giovedì 18 dicembre 2025

Angelo Izzo e il Mostro di Firenze: messaggi in codice?


 In questi giorni stanno facendo molto scalpore alcune dichiarazioni di Angelo Izzo, condannato insieme a Gianni Guido e ad Andrea Ghira per il Massacro del Circeo. L’atroce vicenda si svolse tra il 29 e il 30 settembre 1975: per più di un giorno e una notte, due ragazze romane vennero ripetutamente violentate e torturate in una villa di proprietà della famiglia di Ghira a San Felice Circeo, sul litorale pontino. Rosaria Lopez venne uccisa, mentre Donatella Colasanti, fingendosi morta, riuscì a sopravvivere.

Ora Izzo rivela che nell’agosto 1975, un mese prima del massacro del Circeo, alcuni suoi amici (tra cui Andrea Ghira e Gianni Guido) rapirono, stuprarono e uccisero una ragazza durante una vacanza in Cadore.
La notizia esce venerdì scorso ( https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/05/25/massacro-del-circeo-izzo-rivela-nel-75-rapimmo-e-uccidemmo-17enne-friulana/4381395/ ) ma si riferisce a delle dichiarazioni rese ai PM romani Albamonte e Prestipino, e all’allora procuratore di Belluno Pavone, alla fine del 2016. Dunque risalgono a un anno e mezzo fa, ma vengono rese note adesso, perché giovedì la Procura di Belluno le ha trasmesse ai colleghi di Perugia.

Izzo non ha fatto il nome della ragazza, ma ha fornito dei riferimenti che hanno permesso agli inquirenti di risalire alla vittima: si tratterebbe di Rossella Corazzin17enne friulana scomparsa il 21 agosto 1975 nei boschi di Tai di Cadore, mentre era in vacanza con la sua famiglia nella località montana in provincia di Belluno, e mai più ritrovata. Di Rossella ancora oggi, a distanza di 43 anni, non si sa nulla. Secondo il racconto di Izzo ai magistrati, sarebbe stata scelta e rapita, portata sul Lago Trasimeno (nel perugino), tenuta prigioniera per qualche tempo, e poi violentata e uccisa.

 

Queste le prime notizie. Già dal giorno successivo, però, emergono ulteriori particolari sulla stampa locale. Infatti, essendo la ragazza originaria della provincia di Pordenone, le rivelazioni di Izzo hanno molto risalto sui giornali e sulle TV del Friuli Venezia Giulia, che riportano notizie che nelle cronache nazionali non compaiono.
Alcuni servizi del TG regionale di sabato e domenica ( https://www.facebook.com/TgrRaiFVG/videos/2035688760029111/ – https://www.facebook.com/TgrRaiFVG/videos/2036128679985119/ – https://www.facebook.com/TgrRaiFVG/videos/2036936366571017/ ), riferendosi alle parole di Izzo, parlano di “rito satanico” e fanno il nome di Francesco Narducciil medico perugino coinvolto nella vicenda del Mostro di Firenze e protagonista a sua volta di un giallo sulla sua morte proprio nel Lago Trasimeno. Di Narducci, della sua misteriosa morte, e dei legami con il Mostro di Firenze, abbiamo parlato più volte in diversi articoli nel nostro sito: http://petalidiloto.com/2009/11/il-mostro-di-firenze-storia-dellidiozia_3396.html

Nelle cronache locali vengono riportate le dichiarazioni di Izzo, secondo cui l’omicidio di Rossella Corazzin si sarebbe svolto nella villa della famiglia di Narducci sul Lago Trasimeno, nell’ambito di un rituale con 10 persone, tra cui gli stessi Izzo e Narducci. Mi stupisce ascoltare particolari così precisi e insoliti per un TG regionale. E noto che invece nei giornali e telegiornali nazionali queste notizie non vengono date.

