Nostra. (10)
Un uomo d’onore ha il diritto, l’obbligo e il dovere di uccidere anche il proprio figlio o figlia se questi gli tocca o gli OFFENDE L’ONORE! Abbiamo pianto per l’UOMO che ci ha costretto a dividerci ma che prima di morire ci ha costretto ad abbracciarci DAVANTI A LUI dicendo queste parole: MI DISPIACE CHE IL VOSTRO AMORE E’ IMPOSSIBILE. SAPPIATE CHE VI HO perdonato!
ERA VERAMENTE UN VERO UOMO D’ONORE!
Lo ho abbraciato calorosamente e me lo sono stretto forte al petto, gli ho baciato la mano e me ne sono andato con il cuore straziato di dolore.
Me ne vado in aperta campagna e ho pianto solo per LUI! dopo pochi giorni è MORTO!

Nel frattempo FURNARI e SANTANGELO avevano ucciso il TURCO lasciandolo steso sul CIGLIO di una stradina di campagna che dista circa 1 Km dalla CASA di Lucchese (CALDERARA, FRAZIONE DI PADERNO DUGNANO) e si presentano a CASA dicendo queste parole : TUTTO A POSTO.

Dopo di chè il LUCCHESE (che non aveva voluto che io partecipassi all’omicidio, ma di restare con lui, mi ha ordinato di andare con Furnari e Santangelo a SEPPELLIRE il TURCO.

Con i badili o pale (come si chiamano) abbiamo scavato una fossa profonda circa due metri e abbiamo buttato il Cadavere dentro, cospargendolo di benzina e mi sembra anche dell’acido e lo abbiamo seppellito!
(11)A poca distanza bruciammo i vestiti e il Passaporto in quanto prima avevamo spogliato il Cadavere. Preciso che il Cadavere è stato trascinato per alcune decine di metri dal posto in cui è stato ucciso e portato in aperta campagna dove c’era un campo di Granturco.

Preciso anche che durante la giornata mi sono incontrato con Lucchese (che mi ha indicato il posto dove uccidere e seppellire il TURCO (era una zona che io conoscevo molto bene) e di indicarlo a Furnari nel frattempo che Santangelo pranzava con il Turco in un RISTORANTE (cosa che io feci!). Ricordo anche che quando il Furnari e il Santangelo si sono avviati per uccidere il Turco il Lucchese davanti a me telefona al Comandante dei Carabinieri (SI PUO’ VERIFICARE CHE IL 14 MAGGIO 81 IL COMANDANTE DEI CARABINIERI ERA IN SERVIZIO!!!) e gli dice: AZIONE AVVIATA!

Non sento cosa gli risponde il Comandante ma dopo che ha chiuso il telefono il Lucchese mi dice: la zona è sottto controllo! questo Amico è troppo in gambba!

Vengo anche a conoscenza che l’altro TURCO era ALI AGCA che insieme all’altro TURCO ucciso sono stati preparati e addestrati da UOMINI di COSA NOSTRA in SICILIA (è stato riscontratro che AGCA ha pernottato in un Albergo di Palermo).

Se ALI AGCA sarebbe riuscito a fuggire c’era il piano preparato che doveva essere ucciso!(12)

Nel mese di Maggio 1992, dopo che il Dr. Borsellino aveva fatto arrestare una quarantina di persone (compreso il Sindaco Vaccarino), esce un ARTICOLO SUL CORRIERE della SERA (che il Dr. Borsellino mi ha fatto leggere) dove si dice CHE CALCARA POTREBBE SCOPERCHIARE IL MISTERO DELL’ATTENTATO AL PAPA (CHI DI COMPETENZA PUO’ e deve RISCONTRARE ciò che è scrittto in questo ARTICOLO).

Nella ordinanza di Custodia Cauteleare di tutti gli arrestati di tutto si parlava (dalla Associazione MAFIOSA al TRAFFICO di STUPEFACENTI) ma mai dell’ATTENTATO a PAPA nè dei 10 MILIARDI ne del TRAFFICO di ARMI con la Calabria.

Queste cose li sapeva solamente il Dr.BORSELLINO che indagava in segreto.

Addirittura li riteneva così delicati e pericolosi, al punto di ritenre di non mettere neanche a conoscenza sia il Dr. Natoli che il Dr. LO VOI per la loro incolumità.

Il Dr. Borsellino mi dice: Oltre a me a chi hai parlato del Papa?

Rispondo a NESSUNO! Come Lei sa, al Maresciallo CANALE, oltre ad avergli ACCENNATO dei 10 Miliardi gli ho anche accennato il fatto del Papa.

Il Dr. Borsellino ha fatto una SMORFIA DI RABBIA e occhi SCINTILLANTI mi dice: questo sono segnali che non mi piacciono!

Mi dice anche: SPERIAMO che non rubino il Cadavere del TURCO che hai seppellito. Adesso mi attivo affinchè tu possa essere portato sul luogo dove si trova il Cadavere.
(13)
Di li a poco il Dr. Borsellino viene ucciso!

Tutto ciò che ho detto al Dr. Borsellino e che adesso sto scrivendo l’ho anche detto al Dr. PRIORE 14 ANNI FA.
La prima cosa che ho detto al Dr. Priore e al Dr. MARINI è stata quella di portarmi a CALDERARA, una frazione di Paderno DUGNANO e gli facevo trovare il CADAVERE del Complice di ALI AGCA. Purtroppo quando arriviamo sul posto si scopre ciò che il Dr. Borsellino aveva intuito “SPERIAMO CHE NON RUBANO IL CADAVERE”.

HANNO FATTO SPARIRE UNA PROVA MICIDIALE!

Una persona del posto dice al Dr. Priore: Nel MESE di MARZO 1992 vedo alcune RUSPE che mettono sottosopra tutto il CAMPO CHE C’ERA STATO da sempre SEMINATO A GRANTURCO, perchè dovevano fare dei lavori.

Ripeto, conoscevo bene la zona ancor prima che con le mie mani ho seppellito il TURCO. ERA UN VASTO CAMPO TUTTO PIANURA! L’HO RITROVATO SCONQUASSATO CON NONTAGNE DI TERRA e profonde BUCHE.
Si badi bene, ho iniziato a collaborare nel Dicembre 1991, il cadavere è rimasto lì per 10 ANNI, dopo pochi mesi hanno fatto sparire il Cadavere!
Il Dr. PRIORE C’E’ RIMASTO MALISSIMO, mi ha sempre CREDUTO, in quanto è riuscito a trovare altri riscontri di tutto ciò che gli avevo detto. Compreso la MORTE di Papa Luciani e i MILIARDI RICICLATI dalla Banca Vaticana! (non mi ha denunciato per CALUNNIA, ANZI…)

TERZA PARTE

Pubblico la terza parte del memoriale di Vincenzo Calcara. Di questo episodio, esemplificativo dell’accordo e della comunità di intenti tra entità mafiosa, Vaticano deviato, servizi segreti deviati e un uomo politico del quale in questo punto Calcara non fa ancora il nome ma che mi sembra facilmente identificabile in un senatore a vita prescritto, non avevo mai trovato notizia neppure sulla rete ma dovrebbe essere possibile trovarne traccia nella sentenza, non so se di archiviazione o meno, di un procedimeto gestito dal Dr. Croce, dato che ad esso fa riferimento in un punto il Calcara.Mi rendo conto ora però perchè di questo uomo poltico Paolo, che aveva raccolto le deposizioni di Calcara, diceva che aveva una intelligenza “diabolica”, e Paolo non era persona da adoperare le parole a caso. —————————————— (14)
Circa un mese dopo l’attentato al Papa, nel mese di GIUGNO 1981, dopo aver pranzato a casa di un zu Michele LUCCHESE, insieme ci siamo diretti con la macchina “ALFA TURBO DIESEL 1600” all’AEROPORTO di LINATE, presso l’ufficio del mio DIRETTORE della DUFRITAL dove io lavoravo in qualità di Magazziniere dentro il VARCO DOGANALE per fare entrare dalla TURCHIA EROINA E QUINTALI di MORFINA BASE.
Il Montecucco che subiva moltissimo la personalità del LUCCHESE aveva avuto l’incarico da questi di prenotare due biglietti di AEREO per ROMA.
Ci imbarchiamo e arrivati a Fiumicino prendiamo un taxi che ci porta al centro di ROMA, precisamente in una stretta via dove ci sono tutti negozi di ANTIQUARIATO, mi sembra che vicino ci fosse Piazza NAVONA, se non erro questa via si chiama Via CORONA o Via CORONARIA (via dei Coronari n.d.r.).
Da una cabina il Lucchese telefona al Notaio Albano e gli dice che siamo arrivati e che lo aspettiamo al numero tre di questa via di Antiquariati (Ricordo che al Lucchese piaceva molto il N° 3).
Il lucchese mi dice: il notaio Albano non arriva prima di mezzora, non ti dico insieme a chi perché voglio farti una sorpresa. Nel frattempo andiamo a guardare un po’ di roba antica.
Dopo 35-40 MINUTI arriva in TAXI il Notatio ALBANO insieme a Messina Denaro Francesco. (15)
Andiamo tutti in un lussuoso Hotel dove ci sono ad attenderci FURNARI SAVERIO (alcuni anni fa l’hanno trovato impiccato in carcere, con le mie dichiarazioni il Dr. Borsellino lo ha fatto condannare) e Mariano AGATE, che erano partiti insieme a Messina Denaroi Francesco, e Provenzano (detto u zu BINNU) insieme a due suoi uomini di fiducia con accento Palermitano.
All’infuori del Notaio Albano noi rimaniamo tutti in HOTEL.
Verso le ore 21,00 arrivano tre TAXI e ci portano in un lussuoso RISTORANTE dove c’e’ una sala riservata per noi.
Trascorrono pochi minuti e arriva il Vescovo Marcinkus, due cardinali e quattro persone.
Dopo ancora pochi minuti a arriva il Notaio Albano insieme a un grande uomo Politico delle Istituzioni.
PER ME FURNARI E PER I DUE PALERMITANI AVEVANO RISERVATO UN TAVOLO A PARTE, DISTANTE ALCUNI METRI DAL GRANDE TAVOLO DOVE DOVEVANO CENARE TUTTI GLI ALTRI.
Quando sta per iniziare l’ANTIPASTO VIENE LUCCHESE nel nostro tavolo e ci dice queste PAROLE: Le quattro persone che sono venute in compagnia con Marcinkus e i due Cardinali, domani dovranno essere sequestrati! Mettetevi d’accordo e sceglietevi una persona a testa.
Uno di questi quattro era un Generale dell’Esercito di un paese del Sud AMERICA, gli altri tre erano italiani tra cui uno dell’alta finanza. (16)Io mi sono scelto il Generale dell’esercito.
Finito di cenare siamo ritornati in taxi in HOTEL, SAZI e CONTENTI!
Durante il viaggio che ho fatto con Lucchese questi mi ha detto che le quattro persone si dovevano sequestrare per ricattare a livello internazionale alcune potentissime persone in collegamento con il Presidente di uno stato del sud AMERICA per far confluire o indirizzare ingenti CAPITALI.
Tutte queste persone che hanno cenato insieme si dovevano riunire l’indomani alle ore 10,00 nella TENUTA con decine o centinaia di ettari di terreno con annessa una bella villa di proprietà del grande UOMO POLITICO che a sua volta la ha comprata tramite il Notaio Albano.
Non ricordo se questa tenuta è intestata al Politico o a un suo Prestanome, ma ricordo benissimo che si trova nella zona di Latina o nella Provincia di Latina (AVEVO DETTO AL DR. CROCE CHE ERO DISPOSTO A FARE UN SOPRALLUOGO. NIENTE! ! !)
L’indomani mattina alle ore 6,30 ci vengono a prendere tre uomini con tre macchine ben vestiti e in cravatta. (Al ritorno il Lucchese mi dice che erano uomini fidatissimi del Grande Politico e inseriti nei SERVIZI SEGRETI DEVIATI). ARRIVIAMO nella VILLA della TENUTA di CAMPAGNA. LI I TRE UOMINI ci danno in mano quattro pistole 357 MAGNUM A TAMBURO NUOVISSIME! (17)
A una ventina di metri dalla Villa ci sono tre macchine parcheggiate custodite da una persona. Queste macchine servono per trasportare i sequestrati in una villa di campagna distante una trentina di KM dalla TENUTA.
Verso le ore 9,30-9,40 arrivano tutti ed entrano dentro la villa per riunirsi. Quelli che rimaniamo fuori siamo Io, FURNARI, i due PALERMITANI, la persona vicino alle tre macchine e i tre uomini dei SEVIZI SEGRETI che si sono messi all’entrata della porta.
Il segnale convenuto era questo: Quando tutti sarebbero usciti, e dopo che si erano salutati, si doveva aspettare Provenzano che diceva queste parole: “OGGI E’ UNA BELLA GIORNATA” dopo di che dovevamo entrare in azione puntando la pistola ognuno al suo UOMO PREFISSATO e sbatterli anche con la violenza dentro la Macchina!
Però se Provenzano stava zitto, allora significava che le quattro persone non si dovevano più sequestrare.
Quella riunione è stata fatta per VALUTARE se era il CASO di SEQUESTRARLI. Alle 11,30 la riunione è finita e quando tutti si sono salutati ecco che il Sig. Provenzano rivolto a noi dice: OGGI E’ UNA BELLA GIORNATA! (18)
In un baleno entriamo in azione con le pistole spianate, il mio Generale è stato bravissimo, alza subito le mani.
A un paio di metri di distanza da me c’è FURNARI con il suo UOMO e sento che dice queste parole: dai girati e vai LENTAMENTE verso quelle macchine!
Quello fa finta di girarsi e in un attimo prende una piccola pistola (6,35) che teneva nascosta (non si è capito dove), si mette a gridare dicendo : BASTARDI e sta per sparare.
In quell’attimo il FURNARI, uomo spietato che non manca di ESPERIENZA gli spara! (In seguito si è accertato che la sua pistola si è inceppata).
Il Furnari con un salto gli si butta addosso e sento che mi dice : ENZO SPARACI! e in quel preciso momento il sequestrato spara il primo colpo in direzione del Politico.
Sono frazioni di attimi, lascio il buon Generale e con tre colpì in rapida successione uccido quell’uomo che prima di morire è riuscito a sparare ancora un altro colpo di pistola andato a vuoto.
Nell’attimo che sparavo a quell’uomo sono stato sostituito da uno dei tre uomini dei servizi segreti deviati che si è preso in consegna il buon GENERALE. (19)
Dopo di che prendo la pistola semiautomatica del morto e la consegno nelle mani del mio Capo Assoluto MESSINA Denaro Francesco. Che mi fa una carezza e mi dice BRAVO.
Sono anche testimone di una scena che mi è rimasta impressa. Sento con le mie orecchie che l’UOMO POLITICO dice al CARDINALE : MA NON GLI DAI L’ESTREMA UNZIONE A QUESTO POVERO CADAVERE ! Il Cardinale si fa il segno di CROCE e dice : ANDIAMO VIA CHE si è fatto TARDI.
In seguito ho saputo da Lucchese che il cadavere è stato fatto scomparire da FURNARI e i due palermitani e le tre persone SEQUESTRATE sono state liberate dopo circa un mese in cambio della sistemazione degli ingenti Capitali di denaro. Sono contento che il Bravo GENERALE si è salvato.

