sabato 20 dicembre 2025

Vergognamoci per loro 3. Migliaia di casi di tumore tra i militari. La diagnosi del ministero: stress da sentinella.

 


Ovvero: E’ la famosa “strizza da sentinella” che ha fatto ammalare i nostri soldati non l’Uranio impoverito

Di Solange Manfredi

Il problema dei militari all’estero e l’uranio impoverito.

Oltre 2000 casi di tumore tra i militari. Vediamo di capire il perché.

I nostri soldati, peraltro in missione di pace, se la facevano sotto dalla paura e per questo si sono ammalati. Questa è la spiegazione ufficiale del governo.

Il nesso causale è chiaro (!!!) e il Ministero indennizza.

Ovviamente, per ricevere i soldi, devi accettare la motivazione con cui viene concesso l’indennizzo: “Il decesso può riconoscersi dipendente da fatti di servizio che risultano sussistere nello svolgimento degli incarichi assegnati, nelle condizioni estreme quali elevata tensione emotiva, continua e prolungata ipervigilanza in costante pericolo di vita nell’ambito di missioni svolte in teatro bellico, di assoluta eccezionalità e con altro rischio personale e collettivo”… “Considerato che il cumulo di tali circostanze è idoneo a compromettere le difese immunitarie, il cui deficit può favorire la crescita di una neoplasia allo stadio pre-clinico, è plausibile ritenere che il servizio abbia potuto svolgere un ruolo concausale efficiente e determinante nell’insorgenza e/o slatentizzazione del processo neoplastico”.

Insomma il militare si sarebbe ammalato, in linguaggio casermistico, da “strizza per servizio”

Con buona pace per la reputazione delle nostre Forze Armate. E si perché se i nostri militari (oggi solo di carriera) super addestrati, che devono superare tests psico-attitudinali e visite periodiche, si ammalano in una missione di pace (e non sono pochi, ad oggi si parla di più di 2.000 casi sospetti ma si sa che le patologie tumorali non si manifestano proprio il giorno dopo), non oso immaginare cosa potrebbe capitare in guerra. Una vera strage. Il nemico, poi, avrebbe buone possibilità di vincere senza neanche dover sparare un colpo. Certo qualche domanda resta:

E i civili che si sono ammalati in condizione analoghe ai nostri soldati? Anche loro stressati dal servizio?

E per i militari e civili che si sono ammalati nei poligoni di tiro siti nella nostra penisola lontanissimi da qualsiasi missione di pace? Forse per stress da rumore?

La cosa più sorprendente di tutto ciò è che la valutazione circa la causa delle malattie è stata espressa non dal Ministero della Salute, ma da quello dell’Economia.

Ma osserviamo la cosa sotto l’aspetto giuridico.

Il problema

Per il Ministero dell’Economia (scusate se lo riscrivo ma mi diverte troppo) la concausa efficiente e determinante per l’insorgenza del tumore, nonché motivo per erogare l’indennizzo, può essere rinvenuta nella “strizza da servizio”, non nell’Uranio impoverito. Infatti il Ministero della difesa[1] continua a sostenere che non vi siano prove che l’Uranio impoverito sia causa delle patologie riscontrate nei soldati ritornati dalle famose missioni di pace, mentre la causa da strizza da servizio è sposata dal Ministero dell’Economia. Ma allora perché si sosteneva da più parti che la causa fosse da addebitarsi all’Uranio impoverito?

L’Uranio impoverito (UI o DU) è una scoria nucleare, ovvero: uno scarto delle centrali nucleari che viene utilizzato per rafforzare gli armamenti.

Trattandosi di scoria nucleare è pericoloso? Vediamo cosa dicono gli studi scientifici e… fate attenzione alle date.

I. Documento dell’aeronautica americana, ossia il rapporto sulle sperimentazioni nel poligono di Eglin in Florida, fatte tra l’ottobre 1977 e l’ottobre 1978, che mette in guardia sui pericoli dell’uranio impoverito.

II. La Royal Society (una delle più prestigiose istituzioni scientifiche inglesi) si è espressa numerose volte sulla pericolosità dell’uranio e ha stabilito tre diversi livelli di rischio:
1) esposizione alta per militari presenti all’interno di veicoli colpiti da proiettili al DU

2) esposizione mediana: militari che hanno operato all’interno o in prossimità di veicoli già colpiti

3) esposizione bassa: militari che hanno operato sottovento rispetto all’impiego di proiettili DU oppure che possono aver soggiornato in siti contaminati a livello di suolo o risospensione in aria

III. Resoconto dello Science Applications International Corporation (SAIC), inserito come appendice (D) in Kinetic Energy Penetrator Long Term Strategy Study, pubblicato a cura dell’AMMCOM nel luglio 1990: “Gli ossidi insolubili che sono stati inalati possono essere trattenuti a lungo nei polmoni rischiando di generare alterazioni tumorali dovute alle radiazioni. La polvere di uranio impoverito ingerita rappresenta un rischio radioattivo e tossicologico”.

IV. Documento dell’Army Environmental Policy Institute (AEPI), Health and Environmental Consequences of Depleted Uranium Use in the U.S. Army, pubblicato nel 1995: “Gli effetti a breve termine dell’assorbimento di dosi elevate possono condurre al decesso, mentre dosi meno massicce, a lungo termine, possono produrre alterazioni neoplastiche (tumori n.d.a.)”.