 

Martedì la notizia del rituale e del coinvolgimento di Narducci viene ripresa anche sulla stampa nazionale, trovando ampio risalto in tutti i giornali.
Ecco alcuni esempi:

http://firenze.repubblica.it/cronaca/2018/05/29/news/delitto_del_circeo_izzo_sostiene_un_legame_col_mostro_di_firenze-197635252/

https://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/circeo_izzo_mostro_firenze_narducci-3762800.html

https://corrieredelveneto.corriere.it/belluno/cronaca/18_maggio_29/rossella-rito-incappucciati-pista-porta-mostro-firenze-8d011072-630b-11e8-bd56-955eb8b6d20e.shtml

https://www.lanazione.it/umbria/cronaca/izzo-narducci-1.3946472

 

Dunque, secondo Izzo, a rapire Rossella sarebbero stati Gianni Guido e Francesco Narducci, insieme ad Andrea Ghira e ad altri due giovani. All’epoca sia Guido che Narducci avevano una casa a Cortina d’Ampezzo, quindi vicino al luogo della scomparsa della ragazza.

Ciò che colpisce subito delle parole di Izzo è la conoscenza e frequentazione tra Narducci e i tre pariolini: tutti e 4 appartenenti all’alta borghesia, a Roma e a Perugia; e tutti e 4 vennero in seguito coinvolti in due dei casi più importanti della nostra storia recente. Narducci, Izzo, Ghira e Guido si conoscevano nel ’75? Occorrerebbe indagare sui loro rapporti, poiché si prospetta un intreccio molto interessante se inquadrato nello schema dei poteri occulti e dei servizi segreti che abbiamo spesso descritto nel nostro sito.
Ricordiamo che Francesco Narducci faceva parte di una potente famiglia massonica perugina; mentre i tre Mostri del Circeo venivano dagli ambienti della cosidetta Roma bene e avevano contatti con gruppi di estrema destra e con la criminalità organizzata. Inoltre la figura di Angelo Izzo è molto particolare: di lui sono note le svariate testimonianze nei processi sulle stragi italiane (Piazza Fontana, Bologna, Piazza della Loggia), su omicidi eccellenti (Mino Pecorelli, Piersanti Mattarella) e su altri episodi di terrorismo e mafia. Come abbiamo scritto in altre occasioni, appare chiaro che Izzo è in realtà un agente dei servizi segreti, che ha sempre agito per conto di essi.

 

Ma la particolarità che emerge in questi giorni è anche un’altra. Sempre martedì – quindi lo stesso giorno in cui la stampa nazionale pubblica i riferimenti a Narducci nelle dichiarazioni di Izzo – esce un’altra notizia che riguarda il Mostro di Firenze e anch’essa trova ampio risalto mediatico: un ex ufficiale dell’esercito USA rivela di essere sia il serial killer statunitense Zodiac, sia il pluriomicida di Firenze.

http://www.ilgiornale.it/news/politica/killer-zodiac-mi-ha-confessato-sono-io-mostro-firenze-1533527.html

Sembra che il militare, negli anni dei delitti del Mostro tra il 1974 e il 1985, abitasse effettivamente in Italia, in un paese vicino Firenze. Vi si trasferì pochi mesi dopo l’ultima lettera ufficiale di Zodiac e pare che nelle famose lettere dell’omicida seriale americano siano stati trovati riscontri biografici dell’ex funzionario USA. Secondo le notizie riportate, l’uomo sarebbe quindi Zodiac e sarebbe anche l’americano “Ulisse” di cui parlò Mario Vanni (uno dei cosiddetti “compagni di merende”) in un’intercettazione.

Anche in questo caso, si tratta di dichiarazioni di cui gli inquirenti sono a conoscenza dal settembre 2017, ma vengono rese note proprio adesso, nello stesso giorno di quelle di Izzo su Francesco Narducci, che fu coinvolto nella vicenda del Mostro di Firenze.
La modalità con cui sono state date e diffuse queste due notizie fa pensare a un messaggio in codice, ma non siamo in grado di analizzarne il significato. Certo è che non ci sembra che possa essere un caso. Anche perché, soprattutto per quanto riguarda il Mostro di Firenze, ci sono sempre state molte anomalie anche a livello mediatico, come abbiamo descritto diverse volte nel nostro sito: http://petalidiloto.com/2007/12/il-mostro-di-firenze-quella-piovra-che.html

 