QUARTA PARTE

Pubblico la parte 4 dei memoriali di Vincenzo Calcara. In questa parte si parla con maggior dettagli delle 5 “Entità” giá accennate da Calcara nelle parti precedenti e si parla della riunione nella quale fu deciso l’assassinio di Roberto Calvi. Vi comunico che, con l’aiuto di alcuni lettori del nostro sito che si sono offerti di collaborare a questo scopo, abbiamo iniziato a tradurre in inglese, spagnolo e francese questi memoriali per poi poterli fare avere alla stampa estera dato che la stampa italiana é impermeabile a questi argomenti.
(20)Dissi al Dr. Borsellino che ero venuto a conoscenza non solo che esistevano cinque ENTITA’ collegate nel Cuore di una POTENTE IDEA, ma anche di aver visto con i miei occhi gli uomini al Vertice di ogni ENTITA’ riunirsi nella villa di LUCCHESE Michele a Paderno Dugnano dove io avevo la residenza.
Il giorno di questa importante RIUNIONE il Lucchese mi ha ordinato di stare nella stanza accanto dandomi il compito di servire le bevande, il caffè e altro ogni qualvolta veniva chiesto.
Questa riunione è stata nell’estate del 1981 ed erano presenti: (21)BERNARDO PROVENZANO, MESSINA DENARO FRANCESCO, il POTENTE UOMO POLITICO, IL CARDINALE, IL NOTAIO ALBANO, FRANCESCO NIRTA DI SAN LUCA, etc. etc.
Il Comandante dei Carabinieri GIORGIO DONATO dava la copertura e controllava il territorio di Paderno Dugnano.
Il motivo di questa riunione è stato perché si doveva riparare ha tutti i danni che ha causato il Dr. CALVI per la perdita di tantissimi miliardi!
Quel giorno c’era un grande nervosismo ed erano tutti incazzati neri. Addirittura non hanno neanche pranzato. Sono stati dalle 11,00 di mattina fino alle ore 18,00 di sera. Ricordo di avere fatto una decina di volte il caffè (ero io che versavo a tutti caffè e bevande) e poi mi sono appartato nella stanza accanto dove non potevo fare a meno di sentire tante cose.
Ad esempio quando ho sentito dire al Cardinale queste parole: “Gli ho garantito la mia protezione facendo ricadere la colpa su MARCINKUS, ma questo indegno non mi credeva! Lui è molto furbo” (si riferiva a CALVI) .

Quel giorno si è decretata definitivamente la condanna a Morte di CALVI. (22)
Dopo l’uccisione del Dr. Falcone il Dr Borsellino mi viene a trovare spesso, tranquillizzandomi che da un momento all’altro andavo via da Palermo per mettermi al sicuro in una struttura protetta a ROMA (cosa che avvenne).
In uno di questi incontri gli avevo ancora una volta esternato la mia preoccupazione per la sua vita dicendogli di mettersi al sicuro perché solo da vivo poteva essere la mia ancora di salvezza!
Lui mi rispose con queste parole: “Vincenzo, solo se togli dal tuo Cuore il negativo sentimento di paura puoi onorare te stesso, la scelta che hai fatto e anche la fiducia che ho riposto in te e, perché no, anche quelle preziose ore che ho tolto alla mia famiglia per dedicarle a te, per sostenerti nei momenti difficili. Ricordati quello che ti dissi l’altra volta: E’ bello morire per ciò in cui si crede, e chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola. Vincenzo, siamo nella stessa barca, indietro non si torna! Adesso racconta con dovizia di particolare tutto ciò che mi hai accennato sulle ENTITA’ e su quella Potente IDEA. Però sappi che quando ti verrò a trovare a Roma tutto ciò che mi hai detto e mi dici sarà messo a verbale e firmato da te. (23)Ricordati che le cose più importanti le scrivo su questa Agenda, e poi non potrai dire di non avermele dette.”

Dissi al Dr. Borsellino che mi è stato raccontato con orgoglio che le cinque ENTITA’ sono stale partorite da una Potente e Nobile IDEA e sono legati al cuore di questa IDEA che li nutre di Nobili Valori che a sua volta entrano nel Cuore e nella Mente di uomini che ne sono degni.
L’ENTITA’ di COSA NOSTRA, l’ENTITA’ della NDRANGHETA, l’ENTITA’ dei PEZZI DEVIATI DELLE ISTITUZIONI, l’ENTITA’ DEI PEZZI DEVIATI DELLA MASSONERIA e l’ENTITA’ DEI PEZZI DEVIATI DEL VATICANO sono legati l’uno con l’altro come se fossero degli organi vitali di uno stesso CORPO.
Hanno gli stessi interessi di sopravvivenza e per sopravvivere e restare sempre POTENTI si aiutano l’un l’altro usando qualsiasi mezzo, anche il più crudele.
C’è una REGOLA fondamentale e cioè che ogni ENTITA’ E’ AUTONOMA. Nessuna ENTITA’ può interferire nel campo di un’altra ENTITA’. Al vertice di ogni ENTITA’ ci sta una COMMISSIONE rappresentata da una quindicina di persone e le regole che si attuano sono pressoché come quelle di Cosa Nostra.
Ad esempio: Se dentro Cosa Nostra un uomo d’onore viene POSATO, in un’altra ENTITA’ si dice: E’ A RIPOSO, oppure è in SONNO. La sostanza non cambia!
(24)In ogni commissione c’e’ un “TRIUNVIRATO” composto dal CAPO ASSOLUTO e da altre due persone che, come forza e potenza, non sono meno del CAPO ASSOLUTO.
Le tre persone di ogni ENTITA’ sono fra essi collegati e formano la SUPER COMMISSIONE !
Al vertice di questa SUPER COMMISSIONE c’e’ un “TRIUMVIRATO” a cui deve sottostare la SUPER COMMISSIONE per le decisioni finali !
I tre capi di questa SUPER COMMISSIONE sono eletti con voto segreto e comandano a VITA !
La SUPER COMMISSIONE garantisce i diritti e l’autonomia di tutte le cinque ENTITA’, compresa l’ENTITA’ di COSA NOSTRA.
Il braccio più armato di tutte le ENTITA’ è quello di COSA NOSTRA che non è seconda a nessuno.
Le migliaia e migliaia di UOMINI D’ONORE sono come un esercito, sono radicati sul territorio e ne danno della Sicilia una terra martoriata. Incutono paura al popolo siciliano e impongono la cultura dell’OMERTA’ !
Ogni bambino che nasce in Sicilia non può fare a meno di respirare quella cultura di morte che con potenza impone COSA NOSTRA ! (25)
L’ENITA’ dei PEZZI DEVIATI DELLE ISTITUZIONI è radicata in tutto il territorio italiano ! E’ composta da uomini politici, servizi segreti, magistrati, giudici r sottufficiali dei carabinieri, polizia, esercito.
Questa ENTITA’ ha in seno uomini di grandissima qualità, preparati, addestrati e pronti a causare danni enormi a chiunque.
Questi uomini non sono secondi a COSA NOSTRA e vengono chiamati GLADIATORI.
Queste persone dei pezzi deviati delle Istituzioni sono riservatissimi ed di grandissima importanza in quanto hanno giurato di servire fedelmente lo Stato ma in realtà il loro giuramento è FALSO !
Agli occhi dei loro colleghi puliti, che per fortuna sono in maggioranza, appaiono anche loro puliti e, con inganno, dimostrano lealtà verso le Istituzioni. Sono uno Stato dentro lo Stato !
La stessa cosa vale per l’ENTITA’ della MASSONERIA che è strettamente collegata con l’ENTITA’ dei PEZZI DEVIATI DELLE ISTITUZIONI.
Questa ENTITA’ dell MASSONERIA, dentro la MASSONERIA PULITA, ha un grande POTERE ed enormi ricchezze. Questa ENTITA’ è stata creata attorno al 1866 all’insaputa del Re, da un illustre Massone, il Conte Benso di Cavour. (26)
L’ENTITA’ dei PEZZI DEVIATI DELLE ISTITUZIONI DEL VATICANO è radicata anch’essa nel territorio Italiano. E’ composta da Vescovi, Cardinali e Nunzi Apostolici. Anche loro agli occhi di altri Vescovi e Cardinali, per fortuna in maggioranza (nel passato in minoranza) appaiono puliti e fedeli a GESU’ CRISTO. E al PAPA.
In realtà sono dei DIAVOLI travestiti da SANTI !
Con un metodo segreto che solo loro sanno e con la loro diabolica intelligenza, anche se in minoranza, riescono quasi sempre a ingannare, a manipolare quei Vescovi, quei Cardinali che servono veramente con devozione ed umiltà la Chiesa.
Nel passato, al vertice della SUPERCOMMISSIONE c’era un Cardinale che addirittura con la sua straordinaria intelligenza è riuscito ad ingannare chiunque al punto che lo hanno eletto papa. Da morto, ancora tutt’oggi, riesce ad ingannare e farsi amare. Nel suo papato è riuscito a rinforzare ancora di più le cinque ENTITA’.
Un intelligente Cardinale, devotissimo a questo papa, al vertice dell’ENTITA’ del Vaticano, anch’esso come il Vescovo Marcinkus nell’Ordine dei cavalieri del Santo Sepolcro (lo era da CARDINALE anche il PAPA) ha decretato insieme agli uomini del vertice di tutte le ENTITA’ la condanna a morte del Dr. Roberto Calvi. (27)
Dopo che ho finito di dire al Dr. Borsellino tutto ciò che mi era stato riferito di queste ENTITA’ e dopo avergli dato la mia parola che avrei firmato tutto a verbale gli dissi anche queste parole: “Dottore mio, mi creda, ho toccato con queste mani e ho visto con questi occhi la sua condanna a morte ! Ma le devo dire ancora di più. Quando il mio Capo Assoluto Messina Denaro Francesco, unitamente al suo Riservatissimo Uomo di Fiducia mi hanno dato l’incarico di tenermi pronto per ucciderla hanno anche detto che di questo Borsalino” (così lo chiamavano) “non deve rimanere niente, neanche le sue IDEE. Lui deve morire e basta. Lui non deve morire solo per il danno che ha causato a “cosa nostra” (per questo si era deciso di aspettare ancora un po’), ma Lui deve morire subito ! Soprattutto perché non gli si deve dare nessuna possibilità di causare un danno irreparabile verso quel Cuore che Cosa Nostra e gli Alleati di Cosa Nostra Amano ! E che sono in dovere di difendere. Da informazioni sicure si è venuto a conoscenza che questo Borsalino sta costruendo una solida base, con un suo appoggio personale segreto, e dopodiché insieme a un suo Sostituto che gli sta a Cuore e ne vuole fare il suo braccio destro, attaccherà come un pazzo, dobbiamo assolutamente distruggerlo !”