Proprio a causa di tali relazioni scientifiche, negli anni, sono state emanate, a livello nazionale ed internazionale, precise norme di protezione per chi operava nelle zone a rischio:

“Le Norme NATO nel 1984Le Norme USA per la “Restore Hope” in Somalia nel 1993

Le misure NATO per basse radiazioni nel 1996

Le disposizioni della KFOR del 22 novembre 1999

Le disposizioni dello Stato Maggiore della Difesa del 6 dicembre 1999

Le disposizioni della Folgore dell’8 maggio 2000

Come si può notare l’Italia emana precise disposizioni di sicurezza solo a partire dalla fine del 1999. Nello specifico:

V. Disposizioni di sicurezza per le forze della KFOR operanti nei Balcani in data 22 novembre 1999:

-…Evitate ogni mezzo che sospettate essere colpito da munizionamento UI o missili da crociera Tomahawk;

– Non raccogliere o collezionare munizionamento UI trovato sul terreno, informate immediatamente il vostro comando circa le aree che voi ritenete contaminate da munizionamento UI….;

– La contaminazione con la polvere UI inquina cibo ed acqua. Non mangiate assolutamente cibo non controllato; – Particelle che fossero state inalate possono causare danni ai tessuti interni nel lungo termine;

– Se pensate di essere esposti alla polvere UI fate immediatamente un test delle urine nelle successive 24 h per analizzare la presenza U 238, U 235, U 234 e creatina;

– Il personale risultato positivo al test dovrebbe assumere agenti specifici per rimuovere il più possibile le particelle contaminate presenti nel corpo…..;

– I veicoli ed i materiali dell’Esercito Serbo in Kosovo possono costituire una minaccia alla salute dei militari e dei civili che dovessero venire a contatto con gli stessi;

– I veicoli e gli equipaggiamenti trovati distrutti, danneggiati o abbandonanti devono essere ispezionati e maneggiati solamente da personale qualificato;

– I pericoli per la salute possono derivare dall’Uranio impoverito in conseguenza dei danni dovuti alla campagna di bombardamento NATO relativamente a mezzi colpiti direttamente o indirettamente….;

– L’UI emette radiazioni Alfa a bassi livelli di radiazioni Beta e Gamma. Le normali uniformi da combattimento sono sufficienti per prevenire l’assorbimento attraverso la cute. Tuttavia la reale minaccia è rappresentata dalla possibile inalazione di UI……;

– L’UI provoca un avvelenamento da metallo pesante ed il personale deve assolutamente evitare i mezzi sospettati di essere stati colpiti da UI;

– La minima distanza di sicurezza non deve essere inferiore ai 50 mt. Se ci si deve avvicinare ulteriormente è necessario indossare maschera e guanti per evitare di assorbire la polvere radioattiva….;

– L’UI è un metallo pesante chimicamente tossico e radioattivo con un peso specifico quasi doppio rispetto al piombo….

– L’UI emette radiazioni Alfa, Beta e Gamma con un tempo di dimezzamento di 4,5 miliardi di anni. La sua pericolosità radioattiva è dovuta alle radiazioni alfa……”

– Inalazioni di polvere insolubile UI sono associate nel tempo con effetti negativi sulla salute quali il tumore e disfunzioni nei neonati. Questi potrebbero non verificarsi fino a qualche anno dopo l’esposizione

VI. Disposizioni emanate l’8 maggio 2000 alla Brigata Folgore Nembo Col. Moschin:

“La pericolosità dell’uranio si esplica sia per via chimica, che rappresenta la forma più alta di rischio nel breve termine, sia per via radiologica che può causare seri problemi nel lungo periodo. La maggiore pericolosità per il tipo di radiazione emessa si sviluppa nei casi di irraggiamento interno (contaminazione interna)”.

VII. Nelle precauzioni per l’impiego delle armi all’uranio impoverito, impartite dal Ministero dell’Ambiente in data 26.05.2000, si legge:

– verificare, attraverso misure e controlli, l’effettivo uso di proiettili al DU;

– stabilire l’estensione dell’area contaminata e se necessario delimitarla;

– raccogliere i pezzi di proiettile e confezionarli per il trasporto secondo le modalità in annesso 1 (imballaggio, trasporto e custodia di proiettili al DU);

– raccogliere campioni di matrici ambientali per i controlli di laboratorio.

VIII. Nella stessa 3ª relazione della Commissione Mandelli si afferma a pag. 21 che “esiste un eccesso, statisticamente significativo, di casi di Linfoma di Hodgkin. L’eccesso di LH nel gruppo di militari impegnati in Bosnia e/o Kosovo emerge anche dal confronto con i Carabinieri mai impegnati in missioni all’estero”.

Alcune domande.

Per la giurisprudenza, ai fini della sussistenza del rapporto di causalità, è sufficiente che l’effetto (patologia) consegua dalla causa in termini di “probabilità”. Ora, dopo le relazioni scientifiche e le norme di protezione appena viste, è più probabile che i nostri militari si siano ammalati per “strizza da servizio” o perché contaminati da UI? Se fossi un giudice non avrei dubbi su cosa ritenere più probabile. Ma allora perché il Ministero ha deciso di iniziare a concedere gli indennizzi trovando più verosimile la causa da “strizza da servizio” rispetto a quella da Uranio Impoverito?

Non sarà forse, dico forse, perché la Nato ci aveva comunicato la pericolosità dell’Uranio impoverito già nel lontano 1984 (Norme NATO del 1984 con cui l’Italia era stata informata delle norme da adottare, anche per il semplice maneggio dell’UI), ma noi ci siamo attivati solo nel dicembre del 1999 (le disposizioni dello Stato Maggiore della Difesa del 6 dicembre 1999)?

E’ un leggerissimo sospetto per carità, però c’è.

Problemi giuridici.

Si perché se venisse accettato il nesso di casualità tra l’uranio impoverito e le patologie dei nostri soldati vi sarebbero responsabilità penali e civili gravissime per le nostre istituzioni.

Infatti: la legge 626/94 di sicurezza sul lavoro, e l’art. 1 della 277/91 stabiliscono le responsabilità della antinfortunistica anche in ambito militare. Le Forze Armate sono del resto destinatarie anche degli obblighi stabiliti dall’art. 2087 c.c., come previsto dall’art. 1 della Legge 25 del 18/2/1997.

In applicazione alla normativa antinfortunistica, le forze armate hanno l’obbligo di garantire la salute e la sicurezza di tutti i militari italiani anche a mezzo dell’acquisizione di tutte le informazioni necessarie per fornire ai militari dipendenti le dovute precauzioni.

Quando tali norme vengono violate e il personale muore si è colpevoli di omicidio colposo (in questo caso plurimo) o, nel caso in cui non si arrivi al decesso, di lesioni personali colpose.

Un’altra domanda sorge spontanea: Perché mandare i nostri militari ad operare privi di protezione in aree che si sanno contaminate? Quale interesse lecito può essere più importante dell’incolumità di migliaia di soldati. Il problema poi non sono solo i tumori. L’uranio impoverito è possibile causa di numerose altre patologie tra cui anche della nascita di bambini malformati.