Torniamo però alla scomparsa e all’omicidio di Rossella Corazzin, e ai racconti di Angelo Izzo. In questi giorni, sentendo e leggendo le notizie sul “rito satanico” in una villa, mi sono tornate in mente altre dichiarazioni che Izzo fece qualche anno fa. Mi riferisco in particolare a un libro dal titolo “The Mob – La banda dei Pariolini”, in cui Izzo descrive una cerimonia di iniziazione, con una vergine, 8 uomini e un maestro. Questo è un estratto, preso da un servizio della trasmissione Chi l’ha visto del 2013 (dal minuto 10): https://www.youtube.com/watch?v=MPb5xSurbtY

Eravamo in nove attorno a un tavolo, con il viso sprofondato nel buio. Tutti scalzi indossavamo delle tuniche bianche, con sopra cucita in corrispondenza del cuore una rosa rossa. Oltre colui che presiedeva la cerimonia c’eravamo io, Cow Boy, Cubo, Virgilio, il Lupo, Marco, Wilfredo e Marco il gemello. L’unica flebile luce giallastra proveniva dalle centinaia di candele accese sul pavimento della grande sala. Altre candele erano sul tavolo intorno al corpo nudo della ragazza che era lì sdraiata. Sembrava priva di sensi.

Il racconto completo del rituale si trova qui: http://donatellapapi.blogspot.com/2014/09/izzo-gli-scritto-segreti-e-i-delitti.html

Il romanzo di Izzo non fu mai pubblicato, perché contiene diversi riferimenti a segreti di Stato, a stragi e a complotti della prima repubblica ancora irrisolti. La rivista Panorama pubblicò alcuni capitoli del manoscritto in uno speciale dal titolo “Stupro e torturo. Io, Angelo Izzo, vivo così”.

Ma in questo passo reso noto qualche anno fa, sono tanti i riferimenti che corrispondono alle dichiarazioni pubblicate in questi giorni. Il rituale, il tavolo, le tuniche, la ragazza vergine, la presenza di una decina di partecipanti… L’episodio che Izzo raccontò sotto forma di romanzo, potrebbe essere proprio la vicenda di cui si parla in questi giorni. La ragazza sdraiata nuda sul tavolo per il rituale esoterico potrebbe essere quindi Rossella Corazzin.

Da sottolineare il fatto che nel libro Izzo parla di “tuniche bianche con sopra cucita in corrispondenza del cuore una rosa rossa”. I nostri lettori coglieranno subito il richiamo simbolico all’organizzazione della Rosa Rossa. Infatti Izzo – come si può leggere nel racconto completo – parla apertamente di simbologie e di rituali che si rifanno ai Templari e comincia scrivendo: “Finalmente arrivò il giorno degli iniziati al Sacro Ordine del Drago, della Croce d’Oro e della Rosa Rossa”. Un richiamo palese all’Ordine della Rosa Rossa e della Croce d’Oro.
In questo senso, potrebbero avere un valore esoterico anche il nome e le iniziali della vittima sacrificata nel rito: Rossella, RC.

Angelo Izzo racconta che non era presente né al rapimento né all’omicidio della Corazzin, ma solo alla violenza e al rituale. Lasciò la villa quando la ragazza era ancora viva, ma quando si allontanò era consapevole che sarebbe stata uccisa.
Per quanto riguarda il Massacro del Circeo di un mese dopo, a quanto ne sappiamo e per quanto crediamo, non fu Izzo a compierlo o comunque a idearlo e a dirigerlo. Si trattò di una vera e propria operazione dei servizi, gestita da menti esperte. Risulta anche difficile – e si evince pure dalle sue stesse dichiarazioni – pensare che siano stati lui o uno dei suoi giovani amici a ideare e gestire il rapimento, il rituale e l’assassinio di Rossella Corazzin. Sembra invece chiaro che si sia trattato anche in questo caso di un’operazione diretta dall’alto. A maggior ragione se la consideriamo una cerimonia di iniziazione.
Dal momento che – come abbiamo detto – Izzo è un uomo dei servizi, anche questa vicenda (con le sue recenti dichiarazioni e l’uscita mediatica) è un’operazione dei servizi per mandare dei messaggi a qualcuno.

Fonte tratta dal sito .

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