QUINTA PARTE

Pubblico la quinta parte del memoriale di Vincenzo Calcara. Poichè si tratta di un insieme di fogli e non di un memoriale appositamente redatto il tutto puo’ non apparire organico, mi riservo alla fine della pubblicazione, e non ne manca ancora molto, di tentare di dare un ordine a tutto in maniera da dargli una certa organicità e una successione temporale o logica. Tramite colloqui con Vincenzo Calcara tenterò poi di chiarire e/o sviluppare i punti più oscuri ed eventualmente di completarli. E’ necessario poi, e qui sará ben accetto il contributo di chiunque, aggiungere link e riferimenti ad altra documentazione reperibile in rete. In questa parte sono di particolare rilievo sia l’incontro con Finocchiaro con alcuni interrogativi che Calcara sembra sottintendere più che esplicitare e lo schema finale nel quale lo stesso Calcara tenta di schematizzare l’insieme di affermazioni fatte nel corso del memoriale.(50)
Ricordo quando mi trovai nella cella di isolamento al carcere di Favignana, quando dopo una lunga introspezione ed una analisi di tutto ciò che era stata la mia vita ho capito che la mafia mi aveva usato, educandomi a valori sbagliati, ipocriti e violenti che avevano messo in pericolo la mia vita.
In quei momenti mi veniva in mente il Dr. Borsellino, il Giudice che avrei dovuto uccidere per eliminare uno dei maggiori ostacoli al domino mafioso.
Il mio non è stato solo un pentimento giudiziario ma anche un pentimento interiore, morale, che metteva in ballo tutti quei valori e insegnamenti mafiosi che avevano mostrato tutta la loro debolezza davanti al nobile coraggio del Dr. Borsellino di cui condividevo lo stesso destino di morte deciso dai capi mafiosi e da quelle entità racchiuse in una grande e potente forza del male.
Quando ho incontrato il Dr. Borsellino ho capito che c’era qualcosa che ci univa e che questa cosa non era solo il nostro legame tanto diverso con quella forza del male di cui io facevo parte ma qualcosa di ancora più oscuro e ineluttabile e cioè l’oscura immensità della morte! Sapevamo entrambi che saremmo morti e questo ci ha reso ancora più vicini. Tutte le volte che lo incontravo rimanevo veramente colpito dal suo sorriso disarmante, da quella luce nello sguardo di chi è fedele a se stesso ed alle regole fino in fondo, ma anche dalla sua bontà, degna solo dei più devoti cristiani.
(51)Questo notaio Albano, nativo di Borgetto, un paese della provincia di Palermo, sposato con una donna slava e con una figlia adottiva, iscritto all’Ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro, insieme a Marcinkus e al Cardinale, amico fraterno del noto Luciano Liggio di Corleone, di cui curava gli interessi economici, amico fraterno dei cugini Salvo, esattori e uomini d’onore, a cui ha reglato alla figlia di questi un bellissimo e pregiato vassoio d’argento (il famoso vassoio del processo Andreotti), dentro il Vaticano era di casa, ed era la persona giusta di collegamento tra l’Enità di Cosa Nostra e l’Entità del Vaticano.
In presenza del Cardinale, del Vescovo Marcinkus e del Notatio Albano ho preso la valigia piena di soldi e con le mie mani la ho messa dentro il bagagliaio della macchina con la targa diplomatica del Vaticano.
Il Vescovo Marcinkus, in quanto americano, non poteva far parte dell’Entità. Era uno strumento del Cardinale e del Notaio Albano che sfruttavano le sue capacità a saper gestire la banca e le conoscenze e i contatti che aveva a livello internazionale. Sfruttavano anche la sua ingenuità.(52)Verso la metà del mese di Giugno ’92 mi viene a trovare sl carcere di Palermo “Le Torri” il Dr. Natoli e S.E. l’Alto Commissario Finocchiaro, Capo dell’ allora Ufficio di protezione di Roma (dico Sua Eccellenza in quanto il Dr. NATOLI lo chiamava “ECCELLENZA”!).
In quella occasione mi dice di stare tranquillo che, se tutto andava bene, in una o due settimane sarei stato messo sotto protezione a Roma. Questo incontro lo può confermare sia il Dr. Natoli che la Direttrice del CARCERE in ottimi rapporti con il Dr. Borsellino.
Non passano neanche tre giorni da questo incontro che mi viene a trovare il Dr.Borsellino con l’Alto Commissario S.E. FINOCCHIARO! (Questo incontro lo può confernmare sia S.E. Finocchiaro che la Direttrice del Carcere!)Mi fa subito presente che questo incontro era e doveva rimanere SEGRETO!
Addirittura non doveva sapere niente neanche il Dr. Natoli e il Dr. Lo Voii, ma non perché non si fidavano (anzi il Dr. Borsellino mi diceva che proprio di loro due si fidava ciecamente), ma in quel momento riteneva giusto tenerli all’oscuro per la loro incolumità in quanto meno sapevano meglio era!(53)
Il Dr. Borsellino mi dice: “Come tu sai un detenuto con condanna definitiva (la mia era di 7 ANNI) difficilmente può essere protetto fuori da una struttura carceraria. Può essere solamente protetto in una struttura carceraria dove ci sono solo collaboratori di Giustizia con pene definitive. Invece un detenuto che ancora non ha una condanna definitiva passata in giudicato, se è ritenuto un Collaboratore di Giustizia attendibile, può accedere sotto la protezione dell’Alto Commissariato, DA UOMO LIBERO!”
Mi dice ancora: “Vincenzo, grazie a S.E. il Dr. Finocchiaro che si è preso a cuore la tua situazione unitamente al Ministro di Grazie e Giustizia abbiamo trovato un ”CAVILLO” affinchè tu possa uscire dal carcere ed essere protetto da UOMINI che sceglierà S.E. il Dr. Finocchiaro. Ovviamente non sarai un UOMO LIBERO, ma avrai la tua libertà all’interno di qualsiasi Albergo tu andrai e sarai protetto da 12 Poliziotti che si daranno il cambio ogni 6 ore (tre ogni TURNO). Sappi che all Stato tu costerai tantissimi soldi e in più garantisce la tua vita! Non tradire ciò che si sta facendo per te!”.
Mi dice ancora: “Vincenzo, il Dr. Finocchiaro ha voluto INTERVENIRE in prima persona perché HA LE PROVE DELLA TUA ATTENDIBILTA’ E SA IL PERICOLO CHE CORRI e che ti potrebbero uccidere! (54)La sua venuta qua per me significa che posso stare tranquillo per te, in quanto sotto la Sua protezione nessuno ti toccherà. Ma è anche un mio dovere dirti che devi rispondere a tutte le domande che il Dr. Finocchiaro ti farà in quanto ne ha tutto il diritto, perché è il capo dell’Alto Commissariato Antimafia. Lui ha contribuito con i suoi canali a far trovare i riscontri alle tue dichiarazioni”.
La prima domanda del Dr. Finocchiaro è questa: “Secondo Lei, chi può essere stato a fornire notizie così riservate che sapeva soltanto il Dr. Borsellino? Come è possibile che un “Giornale serio” come il Corriere della Sera da la certezza che Lui è al corrente di certi MISTERI, peraltro abbondantemente riscontrati e che solo il Dr. Borsellino e pochissime persone sapevano?”-
Mi dice anche: “Adesso le faccio un’altra domanda che il Dr. Borsellino sicuramente non Le ha mai fatta ma che ritengo molto importante. La domanda è questa: “Qualcuno pensa e ne sono quasi convinti che Lei e Michele LUCCHESE oltre a far parte dell’ ENTITA’ di ‘COSA NOSTRA’ in SEGRETO e ALL’INSAPUTA di ‘COSA NOSTRA’ facevate anche parte dell’ ENTITA’ dei PEZZI DEVIATI DELLE ISTITUZIONI, nel gruppo dei SERVIZI SEGRETI DEVIATI. (55A)Risponda prima a questa domanda e poi alle altre che le ho fatto”.
Prima di rispondergli guardo il Dr. Borsellino per vedere almeno la Sua espressione, ma lui subito mi dice: “Continua da dove eravamo rimasti l’altra volta, anzi per essere più precisi ti dico io dove eravamo rimasti”. Prende la sua borsa di cuoio (mi sembra marrone) ed estrae la solita Agenda Rossa dove di solito si appuntava le cose più importanti che gli dicevo. Apre l’Agenda Rossa, sfoglia alcune pagine (nom posso fare a meno di notare che le pagine erano piende della sua scrittura e mi dice: “Ecco cosa mi hai detto l’ultima volta: Tramite il Lucchese sono venuto a conoscenza che all’interno dei Servizi Segreti deviati e all’insaputa del Triumvirato con a Capo l’On. Miceli, si era formata una corrente di UOMINI che osteggiavano totalmente sia l’On. Miceli che il suo braccio destro. Questi UOMINI erano fidatissimi non a MICELI e neanche al suo braccio destro, ma erano fidatissimi al TERZO RAPPRESENTANTE del TRIUMVIRATO che voleva prendere il posto dell’On. Miceli e sostiruire con uomo di fiducia del braccio desto di MICELI. Ricordo anche che il Lucchese mi disse che questo rappresentante del TRIUMVIRATO era SICILIANO”.
Dopo che il Dr. Borsellino ebbe finito di leggere ciò che gli avevo detto mi dice: “Adesso puoi continuare”.(55B)
Mi giro a guardare il Dr. Finocchiaro e inzio con queste parole. “Se qualcuno pensa che io e Michele Lucchese, all’insputa di ‘COSA NOSTRA’ facevamo anche parte dei servizi segreti deviati Le rispondo subito NO!. Però che eravamo in contatto con alcuni UOMINI dei SERVIZI SEGRETI DEVIATI che osteggiavano l’On. Miceli e il suo Braccio Destro le dico SI ! Tre di questi uomini erano quelli che ci hanno accompagnati alla Tenuta di LATINA. Messina Denaro Francesco ha ordinato e dato le Direttive a Lucchese Michele affinchè questi si mettesse in contatto con alcuni UOMINI dei SERVIZI SEGRETI DEVIATI e di riferire soltanto a Lui tutto ciò che gli dicevano o che si faceva. Tutto ciò era così segreto e delicato che neanche i migliori uomini della nostra Famiglia dovevano esserne al corrente. Il MESSINA DENARO FRANCESCO ha autorizzato il Lucchese di servirsi solo di me e di farsi accompagnare da me quando lo riteneva opportuno. Questa scelta su di me il Messina Denaro Francesco l’ha fatta (così mi disse Lucchese):
1° perché ero sempre vicino e in sintonia ottima con il Lucchese,
2° perché facevo bene il mio lavoro dentro la dogana dell’aereoporto,
3° perché gli sono piaciuto tantissimo quando ho ucciso alla tenuta di Latina uno dei sequestrati,(56)
4° perché mi ha cresciuto fin da bambino e non si era mai dimenticato che all’età di 16 anni per difendere il suo figlio Matteo che era stato picchiato da alcuni ragazzi più grandi di Lui io sono intervenuto ed essendo che erano in tre mi hanno massacrato di botte e lu zu’ Ciccio con tenerezza mi ha curato le ferite e dopo mi ha dato anche dei soldi.
Il Messina Denaro Francesco ha avuto l’ordine da Bernardo Provenzano di dare l’incarico a Lucchese in quanto questi era nella posizione giusta (faceva parte della Loggia Massonica oltre ad avere dimostrato capacità a tenere bene contatti delicati e segreti). Il Lucchese mi confidò anche che dalle parole di Messina Denaro Francesco aveva capito o intuito che forse neanche Totò Riina era al corrente della trama segreta che si stava tessendo per danneggiare e sostituire l’On. Miceli.
Provenzano si poteva permettere di tenere all’oscuro Totò RIINA in quanto aveva le spalle coperte dal TRIUMVIRATO della Supercommissione che in precedenza aveva contribuito e appoggiato segretamente Provenzano per distruggere il TRIUMVIRATO dell’ ENTITA’ di ‘Cosa NOSTRA’ che era rappresentato da BONTADE, BADALAMENTI e da Luciano LIGGIO che a sua volta si faceva rappresentare da Provenzano e Riina. (57)Se il Totò Riina è stato messo all’oscuro è stato perché stravedeva per l’On. Miceli”
Nel frattempo che io parlavo notavo che il Dr. Borsellino prendeva appunti nella AGENDA! Invece per quanto riguarda chi ha potuto fornire le notizie riservate al CORRIERE della Sera ho risposto con queste parole: “LASCIO a Voi OGNI GIUDIZIO e ogni DEDUZIONE”.
Il Dr. Finocchiaro mi dice: “Benissimo!” e ancora: “Sig. CALCARA, essendo che ci sono tutti i presupposti e validi motivi, Le comunico che Lei è il primo a potere uscire dal carcere con una condanna passata in Giudicato. Per Lei si è approvata una specie di legge che nessuno può osteggiare. Le assicuro che Lei a giorni sarà a Roma!”.
Il Dr. Borsellino mi dice: “Dopo che ti rilassi un poco verrò a trovarti insieme al Dr. Natoli e al Dr. Lo Voi e metterai a verbale tutto ciò che mi hai detto. Ma forse prima si organizzarà e si dovrà andare nel posto dove hai seppellito il Turco”.
In quella circostanza vengo a conoscenza che L’On. VIZZINI era a PALERMO e doveva RICEVERE dal Dr. Borsellino dei DOCUMENTI.(58)
Veniva di proposito a trovare il Dr. Borsellino (non ricordo se a casa o in Procura) per consegnargli alcuni dociìumenti compresa una relazione riguardante il mio caso e altro (Tutto ciò era importante a livello Politico).
Se non ricordo male quel giorno il Dr. Finocchiaro si doveva incontrare con l’On. Vizzini (sono sicuro che questo si può riscontrare!)
Dopo la morte del Dr. Borsellino vengo convocato da S.E. FINOCCHIARO nel suo Ufficio a Roma dove mi dice che aveva avuto l’idea di farmi fare una intervista in onore del Dr. Borsellino e aveva contattato i Giornalisti di Famiglia Cristiana.
Mi dice anche : “Per fare una cosa veloce mi sono permesso di scrivere in questo foglio ciò che Lei dovrebbe dire e, conoscendola bene, sono sicuro che Lei lo condividerà”.
Mi dice anche : “Certe cose, mi creda non vale la pena che si dicano”.
Ho letto ciò che aveva scritto e su quello si è fatta l’intervista.
Questa intervista su Famiglia Cristiana dove si citava la Morte annunciata del Dr. Borsellino è stata fatta nel mese di Luglio-Agosto 1992. Purtroppo la ho letta ma ho smarrito la copia.(59)
Quel giorno sono stato per diverse ore con il Dr. Finocchiaro e si parlava tanto del Dr. Borsellino ma si è parlato anche dei Servizi Segreti deviati!
Ricordo che dopo aver fatto l’intervista si è aperta la porta ed è entrato l’On. VIZZINI e le sue parole sono state queste: “Scusa di questa visita improvvisa, ti ho fatto chiamare ma tu non rispondevi e allora ho pensato di salire” (si davano del TU).
Il Dr Finocchiaro gli risponde: “Hai fatto bene”. Poi rivolto a me mi dice: “Sig. Calcara, Le presento una persona alla quale il Dr. Borsellino voleva tanto bene, l’On. VIZZINI”.
Gli rispondo che mi ricordavo benissimo quando il Dr. Borsellino aveva detto che si doveva incontrare con Lui per dargli dei documenti.
Dopo pochi mesi da questo incontro il Dr. Finocchiaro è stato nominato dal Governo Capo dei Servizi Segreti Italiani.
(60)Le anime nere che si aggiravano dentro il Vaticano esercitando un forte potere e la capacità di usare il Vescovo Marcinkus erano:
1°) Il Cardinale Macchi, uno dei Prediletti e che stava tanto a Cuore a Paolo VI che lo ha ordinato Suo Segretario. Il Cardinale Macchi mi è rimasto impresso in quanto ha lo stesso Cognome di un mio compagno di scuola delle Elementari. Anche lui come Marcinkus faceva aparte dei Cavalieri del Santo Sepolcro.
2°) Il Cardinale VILLOT (VALLOT o VELLOT), anche questo nome mi è rimasto impresso perché il nome non finisce con la vocale, ma soprattutto mi è rimasto ancora più impresso in quanto il LUCCHESE parlando di lui mi disse: “Questo Cardinale, pur non essendo Italiano (non ricordo se mi ha detto di quale nazionalità fosse) ha fatto delle cose straordinarie e ha salvato la finanza del Vaticano che papa Luciani voleva distruggere!”
3°) Il Cardinale Benelli (guarda caso ha lo stesso nome della MARCA “BENELLI” la mia prima moto che mi ha regalto il mio Padrino di Cresima “CASESIC”)
4°) Il Cardinale Gianvio che mi sembra fosse anche Segretario.
Anche gli ultimi tre facevano parte dell’ Ordine dei cavalieri del Santo Sepolcro.(61)
Questi quattro Cardinali avevano in mano lo I.O.R. e le finanze del Vaticano! Avevano pure un filo diretto con il Notaio Albano CHE ALL’INTERNO DI “Cosa NOSTRA” era come un “FIORE ALL’OCCHIELLO”
Gli svariati miliardi e miliardi che la Banca del Vaticano riciclava facendoli diventare poi puliti venivano investiti “ANCHE” per comprare BENI IMMOBILI (TERRENI, VILLE, TENUTE, PALAZZI etc. etc.) che venivano intestati non solo a Cardinali o Vescovi ma anche a UOMINI di Cosa Nostra, a UOMINI della Massoneria, a UOMINI POLITICI etc. e anche a PARENTI e AMICI che facevano da Prestanome!
Tutto ciò venicìva messo nella mani del NOTAIO ALBANO!
Tutto ciò che io dico lo dico con la certezza che nessuno può dimostrare che non è vero.
Se si vuole basta che si controllano tutti gli ATTI NOTARILI o i rogiti che ha fatto il NOTAIO ALBANO.
Queste cinque ENTITA’ sono state e lo sono tuttora una potenza ECONOMICA per condizionare in alcuni casi il POTERE POLITICO ITALIANO rappresentato da persone PULITE! Purtroppo si sono create delle situazioni tali che il Potere non può fare a meno di questi Poteri occulti.(52)
Queste cinque ENTITA’ occulte si “FONDONO” soprattutto quando ci sono interessi finanziari ed economici condizionando così l’Italia a Livello di Polotica e Istituzioni.
La Massoneria è un potere fortissimo e chi gestisce il Potere in Italia deve venire a patti con la Massoneria.
Il Dr. Borsellino aveva messo in pericolo interessi forti e quindi era un ostacolo e un pericolo per quello che poteva ancora fare.
A Livello Nazione c’erano sguinzagliati alcuni Cardinali di Prestigio per inculcare nella mente del Popolo Italiano che la Mafia non esisteva e che era una invenzione dei Comunisti, per cui indirizzavano milioni di persone a votare lo “Scudo Crociato”, la Democrazia Cristiana. Sfruttando così la buona fede di tante persone apparendo ad essi come Angeli che servivano la loro Chiesa. Ma in realtà erano e sono Diavoli travestiti da Angeli mettendo in atto la loro eccezionale intelligenza.
(A1)

– BUSCETTA PARLAVA DI ENTITA’

– LE ENTITA’ SONO “IDEE” (es. L’IDEA DI UN PALAZZO E’ PIU’ IMPORTANTE DEL PALAZZO STESSO, PUO’ CROLLARE IL PALAZZO NON L’ IDEA)

– IO TEMO PER TESCAROLI E PER LA DOTT.SSA MONTELEONE PER LE INDAGINI CHE STANNO CONDUCENDO

– CI SONO 5 IDEE RACCHIUSE IN UNA GRANDE “MAMMA IDEA”

– 1) COSA NOSTRA
– 2) ‘NDRANGHETA
– 3) PEZZI DEVIATI DELLE ISTITUZIONI
– 4) PEZZI DEVIATI DELLA MASSONERIA
– 5) PEZZI DEVIATI DELLO STAO DEL VATICANO (10%)

TUTTE QUESTE FORMANO UN’ IDEA, SONO TUTTE COLLEGATE COME SE FOSSERO ORGANI VITALI DI UNO STESSO CORPO, NON POSSONO FARE A MENO L’UNO DELL’ALTRO.