Ma ancora non basta.

Si legge, infatti, nelle norme di protezione che:

– la contaminazione con la polvere UI inquina cibo ed acqua;

– L’UI emette radiazioni Alfa, Beta e Gamma con un tempo di dimezzamento di 4,5 miliardi di anni.

Questo significa una cosa sola: che intere nazioni sono state contaminate per secoli. Tutta la loro acqua e tutto il loro cibo. Pensiamo alla carne, alla frutta, la verdura, il latte, ecc..

Problemi per loro e per noi. Si perché anche ai più indifferenti ed egoisti non potrà sfuggire il fatto che dalla ex Jugoslavia noi importiamo moltissimi prodotti, alimentari che consumiamo senza neanche sapere che provengono da zone contaminate da UI.

Perché tutto questo? Ripeto la domanda: quale interesse superiore lecito ci può essere a tutto ciò?

Concludo con una affermazione tratta dal libro: “Uranio impoverito la verità” Giulia di Pietro intervista all’Ammiraglio Falco Accame (Presidente e ricercatore operativo dell’ANAVAFAF Associazione Nazionale Assistenza Vittime Arruolate nelle Forze Armate e Famiglie dei Caduti, è stato presidente e vicepresidente della Commissione Difesa) scaricabile gratuitamente da questo sito: http://www.anavafaf.com/ , di cui sono state riportate delle parti in questo articolo e che consiglio a tutti di leggere e …vergogniamoci per loro:

“La legge 241/90 sulla trasparenza amministrativa che era stata concepita come una legge per rendere accessibile ai cittadini il massimo numero di informazioni si è trasformata nel suo opposto, perché attraverso i decreti applicativi è diventata una legge delle “eccezioni alla trasparenza” e quindi una legge che mira alla massima intrasparenza possibile.
Tanto da poter dire che l’Italia può essere considerata una Repubblica fondata sul segreto (per lo più abusivo!)”.

Fonte tratta dal sito .

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venerdì 19 dicembre 2025

A cosa servono le tasse. E in particolare l’IMU

 


  1. A cosa servono le tasse.
  2. A cosa serve l’IMU.

A cosa servono le tasse.

Una cosa che nessuno dice mai riguardo alle tasse, è che esse non servono a far entrare denaro nelle casse dello stato, ma ad altri scopi, di cui abbiamo parlato in articoli precedenti sulla crisi finanziaria.

Voglio però soffermarmi nuovamente su questo argomento perché è fondamentale per capire il sistema in cui viviamo e gli scopi di chi ci governa.

Risulterà quindi chiaro dopo questo articolo anche a cosa serve l’IMU.

 

Tutte le fonti ufficiali (mass media, politici, ma anche testi di economia e di scienza delle finanze, nonché diritto tributario) sostengono che le tasse servono a far avere soldi allo stato, che verranno poi tramutati in servizi pubblici ai cittadini (strade, scuole, ospedali, ecc.).

Questo errore concettuale di fondo, ad esempio, non solo la si trova in qualsiasi manuale di diritto tributario per le università, ma anche su wikipedia alla voce “tasse”, dove non esiste neanche l’ombra di una voce contraria.

Appare quindi logico ai più, quando lo stato è in crisi, che la soluzione inevitabile (oltre a quella del taglio alle spese) sia quella di un aumento della tassazione per reperire nuovi fondi.

In realtà questa mossa non solo è sbagliata, ma produce effetti talvolta completamente opposti rispetto al risultato che – si dice a parole – vuole essere ottenuto.

Facciamo un esempio. Non c’è bisogno di un genio per capire che un aumento delle tasse del 2 per cento non produce affatto un aumento delle entrate nelle casse dello stato di pari importo. L’unico effetto che viene realmente prodotto invece è quello di una contrazione dei consumi del 2 per cento; l’aumento reale delle entrate statali, invece, si aggira attorno allo 0,01 per cento, perché va ad incidere esclusivamente sui capitali immobilizzati e non su quelli in circolazione.

Un altro esempio preciserà meglio il concetto introdotto.

Se al dipendente pubblico che guadagna 1000 euro lordi la pressione fiscale aumenta dal 30 al 33 per cento, il dipendente invece di 700 euro ne incasserà 670; tale somma è così bassa che costui sarà costretto a ridurre i consumi. Quelle 30 euro finiranno direttamente nelle tasche dello stato, e non verranno spese in consumi vari.

Ma se tali soldi fossero stati spesi in beni di consumo, sarebbero comunque finiti nelle tasche dello stato, sia pure per via indiretta; infatti sarebbero andati ad un commerciante (ad esempio al pizzaiolo) che su quelle trenta euro avrebbe pagato circa il 50 per cento di tasse (quindi 15 euro); con le rimanenti 15 euro il pizzaiolo avrebbe acquistato altri beni, su cui sarebbero state ugualmente pagate tasse, e cosi via all’infinito.

Facciamo un altro esempio. Se io spendo 1000 euro di benzina, circa 750 vanno direttamente in tasse. Le altre 250 vanno al benzinaio, che ne darà circa la metà allo stato, sempre in tasse. Con le restanti 125 il benzinaio comprerà dei beni (cibo, un motorino, libri per la scuola dei figli); questi beni saranno il guadagno di altri imprenditori che pagheranno a loro volta tasse, che compreranno a loro volta beni, in un circuito infinito.

In pratica tutto il denaro in circolazione va sempre, prima o poi, allo stato. Il modo migliore per aumentare le entrate statali, quindi, non è quello di aumentare l’IVA o le tasse, ma quello di incrementare i consumi, e colpire il mercato nero.

L’unico denaro che non finisce prima o poi nelle casse dello stato è quello che il cittadino riesce a immobilizzare e mettere da parte; quindi un aumento del prelievo fiscale sulle classi più deboli non ha alcun senso, perché non produce un aumento delle entrate statali ma unicamente un decremento dei consumi (penalizzando sia il cittadino sia l’imprenditore).

L’aumento delle tasse ha senso solo se viene applicato alle classi agiate, quelle che riescono a mettere da parte soldi in banca.

In qualunque caso, in ogni sistema fiscale degno di questo nome, esiste una fascia protetta esente da tasse, che è quella dei redditi minimi, perché è un principio ovvio che non ha senso far pagare le tasse a chi guadagna poche centinaia di euro al mese, dato che i guadagni della classi povere finiscono tutti in consumi (e quindi vanno allo stato) e non si traducono in risparmi.

Da noi, fino a qualche anno fa, erano esenti le fasce di reddito più basse. Da qualche anno invece il prelievo fiscale opera anche su chi ha redditi di poche centinaia di euro al mese, perché il reale motivo è distruggere psicologicamente il cittadino e piegarne la volontà.

Non a caso i sistemi fiscali più intelligenti (come quello canadese, bulgaro o australiano, per fare qualche esempio) non solo hanno aliquote basse (spesso l’aliquota massima è il 35) ma prevedono sgravi fiscali per chi investe; in alcuni paesi infatti l’utile delle imprese non è tassato se l’imprenditore reinveste i guadagni in ulteriori attività produttive. Il motivo è molto semplice: se l’imprenditore anziché accumulare soldi li reinveste, quei soldi andranno prima o poi allo stato.

Ad esempio, se Tizio ha guadagnato un milione di euro, darà il 30 per cento al fisco. Se invece quel milione lo investe nuovamente non viene tassato. Perché? Perché con quel milione verranno acquistati macchinari, capannoni, pagati stipendi; i macchinari faranno guadagnare imprenditori che pagheranno le tasse allo stato, i capannoni idem, gli stipendi verranno spesi dai dipendenti in beni di consumo. In sostanza, se lo stato decide di tassare quel milione di euro di utili, il risultato sarà che nelle sue casse andranno solo 300 mila euro; se quel milione non viene tassato, ma reinvestito, nelle casse statali andrà probabilmente quasi tutta la somma reinvestita.

In conclusione, in molti casi per lo stato è più conveniente non tassare piuttosto che tassare. Senza arrivare agli eccessi di paesi come Bermuda, dove non esiste tassa sul reddito, o Tonga, dove fino a qualche anno fa c’era un’imposta sul reddito del 2 per cento, ci sono esempi di sistemi fiscali che riescono a sopravvivere meglio del nostro, avendo un prelievo fiscale che si aggira attorno al 20 per cento di media; e in alcuni casi, come accade nel Wyoming, possono non esistere tasse sul reddito ma solo imposte indirette.

In Italia invece le tasse assumono connotazione che sfiorano il ridicolo; l’imposta di registro, ad esempio, che per i terreni è addirittura del 17 per cento (quindi si paga circa il 20 per cento se ci si sommano le imposte ipotecarie, catastali, e spese notarili) è un balzello immorale. Fino a qualche anno fa avevamo addirittura la tassa sugli accendini, e fino all’avvento del governo Berlusconi i commercianti di prodotti alimentari avevano addirittura una… tassa sui frigoriferi (sic!).

In altre parole, dal punto di vista fiscale fino a qualche anno fa eravamo considerati il peggiore paese del mondo, una vera barzelletta per gli stranieri. Successivamente le regole dell’Unione Europea hanno eliminato alcune tasse prive di logica, come l’IVA al 40 per cento sulle auto di lusso, ma di fondo siamo uno dei paesi peggiori del mondo da questo punto di vista.

Le tasse quindi – perlomeno quelle di un sistema demenziale come quello italiano – servono unicamente a tenere i cittadini in condizioni di sudditanza, per non permettere che questi abbiano tempo per pensare, evolvere, fare attività politica, informarsi. I cittadini devono sgobbare a testa bassa sei giorni su sette, per poi correre trafelati al supermercato il sabato sera e permettersi al massimo una domenica di svago, dove tutto potranno fare tranne che evolvere.

Il discorso vale anche per gli imprenditori, che sebbene godano di agi materiali talvolta superiori a quelli dei dipendenti, spesso lavorano febbrilmente anche la domenica pur di far funzionare i loro lussuosi imperi, complicatissimi da gestire a causa delle centinaia di balzelli, controlli, normative, pastoie, ostacoli, posti dalla burocrazia.

Le reali funzioni dell’IMU.

A questo punto è facile capire a cosa serve la recente IMU sugli immobili posta a carico di imprese e famiglie.

Scopo del governo attuale è sfasciare l’Italia definitivamente, e questo è ben chiaro a tutti.

Ma perché proprio con l’IMU?

Il motivo è presto detto.

Occorre tenere presente che le imprese hanno margini di utili abbastanza ridotti. Un grande magazzino, ad esempio, pur avendo incassi stratosferici, di milioni di euro al giorno, ha al contempo anche costi altrettanto stratosferici (dipendenti, luce, acqua, tasse varie, a cui deve aggiungersi il costo vivo delle merce deperibile che spesso viene buttata e il costo della merce invenduta).

Un’impresa che abbia un margine di utile netto all’anno, rispetto ai capitali investiti, del 10 per cento, può essere considerata florida.

Molte aziende anche di grosse dimensioni, hanno però margini di utili netti che si aggirano attorno al 2 per cento e anche meno.

Molte imprese agricole, da qualche anno, possono dirsi fortunate se raggiungono il pareggio del bilancio.

Questo discorso era valido fino a qualche anno fa.

Da quando è iniziata la crisi economica molte imprese hanno ridotto i loro margini di guadagno, hanno iniziato a licenziare personale, a tagliare le spese, e in alcuni casi gli imprenditori hanno iniettato liquidità in aziende in passivo per tentare di stare a galla (in altre parole hanno attinto dai loro risparmi personali per risollevare il bilancio aziendale in perdita).

Molti imprenditori hanno vari immobili in affitto e vivono con le rendite immobiliari.

Ora la tipologia della media impresa italiana è questa: l’imprenditore ha una o più aziende principali e una o più aziende secondarie; negli anni ha comprato immobili (parte li tiene sfitti per la famiglia, parte li ha riaffittati); in alcuni casi ha trasferito il capannone dal vecchio stabile (che ha dato in affitto) ad uno più grande.

In questo momento di crisi la maggior parte degli imprenditori ha problemi di liquidità.

Molti affittuari non pagano più l’affitto; molti smetteranno presto di pagarlo.