– SONO TUTTE ALL’ INTERNO DELLA “MAMMA IDEA”

– C‘E’ UNA REGOLA: OGNI IDEA E’ AUTONOMA, NESSUNA PUO’ INTERFERIRE SULL’ALTRA; SE NECESSARIO SI AIUTANO E USANO QUALSIASI MEZZO, ANCHE IL PIU’ CRUDELE

– FINORA E’ STATA SEMPRE COLPITA L’IDEA COSA NOSTRA CHE E’ IL BRACCIO ARMATO DELLA “MAMMA IDEA”

– MIGLIAIA DI UOMINI D’ONORE DENTRO DI COSA NOSTRA SONO UN ESERCITO DENTRO L’ESERCITO(A2)

– QUASI TUTTE LE ALTRE IDEE, SOPRATTUTTO QUELLA DEI PEZZI DEVIATI DELLE ISTITUZIONI, ANCHE SE DI MINORE PORTATA, SONO DI ALTISSIMA QUALITA’ PERCHE’ HANNO NEL LORO SENO UOMINI DI GRANDISSIMA QUALITA’ CHE NON SONO SECONDI AGLI UOMINI DI COSA NOSTRA.

– LE IDEE DI COSA NOSTRA E DEI PEZZI DEVIATI DELLE ISTITUZIONI SONO SEMPRE COLLEGATE (esempio OMICIDIO DI SALVATORE GIULIANO)

– SI TRATTA DI UOMINI RISERVATISSIMI PIU’ DI QUELLI DI COSA NOSTRA PERCHE’ FANNO PARTE DELLE ISTITUZIONI CHE HANNO GIURATO DI SERVIRE (ED E’ FALSO)

– AL VERTICE DI OGNI IDEA C’E’ UNA CIOMMISSIONE (I COMPONENTI DI OGNI COMMISSIONE NON SUPERANO LE 12 PERSONE)

– IN OGNI COMMISSIONE C’E’ UN TRIUMVIRATO: 1 CAPO ASSOLUTO e 2 PERSONE CHE NON SONO MENO DEL CAPO ASSOLUTO

– LE TRE PERSONE DI OGNI IDEA SONO COLLEGATE E FORMANO LA SUPREMA COMMISSIONE’ CHE E’ CHIAMATA “MAMMA IDEA”

– ALL’INTERNO DI OGNI COMMISSIONE SOLO QUEL TRIUMVIRATO E’ A CONOSCENZA DELLE ALTRE IDEE MENTRE AGLI ALTRI CHE SONO ALL’OSCURO DI TUTTO E CHE VEDONO SITUAZIONI SI POSSONO DARE INFORMAZIONI MA NULLA DI PIU’ (A3)

– DI QUESTO TRIUMVIRATO PRIMA O POI ARRIVA LA MORTE, PER OGNUNO DI QUESTI 3 SI FORMA AUTOMATICAMENTE UNA “PERSONA-OMBRA” PER SOSTITUIRLA. LA MAGGIOR PARTE DELLE PERSONE RIMANENTI; POTREBBERO ESSERE UN CAPOFAMIGLIA QUALSIASI, LO PREPARA PRIMA CHE MUORE

– NEL TRIUMVIRATO OGNI PERSONA HA IL DIRITTO SACROSANTO DI SCEGLIERE LA PERSONA PER FARSI SOSTITUIRE E QUESTO ACCADE ANCHE NELLA SUPREMA COMMISSIONE.

– LE “OMBRE” CHE SONO PRONTE A SOSTITUIRE SONO IN PARTE COSTRUITE E IN PARTE TRAMANDATE NEL TEMPO (Es. PERSONE POTENTISSIME DELL’ANTICHITA’ CHE SE LO TRAMANDAVANO NEI SECOLI, C OME LE TRADIZIONI FAMILIARI DI CHI FA L’AVVOCATO E LO TRAMANDA AL FIGLIO)

– QUESTO TRIUMVIRATO FANNO PARTE LA SUPREMA COMMISSIONE, CI SONO 15 PERSONE CHE SONO “L’OMBRA” DI QUELLE PERSONE PER SOSTITUIRE CHIUNQUE, COME CLONARE (ARGOMENTO DELICATO)

– OGNI PERSONA DELLA SUPREMA COMMISSIONE HA (DIRITTO-DOVERE AD AVERLO) UN’OMBRA; DENTRO IL VATICANO C’E’ UNA IDEA

– IO NON HO FATTO IN TEMPO A SAPERE DA CHI SONO STATI “COSTRUITI” GLI UOMINI OMBRA PRONTI A SOSTITUIRE TUTTI GLI UOMINI DELLA COMMISSIONE

– IO TEMO PER TESCAROLI, NON GLI CONVIENE UCCIDERLO PERCHE’ CONFERMEREBBE QUELLO CHE DICO

– SICCOME I CAPITOLI SONO IMMENSI….

– BRUSCA E CANCEMI CONOSCONO IL NOTAIO ALBANO

– IO SONO ARRIVATO A CONOSCERE l’ 80-90%

– ALL’INFUORI DI BUSCETTA NON HA VOLUTO PARLARE NESSUNO

– SARANNO UNA VENTINA I PENTITI CHE SANNO DELLA SUPREMA COMMISSIONE MA NON NE VOGLIONO PARLARE.

– COLLEGAMENTI DA IDEA A IDEA, PERSONE RISERVATISSIME

– IO NON VOGLIO DIRE CHE TUTTI I PENTITI TRANNE BRUSCA E CANCEMI, IN PERCENTUALE, CONOSCANO SOLO COSA NOSTRA, NON SANNO ALTRO PERCHE’ IN QUESTA MIGLIAIA DI PENTITI C’E’ QUALCUNO CHE SA, CHE CONOSCE QUESTA SUPREMA COMMISSIONE E HA PAURA DI PARLARE PERCHE’ SU QUEL “TASTO” LORO CREDONO CHE A NON PARLARNE SI SALVANO LA VITA

– IO NE PARLO PERCHE’ HO IL MIO ASSO NELLA MANICA

– SOLO IO NON POSSO CAUSARE QUEL DANNO ENORME A CHI INDAGA SU QUESTE COSE

– DI QUESTE COSE NE HO PARLATO CON IL DOTTORE BORSELLINO CHE PRENDEVA APPUNTI NELLA SUA AGENDA CHE POI E’ SPARITA (A5)

– In OGNI IDEA, COSI’ COME E’ COMPOSTA LA STRUTTURA DI COSA NOSTRA SONO COMPOSTE ANCHE LE ALTRE IDEE (ES. DA CAPO DECINA etc.)

– NEL TRIUMVIRATO SOTTO CI SONO I SOLDATI E LI FANNO INCONTRARE PER TANTE COSE E QUESTE PERSONE SCELTE RISERVATISSIME DEVONO SOTTOSTARE AL TRIUMVIRATO

– LE ALTRE IDEE FANNO LO STESSO E SI INCONTRANO CON ALTRI SOLDATI DI ALTRE IDEE

– ALCUNI COMPONENTI DELLA SUPREMA COMMISSIONE HANNO PARTECIPATO A FARE LA COSTITUZIONE ITALIANA INSIEME AD ALTRI UOMINI PULITI

– “LORO” SONO INSIEME A PERSONE PULITE CHE HANNO PAURA AD ATTACCARLI, SENTONO IL PERICOLO

– QUELLO CHE CONTA E’ LA QUALITA’ DI QUESTE IDEE

– NELLA EX DC NON SUPERAVANO il 10-15% QUELLI CHE FACEVANO PARTE DI QUESTE IDEE- l’80 % NON NE FA PARTE- il 20% E’ CAMUFFATO

SESTA ED ULTIMA PARTE

Pubblico l’ultima parte del manoscritto di Vincenzo Calcara. In realtà, secondo la numerazione originale del manoscritto, che ho riportato come capoverso, non si tratta dell’ultima parte ma di una parte intermedia dato che le pagine del manoscritto sono numerate da 1 a 60 (più un’appendice schematica) e queste sono le pagine da 28 a 49.In effetti però riguardano considerazioni interiori fatte dallo stesso Calcara dopo la morte di Paolo Borsellino e non contengono più fatti ma solo pensieri oltre che il riferimento ad alcune frasi pronunciate da Paolo dopo la morte di Giovanni Falcone. Ho preferito quindi tenerle per ultime. Il prossimo impegno sarà quello di riunire in un unico documento la varie parti del memoriale, che sono state scritte in momenti diversi, cercando di dargli un ordine logico o cronologico,e di riportare la numerazione originale in tutto il testo, che sarà corredato da note e riferimenti a sentenze nelle quali le stesse rivelazioni sono state, in tempi e processi diversi, utilizzate.—————————————————————–(28)
Dopo di che dico ancora al Dr.Borsellino: Dottore caro, ho percepito e sono sicurissimo che chi ha ordinato a Messina Denaro Francesco di organizzare un piano per ucciderla gli ha anche manifestato la preoccupazione e la paura che questo piano potesse fallire.
Tanto è vero che, per mettersi al sicuro Messina Denaro Francesco, ha organizzato non uno ma due piani per ucciderla affinchè sia nell’uno che nell’altro non possa avere scampo!
Il primo consisteva di ucciderlo con un fucile di precisione e li sarei stato io a sparare, il secondo piamo consisteva di ucciderlo con una autobomba, e anche li avrei partecipato con un ruolo di minore portata facendo da copertura.
Quando ebbi finito di parlare il Dr. Borsellino si alza all’impiedi, si accende una sigaretta e inizia a parlarmi con queste parole : “Fino a pochi istanti fa ero seduto accanto a te, ascoltando attentamente e volutamente ogni tua parola. In questo momento non è il tuo Capo che ti parla ma un Giudice che servirà fedelmente lo Stato e la Società Civile fino all’ultimo momento.”
(29)
Mi dice ancora : “Pagherei qualunque cosa pur di poter dire in faccia a questi cosiddetti capi che la decisione che hanno preso di uccidere il mio amico Giovanni Falcone non è altro che una decisione ignobile partorita da una mente ancora più ignobile! L’unica Regola donore che gli era rimasta, quella di non uccidere non le femmine, ma le Donne, non l’hanno neanche rispettata. Meritano veramente disprezzo. Questi uomini, se così si possono definire, non rappresentano e non sono figli di una potente e nobile IDEA ma rappresentano e sono figli di una debole, ignobile e malata IDEA del Male, incarnata nell’ ILLUSIONE che li nutre di valori ignobili che entrano nella loro mente malata di uomini infami che non conoscono l’onore e neanche quei Grandi Valori che stavano dietro il mio Amico Giovanni Falcone e la sua Donna che ha avuto solo la colpa di seguire il Suo UOMO!. (Queste parole le diceva con tanta rabbia!) Ma io non gli darò la possibilità di uccidere la mia Donna, non glielo permetterò mai.
Ti dico anche che loro possono uccidere il mio Corpo Fisico, e di questo ne sono ben cosciente, ma sono ancora più cosciente che non potranno uccidere le mie IDEE e tutto ciò a cui credo !
(30)
Questi infami si erano illusi che uccidendo il mio Amico Giovanni avrebbero anche ucciso le sue idee e quel grande Patrimonio di Valori che stava dietro di Lui. Ma si sono sbagliati perché il mio Amico Giovanni tutto ciò che Amava e Onorava, lo Amava così profondamente da legarselo nel Suo Animo, rendendo così tutto cuò che ONORAVA IMMORTALE!”
Le parole del Dr. Borsellino erano così forti, piene di vibrazioni, che facevano tremare le fondamenta! Erano così forti che non riuscivo a guardarlo negli occhi che gli facevano scintille e pieni di rabbia!
Il Dolore di questo Nobile Uomo era fortissimo! Questo Dolore io lo vivo anche in questo momento e non riesco a contenerlo! In quanto non è un dolore NORMALE ma è un DOLORE PURO, NOBILE! E siccome io non ho niente di Nobile non riesco a contenere questo Dolore! Questo Nobile Sentimento di Dolore non appartiene a me e non ne sono deegno!
Ma appartiene alle persone che lui AMAVA Profondamente e IN PRIMIS alla Mogle , ai FIGLI e anche ai Nipotini che non ha conosciuto e che io indegnaente ho conosciuto (ho baciato la sua prima Nipotina AGNESE).
(31)
Ma insieme a questo sentiomento di Dolore c’era anche il sentimento di Coraggio permeato da Vibrazioni Positive che Lui mi ha trasmesso e io voglio trasemttergli alle sue Nipotine! LUCIA, VITTORIA MEROPE!
A tutte le persone che il Dr. Borsellino Amava Profondamente compreso le Donne e gli Uomini della Società Civile io dico che Nessuno può uccidere la Verità! Soprattutto quando la Verità si lega nel proprio Animo! Che me ne faccio di questa Vita che AMO se non onoro la Verità che appartiene alla vita.
Il Dr. Borsellino con il suo ESEMPIO mi ha insegnato che un Uomo deve Amare la vita dopo che Ama cio che sta oltre la VITA!!!
(32)
In quanto io credo nella coscienza dell’UOMO e so con certezza che non si puòmentire alla propria coscienza mi rivolgo a chi non ha avuto il coraggio di fare un passo avanti, a Loro io trasmetto tutte le sensazioni Belle e le vibrazioni che il Dr. Borsellino mi ha trasmesso, solo così possono evitare lacrime di pentimento!
Sento ancora la sue parole mentre mi diceva che in qualunque struttura c’era il Bene e il male! I Santi e i Diavoli! E che ognuno di noi doveva far riemergere quella scintilla Divina che ogno UOMO ha e che comunque alla fine il Bene trionferà sul Male perché questa è una volontà e una Legge Divina che nessuna Forza del male può fermare!
Il Dr. Borsellino era ed è una Grande Anima che ha servito lo Stato e la Società Civile fino in fondo. E pur di servire questa Società che lui voleva cambiare trascurava anche i suoi Affetti più cari.
(33)
Il Dr, Borsellino non doveva morire! Tutti sapevano che c’era un piano ben organizzato per eliminarlo quando era Procuratore di Marsala e che questo piano doveva portarlo a termine il mio Capo Assoluto della storica famiglia di CASTELVETRANO Messina Denaro Francesco. Io peronalmente dovevo partecipare alla sua uccisione con le mie mani e ho visto con i miei occhi la condanna a Morte del Dr. Borsellino!
Ho visto anche l’odio che avevano Cosa Nostra e tutte quelle ENTITA’ collegate a Cosa Nostra verso il Dr. Borsellino. Queste ENTITA’ unitamente all’ENTITA’ di Cosa Nostra sono racchiuse in una unica, Grande IDEA del MALE. Ma io non ho visto solo ODIO, ho visto anche la PAURA , la preoccupazione che questa forza del MALE aveva nei confronti del Dr.Borsellino. Per cui dico, ma ve lo dico per cognizione diretta che questa IDEA del MALE non è invincibile in quanto c’è la prova che ha avuto PAURA di un UOMO della Società Civile e quindi è Vulneravile. Il punto debole di questa IDEA del Male è la paura che ha verso uomini pieni di coraggio e di Valori. Lo Stato, la Società Civile non può permettere che Verità ignobili, infami, siano nascosti sotto la nostra nobile bandiera:
(34)
Una Verità ignobile non può stare sotto la bandiera accanto alla Verità Nobile. E non ci si può permettere di presentare un Diavolo come un Santo. E mi fermo qua.
Sono trascorsi 14 anni e ancora il sangue innocente del Dr. Borsellino grida Giustizia e Verità! Ma non solo, anche il sangue innocente di altri uomini ucccisi da questa idea del male gridano Giustizia e Verità.
Il Dr. Borsellino era in possesso di verità scomode, di verità che facevano paura e tuttora fanno paura a Cosa Nostra che ha poteri occulti molto pericolosi, da sempre collegati a Cosa Nostra.
Il Dr. Borsellino come Magistrato non era secondo a nessuno, la sua professionalità era tale che ha fatto si da accellerare la sua morte.
Morte voluta da questa IDEA del male. Più che gli uomini si deve distruggere “l’IDEA” che è radicata in questi uomini. Queste ENTITA’ hanno mostrato tutta la loro debolezza e vigliaccheria davanti al Nobile Coraggio del Dr. Borsellino!
Già prima che un uomo entra a far parte di questa IDEA già c’è un’ombra pronta a sostituirlo!
(35)
Mi diceva: Vincenzo, quando vado via, se ti senti nervoso o agitato fatti una preghiera, vedrai che ti sentirai meglio. Gli risposi: Dottore , adesso mi vado a confessare dal Vescovo Marcinkus e dal suo Capo il Cardinale, quelli che hanno riciclato i miliardi di Cosa Nostrra.
Il Dr. Borsellino mi risponde con queste parole: “Non generalizzare, ci sono anche tanti Vescovi e Cardinali buoni a cui si può mettere la propria vita nella mani, Certamente non darò a nessuno la possibilità di infangare tutta la Chiesa!!! Un persona d’onore difende e dice sempre la verità senza paura. Vincenzo fatti la barba, ricordati che la dignità di una persona passa anche attraverso l’aspetto fisico. Prendi una cassetta di musica classica e riulassiamoci un poco!”
Queste cassette di musica classica quando sono stato arrestato mi sono state sequestrate e lui di interessò a farmele riavere. Ricordo che queste cassette li avevo comprato in un negozio non lontano dal Teatro dell’Opera di Roma quando ero latitante e travestito da monaco. Ricordo anche che quando ho detto alla signora del negozio “La pace sia con voi” unita a una bella benedizione mi ha fatto lo sconto e regalato pure altre cassette.
(36)
Difenderò il mio onore e la verità a qualunque prezzo! Anche trascurando i miei sentimenti! Ritengo l’onore e la verità più importanti della mia vita stessa! Solo onorando la Verità il mio Cuore logorato da una tragedia infernale può avere Pace. Chi mi ascolta non deve avere nessuna commozione per me! La commozione si deve avere per il sangue innocente del Dr. Borsellino e di quel fiore di ragazzi della Polizia di Stato che sono morti per Lui standogli accanto fino alla fine. A questi Valorosi e coraggiosi Poliziotti io mi inchino profondamente!
Credetemi, io so quello che dico e mi assumo ogni responsaboilità! Sfido chiunque a dimostrare il contrario di ciò che ho sempre detto, che sto dicendo e che sempre dirò fino all’ultima goccia di sangue! La mia forza è la Verità che ho sempre detto e che sempre dirò e niente mi fa paura! A me fisicamente mi possono uccidere (e ben venga la morte!) ma non possono uccidere la Verità.
(37)
Vi prego di considerare la mie parole quanto la sincerità che sta dietro di essa. La Società Civile mi insegna che quando un uomo è sincero il Mondo si muove! E che solamente una verità Nobile può essere nascosta sotto la bandiera, essendo in se stessa la Bandiera Nobile perchè nobile sangue è stato versato per essa è giusto per una verità Nobile per il bene di tutti sia nascota sotto la bandiera Nobile.
Viceversa una Verità ignobile deve stare sotto e fianco la bandiera ignobile di Cosa Nostra e di tutte queste Entità collegate a Cosa Nostra! Per cui chi è vigliacco e ha paura è solamente degno di stare a fianco di veritò ignobile e bandiera ignobile!
Quindi Verità e bandiera ignobile non possono sventolare sotto il Sole come se fossero Nobili! Così come Uomini di Potere, Uomini delle Istituzioni se sono ignobili non possono e non devono stare a fianco di Uomini puliti che servono e garantiscono lo Stato e la SocietàCivile.
(38)
Attorno al Dr. Calvi vi erano dei Massoni collegati a Cosa Nostra. Lo stesso Lucchese era Massone in una loggia segreta insieme a Vaccarino che era ufficialmente Massone del Grande Oriente. E siccome aveva interesse che anch’io ne facessi parte mi ha preparato per l’iniziazione e doveva essere Lui il mio garante! Sono venuto a conoscenza del Rito Scozzese, dell “Grande Luce”, della Regola, dei Grasi di Gran Segretario, Gran Maestro, 30° Grado, 32° Grado etc.. Mi ha insegnato come risconoscere un fratello e come salutarlo, quando gli stringi la mano o lo baci!
Ricordo che quando il Sindaco Vaccarino è venuto a Milano, visto la grande confidenza e l’affetto che c’era lo salutai come un fratello Massone. Me lo aveva ordinato Lucchese in quanto questi era stato incaricato da Vaccarino Sindaco a prepararmi per l’iniziazione “Il Tempio”. Vaccarino era felice e orgoglioso. Lucchese mi disse che voleva segnalare a Messina Denaro Francesco il Maresciallo Donato in quanto aveva desiderio di farlo diventare fratello (nell’interesse di Cosa Nostra).
(39)
Tutto questo mi è servito a salvare l’occhio di mia figlia Fiammetta. Ho visto salutare il Dr. Par… (non è ben leggibile nell’originale n.d.r.) da una persona che è venuta a trovarlo. Si sono salutati da Massoni. Un giorno lo ho salutato da Massone e mi sono presentato come un fratello “in Sonno” (anche se si è in sonno si è sempre fratelli, e mi ha dato delle medicine costose per mia figlia. In Cosa Nostra si è posati e poi si viene riammessi dopo un periodo di prova (e come se un figlio è in castigo!), dopo le penitenze si ritorna a far parte come prima della famiglia e si riceve di nuovo l’affetto del padre (il Capo Assoluto). Così è anche per un fratello Massone IN SONNO. Rubano il sacro e lo mettono insieme al PROFANO.
Ho conosciuto anche Carlo Greco quando gli ho consegnato a Palermo un camion carico di Morfina base per reffinarla in eroina” E’ quello che ha partecipato alla strage di Via D’Amelio (sono stato il primo a farne il nome).
(40)
Non è facile per me ripensare a tutto il tempo che ho trascorso insieme al Dr. Borsellino senza provare una profonda nostalgia.
Quanto vorrei che fosse ancora in vita! Come non vorrei essere qui a parlare di Lui. Pur di averlo vivo avrei voluto essere suo nemico ed essere umiliato e sconfitto da Lui. Pur di averlo vivo avrei preferito di non assaporare le Gioe che mi hanno dato queste quattro figlie che sono venute al mondo dopo la sua morte. Purtroppo il Dr. Borsellino fisicamente non c’è più. Ma io dico che il Dr. Borsellino è vivo più che mai! Il Dr. Borsellino era più di un vaso pregiato! Il Dr. Borsellino era un UOMO!
(41)
Le forze del MALE lo hanno distrutto fisicamente ma non hanno potuto distruggere la Sua Anima, le Sue IDEE, i suoi VALORI, la Sua Nobiltà e tutto ciò di Bello che c’era in Lui. Il Dr. Borsellino era in possesso di Verità scomode, di VERITA’ che facevano paura sia a “COSA NOSTRA” che a poteri occulti molto pericolosi collegati con cosa nostra.
Il Dr. Borsellino come Magistrato non era secondo a nessuno, la sua professionalità era tale che ha fatto accellerare la sua mprte. La sua morte è stata voluta da quelle forze del male che Lui voleva distruggere. Forze del male significa “cosa nostra” e tutte quelle Entita’ che sempre sono state collegate a “cosa nostra”. C’e’ chi si spacciava per suo amico e lo ha invece abbandonato al suo destino.
(42)
Dopo una lunga analisi di tutto ciò che era stata la mia vita avevo capito di essere stato tradito in quanto educato a valori sbagliati che avevano messo in pericolo la mia vita.
Mi veniva sempre in mente il Dr. Borsellino, il Giudice che avrei dovuto uccidere. Ricordo il giorno in cui, a casa del Sindaco Vaccarino, c’era il mio capo assoluto Messina Denaro Francesco, dove questi mi diceva di tenermi pronto per partecipare all’uccisione del Dr. Borsellino o di un suo Sostituto. Ho capito che c’era qualcosa che ci univa, LA MORTE. Perché anche io ero stato condannato a morte in quanto avevo avuto una relazione con la figlia di un uomo d’onore. Sapevo benissimo che la mia condanna a morte sarebbe stata eseguita dopo che fossi stato usato per uccidere il Dr. Borsellino. Tutte le volte che il Dr. Borsellino mi veniva a trovare rimanevo colpito dal suo sorriso disarmante e da quella luce nello sguardo di chi è fedele a se stesso e alle regole fino in fondo.
(43)
Il mio non è stato solo un pentimento giudiziario, ma anche un pentimento interiore, morale. Queso pentimento interiore lo devo soprattutto al Dr, Borsellino in quanto mi stava vicino e mi aiutava a capire le ragioni profonde del mio pentimento.
Con quella luce particolare negli occhi mi diceva: “Vincenzo , ti assicuro che la parola PENTIMENTO è una parola NOBILE”. E mi ha citato il pentimento del RE DAVIDE dopo aver ucciso un innocente rubandogli anche la moglie.
Mi diceva: “Sono sicuro che tu, piano piano, ti spoglierai e uscirai fuori da tutta quella cultura di MORTE che ti hanno trasmesso. Se tu vuoi ce la puoi fare, basta volerlo. Non sentirti un infame, gli infami sono loro!”
Mi diceva: “Sono un Servitore dello Stato e sono contento di fare il mio dovere fino in fondo. Quando una persona collabora con la Giustizia sono felice perché sicuramente si toglierà qualche mela marcia in mezzo alla società civile. Ma sappi che io non mi fiderò mai di un uomo d’onore che collabora per convenienza e nello stesso tempo gli rimane la mentalità e la cultura mafiosa.
(44)
Viceversa se il pentimento è veramente interiore allora si che è apprezzata e creduta la sua collaborazione con la Giustizia. Vincenzo non mi fare pentire del pensiero bello che ho avuto per te. Oggi sono andato da mia madre e da mia sorella e dopo pochi minuti che ero là ho avuto il pensiero di venirmi a fumare una sigaretta con te e di farti un po’ di compagnia. Dai, prendi una cassetta di musica classica e ci rilassiamo un poco”
Queste cassette di musica classsica quando sono stato arrestato mi erano state sequestrate e il Dr. Borsellino si interessò per farmeli avere.
Mi disse anche : “Vincenzo, fatti la barba, ricordati che la dignità passa anche attraverso l’aspetto fisico”
Era un uomo veramente speciale!
Quando sentiii in televisione la strage del Dr. Falcone fu come se toccassi con mano la forza devastante di “cosa NOSTRA”; la paura prese veramente il sopravvento su di me facendomi scaraventare al muro il televisore.
(45)
(nell’originale sembra mancare qualche riga n.d.r.)Quando ha sentito queste mie parole ha cambiato espressione di viso, mi disse : “Ma come ti permetti di parlare così, che razza di uomo sei ? Hai dimostrato di essere un meschino, tu ti preoccupi per me per salvare la tua vita, per la tua convenienza: la paura non ti fa ragionare: vergognati! Se non fossi qui nella veste di Magistrato ti darei tanti di quei schiaffoni ! Ma col pensiero è come se te li avessi dati.”
Chiamò la Guardia, si fece aprire e se ne andò senza neanche salutarmi. Mi sentivo un verme, ero fortemente mortificato!
Sentivo un sentimento di colpa percè avevo capito che con le mie stupide parole lo avevo fatto soffrire. Mi sono ricordato che in effetti mi aveva detto che i suoi sostituti erano come i suoi secondi figli.
Già ero entrato nella convizione di avere perso l’affetto e la stima del Dr. Borsellino. Ma non è stato così. Dopo neanche un paio d’ore si apre la porta e vedo Lui, e come al solito dice alla guardia di lasciarlo solo con me.
(46)
Ricordo e sento ancora la vibrazioni belle che ho provato a vederlo.
Mi disse: “Mi dispiace di essere stato severo con te, ma sappi che le parole che mi hai detto avrebbero fatto arrabbiare anche un Santo!” e facendomi un sorriso disse: “e io non sono un Santo, sono un essere umano che ha sangue nelle vene.”.
Come al solito è stato comprensivo e affettuoso. Dopo mi salutò dicendomi: “Vincenzo, non ti preoccupare, sappi che è Bello morire per le cose in cui si crede.” Gli risposi: “Dottore, queste parole le farò sicuramente mie, ci può contare!”.
Veramente debbo dire che questo Grande uomo ha cambaito la mia VITA!
Dentro di me non sento più il Sentimento di Odio, di Vendetta e neppure il desiderio di fare del male. Cerco di mettere in atto tutti quei valori che mi ha insegnato e tutte le cose belle che mi ha trasmesso in quei momenti difficili per Lui e per me.
Sono sicuto che con il suo sacrificio tante coscienze sono state toccate!
Ricordo nel 2001, dopo aver scontato il debito con la Giustizia ed essere diventato un libero cittadino, il FORTE DESIDERIOI di andare a visitare la Sua tomba.
(47)
Senza pensarci una volta sono partito per Palermo presentandomi al Centro Borsellino insieme alla mia compagna e le mie quattro bambine. Li sentivo veramente la Sua presenza! La sua Grande Anima era lì, mi sembrava di toccarla con le mani! Ho detto a Padre Bucaro che non sarei andato via da Palermo se non mi avesse portato a visitare la Sua tomba. Volevo ad ogni costo onorare la Grande Anima del Dr. Borsellino portandoci l’innocenza di quattro bambini con il dono di fiori e orchidee. Non avevo mai dimenticato quando mi disse. “Ho fatto di tutto, ma tua moglie e le tue figli ti hanno rinnegato. Vedrai che ti farai una vita e una nuova famiglia”.
Ricordo ancora l’entusiasmo dei miei figli che litigavano tra di loro per mettere i fiori più belli a NONNO PAOLO perché così l’ho voluto presentare agli occhi dell’innocenza. Il mio Cuore non aveva mai pianto di gioia come quella volta. Ma la cosa che mi ha toccato moltissimo è stato il gesto Noibile dellla Signora Agnese. Mi ha detto:(48)
“Tu hai avutoi il desiderio di visitare la Tomba di mio marito. Adesso anch’io ho un desiderio” e mi ha dato l’onore di visitare il villino di Villagrazia (quello ca cui partì Paolo il 19 luglio, il giorno della strage n..d.r.).
Non riesco veramente a espriomere a parole le vibrazioni belle e positive che ho provato in quel luogo! Mi sento di dire con profonda umiltà e cuore aperto che tutti provereb bero queste belle sensazioni!
Ho chiesto a Donna Agnese il posto dove il Dr. Borsellino preferiva stare e me lo ha indicato. Anche li ho provato bellissime senzazioni, sentivo veramente la sua presenza!
In quanto io credo nella coscienza dell’uomo e in quella scintilla DIVINA e so con certezza che non si puà mentire alla propria coscienza, desidero vermanete che le senzazioni belle che mi dava il Dr. Borsellino in vita e adesso anche dal cielo li possa anche provare chi si spacciava o si spaccia per suo amico ma che invece lo ha abbandonato al suo destino se non addirittura TRADITO. Sono sicuro che queste persone verseranno lacrime di pentimento!(49)
I valori e le cose belle che ho visto nel Dr. Borsellino li ho visti anche in Donna Agnese e nei suoi figli. Veramente una famiglia speciale che ha partecipato in tutto con il Dr. Borsellino, condividendo la sua scelta, sapendo a che cosa andavano incontro e non si sono tirati indietro proprio per l’amore di questa Società che volevano cambiare.
Dopo la morte del LORO CARO sono rimasti una famiglia discreta, cercando giorno per giorno di fare del Bene senza troppa pubblicità.
Ho visto un’azione quotidina con i ragazzi del Centro Borsellino, anche questa è un altro segno della scelta cristiana e umana che questa Famiglia speciale fa con grande riserbo e con Grande delicatezza.
E’ solo Grazie a questa Famiglia UNICA e SPECIALE che sono riuscito a sopravvivere insieme alla mia Compagna e alle mie quattro bambine. Ma soprattutto Grazie a Donna Agnese che in questi anni mi ha aiutato a sradicare gli ultimi residui di male che c’erano ancora dentro di me.
Fonte tratta dal sito .