In altre parole l’IMU sottrae liquidità agli imprenditori, che non potranno utilizzare tali soldi per reinvestire; e in alcuni casi, alcuni si troveranno in difficoltà perché non avranno i liquidi sufficienti per affrontare l’esborso imprevisto.

Il paradosso è che molti imprenditori dovranno pagare l’IMU su immobili da cui non percepiscono più alcun canone di locazione proprio a causa della crisi economica; oltre al danno anche la beffa quindi. Poco tempo fa un imprenditore mi diceva che doveva pagare l’IMU sull’immobile dato in locazione all’ufficio di collocamento, che però non paga l’affitto da mesi; ma il paradosso è quello di un imprenditore a cui non viene pagato l’affitto da circa un anno, per un immobile locato addirittura alla Guardia di Finanza; in compenso l’IMU per un immobile di quelle dimensioni ammonta a decine di migliaia di euro; in sostanza, il proprietario si ritrova a sborsare decine di migliaia di euro di IMU, senza avere una corrispondente entrata come guadagno.

Stesso discorso, con le dovute varianti, vale per le famiglie.

In linea generale la famiglia media italiana è proprietaria della casa in cui vive, e se ha più figli spende quasi tutto quello che guadagna in spese scolastiche, vacanze, vitto ecc.

L’IMU serve quindi ad accelerare la crisi. A sottrarre liquidità alle famiglie e alle imprese, per accelerare lo sfascio.

Quei pochi imprenditori che avevano da parte dei liquidi e riuscivano a non vivere contando sui prestiti bancari, saranno costretti a mettere mano ai loro liquidi per pagare l’IMU sui loro immobili, in questo periodo spesso improduttivi per insolvenza dell’affittuario.

Quelli che non hanno liquidi saranno costretti a vendere qualche immobile (il che significa, in un periodo di crisi, che c’è il rischio che non riescano a vendere alcunché) oppure a chiedere un ulteriore prestito alle banche, indebitandosi ancor di più.

Nelle casse dello stato entreranno probabilmente meno soldi di prima, accelerando il caos e accellerando quell’effetto domino che porterà tutta l’economia italiana al collasso totale nei prossimi mesi. Ordo ab chao.

Fonte tratta dal sito .

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giovedì 18 dicembre 2025

Angelo Izzo e il Mostro di Firenze: messaggi in codice?


 In questi giorni stanno facendo molto scalpore alcune dichiarazioni di Angelo Izzo, condannato insieme a Gianni Guido e ad Andrea Ghira per il Massacro del Circeo. L’atroce vicenda si svolse tra il 29 e il 30 settembre 1975: per più di un giorno e una notte, due ragazze romane vennero ripetutamente violentate e torturate in una villa di proprietà della famiglia di Ghira a San Felice Circeo, sul litorale pontino. Rosaria Lopez venne uccisa, mentre Donatella Colasanti, fingendosi morta, riuscì a sopravvivere.

Ora Izzo rivela che nell’agosto 1975, un mese prima del massacro del Circeo, alcuni suoi amici (tra cui Andrea Ghira e Gianni Guido) rapirono, stuprarono e uccisero una ragazza durante una vacanza in Cadore.
La notizia esce venerdì scorso ( https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/05/25/massacro-del-circeo-izzo-rivela-nel-75-rapimmo-e-uccidemmo-17enne-friulana/4381395/ ) ma si riferisce a delle dichiarazioni rese ai PM romani Albamonte e Prestipino, e all’allora procuratore di Belluno Pavone, alla fine del 2016. Dunque risalgono a un anno e mezzo fa, ma vengono rese note adesso, perché giovedì la Procura di Belluno le ha trasmesse ai colleghi di Perugia.

Izzo non ha fatto il nome della ragazza, ma ha fornito dei riferimenti che hanno permesso agli inquirenti di risalire alla vittima: si tratterebbe di Rossella Corazzin17enne friulana scomparsa il 21 agosto 1975 nei boschi di Tai di Cadore, mentre era in vacanza con la sua famiglia nella località montana in provincia di Belluno, e mai più ritrovata. Di Rossella ancora oggi, a distanza di 43 anni, non si sa nulla. Secondo il racconto di Izzo ai magistrati, sarebbe stata scelta e rapita, portata sul Lago Trasimeno (nel perugino), tenuta prigioniera per qualche tempo, e poi violentata e uccisa.

 

Queste le prime notizie. Già dal giorno successivo, però, emergono ulteriori particolari sulla stampa locale. Infatti, essendo la ragazza originaria della provincia di Pordenone, le rivelazioni di Izzo hanno molto risalto sui giornali e sulle TV del Friuli Venezia Giulia, che riportano notizie che nelle cronache nazionali non compaiono.
Alcuni servizi del TG regionale di sabato e domenica ( https://www.facebook.com/TgrRaiFVG/videos/2035688760029111/ – https://www.facebook.com/TgrRaiFVG/videos/2036128679985119/ – https://www.facebook.com/TgrRaiFVG/videos/2036936366571017/ ), riferendosi alle parole di Izzo, parlano di “rito satanico” e fanno il nome di Francesco Narducciil medico perugino coinvolto nella vicenda del Mostro di Firenze e protagonista a sua volta di un giallo sulla sua morte proprio nel Lago Trasimeno. Di Narducci, della sua misteriosa morte, e dei legami con il Mostro di Firenze, abbiamo parlato più volte in diversi articoli nel nostro sito: http://petalidiloto.com/2009/11/il-mostro-di-firenze-storia-dellidiozia_3396.html

Nelle cronache locali vengono riportate le dichiarazioni di Izzo, secondo cui l’omicidio di Rossella Corazzin si sarebbe svolto nella villa della famiglia di Narducci sul Lago Trasimeno, nell’ambito di un rituale con 10 persone, tra cui gli stessi Izzo e Narducci. Mi stupisce ascoltare particolari così precisi e insoliti per un TG regionale. E noto che invece nei giornali e telegiornali nazionali queste notizie non vengono date.