domenica 5 aprile 2026

SCANDALI FINANZIARI: ALLA RICERCA DEI “TESORI” SCOMPARSI

 


Lo stretto rapporto che lega l’Italia al Nicaragua è di lunga data, continuo e imbarazzante, eppure se ne parla solo come terra d’esilio dorato per ex (presunti) brigatisti. Invece, il rapporto che lega la nostra penisola al Nicaragua è molto più “ricco”, un rapporto che dura da decenni, fatto di traffici illeciti, riciclaggio, banche, tesori scomparsi ed immunità diplomatiche.

Era il 1977 quando Roberto Calvi, iniziati i problemi del Banco Ambrosiano in Italia, decise di aprire a Managua, terra del fratello massone Somoza, il Banco Commercial, sicuro di poter trovare, nel paese centroamericano, amici fidati pronti a dargli una mano nei suoi traffici. Amici che, poi, hanno probabilmente continuato nella loro attività di mutuo soccorso, come testimonierebbero alcuni fax trovati durante una perquisizione eseguita a Villa Altachiara, la residenza di Portofino della contessa Francesca Vacca Augusta e il suo convivente Maurizio Raggio, nell’ambito dell’inchiesta “Portofino connection” (alla ricerca del “tesoro” di Craxi), in cui si parlava del vecchio Banco Ambrosiano e si suggeriva di rivolgersi ad alcuni uomini d’affari del Nicaragua: gente fidata che aveva già aiutato Roberto Calvi nelle situazioni più difficili.

Quali fossero questi “amici” non si sa, quello che è certo è che “fratello” di Roberto Calvi nella temibile loggia Andorra era Alvaro Robelo. Avvocato con doppia nazionalità italo-nicaraguense, Robelo è stato Gran Maestro della Loggia autonoma di Nicaragua, Ambasciatore del Nicaragua in Vaticano, vicepresidente dell’istituto di credito nicaraguense BECA (presidente l’ex craxiano, oggi senatore di Forza Italia, Gianfranco Saraca), socio di Paolo Pillitteri nella Bielonica (si occupa dei traghetti che navigano sui laghi del Nicaragua) e fondatore del partito “Arriba Nicaragua (fotocopia, in tutto e per tutto, del partito Forza Italia).

Molto attivo anche in tutta la penisola italiana, Robelo venne segnalato a Giovanni Falcone sin dal 1987, quando gli investigatori americani, estensori di due rapporti su Michele Sindona, gli inviarono una relazione sull’OSJ (Sovereign Hospitallers Order of Saint John of Jerusalem), una sorta di Cavalieri di Malta deviati che venivano impiegati per riciclare denaro grazie al tipo di organizzazione (ambasciatori, sedi diplomatiche, passaporti, indennità di valigetta).

Insieme a Robelo nell’OSJ vi erano, oltre al faccendiere Francesco Pazienza, anche Pietro Calacione, maestro venerabile della loggia coperta Diaz di Palermo (cui risulterebbero iscritti boss mafiosi del calibro di Salvatore Greco, fratello di Michele e Giacomo Vitale, cognato di Stefano Bontade).

In Sicilia Robelo risulta collegato anche con Victor Busà (presidente del del Parlamento mondiale per la sicurezza e la pace), Salvatore Bellassai (capogruppo siciliano della loggia P2), Carmelo Cortese (iscritto alla P2, elemento di collegamento tra la mafia calabrese e quella siciliana) e Giuseppe Mandalari, commercialista di Riina.

Per una strana coincidenza, ai tempi della latitanza di Riina, correva voce che boss di Corleone usasse, per i suoi spostamenti, un’auto con targa diplomatica nicaraguense. Ma, se queste sono “voci”, i fatti invece raccontano che il 25 agosto 1992, a poco più di un mese dalla strage di via D’Amelio, durante una perquisizione presso gli uffici dell’imprenditore Salvatore Sbeglia (proprietario di una villa in via Bernini n. 38, via e numero civico dell’ultima residenza di Totò Riina) vennero ritrovati, dietro una parete mobile, computer, floppy e documenti in cui erano riportate operazioni immobiliari in tutto il mondo.

Sullo stesso pianerottolo dell’ufficio di Sbeglia vi era una porta con su scritto: “Ambasciata del Nicaragua – Ufficio per le relazioni culturali ed economiche”. Peccato che, secondo la Prefettura e la Questura, a Palermo non fosse mai stata ufficialmente aperta alcuna sede diplomatica di quel Paese. Si scoprirà, poi, che si trattava di una associazione nicaraguense fondata da Pietro Calacione, nominato da Robelo rappresentante diplomatico del Nicaragua in Sicilia.

A cosa si riferissero i documenti concernenti trasferimenti immobiliari trovati nell’ufficio di Salvatore Sbeglia non è dato sapere, certo è che Robelo risultava coinvolto, in quegli anni, anche nell’inchiesta Phoney Money/nuova P2 di Aosta (inchiesta, poi, finita a Roma ed archiviata) che aveva individuato una complessa organizzazione specializzata in truffe, e riciclaggio a livello internazionale, operate dando in garanzia sia immobili già più volte ipotecati ad istituti di credito con funzionari compiacenti, sia titoli falsi emessi da banche inesistenti.

Ma veniamo ai nostri giorni. Robelo è, infatti, stato recentemente accusato di tentata truffa in Spagna, insieme all’ex Presidente della squadra di calcio Real Madrid, Lorenzo Sanz. Pare abbiano cercato di rifilare all’istituto di credito Banesto di Cordoba titoli falsi di una inesistente banca di Hong Kong per centinaia di milioni di dollari. Lorenzo Sanz è stato immediatamente arrestato, mentre Robelo è potuto rientrare nel paese centroamericano esibendo il passaporto diplomatico.

Questa volta, però, Robelo ha dovuto faticare per ottenere un incarico che gli garantisse l’immunità. Il Nicaragua, infatti, ha prima cercato di proporlo nuovamente come ambasciatore del Nicaragua in Vaticano, senza ottenere il gradimento della Santa Sede, poi ha cercato di proporlo come console onorario in Belgio, anche in questo caso ricevendo un no, alla fine il Presidente Ortega ha dovuto creare un nuovo incarico diplomatico per l’amico massone, oggi Alvaro Robelo è “ambasciatore itinerante per missioni speciali”.

Ma che c’entra il nicaraguense Robelo con lo spagnolo Sanz?
Secondo Sanz, che si dichiara estraneo alla tentata truffa, Robelo gli sarebbe stato presentato da alcuni amici italiani. Anche in questo caso non si sa chi siano questi amici. Risulta, però, strana la coincidenza che vede Sanz interessato all’acquisizione del Parma calcio nel 2005 (poi non andata in porto) e le poco chiare vicende della Parmalat Nicaragua. Per capire facciamo un passo indietro.

Tanzi sbarca in Nicaragua alla fine degli anni ’90. Presidente della Repubblica centroamericana è Arnoldo Aleman Lacayo. La Parmalat in pochi anni diventa leader della produzione del latte con un fatturato annuo di 55 milioni di dollari. A dirigere la centrale nicaraguense Aldo Camorani, fedelissimo di Tanzi fin dai tempi di Odeon Tv e del relativo buco di 90 miliardi. Le cose per la Parmalat Nicaragua vanno a gonfie vele, tanto che Tanzi tenta di acquistare il Banco Nicaraguense de Industria y Comercio (Banic). Ma nel 2003 tutto cambia. Arnoldo Aleman, definito dall’ex presidente degli Stati Uniti Carter: “Uno dei politici più corrotti dell’emisfero”, viene arrestato per corruzione e riciclaggio e condannato a 20 anni.

Quasi contemporaneamente il più grande scandalo di bancarotta fraudolenta ed aggiotaggio perpetrato da una società privata viene scoperto: è il crac Parmalat.

Come già segnalato in precedenti articoli della Voce delle voci, pochi mesi prima del crac Tanzi fa uno strano viaggio che lo porta a Quito dove, secondo un’importante agenzia investigativa internazionale incaricata dal team del commissario straordinario Bondi, si incontra con Carlos Pellas Chamorro. Presidente del Gruppo Pellas, proprietario Banco de America Central (BAC), uno dei più grandi istituti di credito centroamericani con sportelli nei paradisi fiscali, Carlos Pellas è stato grande sostenitore, nel 1996, della candidatura di Arnoldo Aleman a Presidente della Repubblica del Nicaragua.

Il motivo dell’incontro, tra Tanzi e Pellas a Quito, è sconosciuto. Quello che è certo, però, è che il “tesoretto” di Tanzi non è mai stati ritrovato; Arnoldo Aleman è stato incredibilmente assolto, dopo che alla Presidenza del Nicaragua era stato eletto il Cavaliere dell’OSJ Daniel Ortega ; Carlos Pellas è stato nominato console onorario dell’Italia a Granada (Nicaragua) e gli è stata concessa, dal nostro Presidente della Repubblica, l’onorificenza delll’ “Ordine Della Stella Della Solidarietà Italiana”, nel suo massimo grado di Grande Ufficiale. All’atto della consegna il nostro ambasciatore in Nicaragua Alberto Boniver (fratello di Margherita Boniver, craxiana di ferro) ha affermato che il gruppo Pellas: “si è dedicato all’ambito sociale aiutando i meno fortunati. Questo aspetto è molto ammirabile perché non tutti i gruppi economici dedicano tanto tempo e denaro alle opere sociali come fa il Gruppo Pellas”. Non si sa a quali opere l’ambasciatore facesse riferimento, quello che, invece, ancora una volta è certo, è che la nomina è stata ufficializzata a pochi giorni dalla decisione del Tribunale Permanente dei Popoli (TPP) di condannare eticamente e moralmente il Gruppo Pellas, per essere responsabile della malattia e morte di migliaia di ex lavoratori delle piantagioni di canna da zucchero dell’Ingenio San Antonio, nonché del loro abbandono al momento di ammalarsi di Insufficienza Renale Cronica (IRC).

A completare il quadro delle nomine proposte dal Nicaragua, ed immediatamente accettate dal nostro paese, si deve segnalare quella di Maurizio Gelli, già incarcerato a Vienna nel 1999 per sospetto riciclaggio, ad aggregato economico e di finanza onorario del Nicaragua in Italia, con tanto di ufficio a Roma in via Brescia. Maurizio Gelli, inoltre, è anche console onorario del Nicaragua nello Stato di San Marino, negli ultimi anni al centro di una vera e propria guerra, senza esclusione di colpi, portata avanti dal potere per cercare di bloccare le inchieste giudiziarie che vedono coinvolti imprenditori, massoni e politici italiani nel riciclaggio di denaro che si opererebbe nel piccolo stato – nazione.

Ma si sa che il Nicaragua è un paese generoso verso i nostri connazionali, cui dispensa immunità e protezioni da decenni, tanto da disseminare la penisola italiana di consoli onorari e ad honorem: per la città Milano, per la provincia di Arezzo, per la città di Cuneo, per la città di Parma, per la città di Padova, per la città di Firenze, per la città di Palermo, e via dicendo. Tutti questi consolati, con relative immunità, sparsi per tutta la penisola non possono certo trovare giustificazione nel flusso di turismo verso il paese centro americano. E allora di quale flusso si tratta?

Fonte tratta dal sito .

sabato 4 aprile 2026

LA MASSONERIA NERA


 Fonte Fabio Piselli http://www.fabiopiselli.blogspot.com/

i valori massonici sono sostanzialmente laici e basati sulla salvaguardia della democrazia, della libertà, della solidarietà.
Probabilmente i framassoni sono spinti dal desiderio filantropico e culturale nel compiere la propria missione.

I rituali d’iniziazione e quelli di interazione sono riservati, ma in fondo è una fratellanza con delle regole proprie ed appunto riservate ai fratelli che ne fanno parte, i quali debbono avere dei requisiti e delle qualità umane e professionali per accedervi.

Essere un massone non significa necessariamente essere un marpione, significa appartenere ad un ordine, giurare fedeltà massonica, adottare dei comportamenti sociali compatibili con le peculiaretà del rito massonico di appartenenza.

Fratellanze che inevitabilmente fanno selezione fino a diventare autoreferenziali, quasi autistiche, salvaguardando prima di tutto gli interessi interni, anche di particolare spessore atteso che in massoneria è difficile trovarvici dei fruttaroli, degli operai o dei muratori (veri).