 

Martedì la notizia del rituale e del coinvolgimento di Narducci viene ripresa anche sulla stampa nazionale, trovando ampio risalto in tutti i giornali.
Ecco alcuni esempi:

http://firenze.repubblica.it/cronaca/2018/05/29/news/delitto_del_circeo_izzo_sostiene_un_legame_col_mostro_di_firenze-197635252/

https://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/circeo_izzo_mostro_firenze_narducci-3762800.html

https://corrieredelveneto.corriere.it/belluno/cronaca/18_maggio_29/rossella-rito-incappucciati-pista-porta-mostro-firenze-8d011072-630b-11e8-bd56-955eb8b6d20e.shtml

https://www.lanazione.it/umbria/cronaca/izzo-narducci-1.3946472

 

Dunque, secondo Izzo, a rapire Rossella sarebbero stati Gianni Guido e Francesco Narducci, insieme ad Andrea Ghira e ad altri due giovani. All’epoca sia Guido che Narducci avevano una casa a Cortina d’Ampezzo, quindi vicino al luogo della scomparsa della ragazza.

Ciò che colpisce subito delle parole di Izzo è la conoscenza e frequentazione tra Narducci e i tre pariolini: tutti e 4 appartenenti all’alta borghesia, a Roma e a Perugia; e tutti e 4 vennero in seguito coinvolti in due dei casi più importanti della nostra storia recente. Narducci, Izzo, Ghira e Guido si conoscevano nel ’75? Occorrerebbe indagare sui loro rapporti, poiché si prospetta un intreccio molto interessante se inquadrato nello schema dei poteri occulti e dei servizi segreti che abbiamo spesso descritto nel nostro sito.
Ricordiamo che Francesco Narducci faceva parte di una potente famiglia massonica perugina; mentre i tre Mostri del Circeo venivano dagli ambienti della cosidetta Roma bene e avevano contatti con gruppi di estrema destra e con la criminalità organizzata. Inoltre la figura di Angelo Izzo è molto particolare: di lui sono note le svariate testimonianze nei processi sulle stragi italiane (Piazza Fontana, Bologna, Piazza della Loggia), su omicidi eccellenti (Mino Pecorelli, Piersanti Mattarella) e su altri episodi di terrorismo e mafia. Come abbiamo scritto in altre occasioni, appare chiaro che Izzo è in realtà un agente dei servizi segreti, che ha sempre agito per conto di essi.

 

Ma la particolarità che emerge in questi giorni è anche un’altra. Sempre martedì – quindi lo stesso giorno in cui la stampa nazionale pubblica i riferimenti a Narducci nelle dichiarazioni di Izzo – esce un’altra notizia che riguarda il Mostro di Firenze e anch’essa trova ampio risalto mediatico: un ex ufficiale dell’esercito USA rivela di essere sia il serial killer statunitense Zodiac, sia il pluriomicida di Firenze.

http://www.ilgiornale.it/news/politica/killer-zodiac-mi-ha-confessato-sono-io-mostro-firenze-1533527.html

Sembra che il militare, negli anni dei delitti del Mostro tra il 1974 e il 1985, abitasse effettivamente in Italia, in un paese vicino Firenze. Vi si trasferì pochi mesi dopo l’ultima lettera ufficiale di Zodiac e pare che nelle famose lettere dell’omicida seriale americano siano stati trovati riscontri biografici dell’ex funzionario USA. Secondo le notizie riportate, l’uomo sarebbe quindi Zodiac e sarebbe anche l’americano “Ulisse” di cui parlò Mario Vanni (uno dei cosiddetti “compagni di merende”) in un’intercettazione.

Anche in questo caso, si tratta di dichiarazioni di cui gli inquirenti sono a conoscenza dal settembre 2017, ma vengono rese note proprio adesso, nello stesso giorno di quelle di Izzo su Francesco Narducci, che fu coinvolto nella vicenda del Mostro di Firenze.
La modalità con cui sono state date e diffuse queste due notizie fa pensare a un messaggio in codice, ma non siamo in grado di analizzarne il significato. Certo è che non ci sembra che possa essere un caso. Anche perché, soprattutto per quanto riguarda il Mostro di Firenze, ci sono sempre state molte anomalie anche a livello mediatico, come abbiamo descritto diverse volte nel nostro sito: http://petalidiloto.com/2007/12/il-mostro-di-firenze-quella-piovra-che.html

 

Torniamo però alla scomparsa e all’omicidio di Rossella Corazzin, e ai racconti di Angelo Izzo. In questi giorni, sentendo e leggendo le notizie sul “rito satanico” in una villa, mi sono tornate in mente altre dichiarazioni che Izzo fece qualche anno fa. Mi riferisco in particolare a un libro dal titolo “The Mob – La banda dei Pariolini”, in cui Izzo descrive una cerimonia di iniziazione, con una vergine, 8 uomini e un maestro. Questo è un estratto, preso da un servizio della trasmissione Chi l’ha visto del 2013 (dal minuto 10): https://www.youtube.com/watch?v=MPb5xSurbtY

Eravamo in nove attorno a un tavolo, con il viso sprofondato nel buio. Tutti scalzi indossavamo delle tuniche bianche, con sopra cucita in corrispondenza del cuore una rosa rossa. Oltre colui che presiedeva la cerimonia c’eravamo io, Cow Boy, Cubo, Virgilio, il Lupo, Marco, Wilfredo e Marco il gemello. L’unica flebile luce giallastra proveniva dalle centinaia di candele accese sul pavimento della grande sala. Altre candele erano sul tavolo intorno al corpo nudo della ragazza che era lì sdraiata. Sembrava priva di sensi.

Il racconto completo del rituale si trova qui: http://donatellapapi.blogspot.com/2014/09/izzo-gli-scritto-segreti-e-i-delitti.html

Il romanzo di Izzo non fu mai pubblicato, perché contiene diversi riferimenti a segreti di Stato, a stragi e a complotti della prima repubblica ancora irrisolti. La rivista Panorama pubblicò alcuni capitoli del manoscritto in uno speciale dal titolo “Stupro e torturo. Io, Angelo Izzo, vivo così”.

Ma in questo passo reso noto qualche anno fa, sono tanti i riferimenti che corrispondono alle dichiarazioni pubblicate in questi giorni. Il rituale, il tavolo, le tuniche, la ragazza vergine, la presenza di una decina di partecipanti… L’episodio che Izzo raccontò sotto forma di romanzo, potrebbe essere proprio la vicenda di cui si parla in questi giorni. La ragazza sdraiata nuda sul tavolo per il rituale esoterico potrebbe essere quindi Rossella Corazzin.