Motivo per il quale in molti ambiscono a diventare dei massoni proprio per aspirare ad una maggiore possibilità di tutela e di incremento dei propri affari, del proprio potere, di raggiungere un elevato ruolo sociale.

Teoricamente i framassoni dovrebbero essere tutti identificabili da parte delle autorità, se non tramite dei registri vistati in Prefettura, certamente con una mera attività di Polizia, osservando i luoghi di ritrovo, templi aperti o coperti che siano per capire che tipo di fratellanza vi si riunisce, la natura dei rituali e lo spessore degli affratellati.

Come in ogni società troviamo dei marpioni, è ipotizzabile che anche all’interno delle fratellanze massoniche vi sia una percentuale di mele marce che strumentalizzano la massoneria per scopi diversi da quelli squisitamente massonici.

Fino a quì niente di male in fondo, parliamo di un congruo numero di cittadini che di tanto in tanto si mettono un grembiule, un cappuccio, si salutano in modo strano, parlano con frasi ritualistiche, compiono dei rituali tradizionali, si aiutano reciprocramente nei propri affari e sostengono quelli di altri in qualche modo all’orecchio o anche esterni alla massoneria ma degni di attenzione.

C’è un però, però.

Mentre nella società normale il marpione che compie un’azione illecita produce un danno relativamente importante, il marpione massone produce un danno non solo importante ma potente, spesso, corposo, progressivo nel tempo e automaticamente “associato”.

Questo indipendentemente dalla natura del reato stesso, il massone marpione è pericoloso perchè compie un reato associativo, perchè ha uno strumento di persuasione potente, perchè nonostante i regolamenti interni e l’etica massonica, difficilmente sarà espulso o denunciato dai fratelli.

Il tempo gioca a suo favore ed anche l’elevata percentuale di massoni opportunisti, forse ben maggiore dei massoni puri, ne offre un rifugio se non una vera e propria accoglienza.

Appare chiaro perciò che il reato posto in essere da un massone marpione è un reato importante in danno della collettività rispetto allo stesso reato compiuto da un qualsiasi altro cittadino.

Nasce così la devianza nella massoneria, lo scuro, il nero, la massoneria nera, deviata appunto.

Come molti satanisti fanno proselitismo proprio nei gruppi di preghiera, portandosi via i credenti più bisognosi di un potente da adorare rispetto ad un dio da pregare, la massoneria nera coopta quei fratelli più assetati di potere che di volontà delle espressioni valoriali di solidarietà massonica.

Nasce in questo modo un potere occulto che si basa sostanzialmente sul segreto, sul ricatto e sull’uso spregiudicato di forme di “occultismo” laico, che però col tempo si trasforma in un vero culto con dei rituali propri, dei simboli propri, ben diversi da quelli squisitamente massonici che sono molti ed alcuni anche molto complessi.

Nascono così i rituali della massoneria nera che sono dei rituali neri, caratterizzati da comportamenti deviati, inneggianti al potere che come abbiamo visto è legato e saldato dal segreto, dal compiere anche dei reati considerati non tali in forza del presunto potere acquisito, tale anche da essere al di sopra della legge non massonica.

Per legare un adepto ad un segreto non basta un giuramento, un mero rituale di iniziazione, occorre una entità superiore da temere e dalla quale trarre allo stesso tempo forza e potere, come accade in tutte le società o le sette segrete indipendentemente dalla loro natura.

Molto spesso questa entità è mediata dalla morte come strumento di intercessione fra l’adepto ed il suo culto.

Dalla morte data e dalla morte ricevuta, questo significa che ci sarà una persona che uccide ed una persona che sarà uccisa.

I rituali prevedono il sacrificio, molte volte simulato, molte altre volte posto in essere realmente.

Nasce così il doppio legame caratterizzato dal tacito ricatto di aver concorso alla commissione di un omicidio ritualistico, nasce così la reciproca copertura, non tanto solidale e massonica quanto complice e criminale con l’alibi della massoneria, nera in questo caso.

La doppiezza caratterizza i massoni marpioni, che debbono restare parte anche del normale ordine e rito massonico bianco, costretti ancor di più a incrementare il carattere di segretezza della massoneria nera, la quale assumerà col tempo una forma ed un struttura sempre più riservata, sarà un vera e propria entità.

Se pensiamo da quanti secoli esiste la massoneria possiamo liberamente ipotizzare che la massoneria nera sia altrettanto esistente da molti secoli, nel corso dei quali ha assunto un potere parallelo, ha sviluppato dei propri ordini, riti e rituali del tutto autonomi, non più camuffati all’interno della massoneria ufficiale bensì referenti la figura dell’entità occulta caratterizzante l’ordine massonico di appartenenza.

Possiamo anche ipotizzare che la tradizione massonica di questi tipo, nera, abbia una discendenza, un legame di sangue principale da implementare con nuovi adepti i quali a loro volta incrementaranno le fila con la propria discendenza.

Nasce così l’occultismo massonico, spesso sfociante in una sorta di vicinanza satanica, nella quale il potere è rinforzato dalla capacità di influenzare tramite la paura, potere che nasce dal male e non dalla solidarietà.

Colui che compie opere di bene non ha necessità di ritualizzare il proprio gesto, che gli appartiene e che esprime dall’interno verso l’esterno.

Il massone marpione invece acquisisce potere dall’esterno verso l’interno, necessita perciò di identificare la fonte di potere, l’entità, con simboli, rituali, che con i secoli hanno assunto delle caratteristiche molto più pagane che elitarie.

Ognuno di noi ha la sostanziale necessità di un dio su cui proiettare le proprie speranze e le proprie responsabilità, da pregare insieme a molti altri ma verso cui confessarsi da soli.

L’adoratore dell’occulto si confessa insieme a molti altri tramite il rituale condiviso, il quale è la preghiera collettiva verso l’entità che dispensera non solo il potere alla fratellanza nera ma anche la forza individuale che proviene dal compimento di fatti gravi, unici, spesso di sangue.

Uccidere diventa perciò una prova di coraggio, un passaggio obbligato per acquisire il potere della morte data per mano propria ma non interiorizzata bensì condivisa nel rituale collettivo.

La natura della preda varia in base al tipo di culto, alla deriva occultistica, al percorso storico della fratellanza massonica nera.

Paradossalmente il segreto di questa forma di massoneria nera è ben evidenziato in numerosi simboli massonici e simbolismi sociali.

Teoricamente se desidero avere un profilo segreto assumo un profilo basso, neutrale, anonimo, poco evidente.

Al contrario, in pratica, il simbolismo della massoneria nera ha un profilo segreto ma non un profilo basso, è evidente e riconoscibile, solo per chi ne fa parte oppure per coloro che hanno studiato l’evoluzione storica di una fratellanza e sono capaci di leggere la storia in generale.

Un altro paradosso è dato da chi, benchè appartenente alla massoneria nera, si definisce un illuminato.

Per tutti noi, pagani, la sola idea che qualcuno possa commettere un omicidio rituale rappresenta qualcosa di incredibile, questa è una debolezza che rinforza proprio chi questi rituali li compie e molto più spesso di quanto si pensi.

L’errore che molto spesso, noi pagani, commettiamo è quello di attribuire degli eventi gravi a riferimenti massonici, esoterici o satanici, quando magari sono squisitamente criminali o patologici ovvero dissimulati per sembrare attribuili alla sfera occultistica.

Quanto è potente la massoneria nera?

Come e dove è ramificata?

E’ unita e riunita fra più riti e ordini o è latente e cellularizzata?

Quanto è elevato l’indice di ingerenza nella vita sociale, nella politica, nella giustizia di un paese?

Sono le domande che tutti noi ci poniamo di fronte alle tante notizie che parlano anche di interi governi e potenze mondiali caratterizzate dall’appartenenza alla massoneria, fra la quale anche quella nera.

In effetti se guardiamo alla composizione di governi, di vertici politici, delle banche, delle grandi corporazioni, delle industrie, della cultura, della sanità è assai facile contare numerosi massoni, fra i quali ci saranno anche quelli marpioni con l’incidenza di danno già accennata.

Personalmente, nel corso di questi 23 anni, qualche massone l’ho conosciuto, anche qualche massone marpione, forse sarò un profondo pagano, ma non riesco a vedere altro oltre l’uomo massone o massone marpione che sia; non vedo le potenti entità, per quanto riconosco la pericolosità delle loro azioni.

E’ un pò come con la mafia, non la vedi ma la subisci, mentre per i mafiosi la mafia non esiste, è una percezione sociale montanta dai media.

In effetti questi non sono mafiosi, ma “uomini di onore”, affratellati e imparentati in famiglie che seguono un rituale proprio, un codice proprio, cosa loro insomma.

Ormai le collusioni fra la massoneria bianca, la massoneria nera, le mafie, la politica ed i poteri economici sono talmente radicate che è difficile dire chi è mafioso e chi non lo è, chi è massone e chi non lo è; si riconoscono solo i politici, non per questo potenzialmente meno mafiosi o meno massoni.

Ho l’impressione che ormai si è innescato un meccanismo autoreferenziale che non prevede più il sacrificio caratterizzato da un singola vittima, bensì di intere popolazioni, perchè le risorse economiche sono poche rispetto ai tanti poteri forti e concentrate in zone del mondo specifiche, nelle quali molte persone saranno sterminate dalle azioni adottate da chi ha il potere anche di camuffare un massacro in una opera umanitaria….

Fonte tratta dal sito .

venerdì 3 aprile 2026

Introduzione allo studio del simbolismo. E alla comprensione di Gelli, Saviano e Ruby Rubacuori.


 L’importanza del simbolismo per capire la realtà di oggi.

Paolo Franceschetti

Sommario.

1. Premessa. 2. Simbolismo e vita quotidiana. 3. Simbolismo e linguaggio. 4. Simbolismo, poteri occulti, poteri palesi. 5. Gelli e il Movimento per la difesa del crocifisso. 6. Il caso Saviano e Vieni via con me. 7. Berlusconi e Ruby Rubacuori. 8. Altri esempi. 9. Conclusioni.

1. Premessa.
Conoscere il simbolismo, la storia dei simboli, e il significato di essi, sarebbe fondamentale per capire la realtà che ci circonda. Eppure questa è una materia completamente trascurata in ogni scuola o corso di studio. La cosa non è casuale, ma voluta dal sistema. Se la gente conoscesse il simbolismo, infatti, capirebbe molte cose, troppe, della realtà che ci circonda.
In questo articolo quindi analizzerò l’importanza del simbolismo per poi fare alcuni esempi concreti di alcuni fatti di attualità che sono stati compresi solo da pochissime persone, unicamente perché il cittadino comune non conosce questo misterioso ma anche affascinante fenomeno che si chiama “massoneria”.

2. Simbolismo e vita quotidiana.
L’uomo vive di simboli. Ma non lo sa. Addirittura qualcuno sostiene che ciò che distingue l’uomo dagli animali è solo il fatto che noi riusciamo ad associare i concetti a dei simboli (le lettere e le parole), per poter comunicare meglio di altri animali.
Durante la nostra vita quotidiana noi viviamo ed agiamo in base a simboli.
Perché acquistiamo un vestito di marca preferendolo ad uno di marca sconosciuta? Perché quello è il simbolo della raffinatezza, del lusso, dell’abito che farà fare bella figura.
Ci piacciono le auto di lusso – e la maggior parte di noi gioirebbe ad andare in giro su una Ferrari – perché sono il simbolo del successo, della sicurezza economica, della potenza.
Vorremmo vivere in un castello, perché è il simbolo della ricchezza, del sogno, di una vita principesca. In realtà i castelli veri sono freddi e nessuno di noi, in un’ utilizza mai veramente più di qualche decina di metri quadrati di un’abitazione; ma il castello ha un fascino superiore ad una comoda casa da 100 metri quadri.
Si sogna da grandi di fare gli avvocati o i medici perché sono il simbolo di un lavoro di successo; in realtà è molto più divertente riparare una moto o un auto che trattare procedure fiscali e fare causa alle assicurazioni; ma la maggior parte delle persone preferirebbe fare l’avvocato o il medico piuttosto che il meccanico.
La maggior parte di noi poi, se gli offrissero una poltrona in politica la accetterebbe senza pensarci due volte, ma solo per il simbolo che rappresenta quella posizione; invece, in teoria, fare il politico veramente comporta sacrifici, essere privi di una vita privata, e lavorare incessantemente.
Non possiamo fare a meno del caffè la mattina o delle sigarette perché sono il simbolo del benessere, del momento di raccoglimento e relax, non certo per una reale necessità.
Scegliamo i luoghi di vacanza perché colpiscono il nostro inconscio; si va verso mete straniere, quando magari sono più belli i posti in cui viviamo. All’estero si va a visitare chiese, monumenti, ecc., quando poi non andiamo mai a visitare i monumenti delle nostre città. Si va in Egitto perché è il simbolo dell’antichità e del mistero; si va in America perché è il simbolo della grandezza e della libertà e dell’epoca moderna; alcuni vanno nei luoghi che simbolicamente ricordano la propria infanzia oppure un periodo felice.
Scegliamo una password per la posta elettronica (quando il criterio non è quello della parola più facile da ricordare) perché simbolicamente evoca qualcosa di importante; scegliamo i nomi dei nostri figli perché simbolicamente ci evocano qualcosa o qualcuno.
Regaliamo un anello perché è simbolo di unione; una rosa perché è simbolo di amore; del cibo, simbolo di prosperità e di festa, che a seconda dei casi può diventare simbolo del Natale (il panettone) o della Pasqua (l’uovo), ecc.
E così via.
Tutti noi, insomma, improntiamo la maggior parte della nostra vita sulla base di simboli che provengono dall’inconscio.
Eppure il simbolismo, come scienza, non è materia di studio ufficiale. Il che non è un caso, e fra poco vedremo perché.

3. Simbolismo e linguaggio.
Il simbolismo è soprattutto un linguaggio.
Occorre tenere presente che il nostro linguaggio è composto da simboli. Le lettere non sono altro che simboli, i quali combinati insieme danno luogo ad altri simboli (le parole).
I movimenti del nostro corpo rappresentano simbolicamente stati d’animo o messaggi che mandiamo agli altri. Il dito medio alzato rappresenta il “vaffanculo”; un sorriso è il simbolo del nostro gradimento verso l’altro; la smorfia con cui contraiamo la bocca rappresenta simbolicamente il nostro disprezzo; la carezza è un simbolo d’affetto, e così via.
I simboli poi sono universali o particolari.
Simboli universali sono ad esempio la madre, simbolo della fertilità e della protezione, il pugnale simbolo di guerra, il cuore simbolo di amore, ecc.
Sono simboli particolari quelli che rivestono un significato solo in una ristretta cerchia di persone.
A questo punto arrivo ad uno dei nodi del problema che voglio sollevare.
I simboli servono per riconoscere la realtà attorno a noi.
Se siamo in una zona sconosciuta di una città, sono i simboli che ci guideranno (i cartelli stradali, le insegne, ecc.)
Per capire se una costruzione è una chiesa o altro, osserviamo i simboli all’interno e all’esterno di essa.
Ora, dal momento che tutti noi siamo imbevuti di cultura cristiana, distinguiamo immediatamente una chiesa da un tempio buddista, in base ai simboli in essa contenuti.
E per capire che la nostra società è basata sulla cultura cattolica è sufficiente vedere il numero di chiese che si incontrano ad ogni via, constatare che i giorni del calendario sono dedicati ai santi cattolici, e che addirittura la numerazione degli anni solari è effettuata in base alla nascita di Cristo. Impossibile cioè negare che la cultura cattolica sia quella che più di ogni altra ha influenzato modi di vivere, di essere, pensieri, arte, politica, ecc., in Europa.
Il problema della massoneria è che per secoli, come associazione, è vissuta nell’ombra, ed ha operato in segreto. I suoi simboli quindi non sono conosciuti.
Ma se si studiasse il simbolismo massonico, si capirebbe che in realtà la nostra cultura è stata influenzata dalla massoneria quanto e più di quanto ha fatto la Chiesa cattolica.
4. Simbolismo, poteri occulti, poteri palesi.
La Chiesa cattolica è stata per secoli un potere palese. I re che volevano una legittimazione dovevano scendere a compromessi col Papa. La Chiesa aveva territori (che si sono ridotti sempre più nei secoli) e aveva un suo proprio impero. Di conseguenza ha disseminato i suoi simboli ovunque.
La massoneria invece, nella sua lotta secolare contro la Chiesa, ha operato in segreto e dunque le conseguenze sono state (e sono) queste:
– I suoi simboli sono sconosciuti alla maggioranza dei cittadini
– I suoi simboli sono stati nascosti sotto forme apparentemente cristiane, il che rende più difficoltoso riconoscerli.
La comunicazione tramite simboli ha tantissimi vantaggi rispetto alla comunicazione tradizionale. Infatti:
– E’ universale e può essere capita anche da persone che parlano lingue diverse;
– E’ comprensibile solo a chi conosce i simboli;
– Non costituisce prova in un processo, e anche quando viene decodificata non ci sarà mai la certezza che il simbolo non sia lì per caso, o per coincidenza.
Ecco che, ad esempio, se Thomas Harris scrive il romanzo Hannibal, ambientandolo a Firenze, e chiama “Pazzi” il commissario che si occupa del Mostro di Firenze, è praticamente impossibile provare che il libro costituisce una minaccia diretta a chi indaga sul Mostro di Firenze. E quando poi Thomas Harris assiste alle udienze del processo Pacciani, anziché prendere il fatto per quello che è, ovverosia una chiara intimidazione agli inquirenti e ai giudici, i giornali dicono che Harris era interessato al processo in quanto nei suoi romanzi ha raccontato la storia di un serial killer, come era Pacciani.
Ed ecco che, per fare un altro esempio, se anche nel film “Il mostro” di Benigni si fa riferimento a rose rosse, se il padrone di casa del protagonista si chiama RoccaRotta, se il film esce nelle sale 13 anni dopo l’uccisione di Susanna Cambi e Stefano Baldi, nell’anniversario della loro morte, sarà impossibile provare che il film sia un messaggio in codice diretto al mondo dei mass media per sferrare l’attacco agli inquirenti.
Tutto sarà sempre liquidato come un caso, come una coincidenza.
Questa situazione permette tutt’oggi alla massoneria di agire indisturbata, sotto gli occhi di tutti, comunicando con modi e simboli noti solo agli iniziati, e che per la maggioranza dei cittadini non significano nulla.
Quindi noi ritroviamo la simbologia ovunque, senza sapere che è tale. Solo a titolo di esempio:
– Lo stemma ufficiale della Repubblica (presente nei sigilli notarili, nelle carte intestate dei tribunali, ecc.) ha come emblema il pentalfa massonico.
– I colori della bandiera italiana sono i colori dei Rosacroce.
– La maggior parte delle ditte e delle imprese italiane hanno simboli massonici; solo per rimanere al campo delle auto e delle moto, che è quello che conosco meglio, la Moto Guzzi ha come emblema l’aquila rosacrociana, casualmente lo stesso stemma della Moto Morini; l’Alfa Romeo ha come simbolo la Croce templare a destra e il serpente di casa Visconti a sinistra; la sigla Fiat ricorda il Fiat Lux; lo stemma della Lancia è ispirato allo scudo templare, con la sacra lancia di Longino, e così via…
– I nomi delle vie delle città sono perlopiù dedicati a massoni; sono massoni tutti i grandi eroi dell’Unità d’Italia, Mazzini, Cavour, Garibaldi.
– I simboli dei partiti ricordano sempre simboli rosacrociani o templari: la croce templare della Democrazia Cristiana; la Rosa nel Pugno dei Radicali; l’ulivo, simbolo della Pasqua e di Cristo; la rosa sotto al simbolo dell’Ulivo e dei socialisti; la margherita (altro simbolo che richiama la Rosa Rossa, in quanto uno dei simboli della Rosa Rossa è Santa Rita, il cui vero nome era Margherita); Rifondazione Comunista con l’acronimo RC (nei manifesti rosacrociani è indicato come obbligatorio fondare associazioni e organizzazioni il cui acronimo sia RC o CR).
– Molte chiese cattoliche sono in realtà chiese massoniche; lo sono le chiese dedicate a San Giovanni, Santa Rita, Maria Maddalena, San Bernardo, ecc.
– I simboli e i santi protettori delle città italiane richiamano spesso simboli massonici; ritroviamo spesso la croce templare, il giglio (simbolo di Firenze), San Giovanni (patrono di Firenze ma anche di Torino), Santa Rosa (patrona di Viterbo), ecc.
– Massonici sono i simboli di alcune organizzazioni eversive (come le BR, che avevano adottato, guarda caso, la stella a 5 punte che è anche lo stemma della Repubblica).
– Il collegamento con la massoneria fa poi addirittura sorridere quando compare in luoghi e posti decisamente inaspettati; mi ha colpito ad esempio che la rivista ufficiale dei servizi italiani si chiama “Gnosis”. Messaggio chiaro, per chi conosce i rapporti tra gnosticismo e massoneria. Un nome come un altro per chi non sa nulla di queste cose.
La totale ignoranza di questi simboli e del linguaggio massonico permette alle persone appartenenti alla massoneria di comunicare tramite telegiornali, quotidiani, ecc., sotto gli occhi di tutti.
Contemporaneamente i cittadini assistono a scene, riti, messaggi, ecc., che apparentemente sembrano senza senso. Alcuni dialoghi tra politici, alcuni gesti, affermazioni, ecc., sembrano senza senso a chi ascolta.
In realtà spesso questi comportamenti irrazionali (come le famose corna di Berlusconi ad una riunione di capi di governo) hanno un significato ben preciso e molto diverso da quello che la gente pensa.
Provo a fare un esempio con alcuni dei recenti fatti di cronaca di questi ultimi mesi.

5. Gelli e il Movimento per la difesa del crocifisso.
http://www.unmondoditaliani.com/battesimo-del-medic-movimento-per-la-difesa-del-crocifisso-bagno-di-folla-assalto-mediatico-il-crocifisso-cade-e-si-rialza-tre-volte.htm
E’ abbastanza recente la notizia che Licio Gelli ha fondato un Movimento etico per difesa internazionale del crocifisso. All’inaugurazione dell’ente – in una sala a pochi passi dal Vaticano – sono andati cardinali, vescovi, prelati. Chi non è andato personalmente ha inviato un telegramma, come ad esempio il direttore di Famiglia Cristiana, Don Sciortino. Insomma importanti personaggi della Chiesa cattolica, oltre a persone che notoriamente ispirano la loro vita al messaggio di Gesù: ovverosia Andreotti, Fini e Cossiga. Tutte brave persone, timorate di Dio, ed esempi viventi dell’amore di Cristo in terra.
La notizia parrebbe uno scherzo ma non lo è.
Se la cosa mi fosse capitata a trenta anni, mi sarei fatto, incredulo, queste tre domande:
1) come è possibile che una persona come Gelli, che tutto può essere tranne che un seguace del messaggio di Cristo, fondi un’organizzazione del genere?
2) come mai a un evento del genere sono andati dei personaggi ecclesiastici?
3) ma cosa c’entra il direttore di Famiglia Cristiana con Licio Gelli?
4) come mai la Chiesa cattolica non prende una chiara presa di posizione contro fatti del genere?
Oggi, conoscendo, sia pure sommariamente, il simbolismo massonico, e sapendo che la croce è il simbolo per eccellenza anche dei Rosacroce, mi è tutto chiaro e le risposte sono:
1) Gelli non è certo cristiano. Ma la croce è il simbolo dei Rosacroce, e della Rosa Rossa, di cui Gelli fa probabilmente parte. Quindi questa organizzazione non è cattolica, ma rosacrociana.
2) I personaggi ecclesiastici ci vanno perché la Rosa Rossa conta molti dei suoi esponenti proprio tra i cardinali e gli ecclesiastici.
3) Il direttore di Famiglia Cristiana, semplicemente, non è un cristiano ma un Rosacroce, che è cosa ben diversa. Mi piacerebbe spiegarlo a mio padre e mia madre che leggono spesso, da bravi cristiani, questa rivista; ma probabilmente non capirebbero. Per loro il simbolismo è una cosa inutile. E anzi… magari leggendo questa notizia penserebbero che in fondo Gelli è una gran brava persona, vittima a suo tempo di un complotto (comunista ovviamente).
4) La Chiesa cattolica, ai vertici, è troppo collusa con la massoneria per combatterla. Basta ricordare i verbali pubblicati da Salvatore Borsellino, inerenti le confessioni del pentito Calcara, che parlavano di una entità unica che controlla chiesa, politica, economia, e mafia. La Rosa Rossa appunto. E basterebbe vedere l’elenco dei nomi presenti quel giorno per farsi un buon quadro – parziale, si capisce – di coloro che appartengono alla Rosa Rossa.
6. Saviano a Vieni via con me.
Su Saviano scrissi un articolo tempo fa, dando per scontata la sua buona fede, e ritenendolo una persona strumentalizzata da certi poteri. Ho sempre pensato che non parlasse dei poteri sopra la camorra perché non glielo permettevano.
Mi sono sempre domandato quanto fosse consapevole del livello superiore che comanda quella camorra di cui lui parla tanto; mi sono sempre domandato quanto fosse consapevole che molte delle persone con cui si rapporta e va in televisione sono in realtà appartenenti a quei poteri che controllano e strumentalizzano la camorra.
Ascoltando attentamente le dichiarazioni di Saviano, invece, viene fuori un quadro completamente diverso.
Anzitutto si dichiara filo israeliano; e per chi conosce il legame tra ebraismo e massoneria la cosa appare perlomeno sospetta.
Ma soprattutto il suo gioco appare chiaro quando, davanti a Fazio, durante la trasmissione Vieni via con me, presta il giuramento della Giovine Italia di Mazzini. Proprio quella Giovine Italia che, per chi conosce la storia massonica, è una creazione rosacrociana.
Tradotto in altre parole: Saviano ha prestato il giuramento rosacrociano. In pubblico.
Una cazzata incomprensibile, quasi un gioco, per chi non sa nulla di queste cose.
Una chiara dichiarazione di appartenenza per chi conosce la massoneria e i Rosacroce.
7. La vicenda di Berlusconi e Ruby Rubacuori.
Una delle cose più divertenti di questi ultimi mesi è stata, per chi conosce il simbolismo rosacrociano, la vicenda di Berlusconi e di Ruby Rubacuori.
Il cittadino all’oscuro di poteri occulti, e che vota Berlusconi, pensa ovviamente ad uno scherzo confezionato dai comunisti per danneggiare il premier; il cittadino di sinistra pensa che il nostro premier sia una persona immorale.
Il cittadino più intelligente scorge, dietro alla vicenda, manovre politiche occulte, messaggi trasversali, magari ipotizza che certe notizie servano per coprire ad arte altre più importanti.
Conoscendo il simbolismo, invece, appare anzitutto chiara una cosa. La firma.
La firma della Rosa Rossa è evidente nell’improbabile nome della minorenne: Ruby Rubacuori, ove la doppia R sta per Rosa Rossa. Ma il simbolismo non si ferma solo a questo (altrimenti, se si trattasse di una semplice doppia R, potremmo anche pensare ad un caso). Ruby sta per rubino, pietra dal colore del sangue, mentre quel cuore di “rubacuori” indica ancora una volta la Rosa (la rosa rossa è infatti il simbolo del cuore rosso di Cristo).
A questo punto risulta anche evidente che è un messaggio ben preciso a Berlusconi e che questo messaggio dice, in sostanza: togliti di mezzo con le buone, oppure ci pensiamo noi con le cattive.

8. Altri messaggi simbolici.
Ricordo ora velocemente, e a caso, senza un ordine preciso, alcuni dei messaggi che ogni tanto si vedono in TV o nei giornali.
– Fini che ad ottobre 2008 indossa la kippah ebraica; un bellissimo gesto, all’apparenza, segno di riconciliazione tra fascisti (che promulgarono le leggi raziali) ed ebrei; segno di sottomissione all’élite ebraica, e chiaro segnale, per chi osservava, che presto ci sarebbe stato un ribaltone ove Fini avrebbe acquisito maggior potere di prima rispetto a Berlusconi.
– Berlusconi che dice che non vuole essere giudicato dai giudici ma da “suoi pari”, frase incomprensibile per il cittadino comune, in quanto non si capisce chi siano questi pari (altri imprenditori? Altri politici? In ogni caso è un discorso senza senso per un politico, che peraltro è laureato in giurisprudenza e quindi i concetti base del diritto li ha). Il massone infatti ripudia il tribunale profano, e deve essere giudicato da suoi pari (cioè dal tribunale massonico).
– Santoro che nel 2005, durante la trasmissione Rockpolitik di Celentano dice, sotto i riflettori ed in tono solenne: Libertà, Uguaglianza, Fratellanza. A parte che questo è il motto della rivoluzione francese, voluta dai massoni. Soprattutto però, il testo originale della frase era: libertà, uguaglianza, fraternità; Santoro cioè ha distorto volutamente la terza parola, trasformandola in fratellanza, alludendo alla fratellanza massonica. Quello era, cioè, un appello alla massoneria per poter rientrare in RAI.

9. Conclusioni.
In conclusione, lo studio del simbolismo sarebbe fondamentale per interpretare correttamente la realtà e capirla.
Ma è anche per questo che non ce la faranno mai studiare, e che, anzi, chi studia il simbolismo viene giudicato un eccentrico che si dedica a una cosa quasi del tutto inutile.
Ed è probabilmente anche per questo che studi sul simbolismo organici e completi non ce ne sono quasi per niente, almeno a quanto mi risulta.
Ed è per questo che continueremo a non capire nulla di ciò che accade attorno a noi, sembrandoci perfettamente normale che Linda Giuva, la moglie di D’Alema, riordini l’archivio di Gelli per donarlo al comune di Pistoia e che, successivamente, dia insieme al Maestro Venerabile una conferenza per presentare l’evento, nel febbraio 2006.
E così continueremo a pensare che D’Alema sia comunista e che sia contro Berlusconi.
Fonte tratta dal sito .

Satanismo e potere, da Charles Manson a Michael Jackson

  Prima Parte Pubblichiamo questo articolo tratto dal sito  Libreidee :  http://www.libreidee.org/2017/11/satanismo-e-potere-da-charles-mans...