Da sottolineare il fatto che nel libro Izzo parla di “tuniche bianche con sopra cucita in corrispondenza del cuore una rosa rossa”. I nostri lettori coglieranno subito il richiamo simbolico all’organizzazione della Rosa Rossa. Infatti Izzo – come si può leggere nel racconto completo – parla apertamente di simbologie e di rituali che si rifanno ai Templari e comincia scrivendo: “Finalmente arrivò il giorno degli iniziati al Sacro Ordine del Drago, della Croce d’Oro e della Rosa Rossa”. Un richiamo palese all’Ordine della Rosa Rossa e della Croce d’Oro.
In questo senso, potrebbero avere un valore esoterico anche il nome e le iniziali della vittima sacrificata nel rito: Rossella, RC.

Angelo Izzo racconta che non era presente né al rapimento né all’omicidio della Corazzin, ma solo alla violenza e al rituale. Lasciò la villa quando la ragazza era ancora viva, ma quando si allontanò era consapevole che sarebbe stata uccisa.
Per quanto riguarda il Massacro del Circeo di un mese dopo, a quanto ne sappiamo e per quanto crediamo, non fu Izzo a compierlo o comunque a idearlo e a dirigerlo. Si trattò di una vera e propria operazione dei servizi, gestita da menti esperte. Risulta anche difficile – e si evince pure dalle sue stesse dichiarazioni – pensare che siano stati lui o uno dei suoi giovani amici a ideare e gestire il rapimento, il rituale e l’assassinio di Rossella Corazzin. Sembra invece chiaro che si sia trattato anche in questo caso di un’operazione diretta dall’alto. A maggior ragione se la consideriamo una cerimonia di iniziazione.
Dal momento che – come abbiamo detto – Izzo è un uomo dei servizi, anche questa vicenda (con le sue recenti dichiarazioni e l’uscita mediatica) è un’operazione dei servizi per mandare dei messaggi a qualcuno.

Fonte tratta dal sito .

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mercoledì 17 dicembre 2025

Zodiac e i delitti di Santa Rosa

 


Zodiac Killer
, o Zodiac, è stato un serial killer statunitense che per circa dieci mesi tenne la California settentrionale in sacco tra la fine degli anni Sessanta del Ventesimo secolo e i primi anni Settanta. Egli stesso si firmò con questo nome in una serie di lettere di sfida alla stampa datate fino al 1974. Le lettere di Zodiac contenevano quattro crittogrammi, vale a dire messaggi cifrati, tre dei quali rimangono ancora oggi senza soluzione. Zodiac uccise cinque persone nelle località di Benicia, Valljo, Berryessa Lake e San Francisco tra il dicembre 1968 e l’ottobre 1969: quattro uomini e tre donne di età comprese fra i 16 e i 29 anni; due di loro, i maschi, sopravvissero alle aggressioni. A Zodiac sono state attribuite anche numerose altre vittime, malgrado non ci fossero sufficienti prove per la conferma.

L’identità del killer rimane ad oggi sconosciuta, anche se in effetti un sospettato all’epoca ci fu. E proprio questo sospettato lega Zodiac ai delitti di Santa Rosa, efferati omicidi assai meno conosciuti di quelli attribuiti a Zodiac. Nei fatti è avvenuto che il grande clamore mediatico dato a Zodiac, alle sue lettere in parte ritenute vere e in parte false, e agli articoli a lui dedicati da un famoso giornalista del Chronicle Paul Every, oscurasse i delitti di Santa Rosa, una vicenda assai più misteriosa e significativa. Mentre la storia di Zodiac diventava un film con Clint Eastwood che uscì nelle sale il 23 dicembre 1971, dal titolo ‘Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!’, si apprestava ad entrare in azione un serial killer proprio nelle stesse zone, e che uccise con le stesse modalità di Zodiac. Questo ‘secondo’ serial killer che operò a Santa Rosa non fu mai così ‘famoso’ come Zodiac, e uccise indisturbato dal 1972 al 1973. Ma il principale sospettato di essere Zodiac abitava proprio a Santa Rosa.

Tra il 1972 e il 1973 a Santa Rosa, in California, accaddero sette misteriosi delittisette giovani donne furono uccise e a tutt’oggi i loro omicidi sono irrisolti. Tutte le vittime erano autostoppiste. Tutte furono trovate nude in zone rurali vicino a ripidi argini o nel letto di un torrente vicino alla strada. Le ragazze furono rapite tra Sonoma County e Santa Rosa nell’area di North Bay. Furono uccise altrove e scaricate poi dove furono ritrovate. L’assassino si tenne i loro vestiti e prese un orecchino d’oro da ognuna di loro. Le legò, strangolò e pugnalò. Solo una, Carolyn Davis di quindici anni, fu avvelenata con la stricnina, mentre Therese Diane Walsh di ventitré anni fu anche violentata.

Sebbene molte persone, nel corso degli anni, siano state sospettate di essere Zodiac, solo su una, Arthur Leigh Allen, la polizia indagò seriamente. Nel luglio del 1971 un amico di Allen riferì i suoi sospetti su di lui al Dipartimento di Polizia di Manhattan Beach, California. Allen fu subito interrogato dalla polizia di San Francisco e affermò, senza essere stato sollecitato, che il giorno dell’aggressione di Zodiac al Lago Berryessa teneva in auto dei coltelli insanguinati che gli erano serviti per uccidere dei polli; disse anche di avere letto il libro ‘La partita più pericolosa’, un breve racconto di  Richard Connel del 1924, da cui era stata ripresa la frase che definiva l’uomo come “animale più pericoloso da cacciare”; questa frase era contenuta anche in una lettera di Zodiac spedita alla stampa.

Allen fu l’unico sospettato contro cui la polizia ebbe abbastanza prove a carico per eseguire non uno ma tre mandati di perquisizione: il 14 settembre 1972, il 14 febbraio 1991 e il 28 agosto 1992, due giorni dopo la sua morte avvenuta per un infarto.

Egli possedeva una casa mobile al Sunset Trailer Park di Santa Rosa proprio al tempo degli omicidi di Santa Rosa. Era stato licenziato dal suo posto di insegnante della scuola elementare di Valley Springs per sospette molestie su minori nel 1968, e nel 1972 frequentava a tempo pieno il Sonoma State College. Allen fu stato arrestato il 27 settembre 1974 dall’ufficio dello sceriffo della contea di Sonoma perché accusato di molestie su minori in un caso non correlato né con Zodiac né con i delitti di Santa Rosa. Si dichiarò colpevole il 14 marzo 1975 e fu  imprigionato nell’ospedale statale di Atascadero fino alla fine del 1977. Robert Graysmith, nel suo libro ‘Zodiac Unmasked’, afferma che uno sceriffo della contea di Santa Rosa gli rivelò che erano stati trovati peli di scoiattolo su tutte le vittime dei delitti di Santa Rosa e che Allen allevava e studiava la stessa specie nella sua casa mobile. Allen – come ho scritto più sopra – fu il principale sospettato nel caso Zodiac dal 1971 fino all’ottobre 2002, dieci anni dopo la sua morte, quando il suo DNA fu confrontato con un profilo parziale del DNA ottenuto dalla saliva recuperata sul lato inferiore di un francobollo e buste inviate alla stampa da Zodiac. I risultati però non furono conclusivi.

Il killer dello zodiaco è ritornato giorni fa sui giornali italiani. Il 30 maggio 2018 è uscita sul giornale La Nazione ( https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/misteri-mostro-1.3946422 ) la notizia che un ottantaduenne ex ufficiale americano di origine italiane affermava di essere Zodiac. Di più affermava di avere ucciso anche nei delitti del Mostro di Firenze. In questi ultimi giorni, a tutta questa storia si è aggiunta la confessione di Angelo Izzo ( http://www.ilfriuli.it/articolo/Cronaca/Izzo,_massimo_riserbo_sulle_confessioni_di_uno_dei_mostri_del_Circeo/2/181436 ) che collega la sparizione di una ragazza, Rossella Corazzin, alla vicenda del Mostro di Firenze.

Come fa notare nel suo articolo Stefania Nicoletti ( http://petalidiloto.com/2018/05/angelo-izzo-e-il-mostro-di-firenze-messaggi-in-codice.html ), le parole di Izzo gettano una nuova luce, quella della Rosa Rossa, sul caso della povera Rossella Corazzin ma anche sul massacro del Circeo: tutte vicende nelle quali poteri occulti e servizi segreti si mischierebbero e si ritroverebbero coinvolti in rapimenti e uccisioni di ragazze a scopi rituali.

Riavvolgendo il filo delle notizie, però, notiamo come un filo rosso colleghi tutto a Zodiac, e indirettamente anche ai delitti di Santa Rosa che non vengono mai citati.

E di questi delitti avevo in un articolo passato ( http://larapavanetto.blogspot.com/2016/12/i-delitti-di-santa-rosa-ii-i-delitti-di.html ) sottolineato un aspetto:

I delitti di Santa Rosa ebbero luogo tra il 1972 e il 1973. Anni cruciali per la politica americana, gli anni dello scandalo Watergate: furono scoperte intercettazioni illegali nel quartier generale dei democratici, ad opera di uomini legati al partito repubblicano. Sabotaggi vari a danno di candidati e personaggi pubblici democratici, attuati da uomini legati al presidente Nixon e al suo entourage. Uno degli uomini più importanti assoldati dall’entourage di Nixon per eseguire ‘trucks’, cioè lavori sporchi a danno dei democratici, era Donald Segretti. Bob Woodward e Carl Bernstein, i famosi giornalisti del Washington Post che indagarono sulla vicenda, arrivano a lui tramite una soffiata. Segretti sarà fondamentale per l’inchiesta sul Watergate. Donald Segretti era un giovane avvocato assoldato da Herbert Kabalak, avvocato di Nixon, per conto di Patrick Gray Oldman, assistente di Nixon, per svolgere particolari incarichi per il Comitato del partito Repubblicano. I ‘trucks’ appunto. Era inoltre un ex compagno di scuola di Ronald Ziegler, addetto stampa di Nixon. Donald Segretti sapeva tutto degli affari sporchi del cerchio magico di Nixon. Lavorava nel cuore stesso di quello che sarà definito come ‘Watergate’. Ora guardate le tre cartine più sotto riportate:

 

La prima indica Santa Rosa, la zona dei delitti.

La seconda indica la città natale di Nixon.

La terza indica la città natale di Segretti.

 

Pare che un territorio significativo per la nascita di personaggi che furono protagonisti assai importanti di una torbida storia ai vertici del Potere americano, giusto nel torno d’anni dei delitti di Santa Rosa, sia stato segnato da vicende sanguinose e misteriose legate al nome di una santa che rappresenta proprio la Rosa Rossa. E pare quasi che un killer (o più killers) passi dai delitti della fine degli anni Sessanta ai delitti degli anni successivi su commissione, forse.

 Fonte tratta dal sito .

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martedì 16 dicembre 2025

I delitti del Mostro di Firenze


 Qualche mese fa è stato scoperto un appartamento dei servizi segreti in cui sono stati trovati documenti che riconducono al Mostro di Firenze e proiettili della pistola Beretta calibro 22. In realtà, come abbiamo evidenziato nel corso degli anni in diversi articoli nel nostro blog, esistono molti collegamenti tra i servizi segreti e la vicenda dei duplici omicidi avvenuti nelle campagne toscane tra gli anni ’70 e gli ’80. Si tratta di una sorta di Strage di Stato, messa in atto da organizzazioni e apparati, non certo da un serial killer isolato, il quale non avrebbe potuto agire indisturbato per così tanti anni. L’obiettivo di questa operazione non è stato uno solo; ci sono infatti più livelli coinvolti, con scopi diversi ma coesistenti: dall’alto c’è chi ha agito con finalità sia esoteriche, sia di destabilizzazione della società.

Fonte tratta dal sito .

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Satanismo e potere, da Charles Manson a Michael Jackson

  Prima Parte Pubblichiamo questo articolo tratto dal sito  Libreidee :  http://www.libreidee.org/2017/11/satanismo-e-potere-da-charles-mans...